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Le perfezioni provvisorie

Con l’inizio della Fase 2, ho finito la serie di Carofiglio sull’Avv.to Guerrieri e già mi manca.

Ma tipo che l’ho finito 10 minuti fa eh. E, dal momento che so che stasera mi mancherà ancora di più, ho già preso L’arte del dubbio che sono quasi certa di aver letto ma “nel dubbio” (strabiliante gioco di parole!) l’ho ripreso.

Allora, ve lo dico, Le perfezioni provvisorie è stato il mio preferito della serie.

Mi è piaciuto tutto: l’età e la maturità di Guido; la storia, l’intreccio ed il modo di raccontarlo; l’amicizia dell’Avv.to con la proprietaria (a noi già nota) del Chelsea. Insomma mi è piaciuto tantissimo.

Rispetto agli altri ci sono meno digressioni personali e meno divagazioni sul diritto che sono sempre gradite ma un po’ rallentano il filo delle storie. Qui no, qui la storia fila liscia: è appassionante, ben costruita, giustamente misteriosa. Ci sono delle ragazze più giovani dell’Avv.to perchè sebbene si tratti (e venga trattato) da Matusalemmeè ancora giovane anche lui; c’è una scomparsa, un mistero da risolvere; ci sono diversi sentimenti in gioco da seguire. Ripeto: per me il più bello della serie. Sarà anche ormai l’affezione al personaggio eh, non lo nego. Mi è diventato affascinante Guerrieri.

Mi devo fermare, sennò vi dico troppo. Secondo me non è un caso che l’abbia finito con la Fase 1 che rimarrà un momento strano della mia vita (come di quella di tutti) ma nel quale io potrò dire di aver trovato un “amico” letterario in più.

Leggetene tutti.

 

(Amore) chimico 

Mi sono detta: “ok, hai letto in 15 giorni ben 8 libri gialli infarciti con qualche storia d’amore ma sempre di libri gialli si trattava quindi basta, ora hai bisogno proprio di una storia d’amore!” E così mi ha bussato alla porta Amore chimico di Davide Venticinque.

E l’ho iniziato, un po’ scettica perché va bene che nel titolo c’è la parola amore ma forse non basta. 

E infatti, siamo sicuri che ho letto un libro d’amore?! NI.

Comunque, inizio e vado avanti ed entro nella vita di Matteo: ragazzo ventitreenne, non si capisce bene di dove ma sicuramente appena laureatosi a Bologna, che cerca casa e la trova sulle colline, nella dependance di Lana e Marco.

Fidanzati felici: architetto lei, falegname lui.

Tutto va per il meglio.

Salvo che Matteo, bello e donnaiolo, é uno strafattone: apparentemente con una vita normale ma dedito a qualsiasi tipo di droga durante i fine settimana. 

Mentre leggevo pensavo che certo questo libro non si può pubblicizzare, dopo tutto quello che é successo quest’estate con i ragazzi in discoteca. Qui prendere pasticche, tirare di coca, farsi una canna è all’ordine di pagina e pensavo “manco la recensione posso fare!”.

Poi continuo e finalmente esce la storia d’amore (?) o almeno di sesso e tenerezza tra Lana e Matteo, il quale però (contemporaneamente) frequenta assiduamente un’altra ragazza laddove Lana resta con Marco, per cui nulla questio.

Dura 10 mesi la storia e io, da inguaribile romantica quale sono, immagino già l’happy end: lui che per amore viene salvato dalla tossicità che lo circonda; lei che molla lo smidollato di Marco.

E invece… non posso dirvi molto altro altrimenti vi faccio perdere il gusto della lettura.

Vi posso dire, però, che: 

1) lo spottone alle droghe si frantuma contro il vetro di un autobus;

2) pensavo trattavasi di solo romanzo d’amore e mi sono imbattuta in molto di più;

3) il finale, che proprio mai ti aspetteresti, é da applauso. 

Il libro corre veloce, la scrittura é fluida, misurata nonostante l’iniziale intoppo sull’andare avanti e indietro nel tempo: oggi, poi 5 anni fa, poi oggi, poi 3 anni fa. All’inizio ti viene il mal di male poi quasi vuoi uscire dal presente.

Finito di corsa e apprezzato.

Ora vorrei stare solo in Messico con Matteo o forse no, anzi sicuro no, meglio non immischiarsi!