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Sanremo 2019

Sono passate due serate e non ho visto un fotogramma in diretta di Sanremo.

Già prima che iniziasse sapevo però che la Raffaela sarebbe stata vestita da Armani (prima e ultima sera), Schiaparelli e Lorenzo Serafini in mezzo; Scervino per Baglioni; Etrò e Armani per Bisio.

Ho guardato qualche abito solo perché non resisto e perché mi pare che non se ne possa fare a meno se poco poco apri un giornale anche online.

La prima parola che mi viene in mente è: NOIA.

Prima di tutto denunciamo il parrucchiere della Raffaele che la sta rovinando. Bel corpo lei ma la faccia e la capoccia no, grazie! Tagliare i capelli, alleggerire quella massa informe: daje. Sugli abiti della prima sera Armani mi ha un po’ deluso: primo abito già visto su Nicole Kidman; secondo non adatto a lei e terzo talmente semplice da risultare banale. Seconda sera: Schiaparelli cineseria doppia e Atelier Emè una bomboniera. Per me basta così, non mi sembra il caso di guardare oltre.

Mi ha annoiata anche moltissimo la Hunzinker nella sua uscita in Armani Priveè e mi ha annoiata perchè l’abito doppio, con pantaloni a sigaretta con top, ed ampissima gonna sopra, da togliere per ballare, l’avremo vista forse in mille mille salse, milioni di volte.

 

Stendo un pietoso velo su:

  1. Loredana Bertè, inguaiata da Saitto la prima e la seconda sera con quelle minigonne che “anche basta, hai 100 anni” e poi quelle gambe erano belle una volta… ora non più direi, le spallone anni ’90 che manco ai cani, per non parlare del trucco da clown.
  2. Arisa, santa pace, Arisa. La prima sera vestita da infermiera, la seconda sera poteva non essere male il completo ma assolutamente non adatto a lei. Penalizzata in ogni suo angolo. Il tutto regalato da Albagia.
  3.  Patty Pravo. E qui sono senza parole. Basta la foto della prima sera: Pravo

Vi risparmierei il commento sugli uomini perché francamente ho poco da dire. Eleganti, piuttosto banali. Vi dirò che mi è piaciuto Achille Lauro, che ignoro chi sia, in Pignatelli. I Volo proprio una cosa di una bruttezza molto rara. E vi segnalo i calzini bianchi di spugna di questo tale che si chiama Maurizio Carucci degli ex Otago, che non so chi sia e manco lo voglio sapere: 

Menzione speciale per Renga e Favino che starebbero bene anche con un saio:

Infine, le mie sole ed uniche preferite: Paola Turci e Fiorella Mannoia.

La prima in due jumpsuit perfette di DSquared: total white la prima sera e total black la seconda sera, PERFETTE le jumpsuit e lei. Ha vinto tutto, come l’anno scorso del resto, quando aveva scelto la mia Stella.

 

Molto brava anche Fiorella Mannoia, che ha finalmente capito di avere sessanta anni e si è fatta sistemare da Dolce & Gabbana in uno smoking damascato bellissimo.

Mannoia

Per me Sanremo finisce qui, domani non mi disturberò neanche a guardare i vestiti sui giornali perché alla noia c’è un limite ed io l’ho raggiunto.

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Perchè Sanremo è…

Mi hanno chiesto di dire la mia sul Festival di Sanremo e io come posso esimermi dal farlo?!

Infatti non mi esimo e ne parlo.

Alla fine, se sto a casa, lo guardo per n motivazioni e la prima tra tutte, come potete immaginare, sono i vestiti delle vallette e dei cantanti.

Solo in un secondo momento sono le canzoni, anche perché, diciamocelo, a parte che non siano capolavori non basta un solo ascolto per apprezzarle ed io, fino ad ora, di capolavori non ne ho sentiti.

E quindi, veniamo a noi.

La prima sera ne ho visti sì e no 15 minuti: giusto il tempo per apprezzare il fatto che Conti (devo dire classico ma elegantissimo in Ferragamo!) non si è perso in chiacchiere e sono partiti subito con la musica.

La prima a cantare è stata Chiara, mi pare che si chiami così la roscia di X Factor. E come si presenta Chiara?! Con uno splendido vestito di Stella Mccartney GIALLO! Cazzo, Chiara, sei roscia… e dai! Mi rovini pure il vestito che fa a cazzotti con la tua chioma e la tua fisicità. Bocciata.

Poi arrivano le “vallette” che, diciamocelo, è proprio una brutta parola. Comunque, arriva Emma, vestita da sposa con acconciatura laterale e bianco che le sbatte; Arisa, infiocchettata nel colore pantone 2015, il marsala; e Rocìo splendida in Armani Privè. Ovviamente, per me, vince lei ma fin troppo facile: la collezione Armani Privè è l’ottava meraviglia; lei, avrà pure la voce da trans, ma ha un fisico da modella… vado sul sicuro. Fine della prima puntata per me.

Seconda serata. Emma, vestita da spagnola con un rosso, un’acconciatura e due orecchini che manco una zingara ad una sagra di paese. Ha migliorato con lo smoking nero del secondo cambio: ecco, diciamocelo, Emma, sei giovane, tendenzialmente carina ma sei coatta dentro, è inutile che ti metti i vestitini, scegli qualcosa di più adatto a te e forse quei pantaloni lo erano. Arisa NON mi piace. Rocìo secondo giorno in Cavalli e va be, niente di eccezionale, sempre uguale a se stesso. Menzione della seconda sera per Nina Zilli. Lei è fica e solo lei può permettersi Vivienne Westwood che è davvero davvero impegnativa.

Terza sera: Emma, per carità di Dio. E’ evidente che tu e lo stilista non vi siete capiti. Hai ancora due sere, approfitta e cambialo. Ti ha infagottata nella carta di un cioccolatino, ti ha messo una cinta alta che sembrava fossi incinta; ti ha stretto le braccia in manichette che manco a Roìo sarebbero state bene. Ma perché imbruttirsi dico io. E poi quel color oro: tu sei bionda, ma te lo devo dire io?! E su. Che poi mi dispiace perché “ma quando ti ricapita????”.

Arisa in nero con collana da mercatino e rossetto psicadelico è un altro no per me.

E Rocìo in Ferretti altro spudorato sì, in blu notte, bellissimo.

Quella di ieri (la terza) è la serata che ho seguito di più. Quindi posso dire la mia anche su: Atzei, in Marras, brava e bella. Lei sarda che sceglie uno stilista sardo, mi piace anche se forse troppo campanilismo ma Marras è bravissimo e lei bella anche in culotte.

Tatangelo, non mi va di sprecare un pensiero perché una manco trentenne che si presenta nella forma migliore di una cinquantenne per me non merita mezza riga.

Chiara ha finalmente capito che si deve vestire di nero, vestito discutibile ma colore ok.

Raf, Raf, Raf… ma dove l’hai trovata quella giacchetta?! E la voce?! Dove l’hai lasciata?! Stesso discorso voce va fatto per Alex Britti che, però, era notevole. Fico Nek, anche se per buoni 10 minuti non mi sono ricordata che canzone avesse mai cantato in passato, ma fico in stile rock e rifatta bene pure Se telefonando, infatti mi pare che abbia vinto lui la sfida sulle cover.

Basta, ho visto questi perché poi io mi annoio. Ad un certo punto il libro chiama e gli altri vestiti li vedrò sul giornale perché sto impelagata in un giallo e non mi posso troppo perdere in canzoni… che tanto poi, se lo vedi stasera, uguale a ieri sera sarà ma come fai perderlo?! D’altronde: Sanremo è Sanremo.