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Zac!

Dunque, parto subito raccontando che la morale di questo film: se sei bionda e riccia, tendenzialmente carina, e ad un certo punto decidi di tagliarti i capelli, diventi immediatamente intelligente e spacchi il mondo. Ecco questa è la morale di Joy, il film che ho visto ieri sera.

È la storia di questa ragazza abbastanza bella che è una sfigata patologia: una famiglia disastrata; una madre attaccata alla tv a vedere telenovelas; un padre che si innamora della qualunque; una sorellastra che la odia; un ex marito nullafacente.

Le uniche che credono in lei e nelle sue invenzioni sono la nonna e la figlia.

La vita di Joy è squallida in tutto: una casa che cade a pezzi, un lavoro che non ama e poi improvvisamente un’idea.

Il moscio, che detta così uno dice “vabbè, hai inventato l’acqua calda” eppure qualcuno deve averlo pure inventato il moscio.

Solo che non è che una si alza la mattina inventa il mocio e lo mettono in produzione, soprattutto se sei una sfigata cronica, devi passare in mezzo a 1000 traversie per fartelo produrre prima, sponsorizzare poi, vendere dopo ancora. Non ultima quella di lottare contro una famiglia che ti mette i bastoni tra le ruote.

Tutto va malissimo; poi tutto sembra andare benissimo; poi di nuovo tutto malissimo fino a che lei un giorno non prende la forbice e taglia i suoi lunghi e bellissimi capelli biondi e ricci (che è l’unico caso in cui io ammetto restino lunghi) e zac, quella che sembrava una scema manipolate dall’universo della sfiga, diventa intelligente e si mangia il mondo: salvo poi farsi ricrescere i capelli!

Ma che vi devo dire? Brutto. Inutile. Insignificante. A tratti fastidioso. Neanche quel ben di Dio di Bradley Cooper è riuscito a farmi cambiare idea sul film, forse perché, essendo ambientato negli anni 80, era vestito in maniera piuttosto improbabile. E vogliamo parlare di De Niro e della Rossellini?! Ma perché?!

Non è un dramma, non è una commedia, c’è una latente tristezza che pervade il film dall’inizio alla fine per il modo in cui la trattano, per il modo in cui deve vivere questa ragazza, per il modo in cui deve superare tutte le difficoltà che le si presentano. Da sola.

Solo che non mi ha provocato neanche empatia, non parteggi per lei perché a un certo punto dici “e che cavolo sei troppo sfigata svegliati, tagliati i capelli che diventi intelligente!”.

Ma io dico può passare questo tipo di messaggio in un film?! Io dico di no.

Il punto più alto del basso è sicuramente la madre seduta sul letto a guardare telenovela che si innamora dell’idraulico di Haiti. Insopportabile.

Ma uno che deve fare per vedere un film decente, se lo deve girare?! Se vi dico che dall’inizio dell’anno la cosa migliore che ho visto è Zalone devo cominciare a farmi qualche domanda.

Forse per questo 2016 devo alimentare solo la mia passione letteraria, posso lasciar perdere quella cinematografia. Meglio che la sera me ne sto a casa con un buon libro che al cinema a vedere film inutili.

E anche per questo, risparmiate i soldi del biglietto che li ho spesi io.

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Less is more 

Lo so, lo so, sono una povera superficiale. D’altronde già me lo hanno detto e me lo tengo.

Sì, sono una superficiale ed é per questo che su tutta la questione dei Casamonica ho bisogno di dire la mia da un punto di vista “poco profondo” diciamo!

Vado, eh! 

Ho visto le foto, non tanto del funerale vero e proprio quanto della messa di suffragio di 7 giorni dopo. 

Beh, ragazzi, quanta roba! 

Ma dico, avete dato un’occhiata all’outfit delle addolorate?

Penso che loro non conoscano il detto “less is more”… ma quanta roba avevano addosso?

Le gonne: larghe, lunghe, con colori improbabili. Roba che era dagli anni ’90 che non vedevo tanto orrore in un pezzo solo.

I tacchi: alti, altissimi, con zeppe da trampolieri.

Le magliette: strette, strettissime con effetto lonza garantito. 

I capelli: lunghi, neri, tendenzialmente sporchi con immancabile mollettone.

Anche la sobria vecchietta con abito nero e capelli legati bianchi mi sbaglia tutto con l’accessorio d’oro garantito che manco la Madonna di Pompei. 

E gli uomini? 

Vi dirò, forse un po’ meglio: tutti in maglia nera, decisamente aderente e jeans o pantalone nero con scarpe che manco negli anni ’90, questo sì! 

Ho adocchiato solo un paio con il pinocchietto per il quale non voglio spendere manco mezza riga che il mio dito si rifiuta di scrivere. 

I cappelli diciamo che sono la cosa che ho apprezzato di più, indossati soprattutto dai vecchietti. 

Ok che sono zingari (o forse lo erano perché se hai colonizzato un intero quartiere da decenni, zingaro non lo sei più!) ma mi sentirei di consigliare una maggiore cura nell’abbigliamento, una maggiore cura del dettaglio, una maggiore cura nello spendere (o rubare) i soldi.

Mi sentirei anche di consigliare una maggiore cura nell’alimentazione perché, ragazze, oltre a vestirvi in modo improbabile, direi che avete anche esagerato con la pancetta. 

Va bene la tradizione ma qua si tratta proprio di cattivo gusto. 

Mai visto tanto orrore vestiario in così poco spazio. 

Ora io non voglio proprio entrare nel merito della questione, proprio no.

Giusto o sbagliato; chi c’era e chi non c’era; perché c’erano e perché no. Non lo voglio fare, non mi interessa. Ovviamente la mia idea ce l’ho e me la tengo pure.

Accontentatevi della mia superficialità e del mio consiglio alle sig.re.

Ragazze, non credo sia possibile che mi facciate considerare il più elegante il Super Carabiniere che vi é venuto a sorvegliare, in divisa con tanto di gradi ed orologio in bella vista.

Non me lo fate fare, che é brutto. 

Prendete esempio dai vostri uomini, donne, e ricordate sempre “less is more”.

Ok? Siamo intese? Ci vediamo alla prossima. Non mi deludete.

Eccola che arriva

Ci siamo, ragazze, è arrivata la primavera e con lei tutte quelle cose nuove da comprare o tirare fuori dall’armadio. E poi volete vivere la primavera senza una bella rinfrescata al look?! Non è possibile.

E allora, ecco qualche dritta per voi. Cominciamo da:

  • i capelli. Io li ho ritagliati e non faccio testo ma per chi li ha lunghi, e tali li vuole mantenere, dopo aver abbandonato lo shatush per il bronde (nuovo colore tra il biondo ed il castano, più uniforme sulla chioma che sta bene più o meno a tutte!) nella colorazione, può decidere di legarli con uno chignon spettinato che va tanto di moda o tenerli sciolti con la riga in mezzo che è tanto cool. Se, invece, si decidesse di tagliarli, senza esagerare come me, si può puntare sul “long bob” che è un caschetto lungo, tocca le spalle, un po’ scapigliato, bello e sbarazzino. Inutile dirvi che per me sono sempre meglio corti corti ma io non faccio testo;
  • le scarpe. Bè, ragazze, W la comodità. FINALMENTE! Le sneakers sono le protagoniste per questa primavera: belle, comode e, soprattutto, coloratissime. Tutti i grandi nomi della moda si sono cimentati da Stella McCarthney a Valentino a Burberry con prezzi abbastanza improponibili; mentre  tra le più accessibili, divertenti e variopinte, vincono le Adidas. Anche bianche sono molto di tendenza, da usare sotto a tutto: finanche i tailleurs;
  • jeans. E va bè, ve lo devo dire?! pezzo forte della stagione. Intanto perché è la cosa giusta da mettere data la temperatura e poi perché è tornato di gran moda per tutti e per tutti i gusti. Usato anche in sovrapposizione: più colori di jeans insieme ma, personalmente, è una cosa che aborro. Fichissima la salopette: ce ne sono di tutti i tipi. Da comprare anziché no!
  • Fiori. E d’altronde è primavera e quest’anno il fiore va ovunque: dall’intimo alla giacca … fiori fiori fiori. Io non li amo, anzi non mi piacciono proprio ma magari una fantasia delicata potrebbe fare tanto “stagione”.
  • Pastello e azzurro. Qualsiasi cosa compriate, considerate che i colori da avere sono: tutta la gamma dei colori pastello, che certo senza abbronzatura sbattono un po’ ma tant’è; e poi, ma direi soprattutto, l’azzurro in ogni sua sfumatura: scarpe, borse (soprattutto queste), magliette, maglioncini, camicie… insomma l’azzurro domina ed è il colore da avere.

Sapete che non mi dilungo ma ovviamente tornerò sull’argomento; d’altronde la primavera è appena cominciata.

Non dovrei, ma ve lo ricordo perché sono buona, che se avete dubbi, incertezze, problematiche modaiole di ogni tipo potete scrivere a vadobenecosi@gmail.com

Tutto qui?!

Se un libro si intitola Confessioni di una vittima dello shopping chi sono io per non comprarlo?!
Gli ronzavo intorno da un po’ e poi l’ho preso.
All’inizio è andata bene: scorrevole, veloce, abbastanza ben scritto. Questo per circa un centinaio di pagine nelle quali la protagonista ci racconta chi è.
Siamo in Giappone: lei, tettona ( non è un particolare trascurabile considerato quello che arriverà a fare, se lo scrivo un motivo c’è!), si sposa presto con il primo ragazzo che la corteggia. Comincia una noiosissima vita familiare con il marito bancario ed il primo figlio.
Poi, l’imprevisto, incontra una sua compagna di liceo che la introduce nel favoloso mondo dello shopping e questo è l’inizio della fine; in tutti i sensi: della sua tranquilla vita familiare, della sua ossessione, fondamentalmente del libro.
Perché si parla sì di un’ossessione ma in modo anche superficiale, poco incisivo, direi inutile.
La brama dell’acquisto che esiste (e io ne so qualcosa!) viene raccontata ma in modo generico direi.
Almeno raccontami bene cosa compri non mi dire solo che vai alle svendite, no?!
Comunque una casalinga non ha soldi per essere una fashion Victim e allora che può fare per averne?
Facile, vendere se stessa.
E qui comincia lo squallore.
Il marito la scopre, la aiuta a disintossicarsi e?! E poi boh! Il libro si perde. Sfuma così, senza un vero perché!
Un paio di chicche le ho lette, tipo che “il segreto dell’eleganza sta nei capelli”; o che “i vestiti sono belli davvero solo prima di essere acquistati”.
Nulla di più. Per me: nulla di più.
L’ho letto io, al solito, ringraziatemi e lasciatelo sullo scaffale; leggete altro ma leggete.

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Anche no

Voi avete presente Ugly Betty? Era quel telefilm che spopolava qualche anno fa. Le avventure di una ragazzina piuttosto cessa. Penso a lei tutte le volte che vedo una conciata in una maniera improbale e dico sempre “Anche meno Ugly Betty”.

Capisco, per carità, che io sono un po’ fissata però dico “porca la paletta” tutte le volte che vedo una che esce:

  • in tuta e non per andare in palestra, ma proprio per girare. Cazzarola, NO!!! Ma perché?! Ci sono milioni di vestiti, milioni di vestiti comodi, perchè proprio la tuta nata per svolgere attività fisica o stare in casa?! Non siete fiche, siete sciatte se uscite con tale outfit. Io non lo accetto, a stento ci porto giù il cane, regolatevi!
  • Senza un filo di trucco d’inverno. Ora, ragazze, parliamoci chiaro, di Gisele l’universo ne ha prodotte poche. Va bene acqua e sapone, ma d’inverno, acqua e sapone meglio sempre tra le mura domestiche, non me ne abbiate ma almeno una crema coprente ci vuole, un filo di fondo tinta, mica dico che dovete andare in giro mascherate ma quel tanto che basta per non mettere paura alla gente che vi incontra.
  • In stile patchwork, che sembra abbia la luce staccata a casa e alla rinfusa si è infilata dei vestiti. E dai, ma che ci vuole?! Preparate la sera prima se non avete tempo la mattina: completino e camminare.
  • Con i capelli unti perché “sai, non ho avuto tempo di lavarli” ecco, e allora se non hai avuto tempo STAI A CASA o legateli o mettici tanto gel da confondere l’olio da te prodotto con un prodotto chimico. Fammi la cortesia!
  • Con le sopracciglia alla Peo Pericoli. E sentite, Frida Kalo era una fica ok ma era pure una grande artista: voi non siete né fiche né artiste. Correte subito da un’estetista e non mi fate vedere quelle righe nere sopra gli occhi. E’ chiaro???

5 e sto come sempre.

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Capellomania

Lo so lo so che già ho scritto sull’argomento ma ho bisogno di tornarci per dare qualche suggerimento

Punto UNO. Uomini, cortesemente, NON vi tingete. Siete ridicoli, davvero ridicoli, Il brizzolato piace, dà quell’aria di maturità che non guasta mai, soprattutto se siete intorno ai 40 o li avete superati. E’ naturale, non c’è niente di peggio di vedere un viso rugoso con una tinta mogano; vi prego, NON vi tingete. Ascoltatemi. Tutte le volte che ne vedo uno, e questa settimana mi è capitato almeno un paio di volte, non posso non pensare alla scena di voi seduti dal parrucchiere con la tinta in testa. Dai, è imbarazzante solo il pensiero. NON sembrate più giovani, solo più ridicoli. Vi prego, fermate ‘sto scempio!

Punto DUE.. Donne, i capelli raccolti ok ma solo se non avete un faccione perché si noterà di più. A parte che, come già detto, li preferisco corti (ma questo è gusto personale) però, se li volete lunghi, lasciateli tali. Per esempio, la Boschi che personalmente ritengo non sia proprio un cesso, ecco legati no, le viene fuori una faccia e due orecchie che andrebbero divise a metà.

Punto TRE. Uomini, E’ molto meglio un uomo rasato di uno: calvo o con la chierica. Se i capelli sono andati inutile rimpiangerli con un riporto; se avete una stempiatura, che sono due, inutile cercare una frangetta improbabile anche qui ci fate caso solo voi e, a limite, vi farete notare per il contrario, lasciateli andare senza rimpianti. Puntate su altro, il capello personalmente è l’unica cosa che non noto in un uomo. Compensate con la barba che, se siete pelati, sarà foltissima, vi darà quel non so che di intrigante che farà, vi assicuro, scordare a tutte la carenza di capelli in testa; poi meglio pelato che parruccone.

Punto QUATTRO. Donne, i boccoli ad una certa età no more. Se siete ricce ok ma se ve li dovete far fare col ferro o col bigodino dal parrucchiere non è più cosa. Dai, le attempate Candy Candy hanno fatto il loro tempo, mollate e nessuno si farà male.

Punto CINQUE. Uomini, ad una certa età il codino anche basta. Non siete più una rock star, non lo siete mai stati e non lo diventerete; non siete neanche Fiorello che, maledetto, col karaoke c’ha rovinato la vita. Quelle code di topo brizzolate o (ahimè!) anche tinte, che si vedono in giro, fanno venire l’orticaria. Stop coi Rolling Stones.

Punto SEI. Donne, i capelli crescono velocemente ok?! La tinta va fatta ogni 20/30 giorni a seconda della vostra ricrescita. Non mi fate vedere quel centimetro bianco che mi manda al manicomio, è unwatchble; se poi proprio non avete tempo cercate un’acconciatura che vi aiuti: please!!!

Punto SETTE. Uomini e Donne, c’è un età per ogni capello ed un capello per ogni età… assecondate la natura, a volte ne sa molto più di noi.

Bleah!

Allora, un po’ di tempo fa vi ho parlato del libro del mio amico scrittore che speriamo esca presto. Ora il protagonista (credo, non so bene perché con 50 pagine che vuoi capire!?) comunque lui, da piccolo, comincia a tenere un taccuino e in questo taccuino scrive tutte le cose che gli fanno schifo.

Ecco, io penso a lui tutte le volte che:

  1. vado nel bagno dell’ufficio a lavarmi i denti e trovo capelli nel lavabo, è una cosa che trovo disdicevole, mi fa orrore;
  2. sento l’odore di chi ha appena fumato;
  3. vedo quelli che bussano nel cocomero come se dovesse aprirgli qualcuno atteggiandosi a grandi esperti ortofrutticoli (più che schifo è fastidio!);
  4. odiano gli animali ma non sanno che sono molto più umani dei loro figli;
  5. si rifanno dal chirurgo plastico al punto tale che la bocca arriva agli occhi e gli zigomi sembrano dei gommoni;
  6. sento dell’arresto di quel porco dell’arcivescovo accusato di pedofilia. E poi scopro che rischia 6/7 anni di carcere. EHHHHH?! Solo! In questo caso, però, è più dello schifo è un misto di odio, ribrezzo e rabbia tutta insieme e crepa;
  7. vedo, anche in tv: topi, scarafaggi e farfalle notturne;
  8. vedo gente che giustifica il ragazzo che ha ucciso con un pugno il coetaneo pakistano perchè “mi ha sputato e ho reagito”…. EHHHH?! Uno ti sputa (per quanto schifo ti possa fare) e tu l’ammazzi?! E pure qua non basta parlare di schifo e non tanto per il ragazzo quanto per quelli che lo giustificano;
  9. vedo le unghie dei piedi rovinate e senza smalto con sandali, per le donne ovviamente;
  10. vedo quelli che si preoccupano più della reputazione che della propria coscienza.

Per ora mi fermo a 10 (come i comandamenti… sapete quanto sono religiosa!).

Per amor di verità vi devo dire che un paio di queste “schifate” non sono mie… solo per amor di verità, sta a voi trovare l’intruso, il quale mi ha poi specificato che tra i vari personaggi “schifosi” salva quello che ha lasciato un biglietto su una macchina con scritto “volevo fregarti l’autoradio, poi ho visto i cd di Gigi D’Alessio e mi hai fatto pena”.

🙂