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La dea fortuna

La dea fortuna è un film brutto.

Potrei chiudere qui la recensione ma mi piace insistere.

La dea fortuna, l’ultimo di Ozpetek, é un film inutile, mal recitato, senza emozioni, senza immagini da ricordare, lungo, lento.

Caro Ferzan, basta! Basta con queste famiglie allargate, con questi condomini allargati oppure li vuoi ancora raccontare: fallo bene, non in maniera superficiale senza legare i personaggi, senza creare storie. Buttando lì il solito stereotipo senza costruirci nulla intorno. Non è che automaticamente siamo tutti amici solo perché omosessuali o mentalmente di larghe vedute, non credo funzioni così; oppure: funziona così? Bene, raccontalo meglio, non darlo per scontato.

Ha preso una mamma malata (e pure qui: BASTA!), due ragazzini, una nonna stronza, due amici gay e puff doveva venire fuori una storia.

Non credo che basti, non c’è storia, non c’è collante: non c’è niente!

Pure gli attori demotivati, l’unico degno Edoardo Leo ma perché interpretava se stesso. Per il resto: Accorsi, una brutta copia di se stesso; Filippo Nigro, che fa tontolo, ma non si capisce perché eppure dietro c’è una storia; la mia preferita, Serra Yilmaz, non pervenuta.

Tanta gente, tante storie solo abbozzate.

Manco Roma c’è.

Vogliamo parlare della Alberti che fa la strega cattiva?! Imbarazzante!

È brutto, un film brutto.

Salvo solo:

  • il fisico di Leo, che però potete guardare su Instagram;
  • il viso della bimba, che vedrete ancora;
  • la scena del ballo, che dai trailer ti spinge a vedere il film, curata da Luca Tommassini, e che dura due minuti e mezzo, che su 2 ore e passa di film è niente;
  • la canzone finale di Diodato, che ascoltate da mesi in radio.

tutto il resto è noia.

La prima cosa bella di domenica 22 dicembre 2019

Ve lo dico: sto rubando l’idea (e la rubrica!) a Gabriele Romagnoli, uno dei miei giornalisti preferiti, che tanto la domenica non la scrive… vi aggiorno se ne parlerà domani.

La prima cosa bella di oggi è la serata di ieri quando all’Auditorium (uno dei miei posti preferiti a Roma) ho ascoltato, proprio con Gabriele Romagnoli seduto due file dietro di me, l’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha suonato Beethoven, diretta da Ezio Bosso (una delle mie persone preferite).

La potrei chiudere qua perché già mi pare abbastanza bello così.

Vi dico però che vedere Ezio Bosso, il suo entusiasmo, la sua bravura nel dirigere, la sua gioia nel farlo è un regalo tutte le volte che succede.

Ezio Bosso è gioia di vivere, è passione, è felicità, è emozione.

Per carità, io sono una profana, ma la sua bravura mi è parsa straordinaria.

Il colpo d’occhio della sala piena; gli applausi; le varie standing ovation sono state uno spettacolo speciale, un regalo di Natale anticipato.

Lui è indescrivibile, la musica oltre la bellezza, la gente in piedi commovente.

Bravo Ezio e grazie sempre di ricordarci come si dovrebbe vivere: con il tuo entusiasmo, la tua felicità nell’ascoltare la musica dirigendo un’orchestra.

Grazie.

Satyricon

Beccare due spettacoli buoni nell’arco di meno di una settimana non è cosa facile.

O forse sì se ti fai guidare dal teatro e dall’autore.

Nella fattispecie, il teatro è l’Argentina che, per chi è di Roma, di per se è già una garanzia mentre l’autore è Francesco Piccolo che proprio non è l’ultimo.

Così ho visto, e ne sono rimasta entusiasta, Satyricon.

Uno spettacolo molto particolare ma fatto benissimo: divertente, “urgente” e “necessario” mi verrebbe da dirvi.

La celebrazione dei luoghi comuni, conditi da buon cibo.

Musica, scenografia, testi perfetti.

Attori superlativi: bravi, coraggiosi, belli, simpatici, entusiasti.

All’inizio ti lascia perplesso e nei primi 5 minuti pensi “oddio” poi cominci a: ridere, pensare, distrarti; e sei sul palco e balli e ti siedi su una tazza dorata; ti spogli nudo in mezzo alla gente; e partecipi ad una festa anche se sai che hai rinunciato ad un’altra più interessante.

Uno spettacolo innovativo, esilarante, particolarmente vero.

Uno spettacolo che caldamente vi consiglio.

Buon teatro a tutti.

Cercami

Allora, ve lo dico subito: bisogna arrivare a pagina 209 (almeno del Kobo) per ritrovare l’autore di Chiamami con il tuo nome perché fino a quella pagina ho pensato di essermi sbagliata.

Non riconoscevo i protagonisti, il modo di scrivere, il modo di raccontare una storia d’amore. Per 200 lunghe pagine ho pensato di leggere un libro harmony. E ci vuole coraggio a non mollare 200 pagine eh, perché l’istinto mi avrebbe portato a fare quello.

Poi finalmente arriva Elio, che nomina Oliver, e tutto ritorna!

Cercami, il seguito di Chiamami con il tuo nome, inizia dunque a pagina 209 (almeno del Kobo).

E’ apparso Elio ed è tornato il piacere di ritrovare questa storia, che ti accompagna anche quando non tieni il libro in mano.

E’ una bella storia d’amore ma soprattutto è un bel protagonista, poi ora che ha il viso di Timothée Chalamet mi sembra ancora tutto più bello.

Perché la prima parte non mi è piaciuta? Perché l’ho trovata assurda e banale. Ma più che altro inutile, un po’ messa lì a riempire pagine. Se il protagonista è Elio perché dovrebbe interessarmi di sapere di qualcun altro e badate bene che sto facendo una fatica a non spoilerare che non potete neanche immaginare.

Con Elio è tutto più poetico, meno banale, più possibile anche se poi pure qui possibile possibile non sembra ma almeno è bello sperarlo.

E Oliver?! Considerate che già vi ho detto troppo, ve lo leggete se volete sapere.

Vi dico quattro cose però:

1) Chiamami con il tuo nome altra storia;

2) lo scrittore sa raccontare meglio amori omosessuali che etero, come se poi ci fosse una differenza;

3) non ci sarà mai un terzo libro della serie… almeno non per me;

4) è sempre bello leggere storie d’amore per una romantica come me!

In ogni caso, leggetene con moderazione direi che il primo amore non si scorda mai.

PS: ma quanto è bello avere il lusso di leggere di giorno, quando non ti si chiudono gli occhi per la stanchezza… niente volevo dirvi anche questo perché il libro mi ha accompagnato per parte di un volo di andata e per tutto il volo di ritorno da un viaggio e la trovo una cosa bellissima, che ti regalano solo le lunghe giornata in spiaggia e che ho adorato riassaporare.

PS2: auspico che Guadagnino non si faccia afferrare dalla solita “guadagninite” ed eviti di rovinarmi anche questo libro con un film inutile.

Il concerto di Daniele

Oddio Amica, ho fatto ‘sta cosa grandissima: ho visto il mio primo concerto di Daniele Silvestri senza di te.

Che botta.

Bello bellissimo,  c’eri.

Ci sei sempre. C’eri ancora di più.

Tanto che mi veniva di girarmi per chiederti: “ti sta piacendo?!”.

Ma domanda retorica: ci è piaciuto, ci piace e ci piacerà sempre.

Ma quante nmila volte lo abbiamo visto?! Quante?! “In tutti i luoghi in tutti i laghi” mi verrebbe da dire!

Lo sai la cosa che mi ha impressionato di più?!

È stato pensare all’ultima volta: era quella della laringite di Daniele, quando ci ha rimandato a casa e poi fatte tornare dopo 3 settimane, quando eravamo tutte e due con la maglietta e ci siamo fatte il selfie sotto il palco.

È stata dura, amica mia, stasera.

Sono stata piuttosto brava ma è stata dura.

È dura ogni volta che il fatto che non mi puoi essere fisicamente accanto mi arriva come un pugno in faccia, così alla sprovvista e mi mette ko.

Come l’altra settimana quando sono venuta a trovarti nel posto dove stai ora. Sempre lo stesso effetto mi fa, mi sembra roba da pazzi.

Tornando a Daniele ha fatto il solito concerto strepitoso, ci ha messo quasi tutte quelle che ci piacciono e, colpo di scena, non ha chiuso con Cohiba (che pure ha fatto!) ma con una nuova.

Molto bella.

E, presentando la canzone, ha detto che poiché il valore delle cose lo apprezzi quando le perdi, a mano a mano faceva smettere di suonare i musicisti rimanendo solo lui con la chitarra.

Bello, bellissimo.

E ha anche aggiunto che “dall’alto c’è sempre qualcuno che ci guarda“: ho pensato che ce l’avesse con te anche se io il tuo valore lo conoscevo anche quando c’eri, non c’era proprio bisogno che te ne andassi.

E ricorda, amica, per citare lui, Niccolò (il tuo preferito) e Max: “L’amore non esiste ma esistiamo io e te” questo é un fatto. Sempre e per sempre é un fatto.

La lettrice scomparsa

La lettrice scomparsa , che è il libro che ho appena finito di Fabio Stassi, viene prima di Ogni coincidenza ha un’anima.

L’ho scoperto dopo.

In questo Vince Corso decide di intraprendere la carriera di biblioterapeuta che, effettivamente nell’altro libro è già, diciamo, ”affermata”.

Stassi sa proprio scrivere, mi piace molto.

Ci sono dei punti un po’ faticosi, dei tratti di libro in cui il protagonista si parla un po’ addosso, un po’ di pedanteria, non so come dire. Il protagonista è un super colto o almeno uno che ha letto un sacco di libri e che decide di curare la gente con questi. Ok, solo che poi non è che ci devi per forza per pagine e pagine stare a raccontare trame di altri romanzi, che li conosci lo sappiamo: hai deciso di diventare biblioterapeuta!

Ecco, questo è.

Sono riuscita a spiegarvi il fastidio a tratti che può suscitare il libro?!

Tolto questo però è originale, anche divertente nel senso che alla base della ricerca di una lettrice scomparsa le varie “pazienti” che frequentano lo studio di Vince sono divertente, interessanti e rendono il libro variegato.

Al solito non vi spoilero nulla della trama perché vale la pena di leggerlo per come è scritto, per l’originalità della trama etc etc.

Leggetene tutti, saluti.

Vi volevo dire…

…che non é che non ci sono, non è che non sto leggendo libri, non è che mi sono dimenticata del blog.

È che:

– sto in vacanza;

– leggo ma leggo male, solo quando mi va, solo per poco tempo, solo prima di addormentarmi e, se mi metto dal lato mio, reggo 30 secondi;

– ho iniziato un libro che mi doveva piacere tantissimo e invece ho faticato ed ora sta lì appeso mentre ne ho cominciato un altro;

– poi sono stata al mare;

– poi ora sono ripartita;

– poi, insomma, ogni tanto si può anche stare senza scrivere.

E voi direte: “ma chi t’ha chiesto niente?!”

No infatti, ma io sono corretta e ve lo volevo dire… non vi innervosite!!!

Tanti saluti a voi e buona (fine) estate.