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Sara al tramonto

Dunque, se ci metto circa un mese a leggere un libro di uno dei miei scrittori preferiti c’è qualcosa che non va. Sicuramente c’è qualcosa che non va in me (ma questo lo so da tempo) e però anche nel mio scrittore preferito, forse.

Identica sorte era toccata a I Guardiani, ugualmente ci ho messo una vita. Lì però era proprio l’argomento che non mi piaceva, una specie di paranormale che proprio non mi appartiene; qui il genere mi piace, sempre omicidi, noir, ma c’è qualcosa che non è andato come avrebbe dovuto.

Prima di tutto: lo scrittore è Maurizio De Giovanni ed il libro è Sara al tramonto.

Guardate, non è che sono io restia a nuove tematiche affrontate da scrittori che hanno creato delle serie di successo: per dire Manzini ha scritto uno dei miei libri preferiti Orfani bianchi e non c’entra niente con Rocco Schiavone, quindi mi sento tranquilla, non ho pregiudizi.

Ciò detto, ho approcciato al libro in modo neutro e ma, ragazzi, che vi devo dire: non mi è piaciuto. Dispiace eh, ma non mi è piaciuto.

Allora, Sara è una tristona che a 100 pagine dalla fine non si capisce ancora che cazzo di guaio ha passato; o meglio,  si capisce che: ha avuto un grande amore, che lui è morto, che per il suo grande amore ha abbandonato il marito ed il figlio, che è morto pure il figlio (roba che  o questa ha una grandissima sfiga o la porta lei!), che non vuole più lavorare ma che lavora poi alla fine, che è un’artista nel capire le persone anche solo leggendo il loro labiale o guardando la postura, diciamo che fa la profiler per usare un termine alla CSI.

Uno muore ma sembra che la cosa più di tanto scivoli nell’indifferenza; c’è una bambina che non sta bene, ma pure questo accennato; la mamma della bambina in galera; boh.

Io ve lo devo dire: a me Sara m’ha urtato da subito. Ho capito che hai passato una serie di guai ma una tinta dal parrucchiere credo non ti ruberebbe tanto tempo, cara Sara. C’è questo latente “uggly Betty” nell’aria: il fatto che sia bella sotto ma non si curi che mi ha dato fastidio da subito, la sciatteria MAI e sì che il suo amore, prima di morire, le ha anche detto “Stai molto attenta, amore, quando sarai senza di me, a non dimenticare quanto sei bella”. Ecco, ricordatelo Sara, fatti una cazzo di tinta in testa.

Comunque, il libro si legge eh, non è che lo lasci sul comodino ma non ti affezioni… non puoi fare a meno di leggerlo quando ti metti a letto…. poi magari sul finale ti ritrovi anche un minimo interessata e De Giovanni ti regala sempre una dolcezza finale che ti spingerà a non mollarlo mai ma aspetto Ricciardi con ansia per riappassionarmi.

Ora passo ad altro.

Buona lettura a voi.

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