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8 marzo

Tutti gli anni la stessa storia:

  • “non è una festa, è una “giornata internazionale”;
  • la donna non si deve festeggiare solo oggi ma tutti i giorni;
  • no fiori ma opere di bene.

Bene, brave, mi trovate d’accordo ma, al netto di quelle che mi sembrano essere delle ovvietà, io rivendico il diritto di avere piacere se:

  • le mie migliori amiche (perché non può essercene una sola!) oggi più di ieri – e meno di domani – hanno un pensiero per me e mi scrivono “A te, che sei una donna meravigliosa buona festa (o giornata internazionale che dir si voglia)!”;
  • mia mamma (ed io a lei) mi invia una foto di mimosa, che peraltro trovo essere un fiori bellissimo e giallo (ed io amo il giallo);
  • qualcuno avesse il pensiero di mandarmi dei fiori (e questo non succede ma del resto manco mi sono arrivati i cioccolatini a San Valentino) perché a me i fiori piacciono e ho capito “tutti i giorni” ma non arrivano e allora una potrebbe legittimamente aspettare l’occasione… che tanto non arrivano uguale!

Perché io penso che avete ragione da vendere, lotte e lotte sono state fatte, ma non è che celebrando una data (o meno) alcuni uomini smetteranno di picchiare alcune donne, nell’ambiente di lavoro verrete considerate con più attenzione ed un milione di altre questioni irrisolte. Diamoci pace.

Quindi, io dico: “Buona festa/giornata internazionale a tutte e sentitevi libere oggi (E SEMPRE!) di rivendicare i vostri diritti”… anche quello di accettare gli auguri o un mazzo di fiori.

A tal proposito siete ancora in tempo… a richiesta, in privato, mando indirizzo a cui recapitare i fiori. Affrettatevi!!!

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Ogni coincidenza ha un’anima

Sono qui per recensire il primo libro del 2019.

Ogni coincidenza ha un’anima di Fabio Stassi.

È un libro bellissimo.

E potrei chiuderla qui.

Visto che le recensioni non si scrivono così, vi dico qualcosa in più.

Il libro narra la storia di Vince Corso che per lavoro consiglia libri, fa il biblioterapeuta: la gente ha un problema, va da lui che consiglia libri per aiutarli.

Ci va chiunque: l’attrice che vuole diventare famosa; il razzista; l’aspirante cantante stonata; e anche la sorella di un mezzo genio colpito da Alzheimer.

Su quest’ultima “cliente” si sviluppa la storia che è una specie di caccia al tesoro. Il suo compito è quello di ricostruire un puzzle, trovare un tesoro, entrare nella mente di un uomo e cercare di incastrare dei lego tra loro.

Il libro è bellissimo.

Al di là dell’originalità della trama, solo in alcuni punti può sembrare pedante perché sembra voler un po’ spiattellare tutta la cultura letteraria del mondo in dieci pagine. Superata questa minima difficoltà, la scrittura è fluida e tutta d’un fiato, ad esempio ho adorato il mancato uso del virgolettato: parli tu o parlo io non fa differenza.

Non vi posso dire dove vi porterà questa caccia al tesoro ma la storia d’amore sottesa è una poesia di una bellezza emozionante, commovente.

È una favola.

È un libro bellissimo.

Scusate se mi ripeto ma non mi viene di meglio. Da troppo non leggevo un libro così, mi ha emozionato fino alle lacrime e quando capisci la storia e pensi a quanto sarà difficile chiuderla, l’autore ti stupisce e ti accompagna con una delicatezza da standing ovation.

E chi pensa che le coincidenze non esistono a fine lettura potrebbe ricredersi.

Devo prendere atto che il mio compagno di lettura sa scegliere i libri meglio di me: ha trovato un libro da 10, grazie.

Cominciamo veramente alti questo 2019.

Buona lettura a voi.

Alice nell’ombra

Io ve lo dico: questo 2019 di letture è iniziato col botto.

Ieri mattina ho finito un libro iniziato alla fine del 2018 di cui vi parlerò a breve (spero!) e che mi è piaciuto tantissimo e stanotte ne ho divorato un altro che mi è stato regalato a Natale: Alice nell’ombra di Barbara Garlaschelli.

Ammazza che lettura, ragazzi.

L’amica che me lo regalato mi ha detto che assolutamente dovevo conoscere questa autrice e aveva ragione.

Il libro si sviluppa su due binari e la cosa, capita a pagina 3, mi è piaciuta da pagina 2 fate conto.

La storia è quella di Alice intrappolata nella sua vita e in un’enorme Villa dove vive con il marito, la mamma e la suocera.

Che storia ma, soprattutto, che costruzione della storia!

Il libro è breve ma in 140 pagine c’è materiale per una serie televisiva, un film di 2 ore, c’è veramente tanta roba.

Frasi brevi, punteggiatura azzeccata.

Una suspance da profondo rosso.

Che bravissima Barbara a scrivere!

Due amiche, due figli che diventano marito e moglie, una casa, un amore, una storia che ti toglie il fiato.

Vi dico solo che ho iniziato il libro, non c’era modo di mollarlo, lo lascio, mi addormento, mi sveglio per una bottarella di insonnia, riprendo il libro, lo finisco.

Ben scritto, costruito, regge fino alla fine.

Avvincente. Veloce. Bello.

Un giallo, un romanzo d’amore, leggetene tutti.

Gli spaiati

Beh, se il primo libro mi aveva convinto poco, questo per niente.

Gli spaiati di Ester Viola è sicuramente un libro perdibile.

Certo se, come me, hai letto il primo alla fine ti interessa sapere che fine fa Olivia ma all’ultima pagina ti dici che forse era meglio non appagare la curiosità.

Olivia si è messa con il suo capo, Luca. Ora il “come, quando, perché” non è dato saperli.

In questa storia, per una come lei che faceva l’analisi grammaticale delle virgole dei messaggi dell’ex, non ci si appassiona per niente alla vera relazione. Per niente. Lui ha lasciato la moglie, per fatti suoi, e poi loro si sono messi insieme. Punto. Fine dell’innamoramento. La parte più divertente dell’amore, quella della “cotta”, Ester Viola tende a non raccontarla perché l’amore per Olivia, come per lei immagino, è più che altro sofferenza, e noia, e abitudine.

Dopo che Olivia ci ha rotto le palle sull’infelicità della singletudine ora che è in coppia è meno divertente, meno interessante. E’ tutto abbastanza scontato: tornare a casa la sera, vivere con lui, mangiare insieme, ridere, dormire e svegliarsi con un’altra persona, che sono le cose che più o meno mancano ai single (o almeno a me), qui sono trattate più come un dovere che come un piacere.

Ma perché?! Cioè trovo insopportabile questo dover essere ciniche a tutti i costi. In più se ti metti con Luca, che sembra un fico spaziale (io me lo immagino tipo Patrick Dempsey), pure intelligente e padre modello, di che cazzo ti lamenti Olivia?! Oddio, vedi, forse mi ha fatto salire il veleno.

Come se non bastasse quanto sopra, si trasferisce da Napoli a Milano e così la fantastica ambientazione umana e paesaggistica altamente ne risente.

La verità è che questo libro che vuole parlare degli “spaiati”, cioè di quelli che sono stati talmente tanto da soli che non sono più abituati a stare in due, forse è proprio un inno alla coppia. Anche se è una coppia che non mi piace o, meglio, è un racconto di coppia che non mi piace.

Comunque, ho raggiunto il mio obiettivo ossia arrivare ad oggi che esce Vuoto di De Giovanni.

A molto presto.

L’amore è eterno finché non risponde

Ho appena finito il primo libro di Ester Viola L’amore è eterno finché non risponde.

Premesso che io non amo i libri da femminucce, quelli dove si racconta l’amore:lei ama lui, lui la lascia, lei soffre.

E non mi piacciono perché sembra sempre che la donna sia l’indifesa e l’uomo il mostro.

Non è così.

Poi odio, anche nella vita, il: lui ha detto e allora io gli ho detto e allora lui ha risposto; e poi leggi e rileggi messaggi; e poi la ricerca del l’interpretazione autentica; e poi conti le telefonate; e poi vai su tutti social per vedere quello che fa lui e com’è la ex, e com’è la nuova fiamma, ma che vi importa, vi dovrebbe bastare che non sta più con voi (o non ci è mai stato per rassegnarvi!) o no?!?

E non vi sta parlando una che ha messo su la famiglia Cuore, anzi, restituire un solitario di Tiffany (e non per colpa mia!) mi metterebbe di diritto nella categoria delle disilluse, di quelle che “tanto gli uomini sono tutti delle merde” e “l’amore non esiste” ma non sono io, non ci riesco.

Solo che considero un’inutile perdita di tempo stare lì a fare l’analisi logica del detto e non detto, se uno vuole dice sennò vai avanti. Io più o meno sull’argomento la penso così, comunque…

Tutto ciò premesso, per rimanere nel linguaggio “avvocatese”, che è quello che usa Ester Viola, il libro non mi è del tutto dispiaciuto, anzi alla fine mi ero pure un po’ affezionata ad Olivia, a Luca, a Viola, a Luciano, a Dario, tanto che mi compro pure subito il seguito.

Ester Viola è un avvocato divorzista che scrive per vari giornali e, tra questi, per Vanity Fair, il lunedì mattina tiene una rubrica, che io adoro, tipo la posta del cuore ma scritto in un modo così ironico, sarcastico, divertente che è un piacere leggerla.

E anche il libro è più o meno così.

La protagonista è Olivia, un avvocato divorzista (pure lei!) che vive a Napoli, che si è da poco lasciata con Dario, e che incappa in una serie di vicissitudini amorose. Neanche troppo fallimentari.

Al di là di una serie di luoghi comuni, necessari ai fini della storia, e di intrattenimento sulla noia dell’amore in una certa fase, il libro è carino.

È un libretto, come lei stessa lo definisce, che si fa leggere volentieri.

Lei dovrebbe essere una Bridget Jones nostrana, ma di Bridget Jones non ha molto perché è evidentemente una fica ed evidentemente ricercata da svariati uomini, al contrario dell’ubriacona inglese.

Carriera da Avv.to ben avviata, appartamento vista mare e già questo, di diritto, non la pone più nella categoria delle sfigate.

Comunque l’ho letto non aspettandomi niente e infatti è andata bene così.

Cioè se non ti aspetti, qualcosa ottieni ed infatti un paio di ore piacevoli il libro te le regala.

Ora è appena uscito il secondo, Gli spaiati, e quasi quasi resto a Napoli per vedere come si è sistemata Olivia.

Buona lettura a voi.

Bilico

Il mio grosso limite è che non sopporto le ingiustizie.

Ora detta così voi potreste tranquillamente rispondermi con l’art. 7 della Costituzione Romana di Rocco Schiavone, ma capirete meglio la frase dopo aver letto il libro che ho appena finito io e cioè Bilico di Paola Barbato.

Un giallo, scritto molto bene.

Giuditta è la protagonista della storia, una psichiatra, un’anatomopatologa che deve indagare su una serie di efferati omicidi commessi da quello che sembra essere indubbiamente un serial killer.

Lei è una donna abbastanza cessa (per come si descrive) ma mezza genia, vergine e affezionata al sesso online. Con lei ad indagare c’è una squadra di poliziotti e su tutti c’è il biondino Miglio.

Io non vi posso dire di più perché è un giallo e lo spoiler proprio non è ammissibile.

Quello che vi posso dire è che esattamente a metà libro arriva, tra capo e collo, un colpo di scena che vale tutta la lettura.

Mi è piaciuto, direi.

Superata la cruenta fase iniziale, vi ritroverete a leggere dei tratti un po’ noiosi, un po’ messi lì per allungare il brodo ma conviene stare attenti perché nulla è raccontato a caso: tutto torna in un vortice di impicci che lasciate stare. Quando sei lì che un po’ ti stai annoiando, zac arriva la mazzata.

Sì, si fa leggere. Io ve lo consiglio, leggetene tutti.

Io ovviamente mi dedico a qualcosa di più melenso… o almeno spero!

Stay tuned.

Le nozze di Figaro

Come più volte mi è capitato, sento il bisogno di raccontarvi non soltanto dei libri che leggo, dei film ma anche delle opere a teatro che vado a vedere.

Questa è la volta de Le nozze di Figaro al Teatro dell’Opera.

E, mi dispiace per voi, ma ho visto l’ultima replica.

Bellissima.

Inutile che vi stia qui a spiegare la musica di Mozart e il libretto di Da Ponte: lì non ci sono parole da sprecare. Opera buffa quindi divertente o comunque con lieto fine, musica meravigliosa.

Finito.

Posso però dirvi qualcosa sulla regia e la scenografia, sull’allestimento in genere, che è decisamente ultramoderno.

Vi dirò, mi è piaciuto. Anche molto direi.

Gli abiti di scena super fashion, a tratti pure troppo, e qui mi sento di poter intervenire:

1. mi permetto, per esempio, di suggerire che se una cantante è alta 1.90 e pesa 90kg forse il jeans super strappato con décolleté con tacco kitten di non più di 5cm si può evitare… il povero tacchetto scricchiolava sotto il suo peso e io mi sono distratta pensando che si spezzasse, più adatto il tacco dell’abito, di almeno 10cm che la sosteneva meglio;

2. ok lo smoking moderno ma l’orlo alla caviglia NO NO e ancora NO;

3. a Marcellina evitiamo di mettere abiti che non la facciano sentire a proprio agio, trattasi sempre di sig.ra over 50 che deve cantare e non pensare a quanto sta in imbarazzo, idem Barbarina con la camicia da notte micro;

4. 10 e lode al direttore d’orchestra super moderno con felpa e pantaloni in ecopelle ma se sei tutto vestito di nero, gli anfibi testa di moro scamosciati li lasci a casa per altra occasione!

Per il resto vi dico bello: elefanti da tutte le parti e un motivo ci sarà ed appena lo scopro ve lo faccio sapere; un piccolo problema di feticismo con i piedi per il leva e metti le scarpe e piedi nudi, ma tipo un’ossessione; inutili, senza senso e un po’ fastidiose le due donne nude nell’ultima scena che se è andata bene stanno con un raffreddore oggi.

Comunque bravi tutti, le donne di più: Cherubino (fantastica!), Susanna e la contessa su tutte. Mi ha entusiasmato più il Conte che Figaro ma insomma bravi tutti… meno io che ho scelto un palchetto laterale che ha causato torcicollo non richiesto… a tal proposito, vi consiglio di non fidarvi delle cartine virtuali di TicketOne.

Io scelgo altri posti per la prossima, voi organizzatevi.