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Messaggistica vocale

Sapete che da poco ho finito di leggere un libro troppo divertente che si intitola Divorziare con stile.

Al di là della storia, che è carina, il libro è fantastico perché lancia invettive su varie cose e tra le varie c’è una fantastica pagina sull’odio verso i messaggi vocali di whatsapp. 

Sapete quanto io adori whatsapp: è veloce, diretto, proprio proprio come piace a me! Due milioni di aggiornamenti nel corso degli anni ed in uno di questi si sono inventati i messaggi vocali. Ho una sola parola per voi: MALEDETTI!

Ma io dico, al di là che in alcune circostanze può essere comodo perché uno non ha tempo di digitare, se voglio ascoltare la voce di qualcuno: LO CHIAMO e decido di perderci quei 5 minuti al telefono. Convenite con me?!

Se uno usa una messaggistica veloce, come può essere whatsapp, lo fa perché un conto è leggere quello che si scrive, un conto è ascoltare messaggi di 10/20/30 secondi – 1 minuto, 2 o 3… ma passatevi una mano sulla coscienza.

Il protagonista del libro rimanda l’ascolto del messaggio vocale di un suo amico perché sa che, per quanto divertente, durerà x minuti perché la gente nel messaggio vocale parte per la tangente e comincia a raccontare fatti per nulla attinenti con quello che si voleva/doveva dire.

Senza contare il fatto che se io sto in ufficio non posso scassare i cabasissi ad i miei colleghi di stanza; se io sto su un mezzo pubblico di locomozione (aereo, bus, treno) non posso ammorbare il prossimo mio con i fatti vostri. E allora: cerca in borsa auricolare, inserisci auricolare, ascolta e che palle… mi sono scocciata ieri di fare tutto ciò.

E poi esiste un comando fantastico che è la dettatura vocale, provatelo: voi dettate (compreso virgola e punto) e quello scrive, se non avete tastiere internazionali, vi dico che è un comando fantastico.

Ora, dato che non si può tornare indietro con gli aggiornamenti, organizziamoci così: i messaggi vocali usateli con queste semplici accortezze…

  1. alla guida, quando PROPRIO non potete digitare;
  2. se i trafficanti di droga di Don Winslow vi hanno  mozzato le mani  e non le potete usare perché non le avete;
  3. la durata deve essere di massimo 20 secondi, di più trattasi di sequestro di persona perché se voi  non avevate il tempo per scrivere un messaggio, io non mi posso fermare per 5 minuti per ascoltare quello che avete da dirmi, ripeto che sopra una determinata soglia ci spariamo una telefonata e non ce la spariamo comunque perché impossibilitati;
  4. prima di mandarlo pensateci, poi ripensateci, poi realizzate che avreste fatto in tempo a scrivere o dettare un messaggio scritto e quindi: RINUNCIATE!

Mi pare che ci siamo. Saluti.

 

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eMAticons

A voi piacciono le emoticons?!

A me tantissimo, tengono viva l’adolescente che è in me.

Sono veloci, pratiche, immediate.

E così: non devi stare a scrivere “ok, va bene!” perché puoi mettere il pollice in su; non devi stare a digitare “un bacio” perché c’è la faccetta con il bacetto a cuore (dolce dolce); non devi stare a sforzarti di registrare “oh, porca la paletta, ma che veramente?!” perché c’è il geniale Urlo di Munch in versione gialla (la mia preferita!).

Non sono mai arrivata al punto di scrivere un’intera frase con le emoticons ma sono indispensabili, secondo me, anche per dare il senso ad una frase.

Che ne so, se per esempio, vi stanno girando le scatole dopo aver letto un messaggio e vorreste mandare la persona a quel paese ma vi dite  “vabbè, magari è meglio di no?!” Che fate?! Rispondete sempre a tono, come se ce la state  mandando, ma poi con una faccetta riequilibrate la situazione.

Pensateci, sono geniali. Un “Bravò” a chi le ha inventate.

Bene ma c’è un ma… c’è sempre un  ma.

Tra tutte le 2000 emoticons che riempiono la tastiera, ce n’è una, una soltanto che ha il potere di farmi salire il sangue al cervello, la odio e vorrei fare una petizione per eliminarla. E’ quella stronza che fa la linguaccia con l’occhietto.

Ora io vorrei chiedere al suo ideatore: ma tu cosa cavolo mi volevi rappresentare con questa faccia?!

Ma tu che simbolismo le volevi dare?!

No perché le altre mi sembrano piuttosto semplici: le scimmiette sono “non vedo, non sento non parlo”; le gote rosse sono l’imbarazzo; la macchina è la macchina; il cuore è il cuore; rido tanto, ti abbraccio, sono infuriato, sono nervoso, sono perplesso, sono muto, sono stupito e così via dicendo ma quella linguaccia con quell’occhietto cosa cazzo mi rappresenta?!

Vi sfido, ditemelo.

Io la odio e quando ne sono la destinataria mi viene un modo di rabbia che devo lanciare il telefono per calmarmi perché mi verrebbe da, nell’ordine: chiudere la conversazione, eliminarla, bloccare il contatto, bruciare il telefono.

Mi sapete illuminare? Nel dubbio evitate di farmela rivedere e la linguaccia con l’occhietto (che poi è pure umanamente impossibile!) valla a fare a tua sorella, stronza/o?!

STripAdvisor

No vabbè, ma veramente bisogna sentire e leggere qualsiasi cosa se si aprono i giornali.

L’ultima che ho letto è che i ristoratori/albergatori offrono denaro per far cancellare le recensioni su Tripadvisor, ma veramente?! Ma questa cosa è fuori dalla grazia di Dio, per chi ci crede!

Allora, premetto che su tripadvisor ci sono dal 2010 quando ce lo filavamo in pochi e che scrivo recensioni vere.

Tanto vere che quando un mio parente prossimo, molto prossimo, mi ha chiamato per chiedermi di modificare la recensione che avevo fatto al ristorante di un suo amico, ho disconosciuto il rapporto di parentela e mantenuto la recensione perché poi brutta non era e dava solo un consiglio di aerazione.

Quindi non mi venite a dire “da che pulpito!”.

Io penso sia assurdo perché parto da un’assoluta buona fede e poi perché ritengo che proprio perché nessuno ti paga ma chi te lo fa fare a scrivere?!

Capisco che il rischio di venire denigrati c’è ma basterebbe sfruttare le recensioni, anche quelle negative, a proprio favore, invece di cercare di cancellarle.

A me è capitato che mi abbiano scritto i gestori per:

  • ringraziarmi, per la recensione positiva; oppure ringraziarmi per quelle in cui davo consigli che poi, vedi albergo in Amman, hanno prontamente seguito;
  • risentirsi, per la recensione negativa, cosa che non mi ha smosso di una virgola perché se la rimostranza era sul preconto al quale non è seguito il conto, la recensione te la tieni e se potessi ti manderei pure la Finanza.

Mai uno che mi abbia voluto offrire un centesimo per cambiare la recensione, non che lo avrei accettato, ma io i soldi proprio non sono destinati a farli al di fuori del mio dignitoso lavoro!

Tra l’altro l’sms (vedi foto in evidenza) che è arrivato al tipo per chiedergli di cancellare la recensione negativa dietro ricompensa di ben 150€ è così grammaticalmente scorretto che prima di preoccuparsi della recensione negativa dovrebbe preoccuparsi del suo livello di istruzione elementare, manco media.

Ovviamente io ci credo: leggo le recensioni su Tripadvisor, faccio una media tra quelle negative e positive e mai ho sbagliato. D’altro canto continuerò a scrivere le mie dicendo la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità e a chi mente che peste lo colga.

 

Blogger we want you

Scena: a cena da una mia amica con altre amiche.

Una di loro mi dice: “Sai sto al libro nr. 6 di De Giovanni, come da te consigliato sul blog”;

un’altra mi fa: “Dopo aver letto di FrùFru abbiamo fatto un ordine collettivo di Clarisonic online”;

un’altra ancora: “Senti ma quest’anno le borchie vanno o non vanno più e che ne pensi delle ballerine?!”.

A questo punto mi si dice: “ma perché non partecipi al concorso “Blogger we want you” di Grazia.it per avere il bollino?!”.

Ehhhhh?! Che cosaaa?! E come si fa?!

Ed è così che prima ancora di prendere il caffè, quindi con poca cognizione del mio nome e cognome, stamattina sono approdata sul sito dove leggo il regolamento per poter partecipare.

Ok.

Subito l’intoppo: decidere a quale categoria appartenere perché qui, lo dice lo stesso sotto pancia del blog, si parla “di tutto un po’ e un po’ di tutto”.

Quindi, non è facile ma ci provo.

Adoro i libri, e si percepisce dalla quantità di recensioni postate e soprattutto adoro consigliarli. Se solo lo 0.99% di chi mi legge ne ha comprato uno perché da me consigliato, mi sento una persona felice (e lo so mi ci vuole poco); idem con patate (ma al forno, che fritte fanno male) per il cinema, anche se ultimamente sono poco diligente. E lo so, recupererò è che, ragazzi, in 6 mesi mi sono successe tante di quelle cose che lo potrei girare io un film… ma questa è un’altra storia… andiamo avanti.

La mia passione smodata per la moda la conoscono pure i sampietrini. La rubrica, sempre attiva qui sopra e che ricordo ai più distratti vadobenecosì, di cui all’omonimo post, non è cosa da lasciar passare in cavalleria. Non dimentichiamoci mai che ogni occasione richiede un suo preciso outfit e che io sono pronta ad alzare la paletta per dire sì o no ma senza la pretesa di giudicare, semmai di aiutare su un legittimo dubbio.

Ancora, qui si parla di sentimenti (i miei per lo più e ultimamente meglio che mi lego le mani con una catena, la chiudo con un lucchetto di cui butto le chiavi per non scrivere quello che mi passa per il cuore); e poi di grammatica, di galateo, di social network; di amicizia; di politica; di uomini e di donne; sicuramente non leggerete di cucina ma per il resto, ragazzi, impossibile catalogarmi… direi che la categoria lifestyle ( così come presente nella sezione di grazia:  http://www.grazia.it/stile-di-vita ) é quella che mi si addice di più.

Bene, e ora?! E ora pensateci voi!!!

http://blogger.grazia.it/blogger?id=1913

Seguitemi.

Habemus Pope! 

Che avevo detto?! Che non mi dovevo infilare nelle serie televisive.Che ho fatto?! Mi sono infilata in una nuova serie televisiva.

La coerenza prima di tutto, cari miei.

Volete sapere la serie? Scandal!

Gesù, Giuseppe e Maria… ma io dico: ma gli Statunitensi come li hanno cresciuti? A pane e cicuta?!?!?!! E che cosa è?! E quanta cattiveria e quanto tradimento e quanto odio! E Padre nostro, dico io! 

Non sono democratici ma repubblicani. Quindi il Presidente dovrebbe essere: un conservatore, con una bella famiglia cuore e rigido come la morte, ma figuriamoci! 

Succede di tutto in quella cavolo di Casa Bianca, ma quando dico tutto intendo proprio tutto.

Amanti, spie, tu mi tradisci ma io t’ho già tradito 10 minuti fa perché lo sapevo che mi tradivi, I buoni sono cattivi, i cattivi sono buoni. Si tortura, si uccide, si sistemano le cose. Si fa sesso ma anche l’amore. Si violenta, si distruggono famiglie.

C’è la stampa manovrata, la repubblica difesa da segreti più segreti della CIA e poi in mezzo a tutti c’è lei: Olivia Pope.

Donna, nera, fichissima, amata & odiata, cercata & respinta, vittima & carnefice.

18 puntate per 3 serie. Quando finisci non ti fidi più del tuo cane perché veramente se ne vedono di tutti i colori.

Forse pure un po’ troppe ma non puoi non vedere perché ogni puntata finisce con il colpo di scena. Ogni 40 minuti devi rimanere a bocca aperta. Ce ne vuole, eh! Mica è da tutti.

Io pensavo che fosse maledetto Frank di HOC ma in confronto alla banda repubblicana di Scandal trattasi di pivello. Il fatto è che lì sapevi di non poterti fidare di lui e pochi altri, la questione era più cervellotica. Qua oltre al cervello si fanno proprio male: chiunque arriva è un pericolo, chiunque se ne va fa una brutta fine, ogni cosa non è come appare. Un’ansia.

E io?! E me le sono viste tutte e 18×3… che mo’ il conto non mi viene, fatelo voi. In ogni ritaglio di tempo, con il pc: in bagno, sul divano, in cucina. In tutti i luoghi in tutti i laghi, tanto per fare una citazione colta.

Io dico fatevi catturare, poi organizzatevi in tutti luoghi, in tutti i laghi… non è che posso fare sempre tutto io in questa famiglia! 

PS: Nota di Stile, Olivia Pope ha giacchino strepitosi e borse Prada. Solo Prada. 

PS2: Nota di Gossip, nella terza serie l’attrice che interpreta Olivia è palesemente incinta. Non la inquadrano mai per intero e sta infagottata. 

PS3: un po’ vi devo dire sempre tutto io però, eh! 

Spuntami

No dico, ragazzi, ma veramente pensate che i matrimoni finiscano per la doppia spunta di whatsapp?!

Sono arrivata subito al dunque perché non se ne può più con questa storia della spunta, doppia, blu, che segnala se uno non solo ha ricevuto ma ha anche letto il messaggio. Ma io vi voglio bene… FI NI TE LA!

Se uno vuole mettere le corna le mette a prescindere da whatsapp e anzi, se si fa sgamare con la spunta o la visualizzazione all’ora tarda di notte (stando a significare che messo/a a letto il/la compagno/a ha chattato fino all’ora x con l’altro/a) è perché, molto banalmente, vuole farsi scoprire… s’è rotto/a le palle, non ne può più, abbassa le difese ed eccolo lì che si fa sgamare. Semplicissimo.

La colpa certo non è di whastapp e della sua doppia spunta che non vìola la privacy di nessuno, secondo me.

Sapete come la vedo io? Dunque:

  • “visualizzato l’ultima volta alle ore X”, bene fatti tuoi, non avevi sonno;
  • “doppia spunta blu”, mi è arrivato il messaggio, l’ho visto, l’ho letto e qui si aprono due vie:
  1. non ti POSSO rispondere, lo farò quando ho tempo e questo valeva pure prima;
  2. non ti VOGLIO rispondere perché: non ho niente da dire, hai scritto una cazzata, mi riservo la possibilità di mandarti a fanculo di persona ed nmila altre variabili che rendono indifferente il fatto che io abbia letto o no.

La cosa fantastica di tutto questo è che il produttore (non so come si dice) di whatsapp sta valutando l’ipotesi di rendere la doppia spunta facoltativa, ma per quanto mi riguarda lo è già perché liberamente ho deciso di investire ‘sti 89 centesimi e liberamente decido di comunicare con questo mezzo che rimane una rivoluzione.

Poi, ragazzi, insisto: se li scoprite a mettervi le corna è perché invece di prestare attenzione a whatsapp forse dovreste attenzionare altro nella vita, magari chi vi sta accanto.

That’s it.

 

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Pensieri stupendi

Giusto ieri mattina mi chiedevo se non stessi scrivendo un po’ troppo su questo blog.

Allora c’era me che diceva: “guarda che i lettori si potrebbero stancare, annoiare, rischi di finire inflazionata, di dire sempre le stesse cose!”.

E, di contro, c’era me medesima che sosteneva “sì, ma se non scrivi la gente si disaffeziona, si dimentica ed è un attimo che non esisti più come blogger”.

Di rimando me “e va bè, ma mica è sempre facile trovare argomenti, mica sto sempre in forma, mica mi va sempre, mi devo fermare!”

E me medesima “e quando hai da scrivere scrivi e quando no soprassiedi, mica è un obbligo, deve essere un divertimento! I lettori avranno pazienza, se vogliono e sennò ne troverai degli altri. Scrivi tutto quello che vuoi e quando vuoi”.

Giusto.

Come ho risolto la diatriba?! Direi che ho dato ragione a me medesima: ho pensato che scriverò se e quando ne avrò voglia, se e quando troverò una cosa da dire; se e quando ce ne sarà. D’altronde “sono una blogger, mica una santa”… maglietta dixit!

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E dunque, voi lettori leggerete fino a quando non vi stancherò, fino a quando non vi annoierò, fino a quando troverete interessante quello che dico; fino a quando ce ne sarà. O no? Con chi vi schierate? Con me, con me medesima o altro? Let me know!