Tutti gli articoli di kiuky

Informazioni su kiuky

La Dea Merini diceva "chi tace spaventa" e, infatti, io non taccio mai! Sono di tutto un po' e un po' di tutto come il blog: curiosa, tendenzialmente felice, lunatica e con una gran voglia di fare cose, che la vita è una sola e non va sprecata. Il bicchiere è sempre mezzo pieno, anche perchè la parte vuota me la sono bevuta. Vegetariana e canara convinta: voi pellicce, non mi avrete mai! Nella vita avrei voluto fare la scrittrice, la personal shopper, l'organizzatrice di eventi, non faccio niente di tutto questo ma non sputo mai nel piatto dove mangio anzi, me lo lecco con gusto. Scrivo principalmente per far sapere quello che penso non per ottenere risposte, anche se pure quelle non mancano mai.

La confraternita delle ossa

Secondo me quando leggo che un libro fa parte di una serie Io dovrei evitare e, invece, mi ritrovo a leggerne sempre con passione, soprattutto se il libro é ben scritto ma questo va da se.

Ho trovato questa offerta di Feltrinelli con due libri a 9€ e uno dei due era La confraternita delle ossa di Paolo Roversi. Preso, iniziato e finito.

Molto, molto interessante.

Un bel giallo, ambientato a Milano nel 2001 quindi un po’ lontano da noi perché parla di un’inchiesta in cui si affaccia internet e, conoscendone oggi le potenzialità, è stranissimo ricordarsi com’era prima.

C’è il solito burbero vicequestore piacione, che non fuma ma mastica sigari, ma qui é accompagnato da un giornalista in erba: Radeschi.

È carina la situazione, é davvero ben scritto il libro, ed abbastanza originale la trama.

Devo ammettere che la cosa che mi é piaciuta di più é il momento storico in cui è ambientato per l’inevitabile “come eravamo”.

Radeschi è un giovane giornalista che tenta la fortuna a Milano e, non riuscendo a sfondare con i quotidiani, apre un blog. Ora, per dire e come leggete, anche io ho un blog e mi ha fatto strano pensare alla scoperta dell’acqua calda che ha fatto lui. Ma che poteva saperne a quei tempi?!

I gialli che si raccontano sono due, apparentemente lontanissimi ma non dico nulla per non spoilerare.

Sebastiani “lo sbirro” pieno di stereotipi ma bel personaggio.

Fabio, il nerd coinquilino mi piace molto.

Insomma, assolutamente da affezionarsi.

Leggo che di Radeschi ci sono altri due libri e chi sono io per non continuare sulla scia in questa estate 2019?!

Penso che, in vista delle letture estive, posso assolutamente dirvi: leggetene tutti.

Annunci

Fumetti

“Ma tu li leggi i fumetti?”

“Io no, mai letti, non mi sono mai appassionata. Mamma mi ha subito messo in mano un libro e mi è piaciuto. Non sono andata oltre”.

“Ok, allora provo a regalartene uno e vediamo che mi dici”.

E che ti dico?! Che l’ho finito in un’ora, forse è per questo che non ho mai avuto la curiosità perché con la storia delle figure ci metto veramente troppo poco.

Il libro/fumetto in questione era il primo della saga di Ricciardi di De Giovanni “Il senso del dolore”. Ovviamente lo avevo già letto ma un milione di anni fa e quindi solo vagamente ricordavo la trama.

Mi sono messa lì e una pagina tira l’altra, in un’ora, il libro è andato.

E’ stato molto divertente perché quando tu leggi un libro, soprattutto, una serie di libri con identico protagonista, inevitabilmente te lo immagini, lui e tutti gli altri comprimari quelli che sono frequenti, che ci sono sempre. Nella fattispecie: Ricciardi, Enrica, Maione, il Dott. Modo e Bambinella. Che vi devo dire?! Mi ci sono perfettamente ritrovata: Ricciardi tenebroso; Enrica finta Uggly Betty; Maione abbondante (se mi posso permettere lo avrei fatto un pelo più basso e tarchiato); il Dott. Modo, uno stupendo De Sica a fumetti; Bambinella, giustamente “particolare” diciamo; pure tutti i morti di Ricciardi ci sono!

Non pensavo fosse possibile riportare un libro di più di 200 pagine in un fumetto. Ora tutti i “fumettari” mi picchieranno ma io che ne so, non ne ho mai letto uno. Quindi pensavo: ma come si fa con immagini e fumetti con poco dialogo (perché quanto ne puoi mettere in una nuvoletta?!) a raccontare tutto un romanzo?! E invece, a quanto pare, si può e viene pure bene.

Per me i fumetti erano quello stronzo di Topolino che mi ha urtato sempre i nervi ma questo perché io sono ignorantissima e si sa.

Della storia non vi parlo ma poi ne ho già parlato, però, leggetene tutti. Fa bene alla vista e apre la mente. Io ve lo dico, poi fate voi.

Ogni riferimento è puramente casuale

Esce Manzini e io lo compro qualunque cosa scriva perché io lo adoro.

Faccio bene, faccio sempre bene.

La serie di Schiavone, sapete già, che è tra le mie preferite e Orfani Bianchi è uno dei miei libri preferiti addirittura: poetico, malinconico, bello.

Ora ho comprato anche Ogni riferimento è puramente casuale.

E voi mi direte: e?!

E sono racconti: divertenti; carini; come al solito ben scritti; originali ma sempre racconti sono e a me i racconti stanno sul cazzo.

Amen, scusatemi ma mi è caduta la corona. Avevo pensato di andarci più soft ma solo quella parolaccia rende l’idea.

Non ce la faccio, è più forte di me non li sopporto.

Mi hanno sempre infastidita perché non faccio in tempo ad affezionarmi, perché hanno quella lunghezza stupida che non sa né di me né di te, perché non rispettano quello sviluppo della trama che io mi aspetto in un libro, perché c’è poco spazio per definire i personaggi e la storia e poi mi sembra ci sia la corsa a finirli.

Non li sopporto.

Detto questo, i racconti di Manzini sono piacevoli, divertenti, al solito ben scritti con il tema di fondo che è l’editoria.

Quelli che mi sono piaciuti di più sono i più lunghi ovviamente: quello del critico e quello dello scrittore peruviano.

Ora, sviluppando un po’ più i temi magari ne veniva un libretto. O magari no, non lo so ma così io ci rimango male.

Avessi saputo, e potevo saperlo se avessi letto la sinossi, che erano racconti il libro non lo avrei preso perché i racconti non mi lasciano niente: tempo di leggere quello dopo e quello prima già me lo sono dimenticato, è più forte di me.

Manzini fa una critica alle varie figure dell’editoria: al critico cattivo a tutti i costi, al ghost writer, all’ufficio stampa… proprio lui che ha un editore superbo e che, infatti, non manca di ringraziare alla fine.

Vi direi “fate voi”: leggetene tutti perché è sempre un piacere leggere Manzini a meno che i racconti non vi piacciano (come non piacciono a me) e allora soprassedete!

Io ora mi cerco un romanzo.

Il danno

Gli mando la foto della copertina, nonché la quarta di copertina per fargli sapere cosa stavo per iniziare a leggere e lui mi scrive “Ripeti con me: non devi leggerlo per forza!” e io: “Ma dai, magari è carino!”.

Aveva ragione lui, mi duole dirlo.

Il libro stile corazzata Potemkin: una cagata pazzesca (cit).

Ci ho messo anche una cifra a finirlo perché talmente tanto brutto che non sapete le volte che mi sono girata dall’altra parte ma per questa mia fissazione che ho che, comunque, 150 pagg. vanno finite, l’ho finito.

La storia è quella di un Harmony di quarta classe: oltre la bruttezza.

Allora c’è un tipo che fa tutta la sua trafila di vita: studio, lavoro, matrimonio, figli.

Tutto facile.

Il figlio cresce Don Giovanni, poi si innamora di una pazza. Suocero e nuora si guardano. Il suocero ci va sotto per la nuora. La nuora per non sapere nè leggere nè scrivere si tromba il suocero e si sposa il figlio. Vi lascio un po’ di suspance sul resto.

Ora voi direte: “è un libro erotico!” macché manco quello!

E’ un libro INUTILE, assolutamente INUTILE.

E quando leggo questi libri mi pongo una sola domanda: non è tanto per chi li scrive ma chi li pubblica… ma non vi vergognate?! Così date la speranza a tutti, me compresa, di poter scrivere e pubblicare un libro, una volta, nella vita.

Ma per carità. Nessuna introspezione, nessuna storia, nessuna indagine psicologica: solo quest’uomo con la crisi di mezza età che perde la capoccia per la nuora ma senza un vero perché. Dovrebbe essere una femme fatale ma non se ne capisce il motivo. Tutti si innamorano di lei ma non si indaga sul perché che almeno a leggerlo una prendeva due appunti.

Vi invito a seguire il consiglio del mio amico ed a ripetere con me “NON DOVETE LEGGERLO PER FORZA!”… anzi direi: per nessun motivo.

Non leggetene tutti.

Benevolenza cosmica

Ho finito questo che credo essere l’ultimo della serie “spritz con l’autore” nel senso che ho letto tutti quelli consigliati.

Questo anche era stato consigliato da De Silva, super apprezzato da lui soprattutto perché primo libro di autore esordiente ed unico esordiente pubblicato da Adelphi nel 2019 mi pare.

Il libro è Benevolenza cosmica di Fabio Canà.

Che vi posso dire?! Non male ma neanche bene, cioè io non lo consiglierei. No, proprio no.

A me già un po’ ha urtato che questo scrittore italianissimo ambienti il proprio libro a Londra. Perché? E voi direte: “ma che ti importa?!” e non lo so ma mi ha smosso un po’ i nervi. Uno che è nato a San Benedetto del Tronto e vive ad Alba Adriatica mi spiegate perché deve ambientare un libro a Londra?! Boh, sarò limitata io.

Poi c’è questo tipo a cui va tutto dannatamente bene da mesi: salute, soldi, amore, lavoro etc. etc. Vuoi quella donna lì?! Eccola che ti si regala. Vuoi quella promozione? No?! Ma te la voglio dare lo stesso. Hai un piccolo disturbo di salute? Caso rarissimo, ma tu sopravviverai e così per pagine e pagine.

La cosa che mi ha infastidito è che: ok, sei fortunato, bene, goditela! Invece no, lui cerca di capire il perché di tutta questa fortuna per distruggerla perché secondo lui non è normale. Certo, non lo è ma #sticazzi mi verrebbe da dire, caro Kurt ma quando ti ricapita?! Ma che ti frega.

Litigate con tassisti che vogliono offrirgli la corsa, con donne che gli si concedono. Ma che livello di ridicolo si può raggiungere?!

Poi, per carità, il libro è scritto bene ma dopo un po’ una noia.

Diciamo che il momento più divertente c’è verso la fine, quando cerca il suo corrispettivo in sfiga tra i contatti e richiama gente che non sente da decenni e:  uno è morto, uno in ospedale che ha cambiato sesso, uno a Panama, etc etc.

Mediamente originale la trama perché in genere è il Calimero di turno che viene raccontato nei libri, ma a me non ha fatto impazzire anzi, se possibile mi ha urtato.

La fine poi?! Per carità, proprio “il vissero felici e contenti” che non ti devi aspettare. Ecco.

Leggete altro, meglio.

Perché voto io?!

Perché è un mio diritto.

Perché é un mio dovere, anche se non l’ho mai considerato tale nel senso che mi basta che sia un diritto.

Perché mi piace esprimere la mia opinione.

Perché adoro manifestare il mio dissenso.

Perché sì.

Perché non accetto che altri decidano per me.

Perché io ci credo sempre.

Perché non mi piace l’espressione “tanto non cambia niente”, io penso che da qualche parte si debba pur cominciare.

Perché gente é morta per garantirmi questo diritto.

Perché ancora siamo in democrazia.

Perché non c’è pioggia o sole che tenga.

Perché ci vogliono 10 minuti.

Perché basta una croce.

Perché è sempre e comunque importante, SEMPRE e COMUNQUE IMPORTANTE.

Buon compleanno

Auguri a Te, a me, a noi.

Auguri alla nostra amicizia, ai nostri ricordi, al nostro “per sempre”.

Auguri ai nostri viaggi, alle nostre risate, alle nostre lacrime.

Auguri agli anni straordinari che abbiamo passato insieme ed a questi che ci tengono lontane.

Auguri alla tua dolcezza.

Auguri al tuo indelebile sorriso.

Auguri alla tua forza, alla tua tenacia, alla tua bellezza.

Auguri a me che fatico senza di te ma non mollo.

Auguri alle tue amiche tutte che faticano ma non mollano come me.

Auguri alla tua mamma, al tuo papà, a tuo fratello che sono delle rocce.

Auguri a Te, che sei la mia stella e che “sempre e per sempre” dalla mia parte ti siederai.