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Divise estive 

Ieri facevo una considerazione sulle divise.Eh, le divise.

Avete presente: vigili urbani, Polizia, Carabinieri, vigilantes, steward e Hostess… insomma tutti quei lavoratori che, per la propria professione, sono costretti ad indossare una divisa?!

Bene, pensavo a loro perché d’estate trovo inaccettabile (soprattutto per gli uomini) che gli si fornisca una camicia a maniche corte per divisa.

Lo trovo inaccettabile.

E voi direte: vabbè, ma fa caldo, che dovrebbero indossare?! 

Ecco, io non lo so (e francamente non mi interessa) so solo che esteticamente è inaccettabile rendere istituzionale le camicie a maniche corte, soprattutto per gli uomini (come da mio precedente post modaiolo). 

Ora, però, mentre quando entri in un negozio e ne acquisti una per me sei penalmente perseguibile per la tua responsabilità personale; quando te la danno in dotazione i datori di lavoro siamo nell’ambito di una responsabilità collettiva, ai limiti del disagio sociale.

Li vedi porelli, con queste camicie orribili (per lo più bianche e celesti) con le braccia mozzate da questi pezzi di stoffa che arrivano a metà braccio. 

Al di là dei borselli e dei pinocchietti, che mi sembrano per lo più debellati, credo che sia la cosa più brutta dell’estate.

Ora io dico che non è che 10cm di stoffa risolvano il problema, in più se prendiamo esempio dai berberi del deserto quelli vanno tutti coperti. Chi siamo noi per costringere dei poveri lavoratori ad andare in giro come degli sfollati cafoni?! Chi siamo noi, nella patria della moda, per promuovere il cattivo gusto a livello istituzionale?! Chi siamo noi?! 

Se serve una legge per impedire lo scempio me ne faccio promotrice, ora mi informo ed, in caso, vi chiederò di firmarne la proposta.

Stay tuned.

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Fomenti Mattutini

Lo so, sono già stata sull’argomento ma ho bisogno di tornarci!

Ho qualche fomento da condividere con voi.

Fomento nr. 1

Accompagnamento bambini a scuola.

Perché?! Perché?! Perché?!

Usate la macchina per portare i vostri pargoli a scuola!

Perché perché perché?!

Tendenzialmente le scuole, almeno dalla materna alle medie (e poi chi se ne frega perché se ne vanno da soli!) non dovrebbero stare sotto casa?! Io così penso e credo sia così. Ecco, allora mi chiedo TUTTE LE MATTINE perché c’è una doppia fila davanti alle scuole all’entrata che manco in un centro commerciale sotto Natale?!

Perché perché perché?!

Poi dice: “vabbè ma magari poi le Madonne delle mamme vanno a lavoro” e no, qua vi voglio perché non vanno a lavoro, vanno a casa tendenzialmente dato il look da sfollate e allora mi chiedo: “perché non prendete i vostri cazzo di ragazzini per la manina e ce li portate a piedi a scuola?! Perché?!?!?

Fomento nr. 2.

Vigili all’incrocio.

Mi chiedo: ma perché ad un incrocio enorme con semaforo perfettamente funzionante ci mettete i Vigili?! Ho provato a chiedere alla Polizia municipale ma non ho ottenuto risposta. Ma perché se: verde cammino, rosso sto fermo e funziona, io devo vedere quel povero omino in mezzo alle macchine che giocano a tetris e che non fa altro che incastrarle peggio?! Perché?!?!

Fomento nr. 3

Spazio tutto a destra.

Ora, automobilista, che hai ben tre corsie per fare i tuoi porchi comodi, per quale motivo mi occupi pure quello spazietto a destra dove possono passare i motorini?! Perché?! Tanto tu non passi uguale e così non fai passare neanche noi: levati, stronzo!

Fomento nr. 4

E poi ci sei tu.

Tu, donna con la coda che esce dal casco (e questo già dovrebbe farci capire che non sei un’esperta dal momento che, se lo fossi, i capelli li terresti sotto la giacca per proteggerli!); tu, con la borsa a appesa alla spalla anche sul motorino; tu, che hai paura di andare sul motorino e non so perché alla soglia dei 50 anni hai deciso di salire sul due ruote; ecco, proprio tu, ti devi levare dalle palle che fai una fila come sopra… evita, riprendi la macchina, anzi, guarda tendenzialmente ti consiglierei di prendere i mezzi pubblici che secondo me sei un pericolo pure sulle 4 ruote! Levati dalle palle!!!

Oh, e ora che mi sento meglio: buona giornata!

 

Era meglio se soffrivi 

La colpa non è sua che l’ha scritto ma la mia che l’ho comprato.Io raramente ho letto un libro così inutile.

Mi sono fatta affascinare dal titolo “D’amore si muore ma io no” ed il titolo rimane l’unica cosa da apprezzare.

Assolutamente inconcludente: quando sei quasi alla fine pensi “ma dove vuole arrivare lo scrittore?!”.

E da nessuna parte vuole arrivare lo scrittore.

La storia è quella dell’ultimo poeta professionista vivente che, a Torino (e ve lo dico perché lui ci tiene) vive una storia d’amore; la quale storia d’amore non è né tragica, nè infelice, nè felice… è una storia d’amore come mille altre e, per questo, inutile da raccontare. Ma proprio inutile!

Giacomo e Agata: lui il poeta, lei l’aracnologa e già qui dici “vabbè”; si conoscono, si amano. Manco flirtano più di tanto. Pure una storia d’amore facile. Poi interviene una distrazione, poi lei parte per lavoro, poi si lasciano e forse si ritrovano.

Punto, finita la storia. È o non è inutile?!

Il tutto scritto come potrei scriverlo io su questo blog. Ecco, forse proprio questo mi ha infastidito: la scrittura.

Il modo di raccontare, come fosse un diario, non so, o una chiacchiera tra amici.

Poi a me se vuoi fare il simpatico a tutti i costi (e lo scrittore vuole farlo!) è il momento che mi diventi proprio antipatico.

Ma poi ventimila inutili digressioni sulle vecchie storie d’amore del poeta vivente.

Il fastidio proprio.

La cosa più bella del libro è la fine, ma non il finale, proprio la fine quando leggi i ringraziamenti.

Andiamo avanti va.

5 sono poche

Che belle le certezze.

Che bello quando apri un libro e sai che non ti deluderà, che non potrà deluderti.

Che bello quando leggi Manzini e Rocco Schiavone.

Che bello.

E che peccato che il tutto duri troppo poco, anzi è durato anche più del previsto perché, al solito, quando stava per finire ho allungato il brodo: mi sono distratta con il telefono, ho cominciato a chattare con le amiche, mi sono fatta  venire sonno.

E così, le vicende romane (pre Aosta) di Rocco se ne sono andate in un baleno.

Quanto è divertente, come è scorrevole la scrittura, quanto mi piace ‘sto Rocco.

Poi, leggerlo sapendo già che ci sarà una fiction interpretata, peraltro, da Giallini, che è uno dei miei attori preferiti, mi ha reso il tutto ancora più appetitoso.

Dei racconti che vi posso dire?

Sono ben strutturati, brevi ma: omicidio, assassino, indagini, vita di Rocco, storia passata, storia futura, amici di Rocco, coprotagonisti del vice-questore; Roma, le Clarks, accenno ad Aosta dove sarà trasferito, le canne, Marisa… e tutto c’è, tutto il mondo di Rocco che poi diventerà protagonista dei libri.

La scrittura è pulita, non arzigogolata, lineare; c’è il dialetto ma non troppo, c’è la risata e il dramma. C’è tutto e tutto mi piace.

Solo un grande difetto: troppo breve, tutto troppo breve; 5 indagini sono davvero troppo poche.

Io su che mi butto ora?!

Mannaggia la paletta, Rocco torna presto!

Così è se vi pare

E’ un po’ che volevo dirvi la mia sull’amore.

Ci penso, ci ripenso, poi non scrivo.

E non scrivo perché ne penso troppe sull’amore ma c’è una cosa sulle altre che mi spinge a raccontarvi.

Io non credo ai vari “lo faccio per te”, “io non voglio tenere legato nessuno”(ma manco ti lascio andare), “ti lascio andare perché ti amo”… io penso che tutto questo sia una cazzata.

Una grossissima cazzata.

Io penso che l’amore sia fondamentalmente egoismo.

Sì, egoismo.

Sano egoismo ma pur sempre egoismo.

Se una persona la ami con lei vuoi stare “nella buona e nella cattiva sorte”; se una persona la ami non ti metti nella condizione di rischiare di perderla; se una persona la ami non la lasci andare via.

L’altruismo in amore esiste solo se sei un malato, fisico o mentale non importa, ed in quel caso dimostri amore allontanandoti; ma se sei una persona mediamente equilibrata e sana di mente questa storia non regge.

Se sei una persona mediamente equilibrata e sana di mente il tuo unico desiderio, quando sei innamorato, è stare accanto alla persona che ami. E quando dico “accanto” non intendo nella stessa casa o nello stesso letto ma nella stessa vita, che può avere mille sfumature di colori: tutte le varianti dei grigi e tutte le gradazioni del rosa.

Oh, detto questo, per piacere: SIATE CORAGGIOSI.

Se non amate più, nessuno vi potrà mai dir niente, l’amore finisce… può succedere, ma abbiate il coraggio di dirlo. Non tenete le persone appese perché questo sì, non è amore; questo sì è brutto egoismo; questo sì è trasformarsi in cacca di cane.

E’ necessario essere coraggiosi perché ci vuole sempre il rispetto delle persone che, per un tratto più o meno lungo, hanno accompagnato la vostra vita.

Ed avere rispetto vuol dire renderle libere da voi che più non le amate perché se non amate più, nessuno vi potrà mai dir niente, l’amore finisce…può succedere!

E allora, coraggio, parlate!

Cucciolandia

Io seguo una persona su twitter a cui mando le mie recensioni e lui è tanto caro da retwittarmi anche quando è in disaccordo con me!

Per esempio siamo in disaccordo ogni volta che io professo il mio amore per De Giovanni con i suoi libri sul Commissario Ricciardi e su I bastardi di Pizzofalcone perché lui ritiene trattasi di libri “seriali”, stile soap opera che fidelizzano il lettore, pur magari non avendo più molto da dire.

Io non sono assolutamente d’accordo e forse ho bisogno di essere fidelizzata.

Nonostante questo, però, reciprocamente ci stimiamo. Penso.

Vi racconto questo perché ho letto l’ultimo libro della serie I bastardi di pizzo Falcone, appunto, I cuccioli.

E io che vi devo dire? Lo adoro! L’ho appena finito e già vorrei immergermi di nuovo nella vita di questi bastardi.

Già mi mancano.

Mi piace troppo. La scrittura è travolgente, veloce, giusta.

Anche questa volta la storia un po’ tosta e soprattutto riguarda bambini e cuccioli in generale e i bastardi danno prova di essere,  oltre che bravi, anche dolci ed attenti.

Anche il nostro Serpico, Aragona, riesce a mostrare il suo lato umano.

Una bimba abbandonata, una mamma morta.

Chi è stato? Chi può essere così crudele da uccidere una mamma che ha appena partorito ed abbandonare una piccola  (che poi diventerà Giorgia perché i nomi sono importanti) appena nata?!

E ancora: chi può rapire e far sparire cuccioli randagi di cane e di gatto?! Chi?! E, soprattutto, perché?!

Ora quest’ultimo fatto lo scopre il bravo Serpico/Aragona; mentre la squadra, al solito compatta, arriva a scoprire l’assassino/a/i della mamma della piccola Giorgia.

Il tutto è poi condito: dal lento avvicinamento tra il Commissario e la Mammina del gruppo; dal diniego di Alex a fare outing con i genitori, nonostamte l’amore per la bella e bionda Dott.ssa della scientifica; da Lojacono, sempre più preso dalla Piras, ma in contrasto con la figlia e la bella locandiera; e dal povero Romano a cui tocca l’ingrato compito di trovare e poi seguire la piccola neonata malata suscitando anche le ire della moglie, finalmente!

C’è tanto altro, però, ecco perché io adoro De Giovani perché scrive una storia, facendoti sempre di più affezionare ai personaggi, ma poi ci mette tanto altro tipo le pagine sulla notte che è femmina e nella quale ognuno, soprattutto personaggi non menzionati prima nel libro, raccontano la loro.

Appassionatevi… tra l’altro, visto che siamo vicini al Natale, per chi non li ha letti ma sapete che bel dono riceverli tutti insieme sotto l’albero di Natale?! Solo solo 5. Pensateci, per qualcuno, non per me che già li ho letti tutti. Per me pensate ad altro, grazie!!!

Happyness

Oh, finalmente!

Finalmente ho letto La tentazione di essere felice, che volevo leggere da tanto tempo.

Finalmente mi sono liberata dai gialli che mi hanno accompagnato per tutta l’estate.

Finalmente un libro a dir poco interessante.

Non so perché mi incuriosisse: senz’altro il titolo.

Il concetto di felicità non è mai trattato abbastanza secondo me.

Questo libro è DE – LI – ZIO – SO! Forse una definizione un po’ banale ma così è, questo aggettivo rende l’idea.

Protagonista il napoletano Cesare Annunziata, 77 anni, vecchio e burbero.

Napoli accompagna le sue avventure che poi di fatto avventure non sono. Nel senso che succede tanto ma niente di importante: è il racconto della vita normale di un anziano qualunque, rimasto vedovo con due figli ed un nipote e che vive da solo.

A parte il travolgente incontro con la vicina di casa Emma, non succede molto, diciamo che si sistemano “cose di famiglia”: la figlia con cui litiga a oltranza; il figlio che si decide a confessare al padre una sessualità che non è un segreto per nessuno; lui che si decide a mostrare qualche emozione.

La cosa che più mi ha affascinato di questo libro è il punto di vista del protagonista. A parte che è divertente, tanto divertente ma poi in genere quando i protagonisti dei libri sono gli anziani si parla del loro passato, qui il passato c’è ma a tratti, è il presente che la fa da protagonista con la sua routine, con la sua apparente inutilità per un uomo che ormai ha vissuto più dei due terzi della propria vita.

Non ne sapevo niente del libro, a parte il titolo, e non posso non esserne soddisfatta.

La scrittura è semplice e immediata, senza troppi giri laddove i giri sarebbero fuori luogo data la linearità della storia da raccontare.

Fantastico, perché lo faccio anche io spesso (e chi legge il blog lo sa), l’elenco delle cose che piacciono a Cesare e su tutte “mi piace quando una donna ti dice ti amo con gli occhi” cosa c’è di più romantico?

Alla fine “i vecchi” come Cesare vanno ascoltati, seguiti, amati.

Non ve ne pentirete.