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Ode al punto e virgola

First of all: ho fatto un nuovo tattoo.

Non lo avrei mai pensato ma vi devo dire che é vero quello che si dice, ossia che quando cominci vorresti continuare.

Ora non pensate a me come una di quelle che si tatueranno una patacca ovunque ma dei piccoli significativi tattoo, in qualche punto particolare del corpo, li trovo proprio i miei.

Ora, nella fattispecie, dopo quello di cui vi ho già parlato e che potete rileggere qui: https://kiukylandia.com/2017/12/12/tattoo /ho tatuato un punto e virgola, microscopio ovviamente, quasi sul polso destro.

Mi piace tantissimo.

E mi é piaciuto farlo con 6 persone speciali che a loro volta hanno tatuato lo stesso punto e virgola in altrettante e diverse parti del corpo.

Perché il punto e virgola?!

Perché è un segno della punteggiatura che mi é sempre piaciuto.

Non ha la pretesa di essere definitivo, non ha la superbia di essere definitivo, definisce un elenco di cose ma cose compiute non elenco banale di aggettivi.

Il punto e virgola é un simbolo, un’indicazione: la voglia di chiudere una parte, un momento, una situazione ed andare avanti.

Ho letto poi che trattasi di simbolo di lotta alla depressione, francamente non so e non mi interessa. La depressione sicuramente non mi appartiene e penso che ognuno dia ai simboli il proprio significato in un determinato momento della propria vita.

E allora perché l’ho tatuato ora?! Perché era il momento giusto, con quelle sei personcine a modo, pulite, generose, sincere, era il momento giusto per la nostra amicizia.

Era il momento giusto per me, non solo perché c’erano loro, ma perché me lo sentivo.

Era ed è stato un altro momento giusto.

Quindi, direi: punto e virgola e vado avanti; e continuo a vivere un elenco di episodi compiuti che solo altri punti e virgola, senza la pretesa di essere definitivi, continueranno a punteggiare.

Il concerto di Daniele

Oddio Amica, ho fatto ‘sta cosa grandissima: ho visto il mio primo concerto di Daniele Silvestri senza di te.

Che botta.

Bello bellissimo,  c’eri.

Ci sei sempre. C’eri ancora di più.

Tanto che mi veniva di girarmi per chiederti: “ti sta piacendo?!”.

Ma domanda retorica: ci è piaciuto, ci piace e ci piacerà sempre.

Ma quante nmila volte lo abbiamo visto?! Quante?! “In tutti i luoghi in tutti i laghi” mi verrebbe da dire!

Lo sai la cosa che mi ha impressionato di più?!

È stato pensare all’ultima volta: era quella della laringite di Daniele, quando ci ha rimandato a casa e poi fatte tornare dopo 3 settimane, quando eravamo tutte e due con la maglietta e ci siamo fatte il selfie sotto il palco.

È stata dura, amica mia, stasera.

Sono stata piuttosto brava ma è stata dura.

È dura ogni volta che il fatto che non mi puoi essere fisicamente accanto mi arriva come un pugno in faccia, così alla sprovvista e mi mette ko.

Come l’altra settimana quando sono venuta a trovarti nel posto dove stai ora. Sempre lo stesso effetto mi fa, mi sembra roba da pazzi.

Tornando a Daniele ha fatto il solito concerto strepitoso, ci ha messo quasi tutte quelle che ci piacciono e, colpo di scena, non ha chiuso con Cohiba (che pure ha fatto!) ma con una nuova.

Molto bella.

E, presentando la canzone, ha detto che poiché il valore delle cose lo apprezzi quando le perdi, a mano a mano faceva smettere di suonare i musicisti rimanendo solo lui con la chitarra.

Bello, bellissimo.

E ha anche aggiunto che “dall’alto c’è sempre qualcuno che ci guarda“: ho pensato che ce l’avesse con te anche se io il tuo valore lo conoscevo anche quando c’eri, non c’era proprio bisogno che te ne andassi.

E ricorda, amica, per citare lui, Niccolò (il tuo preferito) e Max: “L’amore non esiste ma esistiamo io e te” questo é un fatto. Sempre e per sempre é un fatto.

Vi volevo dire…

…che non é che non ci sono, non è che non sto leggendo libri, non è che mi sono dimenticata del blog.

È che:

– sto in vacanza;

– leggo ma leggo male, solo quando mi va, solo per poco tempo, solo prima di addormentarmi e, se mi metto dal lato mio, reggo 30 secondi;

– ho iniziato un libro che mi doveva piacere tantissimo e invece ho faticato ed ora sta lì appeso mentre ne ho cominciato un altro;

– poi sono stata al mare;

– poi ora sono ripartita;

– poi, insomma, ogni tanto si può anche stare senza scrivere.

E voi direte: “ma chi t’ha chiesto niente?!”

No infatti, ma io sono corretta e ve lo volevo dire… non vi innervosite!!!

Tanti saluti a voi e buona (fine) estate.

Perché voto io?!

Perché è un mio diritto.

Perché é un mio dovere, anche se non l’ho mai considerato tale nel senso che mi basta che sia un diritto.

Perché mi piace esprimere la mia opinione.

Perché adoro manifestare il mio dissenso.

Perché sì.

Perché non accetto che altri decidano per me.

Perché io ci credo sempre.

Perché non mi piace l’espressione “tanto non cambia niente”, io penso che da qualche parte si debba pur cominciare.

Perché gente é morta per garantirmi questo diritto.

Perché ancora siamo in democrazia.

Perché non c’è pioggia o sole che tenga.

Perché ci vogliono 10 minuti.

Perché basta una croce.

Perché è sempre e comunque importante, SEMPRE e COMUNQUE IMPORTANTE.

Buon compleanno

Auguri a Te, a me, a noi.

Auguri alla nostra amicizia, ai nostri ricordi, al nostro “per sempre”.

Auguri ai nostri viaggi, alle nostre risate, alle nostre lacrime.

Auguri agli anni straordinari che abbiamo passato insieme ed a questi che ci tengono lontane.

Auguri alla tua dolcezza.

Auguri al tuo indelebile sorriso.

Auguri alla tua forza, alla tua tenacia, alla tua bellezza.

Auguri a me che fatico senza di te ma non mollo.

Auguri alle tue amiche tutte che faticano ma non mollano come me.

Auguri alla tua mamma, al tuo papà, a tuo fratello che sono delle rocce.

Auguri a Te, che sei la mia stella e che “sempre e per sempre” dalla mia parte ti siederai.

 

Lasciarsi andare

L’altro giorno ho scritto un messaggio con il seguente testo: “lasciati andare”, mi hanno risposto “fallo anche tu!”.

E ho pensato a quanto può essere importante farlo.

Pensateci, pensiamoci.

Lasciarsi andare:

alla gioia, che non è mai abbastanza;

al dolore, che tenerlo dentro logora;

alle confidenze, senza aver paura delle conseguenze;

alla propria debolezza, che nessuno è forte tanto quanto vuole far credere;

alle lacrime, che liberano;

all’amore, che salva;

alla rabbia, che purifica;

alla disperazione, quando non se ne può più… salvo poi fermarsi prima di scavalcare il ponte di Ariccia;

alla mancanza, che è quella cosa brutta che ti toglie il fiato ma che dichiarata può aiutarti a conviverci;

alla voglia di urlare, cercando di farlo in uno spazio aperto o a casa in orario consono al regolamento del proprio condominio;

alla leggerezza, che “vivere è come volare ci si può riuscire solo poggiando su cose leggere”;

alla pesantezza, che non può essere sempre un circo;

alla vita, che è “una sola e non va sprecata” e questo lo sapete da soli, ho scoperto l’acqua calda, ma ricordarlo aiuta a vivere meglio.

 

 

Manifesto

Sono stata a vedere la mostra Manifesto di Julian Rosefeldt al Palazzo delle Esposizioni.

Ora io raramente vi parlo di mostre, forse non l’ho mai fatto, ma questa merita un commento.

Intanto qualche consiglio preliminare.

Sappiate che avete bisogno di più di due ore per vederla tutta: si tratta infatti di 13 filmati di 12 minuti circa l’uno, tranne il prologo che ne dura 4.

Sebbene non creda che ci sia mai grossa affluenza, cercate di andare quando c’è poca gente (io ci sono andata il venerdì alle 20, perché chiude alle 22.30 come il sabato) in modo da non fare a cazzotti per seguire.

All’ingresso vi danno un libretto, tenetelo come oro colato perché è la traduzione di tutti i filmati che vedrete e vi aiuterà a capire ed apprezzare meglio.

Detto questo vi racconto della mostra.

Cate Blanchett interpreta le 12 donne dei filmati e, ognuna, decanta un manifesto artistico: pop art, futurismo, dadaismo etc. etc.

E una volta è una barbona, poi coreografa, poi burattinaia, poi mamma modello “Verona”, poi sempre bellissima.

Una bravura rara la sua, riesci a scordarti in un secondo quello che hai visto 12 minuti prima e ti sembra di guardare un’altra attrice.

I filmati sono curati allo sfinimento, il trucco di lei perfetto, le ambientazioni (sopratutto alcune, tipo “Architettura”) notevolissime.

Ad un certo punto dei 12 minuti poi, tutte le Cate insieme declamano il manifesto del filmato: tutte all’unisono, ciascuna il suo (anche se io ci ho messo 3 filmati a capire che non dicevano tutte la stessa cosa… ho i miei tempi!) ed è fantastico il colpo d’occhio con lei in primo piano che recita questa specie di nenia.

BELLISSIMO.

“L’arte di oggi è un falso” dice la giornalista; “No all’eroico, no all’Antieroico” la coreografa; “In arte c’è bisogno di verità, non di sincerità” la scienziata e così via.

BELLISSIMO.

Devo ammettere che all’inizio sono rimasta un po’ spiazzata ed ho pensato “ma perché non vado a vedere le mostre degli impressionisti come fanno tutti!” poi però, quando ti liberi dalla necessità di capire tutti i passaggi, li capisci tutti.

Avete tempo fino al 22 aprile, apprezzatene tutti.