Archivi categoria: Moda

Pillole di MFW

Ho poco tempo, ve lo dico, ma ho deciso di dedicare quei 15 minuti al giorno per vedere cosa ci regala la Milano Fashion Week.

Non so a che giorno siamo della settimana della moda ma oggi hanno sfilato, tra gli altri: Peter Pilotto, Alessandro Dell’Acqua per Nr. 21, Prada e Alberta Ferretti.

Quest’ultima per me ha vinto: una sfilata bellissima, colorata, romantica, dinamica. Vi posto qui il mio vestito preferito:

Non mi è piaciuto affatto Peter Pilotto, molto troppo colorato ma sostanzialmente immettibile, guardare per credere, un semaforo ambulante, non brutto eh ma pur sempre un semaforo:

Io adoro Alessandro Dell’Acqua. Mi piace molto sempre, però trovo la collezione un po’ faticosa, troppe cose e tutte insieme, tagli, fiori, drappeggi… un po’ faticosa, ma sempre valida, originale:

E poi Prada, molto cool, mi è piaciuta ma non ha vinto la palmetta di oggi…

…vediamo che succede domani: stay tuned!

Annunci

Festival di Venezia nr. 76

Sento il bisogno di farvi un paio di commenti sul Festival di Venezia.

O meglio, non sul Festival ma sui look visti al Festival, ovviamente.

Intanto vi segnalo un’iniziativa davvero carina: il brand Twin Set ha inventato il “Please, don’t buy” ossia dal 19 settembre uscirà una collezione, il cui corner si troverà presso gli store monomarca Twin set, con abiti che non si potranno acquistare ma affittare. Sul red carpet, varie influencer, hanno indossato gli abiti della collezione. Su tutte vi segnalo Paola Turani che io trovo bellissima in questo abito blu. Bellissima.

Promuovo a pieni voti la Mastronardi, più in Armani che in Valentino. In Valentino mi sembra davvero troppa roba; azzeccato anche il Gucci; ma in Armani penso sia la perfezione così come Cate Blanchett che non si potrebbe immaginare “più” perfetta.

Armani
Gucci
Valentino

Devo invece segnalare una cosa che mi ha mandato al manicomio: io non amo

Manila Grace, credo che sia un brand sopravvalutato e poi fa più o meno sempre le stesse cose. Penso sia la prima volta che va a Venezia, in ogni caso ho visto il red carpet di Melissa Satta (vabbe, si potrebbe scrivere un’enciclopedia sul perché Melissa Satta debba stare a Venezia ma soprassiedo!) e poi di un’altra al suo primo Red carpet (Nataly Osman, che non ho idea di chi sia ma sicuro non un’attrice) e udite udite le ha vestite praticamente uguali. Un pantalone ed un blazer over size sopra… la differenza sta nello scollo della giacca e impercettibilmente anche nel pantalone, ma una sola domanda: perché?!?! Al di là del discutibile effetto fotocopia ma ribellatevi!!! Vabbè che è già un miracolo per le due stare su quel red carpet ma una volta lì sopra almeno puntate all’originalità, fatevi ricordare per quello e non per aver indossato una giacca del tutto simile a quella dell’altra.

Io veramente boh!

…segue che il Festival non è finito!

The oscar 2019 goes to…

Allora, mi tolgo subito il pensiero ed è ovvio che non vi parlerò delle statuette.

Non mi interessa a chi è andato quale Oscar perché non è di mia competenza dal momento che se hanno fatto vincere il criceto che ha interpretato Freddy Mercury e non Christian Bale per Vice è evidente che qualcosa in quel di Los Angeles non funziona. Sono sodisfatta invece che non abbia vinto Lady Gaga, se non per la canzone (che comunque trovo orribile) e Bohemian Rapsody. Mi riprometto di vedere al più presto Green Book, cosa che non ho ancora fatto perché la cabala mi è stata avversa.

Sono qui, invece, per parlare di vestiti.

Il mio Oscar va, lo assegno subito così ci togliamo il pensiero, a lui:Billy

Lui è Billy Porter in uno smoking firmato Christian Soriano: trovo bellissima l’idea e da donna invitata rosicherei perché avrei voluto indossarlo io questo smoking “gonnato”. GENI!

Bellissime le donne in rosa: Gemma Chan in Valentino, Helen Mirren in Schiaparelli e Julia Roberts in Eliee Saab. 

Mi è piaciuta 0 (ma forse io devo avere un problema con lei) Lady Gaga in un banalissimo Alexander McQueen, NERO: scusate ma quell’effetto “poggiamani” sui fianchi, stile manichino che ho in camera mia lo trovo orribile. Spiccava al collo un collier da 20 milioni di $ (20 milioni!!!) di Tiffany, guardare per credere.

 

Non mi sono piaciute (e mi dispiace perché in genere mi piacciono):

  1. Charlize in Dior, l’abito è bellissimo dietro ma davanti non le dona secondo me, senza contare che quel colore è una condanna a morte… in realtà è proprio color morte… per chi se lo chiedesse i gioielli sono di Bulgari;
  2. Emma Stone, sempre in Luis Vuitton, che ha finalmente capito che non le deve mettere tailleur perché non sta andando in ufficio ma con dubbi risultati;Emma
  3. Irina in Burberry, che io dico per non farla risultare una dea ce ne vuole e ci sono riusciti, segnalo che la poverina si è dovuta fare il red carpet con marito e suocera… e infatti la faccia di lei la dice lunga (devo pensare, comunque, che Bradley abbia preso tutto dal papà, considerata la mamma!); Irina
  4. Glen Close, che mi ha cacciato un effetto Ferrero Rocher (o proprio statuetta dell’Oscar) in Carolina Herrera;Glen
  5. Chiara Ferragni, in Valli, perchè mi è piaciuta di più, sempre in Valli rosso, quando ha fatto da madrina ad Eurodisney che qui dove quel fiocchetto mi fa troppo ballo delle debuttanti:

    Ok, direi che posso fermarmi qui. Aggiungo solo: vincitrice Oscar per attrice protagonista (Olivia Colman) in Prada, per me è un NO; mentre attrice non protagonista (Mahershala Ali per Green Book) in Oscar de la Renta per me è un sì.

    Bene, ci vediamo l’anno prossimo. Tanti saluti.

Sanremo 2019

Sono passate due serate e non ho visto un fotogramma in diretta di Sanremo.

Già prima che iniziasse sapevo però che la Raffaela sarebbe stata vestita da Armani (prima e ultima sera), Schiaparelli e Lorenzo Serafini in mezzo; Scervino per Baglioni; Etrò e Armani per Bisio.

Ho guardato qualche abito solo perché non resisto e perché mi pare che non se ne possa fare a meno se poco poco apri un giornale anche online.

La prima parola che mi viene in mente è: NOIA.

Prima di tutto denunciamo il parrucchiere della Raffaele che la sta rovinando. Bel corpo lei ma la faccia e la capoccia no, grazie! Tagliare i capelli, alleggerire quella massa informe: daje. Sugli abiti della prima sera Armani mi ha un po’ deluso: primo abito già visto su Nicole Kidman; secondo non adatto a lei e terzo talmente semplice da risultare banale. Seconda sera: Schiaparelli cineseria doppia e Atelier Emè una bomboniera. Per me basta così, non mi sembra il caso di guardare oltre.

Mi ha annoiata anche moltissimo la Hunzinker nella sua uscita in Armani Priveè e mi ha annoiata perchè l’abito doppio, con pantaloni a sigaretta con top, ed ampissima gonna sopra, da togliere per ballare, l’avremo vista forse in mille mille salse, milioni di volte.

 

Stendo un pietoso velo su:

  1. Loredana Bertè, inguaiata da Saitto la prima e la seconda sera con quelle minigonne che “anche basta, hai 100 anni” e poi quelle gambe erano belle una volta… ora non più direi, le spallone anni ’90 che manco ai cani, per non parlare del trucco da clown.
  2. Arisa, santa pace, Arisa. La prima sera vestita da infermiera, la seconda sera poteva non essere male il completo ma assolutamente non adatto a lei. Penalizzata in ogni suo angolo. Il tutto regalato da Albagia.
  3.  Patty Pravo. E qui sono senza parole. Basta la foto della prima sera: Pravo

Vi risparmierei il commento sugli uomini perché francamente ho poco da dire. Eleganti, piuttosto banali. Vi dirò che mi è piaciuto Achille Lauro, che ignoro chi sia, in Pignatelli. I Volo proprio una cosa di una bruttezza molto rara. E vi segnalo i calzini bianchi di spugna di questo tale che si chiama Maurizio Carucci degli ex Otago, che non so chi sia e manco lo voglio sapere: 

Menzione speciale per Renga e Favino che starebbero bene anche con un saio:

Infine, le mie sole ed uniche preferite: Paola Turci e Fiorella Mannoia.

La prima in due jumpsuit perfette di DSquared: total white la prima sera e total black la seconda sera, PERFETTE le jumpsuit e lei. Ha vinto tutto, come l’anno scorso del resto, quando aveva scelto la mia Stella.

 

Molto brava anche Fiorella Mannoia, che ha finalmente capito di avere sessanta anni e si è fatta sistemare da Dolce & Gabbana in uno smoking damascato bellissimo.

Mannoia

Per me Sanremo finisce qui, domani non mi disturberò neanche a guardare i vestiti sui giornali perché alla noia c’è un limite ed io l’ho raggiunto.

Altro Royal Wedding

Signori & Signore, ieri si è tenuto un altro Wedding Royal che ha un po’ destabilizzato la favola di Cenerentola perché si è sposata una delle sorellastre: Anastasia o Genoveffa, fate voi.

Comunque è stato il matrimonio di una delle due figlie di Sara Ferguson, per la precisione Eugenie che ha scelto un abito di Peter Pilotto, che io non avrei indossato mai ma che tutto sommato la rendeva gradevole… o forse era la tiara di brillanti e smeraldi della nonna?!?

Ovviamente ogni matrimonio reale è l’occasione per vedere altri mille e uno look delle invitate e devo dire che questa volta le invitate sì mi hanno dato tantissima soddisfazione.

Partiamo dalle più vicine: Kate in Alexander McQueen (come sempre!) castissima in glicine e forse si poteva fare qualcosa di più; Megan in Givenchy, blu classico; Pippa in verde smeraldo di Emilia Wickstead e con panza di 8 mesi per la quale poteva scegliere un altro modello; sorella Beatrice in bluette di Ralph & Russo e mamma Fergie in verde con un vestito non male rovinato da un inguardabile cappello, di Jess Collett Milliner.

Ma veniamo ai miei look preferiti.

Ha vinto tutto Cara Delevigne in un frac Armani che era l’ottava meraviglia. Bella, bellissima, raffinata, chic, perfetta!!!

Belli anche Robbie Williams e la moglie in Armani anche se forse si poteva fare qualcosa di più; così come per Demi Moore in Stella McCartney e Cressida Bonas in Tory Burch.

Mi sento di bocciare anche Naomi in Ralph & Russo che però è imbalsamata con una pelle a 200 anni che io manco all’asilo… #echecazz!

Ralph & Russo anche per Holly Candy, di cui adoro i guantini e Stella McCartney per Liv Tyler, che pare mia nonna.

Poi c’è questa che non so chi è e non lo voglio manco sapere vestita da prenderla a pizze:

Penso che per questo 2018 abbiamo dato in fatto di matrimoni reali anche se personalmente ritengo che quello della nostrana principessa Ferragni abbia superato in bellezza di abiti quelli di tutte ‘ste sciacquette angloamericane.

Dalle fiaba di Cenerentola è tutto a voi realtà!

PFW

Ovviamente, dopo aver seguito la Milano Fashion Week, ho seguito per voi anche la Parigi Fashion Week che più che una week mi pare sia durata 10 giorni!

Comunque: a Parigi gli stilisti si scatenano, ma non tanto per gli abiti quanto per le sfilate. Mi verrebbe da dirvi il trionfo dell’assurdo: il primo è stato Alessandro Michele con Gucci, che voi sapete che amo, ma stavolta proprio non riesco a difendervelo, non mi è piaciuto nulla: ‘sti uomini mezzi sciancati, abiti davvero improbabili e la sfilata scomodissima in teatro. Ora io capisco che bisogna sempre in qualche modo stupire ma si può fare anche meno mi viene da dire. Vogliamo parlare di questo “poro cristo” di modello con il caschetto!? O del biondino in trench?! Io poi Topolino l’ho sempre odiato, figuriamoci se spendo triliardi per una borsa.

Perché, dico io, non stupire con la bellezza, come ha fatto la Chiuri per Dior che si è affidata per la sfilata alla danza, con ballerini che danzavano in mezzo alle modelle su coreografia di Sharon Eyal. I colori, l’atmosfera, la musica, la danza: la BELLEZZA. Ma che ne dobbiamo parlare?!

Sulla scia della follia e della voglia di stupire a tutti i costi c’è stato anche Thom Browney, io vi avrei fatto vedere la sfilata: queste povere modelle con un’impalcatura improbabile addosso, con tacchi vertiginosi, che camminavano ad 1 all’ora, non so quanto sia durata la sfilata, forse un paio di giorni. Io dico non che non siano artisticamente apprezzabili ma gli abiti andrebbero indossati e chi se li mette questi?!

Al di là di questi il mio “Bene, molto bene, benissimo” lo direi a:

  1. Balmain, un po’ furturista ma spaziale:
  2. MaisonMargiela lineare, pulita, top:
  3. Giambattista Valli, che adoro con le sue lunghezze sfalsate anche se in alcuni casi sembra un po’ da fantasma dell’Opera ma perché no?! Tra l’altro dice che si sia ispirato ad un incontro immaginario tra Yoko Ono e Pier Paolo Pasolini tra gli scenari descritti nel libro “L’odore dell’India”.
  4. Valli

Poi ho 3 standing ovation per Valentino, Givenchy e Stella McCartney:

Valentino
Valentino
Givenchy
Givenchy
Stella
McCartney

E dopo Dior l’allestimento più bello è stato quello di Chanel, che ha messo in scena il mare, con tanto di modelle che camminavano sulla sabbia e che dovevano infilarsi di nuovo le scarpe per sfilare. Io adoro, Karl!!! Per quanto riguarda gli abiti tante spalline giganti (che odio) ma la solita classe.

Per finire un po’ di polemica c’è stata sulle sfilate di YSL e Celine per l’anoressicità (lo so è un termine che non esiste!) delle modelle. Ora in un’epoca in cui ce la menano pure troppo sul corpo femminile, sullo stile curvy, su metti kg, togli kg, si possono far sfilare loro?!

E anche da Parigi è tutto. Tanti saluti.

MFW

Visto che sono una persona caritatevole, ho seguito per voi la settimana della moda milanese.

Ora, vi dico subito che, al di là di ogni epoca, il migliore e più innovativo e moderno e colorato e raffinato ed elegante e meraviglioso è sempre lui: The King, GIORGIO ARMANI. Guardare per credere la perfezione della gonna, del pantalone, dell’insieme, dei colori, dei tessuti, di GIORGIO ARMANI, che ha 80 (quasi 81) anni. Fate voi. Io non so dare altra definizione alla parola “perfezione”.

Tornando nel mondo reale vi faccio un elenco di cosa ho visto e di chi su tutti mi è piaciuto (o non mi è piaciuto).

Da un paio di anni a questa parte sta nel mio Olimpo Scervino che adoro per il mix di donna/uomo che fa, per le gonne in tulle eteree abbinate a giacche e camicie da uomo squadrate. Allego le mie due proposte preferite.

Un “brava, molto bene, brava” va anche a Elisabetta Franchi che ha tirato fuori una collezione colorata, femminile ma meno femme fatale del solito, allegra, vivace come lei. È felice questa donna e nella collezione si vede. Evviva Dio.

Sapete che non amo molto Jeremy Scott per Moschino ma quest’anno mi era sembrato più carino e infatti il giorno dopo leggo tutta una sua filippica di risposta a chi lo ha accusato di aver copiato collezioni precedenti… e infatti… addirittura i look per Kill Bill avevano l’ispirazione “scarabocchio” (di circa 15 anni fa, quindi quasi prima che lui nascesse nel mondo della moda!).

Un plauso va a: Marras, Alessandro Dell’Acqua e Lorenzo Serafini che adoro.

Anche Ferretti, a cui va l’onore di essere stata la prima della MFW, ed Etro mi sono assai piaciuti.

 

Non ho particolarmente apprezzato:

  1. il country di Stella Jean:

StellaJean

2. Dolce e Gabbana, che mi hanno proprio rotto le palle: basta con questo barocco inutile, non sopporto. E basta anche con la Bellucci, che è diventata la zia di se stessa, mortificata in un abito a pois che qualunque amica le sconsiglierebbe di mettere per non sembrare il doppio, con sandali con plateaux dai quali non so come non sia caduta.

D&G

3. Versace, che è tornata al passato (se mai ne è uscita!) e forse è meglio perché solo lì aveva da dire qualcosa e infatti disegnava il fratello e comunque la sobrietà è un concetto che non appartiene alla Maison.

Versace

 

4. Fendi, che non mi sono mai piaciute e hanno ora anche infestato con il loro logo lo scibile delle felpe. Unwatchble. Si può anche cercare una nuova fantasia, forse queste F hanno stancato, forse eh!

FendiFendi2

4. Vivetta, mi viene da dire solo NO al China style.

Vivetta

Ah dimenticato, ieri sera poi, a chiusura di tutto, c’è stato il green carpet della moda sostenibile dove hanno premiato lo stilista che si è distinto per originalità e l’ecososteniblità. Ha vinto Gilberto Calzolari con un abito che adoro fatto con un sacco di iuta:

Gilberto

 

Ora che i riflettori della MFW si sono spenti, prendiamo un bell’aereo e voliamo a Parigi dove Dior, Gucci e Valentino avranno senz’altro qualcosa da dire. Stay Tuned.