Perché Sanremo è…

Le vogliamo spendere due parole su Sanremo?!

E spendiamole va!

Si sa che io lo guardo solo per i vestiti.

La prima serata non l’ho vista, ho visto la seconda.

Poi la mattina dopo, per i vestiti, ho provveduto.

Bene, non mi è piaciuto nessuno a parte “spallucce strette con tettone e fianchi alla Loren”, che sarebbe la Madalina, vestita da Alberta Ferretti. Belli tutti e tre i vestiti, forse meno il leopardato ma son gusti.

Sempre per la prima sera, vi segnalo la Pausini, che per me non merita mai di essere menzionata e poi sembrava un porcellino d’india. Davvero un immenso: CAMBIATI!

Faccio finta di niente per Arisa, perché non mi piace sparare sulla Croce Rossa.

Sono stata presente, invece, ma solo fino alle 22.50 durante la seconda serata.

La tipa dei giovani con il Domopack non ho capito cosa mi volesse rappresentare e andiamo avanti.

Madalina era vestita come JLo ed infatti l’ha vestita lo stesso stilista (Zuhir Murad); Dolcenera pronta per il palio di Siena; Patti Pravo per essere messa su uno stendardo e portata in processione come la Madonna.

Chi proprio avrei preso a pizze è la Michelin, ma io dico: vanno bene i 20 anni, va bene che vuoi fare la moderna ma NON puoi, e sottolineo il NON , presentarti con una salopette altezza metà polpaccio e con camicietta a fiori (o qualcosa di simile) abbottonata come una suora. Il tutto sui toni del rosa salmone e del blu. Come se non bastasse coroni il cattivo gusto con un sandaletto tacco 3cm argentato e calzino. Ok, al cattivo gusto ci deve essere un limite e per quanto tu sia giovane, per quanto tu voglia fare l’alternativa, sempre sempre devi pensare che ti guardano milioni di persone e che se non ci arrivi da sola ti devi far aiutare.

Per il resto non so altro perché dopo che sullo schermo è apparso Ezio Bosso, che mi ha dato una stupefacente lezione di vita e mi ha riempito di brividi ed emozioni, ho ritenuto di dover spegnere la tv, perché la serata altro non mi poteva dare.

Bravo, bello, con una forza da eroe.

Un esempio da seguire, una forza a cui ambire, una frase da segnare “la musica come la vita si fa può fare solo in un modo: insieme”.

Per me Sanremo finisce qui.

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4 pensieri su “Perché Sanremo è…

  1. Seguendo il leit motiv del post che definirei “vivace”, mi piace di Ezio Bosso anche il “perdersi per imparare a seguire: perdere è brutto ma non è brutto perdere i pregiudizi, perdere le paure, perdere il dolore”
    Come sono mal vestiti!!!
    Nemmeno una parola sul “valletto” di Conti
    Brava!
    Che orrore cara Kiuky, a mio avviso, per il momento, può solo sfilare…!!!!

    Un bacio

    Anto

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  2. Ragazze, il Gabrel ha un suo perché … per il resto concordo con l’orrore provato da voi. Una hola per l’imitazione di Carla Fracci ….. troppo vera e giusta!! Per il resto, continuo a sostenere che se avessi avuto il coraggio, da più giovane (non da giovane perché non sono così vecchia) di disobberide ai miei, ce l’avrei fatta grandemente pure io ad andare a Sanremo, considerato il livello. E sapete che vi dico? Avrei pure vinto … a mani basse!

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