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I giorni del giudizio

Ultimamente vi ho già detto, che quando non so cosa leggere mi fido o dello scrittore o, più facilmente, della casa editrice. Così ho scelto, ad inizio di anno, I giorni del giudizio di Giampaolo Simi perché, pur non conoscendo lo scrittore, conosco la casa editrice, la Sellerio.

Comincio a leggere e poi, me lo scordo a casa e mi leggo Consonni di Recami, esce Manzini e mi dedico a Rocco, lo riprendo in mano e, finalmente, lo finisco.

E, vi dirò, mi é piaciuto un sacco.

La storia è quella di Amhed, Emma, Serena, Malcom, Iris e Terenzio che sono dei giudici popolari che si trovano, insieme a due giudici togati, a dover decidere di un duplice omicidio. C’è il giallo ma, soprattutto, ci sono le persone, ci sono i giudici e le loro storie.

Ogni capitolo é il punto di vista e la storia privata di uno di loro; ogni capitolo è un punto di vista ed mille storie; ogni capitolo è un passo in più verso la condanna o l’assoluzione.

Ben scritto, ben costruito, bei personaggi, al netto di qualche caratterizzazione troppo legata a dei luoghi comuni, puntualmente scardinati.

Non mancano i colpi di scena, non manca la suspance.

Mi è dispiaciuto intervallarlo ma non ho mai perso il filo perché il libro lo regge da solo.

3 libri su 3 con giudizio positivo, mi sembra un ottimo inizio di anno.

Leggetene tutti

Io sto con Maddy 

Quanta fatica le storie d’amore! Un intoppo dietro l’altro: un sorriso e una lacrima; un impegno costante. E come si fa?! 

Non so bene ma io vorrei fare come Maddalena (bellissimo nome, soprattutto se hai un cognome che inizia con la m), che mentre viveva la sua bellissima storia d’amore ha dovuto sbattere il muso contro la realtà di un malessere. Non suo, ma della sua meravigliosa metà, che ha portato lui ad allontanarsi da lei, con il di lei permesso.

E quando le ho chiesto: “Ma come fai? Come ti senti? Come riesci a stare senza di lui?!”.

Lei mi ha risposto così:

“Quanto vorrei scrivere.

Quanto vorrei esprimere quello che mi passa per la testa.

Quanto vorrei dire come mi sento.

Non riesco.

Non riesco a dire come in alcuni momenti mi manchi l’aria.

Non riesco ad esprimere a parole come tutto sommato sono serena.

Non riesco a spiegare che quello che sto facendo mi sembra il più grande atto d’amore e di altruismo che potessi fare.

Non riesco a non considerare che diversamente sarei andata a sbattere contro l’odio.

E io odio l’odio.

Odio quella sensazione di frustrazione, di rabbia, di ansia che mi pervade quando odio delle persone, delle situazioni. 

Odio sentirmi velenosa.

Odio odiare.

E allora amo, amo me stessa e amo soprattutto lui che é la parte di me più bella, più importante, più vera.

E se amo me non posso non permettergli di fare quello che sta facendo. 

Qualunque cosa accada.

Qualunque decisione lui prenda.

Qualunque strada deciderá di percorrere. 

Nel frattempo devo solo riempire il mio vuoto di pieno.

Nel frattempo devo solo non lasciare spazio al vuoto, come sta facendo lui.

Nel frattempo devo solo continuare a fare quello che mi riesce meglio: amarlo!”

Non é brava Maddalena? Io sto con lei. Sempre.