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Memo

Sapete chi penso siano i più infelici di tutti o quelli che, tendenzialmente, sono destinati a rimanere tali? Per me sono i “vorrei ma non posso”. 

Sono quei personaggi che:

1) hanno fatto un certo percorso di studi e magari non l’hanno concluso; 

2) vorrebbero fare il salto di qualità, di classe sociale (se ancora esistono); 

3) hanno un determinato budget e vorrebbero avere molto ma molto di più. 

Per fare qualche esempio: volevi la laurea e sei rimasto al diploma, hai la laurea e volevi il master; ti puoi permettere un 4 stelle e vuoi sempre stare in un Luxury; hai la possibilità di mangiare in un buon ristorante ma vuoi quello stellato. 

Vi dico una cosa: così non va bene perché ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa in più rispetto a quella che avete voi; si può sempre migliorare, per carità, ma non é detto che il posto dove state non sia già il migliore del mondo. 

Dovreste pensarci: non é che se spendete 50€ per andare ad una cena, quando ve ne potreste permettere una da 30, poi starete meglio; non é che se passate una settimana in un Luxury Hotel, dovendo poi stare attenti per tutto l’anno anche a quello che respirate, vi farà vivere meglio.

Io penso che ognuno spende i soldi come e quanto vuole, ma i soldi che si hanno non quelli che non si hanno e, tendenzialmente, se fai parte della categoria dei “vorrei ma non posso” i soldi non ce li hai, quei posti non puoi permetterteli. 

Ma che problema c’è?

Non é il posto che fa la differenza, sei tu.

Se tu non stai bene con te stesso o con quello che hai, o che potresti avere, non serve fare finta, perché é peggio; perché la frustrazione aumenta. 

C’è e ci sarà sempre qualcuno che ha qualcosa più di te. C’è e ci sarà sempre quindi accontentati, che poi é un brutto verbo, ricomincio: goditi (ecco questo mi piace) quello che hai e vedrai che vivrai meglio, molto meglio. 

E non parlo di sana ambizione parlo di poveracci che pensano solo all’apparenza e non alla sostanza! 

Dice: ecco, hai scoperto l’acqua calda. Sicuro, ma ogni tanto un memo serve!

I need an hug

Conoscete LaPresse? Come no? L’agenzia di stampa, eh quella.

Fantastico, contenta per voi se la conoscete ma non c’entra niente con quello di cui voglio parlare.

Perché “la press” può essere anche diminutivo di “la pressione”!

La pressione che si misura (e attenti a non averla alta!) e la pressione che puoi subire da qualcosa o qualcuno ma, soprattutto, da qualcuno.

Bene, in quest’ultimo periodo di “la press” ne ho subita parecchia, sarà che forse io sono diventata intollerante ma “la press” è una cosa che non sopporto.

Ma perché mi devi fare pressione?! Ma lasciami in pace?!

Vi potrei raccontare mille episodi ma ne basta uno.

Allora Aqaba, io e la mia compagna di viaggio conosciamo due gentilissimi ragazzi che ci portano in giro per la città nonché a mangiare in uno splendido locale dove il nostro vicino di tavolo si nutriva di cipolle e thè… molto divertente.

Era chiara la situazione per cui i due ragazzi si erano divise le pollastre.

Gentili, gentilissimi fino al fastidio.

Ci offrono la cena, la birra e ci portano sulla terrazza di un albergo a vedere la città dall’alto e il tipo, a cui ero capitata in sorte io, mi invita a fare un giro e ci sediamo proprio di fronte alla Moschea.

Tutto molto, molto bello.

Ora succede che a me questo proprio non piaceva e a lui, invece, proprio piacevo io e dai che comincia un attacco serratissimo a cui io prontamente ho cercato di rispondere, battuta dopo battuta. Tipo: Io, dopo aver parlato dello scibile tutto: e sei figlio unico. Lui: no, ho 8 fratelli. Io: ah, e i tuoi? E lui: sono morti. E io: oh mamma, mi dispiace. E lui: e lo so, ho bisogno di un abbraccio… il tutto in inglese (I need an hug!), magari i suoi sono morti da 10 anni!

Ovviamente l’abbraccio non è arrivato, così come non è arrivato niente del resto ma io dico se una non ci sta, non si capisce tipo dopo una conversazione?! C’è bisogno che divento antipatica? E l’attacco è continuato e ho tirato in mezzo la Moschea…. pareva brutto di fronte ad Allah! E la sera dopo ho tirato fuori la sabbia sulla spiaggia e l’acqua che è bagnata.

Ma io dico come si fa a non capire quando “an hug” non è gradito, quando non c’è trippa per gatti, quando se una è gentile forse è solo gentile e non vuol dire che hai possibilità che diventi tua moglie.

Banalmente, è inutile fare “la press” perché tanto, amici, se a una piacete lo capirete prima di lei.

Fidatevi e dedicatevi al giardinaggio invece che alle agenzie di stampa, torna più utile.