Il gioco

La prima cosa da dire è: “amico mio, perché mi hai consigliato questo libro?!”.

La seconda é: pur essendo un finalista del premio strega (che vi dicevo preferisco ai vincitori del premio stesso) condivido la mancata vittoria perché questo libro mi ha proprio dato fastidio.

Credo che ultimamente mi avete già sentito dire questa cosa ma che ci posso fare?!?!

Allora: avete presente la pratica del “cuckoldismo” (non so se si dice in italiano) ma è quella perversione per cui un uomo (chuckold appunto) gode nel vedere la propria compagna (sweet) fare sesso con altri uomini (bull). Ecco.

Ora un non meglio identificato intervistatore intervista (nell’ordine): bull; sweet e cuckold che si sono intrattenuti, per anni, in una perversa relazione.

E quindi?

Quindi niente, punto.

Il libro è la storia di questi tre, sui cui gusti sessuali non esprimo giudizi perché in quell’ambito “liberi tutti”, che raccontano

la loro “perversione”.

In realtà di perverso c’è ben poco sembra più la storia di tre sfigati, la cui vita è stata tutta una salita che si sono ritrovati ed hanno deciso di percorrerla insieme.

Il Bull passa dall’essere un prestante maschio alfa (sebbene poi manchi anche il racconto erotico) a debole infartuato; la Sweet è una ninfomane rara che comincia la sua attività da prostituta più o meno con lo svezzamento; il Cuckhold è il ricco professore, oncologo che si fa mettere i piedi in testa dall’universo mondo (e prima il padre, e poi la sweet, e poi la madre e poi il Bull e infine il filippino) e da questo dovrebbe trarne godimento.

Ora io so che esistono queste realtà e mi va benissimo ma c’è bisogno di raccontarle così?! Mi spiego: o ne fai un trattato scientifico o un romanzo erotico, penso sia inutile scrivere un romanzo che non sa né di me né di te.

Inutile.

E stai lì per nmila pagine a leggere di questi tre pensando che prima o poi la cosa si farà interessante ma nulla.

Ma vi pare possibile che marito, moglie e amante decidano di (nell’ordine) aprire un locale e poi andare a vivere insieme, tutti e tre allegramente sotto lo stesso tetto?! Oppure vi pare che possiamo leggere circa 100 pagine su di lei che, a 11 anni, fa pensieri erotici, su un ottantenne?!

Ma che senso ha?!

Tutto approssimativo, tutto toccato ma non messo a fuoco, tutto lisciato… e per fare questo ci vogliono tutte quelle pagine dico io?!

Per carità!

La cosa migliore é senz’altro la copertina per cui non fatevi ingannare.

Amico mio, ti darò altre 1000 possibilità di consigliarmi libri ma tu fanne buon uso!

Vado avanti.

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