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Tutto qui?!

Se un libro si intitola Confessioni di una vittima dello shopping chi sono io per non comprarlo?!
Gli ronzavo intorno da un po’ e poi l’ho preso.
All’inizio è andata bene: scorrevole, veloce, abbastanza ben scritto. Questo per circa un centinaio di pagine nelle quali la protagonista ci racconta chi è.
Siamo in Giappone: lei, tettona ( non è un particolare trascurabile considerato quello che arriverà a fare, se lo scrivo un motivo c’è!), si sposa presto con il primo ragazzo che la corteggia. Comincia una noiosissima vita familiare con il marito bancario ed il primo figlio.
Poi, l’imprevisto, incontra una sua compagna di liceo che la introduce nel favoloso mondo dello shopping e questo è l’inizio della fine; in tutti i sensi: della sua tranquilla vita familiare, della sua ossessione, fondamentalmente del libro.
Perché si parla sì di un’ossessione ma in modo anche superficiale, poco incisivo, direi inutile.
La brama dell’acquisto che esiste (e io ne so qualcosa!) viene raccontata ma in modo generico direi.
Almeno raccontami bene cosa compri non mi dire solo che vai alle svendite, no?!
Comunque una casalinga non ha soldi per essere una fashion Victim e allora che può fare per averne?
Facile, vendere se stessa.
E qui comincia lo squallore.
Il marito la scopre, la aiuta a disintossicarsi e?! E poi boh! Il libro si perde. Sfuma così, senza un vero perché!
Un paio di chicche le ho lette, tipo che “il segreto dell’eleganza sta nei capelli”; o che “i vestiti sono belli davvero solo prima di essere acquistati”.
Nulla di più. Per me: nulla di più.
L’ho letto io, al solito, ringraziatemi e lasciatelo sullo scaffale; leggete altro ma leggete.

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Vi ricordate?

E’ da un po’ che non vi faccio il riassunto delle puntate precedenti su vadobenecosi@gmail.com perché ho avuto troppo da intrattenervi con altre scemenze e, invece, come sapete la moda è una cosa seria. Chiedo venia.

Dunque, prendo spunto da lì per invitarvi a fare acquisti coscienziosi su internet, non a cavolo (come potrei fare io ma… ma non lo faccio J). Mi spiego meglio: se vedete qualcosa su Privalia che costa la metà di quello che costerebbe in negozio, fidatevi solo di marche che conoscete e per le quali vale davvero la pena di spendere la metà di quello che costano. Mi spiego meglio: non comprate a prescindere perché se vi mettono una maglietta di Bershka a 3€ ma al negozio ne cosa 5, che senso ha acquistare su internet? La qualità è quella che è quindi, stateci attente! Comprate solo marche di un certo livello.

Bene, detto questo, quando cercate qualcosa da acquistare, andate a farvi un giro su www.yoox.com perché aiuta. Se avete, per esempio, in mente degli stivaletti bikers che non riuscite a trovare o delle scarpe proprio di un certo colore da abbinare ad una giacca con una maglietta, provate a guardare lì perché scoprirete che esistono delle marche nuove, buone e a prezzi bassi. Lì sì che ogni marca ha un suo perché e vale la pena spendere. In più se avete un numero (maledette!) tipo 41 o 36 l’affare è garantito. Diciamo che quel sito raccoglie il vostro immaginario; mi torna in mente la frase del fotografo Muray che disse “Voi lo sognate, noi lo fotografiamo – e tutto in un a giornata di lavoro” … loro però ve lo mandano pure mentre voi state comodamente a casa, e non è poco! Ovviamente io sono una maestra nella ricerca; quindi se serve scrivete e vi sarà risposto.

Ecco, proprio questo è il punto: SCRIVETE!!!!

Non ho altro da aggiungere.