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Il diavolo nel cassetto

Allora, succede che gironzolando su Instagram si trovino dei personaggi davvero interessanti.

Vi racconto, la sequenza è stata questa: seguo l’@estetistacinica, che lo dice lo stesso nome è una troppo “cattiva”, non le manda a dire a nessuno e a me ora, dopo lo scetticismo iniziale, piace molto. In uno dei suoi “spiegoni” su come funzionano le influencer di Instagram ha smascherato un po’ di personaggi piuttosto squallidi che comprano follower ed invitava a non seguirli (per mia fortuna non li seguivo già); di contro, però, consigliava altri profili e tra questi, per gli amanti dei libri (e non solo), @tegamini.

Da lettrice accanita sono andata subito a vedere e me ne sono innamorata. Al di là che lei è davvero troppo simpatica ed ha dei capelli pazzeschi, ascoltarla è un piacere perché gode di una proprietà di linguaggio non comune per il popolo di Instagram, ma non solo per quello.

In due minuti netti di ascolto mi ha fatto appassionare ad un “libricino” che si intitola Il diavolo nel cassetto ed è di Paolo Maurensing. Lo consigliava ad una ragazza che le aveva scritto di amare il  noir e, sebbene lei Tegamini non lo ami altrettanto, le consigliava questo per cambiare un po’ genere senza discostarsi troppo dal suo preferito. Mi sono subito infilata in mezzo perché sembravo io la ragazza.

Che dirvi? Una vera scoperta, ho rischiato di fare l’una di notte per finirlo ma poi mi sono data pace ed ho pensato che il libricino meritasse almeno due “messe a letto” (poi ce ne sono volute tre perché sono stata a cinema la seconda e quando sono tornata ero troppo stanca). Non è facile raccontarvene la trama, o forse lo è talmente tanto che vi toglierei la sorpresa di leggerlo. Vi basti sapere che è tutto un “sentito dire”: a. che trova manoscritto di b. che racconta storia di c. … insomma una catena ma che si regge benissimo.

Scorrevole, veloce, intrigante, appassionante, ammaliatore il libro, un po’ come il diavolo che descrive ma che poi racconta del diavolo o di una banale truffatore ed un banale truffatore, eventualmente, potrebbe essere il diavolo?! Non so, lascio a voi, posteri lettori (nel senso che lo leggerete dopo di me) “l’ardua sentenza” (cit.).

Guardate, ce ne fossero di libricini così che magari senza raccontarti la verità assoluta ti tengono incollate alle proprie pagine perché corri corri per sapere, per conoscere la storia e poi chissà se c’è una storia. Voglio lasciarvi così, con la suspense.

Io, intanto, mi dedico ad altro e ringrazio Tegamini.

Buona lettura.

 

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I Guardiani 

Dice: “che hai fatto in questo lungo week end?!”Rispondo: “tutto quello che non riesco a fare normalmente ossia: andare in giro con gli amici; girare per negozi; andare al cinema; oziare sul divano e finire un libro in due giorni!” … ecco, fare tutto quello che piace a me! 

Ho letto I guardiani di Maurizio De Giovanni.

Voi sapete quanto io ami questo scrittore e quanto sia pazza di lui qualunque cosa scriva: Il commissario Ricciardi, Pizzofalcolne, i post di Facebook sul Napoli etc etc.

Si è cimentato, però, in un genere nuovo.

Ha scritto un romanzo, che farà parte di una trilogia, credo, che con tutto quanto scritto prima, per sua stessa ammissione, non c’entra niente.

La domanda che mi dovreste fare a questo punto è: ‘mbe, ti è piaciuto?! 

La risposta è: non lo so! 

Sicuramente l’ho finito e di questi tempi per meno è poco, dal momento che ne ho due iniziati e non finiti ma non so dirvi se mi è piaciuto.

Mi è piaciuta la scrittura, come al solito, la costruzione della storia, i personaggi, i protagonisti senz’altro ma io non sono proprio il tipo da mezza fantascienza, non è per me. 

Neanche vi sto a raccontare la trama perché è complicata e poi non finita ovviamente… rimane appesa perché il seguito ci sarà per forza.

Un misto di mitologia, archeologia, fantastico, fantascienza, thriller, di tutto un po’ ma forse un po’ troppo.

Sicuramente non è il mio genere e forse per questo non so apprezzarlo.

Ne acquisterò il seguito e, presumibilmente, vedrò la serie che ne seguirà ma per l’immenso amore e gratitudine che mi lega a De Giovanni… credo più per questo che per altro.

Comunque se vi piacciono le storie fantastiche è il libro per voi; a me resta De Giovanni e la sua infinita bravura sempre e comunque! 

Buona lettura.

Perché?! 

Questa storia di Sara mi ha sconvolta. E non perché non ce ne siano altre ma questa di Sara mi ha scioccata.

22 anni lei, 27 anni lui.

Giovani e belli e non ci sono più.

Perché lei è morta ma lui meglio non sta.

Cosa porta una persona ad ucciderne un’altra è qualcosa che, grazie a Dio, non riesco ad arrivare a capire e ne vado fiera.

Cosa porta una persona ad essere ossessionata da un’altra al punto da decidere che se non sarà sua meglio di nessuno, anch’essa é una cosa che, grazie a Dio, non riesco ad arrivare a capire e ne vado fiera.

Non sopporto la parola “femminicidio” non sopporto la locuzione “delitto passionale” perché l’unica che mi viene in mente è omicidio. 

E per quanto siano omicidi che sembrano arrivare al culmine di un raptus, io li trovo sempre, in parte, premeditati perchè se uno esce di casa con una tanica di benzina in macchina non può non aver pensato, in un angolo del cervello, di usarla e non per far camminare la macchina.

Ci sono tante, troppe di queste storie. Essendo una fan accanita della ben fatta trasmissione Amore criminale, ne vedo a decine; se apro il giornale, ogni giorno c’è una notizia simile.

Tutte le volte che ne leggo una mi chiedo: ma dov’è l’amore in questa notizia?! ma perché trattasi sempre di omicidio/suicidio è mai di suicidio prima di “omicidiare”?! Ma perché quello che era un amore diventa a tal punto odio da spingere ad uccidere?! Perché?! 

Perché Sara non potrà più godere dei suoi 22 anni e studiare, danzare, uscire come amava fare? Perché un mostro ha deciso di porre fine alla sua esistenza? Perché una madre ed un padre non potranno mai più darsi pace? Perché dobbiamo stare qui ad analizzare gli ultimi minuti di vita di Sara invece di ignorarla come una qualsiasi delle sue coetanee che vivono una vita tranquilla? 

Ma perchè chiedersi perché quando non serve e non si può tornare indietro?! 

Piuttosto: parliamone; educhiamo al rispetto degli altri; confidiamoci se qualcuno supera i limiti; cerchiamo di evitare di dover leggere ancora di Sara o di chi, come lei, sarà costretta a non poter più studiare, danzare, uscire come ama fare perché qualcuno deciderà di porre fine alla sua esistenza.

State attente, stiamo attente e nessuno si farà male.