Archivi tag: tuta

Strani fenomeni

Vorrei 5 minuti soffermarmi su questo strano fenomeno che è LA TUTA.

Ora la definizione di tuta da vocabolario è: “Indumento, composto in genere di un camiciotto e pantaloni uniti, di solito di tela, usato da operai, meccanici, aviatori; anche, il completo usato dagli atleti sopra la tenuta da gioco per mantenere costante la temperatura del corpo, prima e dopo la gara” quella che, però, noi tutti conosciamo è latuta da ginnastica (o tuta sportiva)”, che sarebbe quell’indumento composto “da casacca e pantaloni di tessuto morbido, tale da consentire ampia libertà di movimenti”. 

Bene, chi mi segue sa che sono più volte intervenuta sull’argomento e con il post Io Confesso  e con questa immagine:

KARLLAGERFIELDMEMEAMICHEMAMME

Ciò detto, voi mi dovete spiegare perché ci tocca assistere e questo strano fenomeno dell’uomo adulto, intendo essere umano maschile, che nei giorni festivi (sabato, domenica e feste comandate) si aggira con la “tuta sportiva” in ogni tipo di esercizio commerciale o per strada.

Ho attenzionato il fenomeno a partire da Pasquetta, che ho trascorso a Napoli. Beh, lì si potevano contare gli uomini che non avevano indosso la tuta, più facile che contare quelli che la indossavano: praticamente tutti!

IMG_1850
Napoli

Poi, sono andata allo stadio qui a Roma e stesso risultato, addirittura in combo:

IMG_1851
Roma – Stadio Olimpico

Analizzando la definizione voi mi dovete dire quale “ampia libertà di movimenti” doveva compiere il signore che andava allo stadio, data la stazza e considerando che i calciatori già stavano in campo (tra l’altro questo camouflage grigio asfalto io vorrei sapere dove l’ha comprato, per poi denunciare non solo lui ma anche chi gliel’ha venduta!).

Non so voi ma tra le cose che mi ammazzano ogni forma di attrazione nei confronti di un essere umano maschile in prima battuta c’è sempre il borsello, a seguire (ma tipo che fanno la staffetta) c’è la tuta.

Foste almeno dei fichi dici “vabbè, passi” ma uno fico la tuta non se la mette ed ecco lì che il cane si morde la coda e tanti saluti.

Sono orribili le tute in giro per la città a meno che non facciate parte di una squadra di calcio, di pallavolo, di pallacanestro, di qualsiasi sport di squadra ma da atleti non da accompagnatori.

Le ammetto solo: in palestra ed in casa, perché lì sì è l’unico momento che ammetto mi si dica “ma la tuta è comoda” perché altrimenti mi rientra nella categoria dello “sticazzi”, la comodità è un concetto che non vi deve appartenere; il buongusto non conosce comodità, manco di moda vi parlo ma di buongusto e rispetto nei confronti di chi vi guarda.

Sono stata abbastanza chiara?! Mi auguro di sì.

Saluti.

 

 

Annunci

Io confesso

Ok, sono passate più di 48 ore.
Sono una persona abbastanza forte e posso raccontarvi quello che é successo l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata.

Cominciamo: Io confesso.

Allora, mi sveglio abbastanza tardi (è festa!!!) so che devo andare a recuperare l’albero di Natale in cantina ma traccheggio fino a che vado.
Lo prendo, con tutti gli annessi ed i connessi, e, mentre chiudo noto una cavalletta gigante sulla porta!
Chiudo di corsa e ne resto profondamente turbata.
Secondo me questo è stato il punto in cui è iniziata la fine!

Salgo su, mi rendo conto che si è fatto tardi, perché dovevo andare a pranzo dai miei, e comincio solo a montare l’albero.
A quel punto s’é fatto tardissimo e allora che faccio mi infilo una TUTA e vado.

(Ora lo so che vi ho detto 1000 volte che con la TUTA manco a pisciare il cane – e faccio bene a dirvelo – ma ho pensato “vado da mamma, vado a CASA MIA… c’è il cane che mi lecca, vado tranquilla!”. Ho pensato male).

Arrivo a casa, assalto di Margie e papà che mi viene incontro tutto caruccio e pettinato (maglioncino e camicia!) gli dico “ti sei messo elegante per il pranzo!” e mentre dico la frase noto uno scintillio strano in salone… mi giro e vedo una tavola apparecchiata per n persone tutta tempestata di cristallo; arriva mia mamma e pure lei tutta caruccia e pettinata.

Lì mi si comincia ad accendere una lampadina e dico “ma forse non so qualcosa che dovrei sapere” e mamma, candidamente: “bè, vengono tuo fratello con la fidanzata e i genitori e la sorella ma te l’abbiamo detto” “che cosaaaaaaaaaaaaaaa?! Me l’avete detto?! E quando?! Quando io stavo a casa mia e voi a casa vostra?! Quando non mi prendeva il telefono?! Quando?!?!? Ma dico vi pare che se avessi saputo mi presentavo IN TUTA (che manco a piscia’ il cane?!)”…
Comunque non mi perdo d’animo, sbatto la porta, mi lancio dalla rampa delle scale… se non fosse che… li becco sotto casa! E che posso fare?!

Confessare: io confesso.

Mi umilio: gli dico, scusate io non sapevo sareste venuti e sono venuta IN TUTA ma rimedio subito, vado a casa e mi cambio.
E loro, carucci tanto carucci: “ma no, siamo di famiglia; ti pare che ti preoccupi che stai in tuta!”

E mi preoccupo sì… sto IN TUTA (che manco a piscia’ il cane!).

Comunque risalgo con loro e loro pure erano tutti carucci, tutti pettinati e io sempre IN TUTA.
Dicono: “dai, vedrai pure tuo fratello verrà IN TUTA”, che non mi
sembrava una consolazione ma almeno.
E quello che fa?! Tutto caruccio, tutto pettinato pure lui!

Dico: “meno male che almeno ho abbinato felpa a scarpe. ME NO MA LE!”

Che pranzo che ho passato, ragazzi, qualsiasi cosa succedeva pensavo “Ah Nu’, stai IN TUTA ma LMT”.

Finalmente finiscono l’antipasto, il primo, il secondo, i dolci; mi umilio per un’altra oretta e trovo il coraggio di andarmene con la promessa che a Natale sarò decisamente più elegante (e vabbè che rispetto alla TUTA ci vuole poco!) quantomeno con un vestito nuovo per l’occasione… devo pur rimediare all’immensa figura tapina che ho fatto! O no?!

Ecco, io confesso: proprio io che la TUTA manco a pisciare il cane, ho passato un imbarazzante giorno di festa… sicuramente per colpa della cavalletta che mi ha turbata o, più probabilmente, dei miei che hanno taciuto.

Com’è, come non è, Amici & amiche, per una volta NON seguite il mio esempio e ricordate sempre, stampatevelo ed attaccatevelo sull’armadio, che “la TUTA, manco a pisciare il cane”… me ne sarete grati, molto grati! Vi assicuro.

Anche no

Voi avete presente Ugly Betty? Era quel telefilm che spopolava qualche anno fa. Le avventure di una ragazzina piuttosto cessa. Penso a lei tutte le volte che vedo una conciata in una maniera improbale e dico sempre “Anche meno Ugly Betty”.

Capisco, per carità, che io sono un po’ fissata però dico “porca la paletta” tutte le volte che vedo una che esce:

  • in tuta e non per andare in palestra, ma proprio per girare. Cazzarola, NO!!! Ma perché?! Ci sono milioni di vestiti, milioni di vestiti comodi, perchè proprio la tuta nata per svolgere attività fisica o stare in casa?! Non siete fiche, siete sciatte se uscite con tale outfit. Io non lo accetto, a stento ci porto giù il cane, regolatevi!
  • Senza un filo di trucco d’inverno. Ora, ragazze, parliamoci chiaro, di Gisele l’universo ne ha prodotte poche. Va bene acqua e sapone, ma d’inverno, acqua e sapone meglio sempre tra le mura domestiche, non me ne abbiate ma almeno una crema coprente ci vuole, un filo di fondo tinta, mica dico che dovete andare in giro mascherate ma quel tanto che basta per non mettere paura alla gente che vi incontra.
  • In stile patchwork, che sembra abbia la luce staccata a casa e alla rinfusa si è infilata dei vestiti. E dai, ma che ci vuole?! Preparate la sera prima se non avete tempo la mattina: completino e camminare.
  • Con i capelli unti perché “sai, non ho avuto tempo di lavarli” ecco, e allora se non hai avuto tempo STAI A CASA o legateli o mettici tanto gel da confondere l’olio da te prodotto con un prodotto chimico. Fammi la cortesia!
  • Con le sopracciglia alla Peo Pericoli. E sentite, Frida Kalo era una fica ok ma era pure una grande artista: voi non siete né fiche né artiste. Correte subito da un’estetista e non mi fate vedere quelle righe nere sopra gli occhi. E’ chiaro???

5 e sto come sempre.

IMG_6097.JPG