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A mani nude

La prima cosa che mi viene da pensare quando inizio un libro di Paola Barbato è: ma che guaio ha passato ‘sta donna?!

Faccio un discorso un po’ banale e qualunquista ma, mentre mi sembra quasi normale leggere di morti ammazzati (male) da un uomo, mi fa strano pensare che tanta crudezza possa arrivare da una penna femminile.

Ben inteso, non che mi dispiaccia, sapete già quanto prediliga gli scrittori uomini alle donne, una sorta di femminismo al contrario il mio, fatto sta che Paola Barbato mi piace molto e mi lascia senza parole e con un’inquietudine addosso che non so spiegarvi.

Il libro è A Mani nude e racconta di una sorta di fight club da dove, però, pochi escono vivi.

Pazzesco, un libro folle, violento, crudo, splatter, cattivo, emozionante.

Un libro che ricorda Ammanniti e la sua follia, sia per l’ambientazione, sia per il protagonista adolescente.

Colpi di scena, crudeltà, durezza, una durezza rara.

Da metà libro in poi ho cominciato a chiedermi: ma da dove ti arriva tanta cattiveria, io neanche se mi impegnassi fortemente riuscirei a pensare a un mondo simile, ad una tale ambientazione.

Comunque si legge d’un fiato e sei lì a fare compagnia ai cani, a Davide, ai suoi colleghi; e tifi, e ti incazzi, e pensi che non si può, e poi rimani esterrefatta perché la fine è di una tale, perfetta crudeltà che solo una donna poteva immaginarla.

Astenersi stomaci deboli, per il testo leggetene tutti,

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Allergicamente

E niente, penso di avere un’allergia. E lo so è un guaio. Devo trovare una soluzione. Le allergie sono cosa brutta. Non so come spiegarvela, è una specie di orticaria. Mi parte un prurito strano alle mani che mi spingerebbe ad usarle tutte le volte che sento uno/una che dice:

1) “una persona di colore”, di quale colore?! Mi viene sempre da dire. NON si dice: si dice “nero”, ma ci vuole tanto?! “Di colore” è un’espressione finto buonista, finto tollerante, di fatto razzista!

2) “Piuttosto che” usato in senso disgiuntivo. Vi odio: non siete più fichi se lo usate così, non è semplicemente previsto nella lingua italiana; non vuol dire “o”, ma chi cazzo ve lo ha insegnato?! Io divento matta ma lo sento a tutti i livelli, in tv è un dilagare: NON È CORRETTO! Ci hanno scritto pure un libro al riguardo, ecco leggetelo e rassegnatevi, sennò quel prurito diventerà un moto fisico e quindi uno schiaffo al primo che mi capita!

3) “Midia” in luogo di media. Trattasi di parola latina (non mi fate fare la maestrina che non mi piace! Ma porca zozza!) quindi si legge mEdia: ohhhhhh! Midia se lo sono inventato gli inglesi che non sanno pronunciare la “e” come noi, ma noi non siamo inglesi, siamo italiani e l’italiano arriva dal latino. Mi viene un embolo!

4) “Un attimino”… devo spiegare?! Un attimino e ti meno… ecco come ve lo spiego! Ma meno di un attimo che ci può essere?! Un nanosecondo?! Ecco, dite un nanosecondo non mi dite “un attimino”!

5) Sulla scia del punto 4) mi provocano allergia tutta quelle frasi con diminutivi/vezzeggiativo usati senza senso e derivanti, probabilmente, da continui rapporti con bimbi, che (ahimè) vengono trattati da deficienti! I Flanders stavano in un coartoon, lasciamoli lì: “Tesorino, andiamo a farci un pranzetto al ristorantino e magari ci mangiamo un dolcino?” Arghhhhh, so io dove te lo devo mettere il “dolcino”!

6) “Qual è” scritto con l’apostrofo. Vedi, sebbene sia virgolettato e dovrei scriverlo con l’apostrofo per farvi capire l’errore, non riesco, il mio dito si rifiuta! Ma dove le avete fatte le scuole elementari dico io?!?!?

Mi devo fermare che il prurito, al solo pensiero, è aumentato e non riesco più a scrivere… ma tu guarda alle volte il corpo come deve reagire!