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Miscellanea

Lo lo so, probabilmente dovrei parlare dell’art. 18.

Ma ne parlano tutti e quindi io non lo farò, anche perché non mi sembrava una cosa urgente in questo momento; non era una battaglia da intraprendere ora; non era una battaglia da intraprendere in generale; non è l’art. 18 il problema dell’economia italiana e non è certo lui il motivo per il quale gli investitori stranieri non investono da noi. Poche balle, Matteo.

Lo so lo so, probabilmente dovrei approfondire questo tema ma sapete che vi dico? Non mi va! Lo fanno in tanti, lo fanno tutti (e ben più autorevoli di me) quindi io parlerò di altro.

Parlerò del mio modo di smuovere l’economia nazionale perché una delle domande che mi si pone più spesso è: “ma tu quanto spendi in abbigliamento?”; allora, diciamo che la prima risposta che mi viene in mente è “sono solo fatti miei!”, come il vecchio spot, poi, visto che non sono scorbutica rispondo “Meno di quello che puoi pensare!”.

Questo ora perché prima no; prima, quando me lo potevo permettere vivendo con i miei, prendevo lo stipendio e lo dilapidavo in negozi strafichi; mi ricordo ancora la mia prima busta paga presa in RAI, in Lire (quindi non proprio niente!) regalata a Blue Marlin… noto negozio pariolino di Roma.

E va bè, bei tempi ma anche abbastanza stupidi perché è facile sapersi vestire spendendo una fortuna (e certo pure lì se non hai gusto non ce l’hai e basta, hai voglia a spendere!); è facile entrare in un negozio solo e vestirsi da capo a piedi con l’aiuto delle commesse, speriamo sagge; è facile essere fico con total look Armani, per dire.

La vera sfida è un’altra: è quella di fare mix e cioè comprare un vestito da Oviesse, le scarpe da Twin set, il giacchetto da Zara e partire di slancio.

E’ questo che mi diverte della moda ed è questo che mi permette di cambiarmi tutti i giorni 🙂 e di smuovere l’economia nazionale.

Le mie rubriche preferite sono quelle in cui i giornali partono da un look proposto da grandi stilisti e te lo ripropongono simile spendendo meno della metà.

Ed è quello che faccio io, almeno che cerco di fare!

Questa estate mi ha dato grasse soddisfazioni l’allegato look.

Sono partita da foto su catalogo Twin set che tra scarpe, vestito e giacchino mi sarebbe costato € 500 con i saldi… me la sono cavata con € 95. Come ho fatto??? Facile: studio, mi documento, giro. Va bè, sono stata anche fortunata stavolta trovando: vestitino in pizzo Oviesse 20€ ; giacchetto Only su Amazon 25€ ; scarpe Tommy Hilfiger in Outlet Soratte 50€ .

Però, i miei consigli sono: non fermatevi alla prima vetrina, ce ne sono mille altre e c’è internet (sfruttiamolo!); non c’è bisogno di spendere sempre 200€ per un vestito che si metterà un paio di volte in una stagione, se ne possono spendere 20; ci sono io ad aiutarvi con vadobenecoi@gmail.com se non siete capaci da sole, chiedetemi:  a volte basta la borsa a fare la differenza. Eh sì, perchè, come vi ho già detto, si può lesinare su tutto ma non sulle borse… quelle sì che fanno la differenza, ma loro meritano un post a parte, ci torneremo… ah, se ci torneremo!

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Must have

Va bè, sapete già tutti (e a chi non lo sa lo dico ora) che io volevo fare la scrittrice ed in seconda battuta (o forse in prima, dipende dalle giornate!) qualsiasi cosa attinente alla moda.

La stilista non era per me di sicuro, non essendo in grado di fare nulla con una matita in mano se non giocare a tris; così come non sarebbe stato nelle mie possibilità fare la modella, date le mie nane misure; ma, a parte questo, diciamo che sono attratta da tutto quello che rimane: giornalismo, personal shopper, stylist e quant’altro.

Per esempio, io adoro quegli articoli che ti parlano dei Must Have della stagione e adoro fare un giro per capire cosa è necessario avere: questo è il periodo migliore dell’anno perché è tutto un pullulare di must have dell’autunno/inverno.

Oggi ho sbirciato quello di Repubblica. Bene, molto bene, benissimo perché io di quello che si DEVE AVERE per Repubblica non voglio niente e questa cosa, inevitabilmente, mi consola!

Detto questo, a parte il gusto, che rimane personale, ma mi potete mettere come Must have di stagione un maglione con una scritta infantile alla modica cifra di 795€!!! E questi sono i must have dei milionari, e che cavolo. Pensate pure a quelli che per spendere 795€ per un maglione devono lavorare una vita e non basta. Peraltro, il maglione è davvero ed oggettivamente brutto… e pure qui: meglio.

Per farvi una sintesi, facciamo come per le spose, nella prossima stagione si dovrà avere: qualcosa a righe, per forza, e anche molto colorato; una gonna lunga e possibilmente a campana, un po’ anni ’50; le stan smith, ve le ricordate?! Ecco, rivanno, così come la muta Carhartt; i mocassini; le borsette a tracolla; decoltè tacco basso; maglioni informi; leggins di variegata fattura e qualcos’altro, poco altro, forse un po’ di fiori sparsi.

Praticamente se uno seguisse il vecchio adagio di “non buttare niente perché la moda gira” non avrebbe bisogno di comprare niente quest’anno, rispolverando gli orrori anni ’90. Anche se poi, sapete che vi dico, che le uniche cose che si devono avere sono quelle che piacciono ma che, soprattutto, stanno bene addosso, perché io posso pure spendere € 795 per un maglione, che mia zia sa fare meglio, ma se sembro pure un sacco di patate indossandolo, permettete che con quei soldi vado e torno, vado e torno, vado e torno n volte da una capitale europea, tipo Varsavia a Gennaio che il biglietto l’ho pagato 40€ e dopo l’assideramento ho capito pure perché… va bè, ma questa è un’altra storia.