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Torniamo in Stanza? 

Ora io lo so che Di Caprio aspettava questo Oscar da tanto tempo, lo so, ma penso che all’Academy quest’anno abbiano sbagliato tutto perché chi veramente meritava l’Oscar era il bimbo protagonista di Room. Ve lo dico, ve lo scrivo, ve lo sottoscrivo. Insomma, faccio quello che vi pare ma doveva essere lui.

Davvero bravo, brava anche la mamma e, infatti, l’hanno premiata.

Un film angosciante, claustrofobico ma anche tenero e commovente. 

Un film che va visto.

Ma partiamo dall’inizio.

Room è la stanza dove vivono rinchiusi da 5 anni (per il bimbo) e 7 (per la mamma), madre e figlio appunto, tenuti prigionieri da un maledetto.

Room è la prigione per la mamma ed il mondo del bambino che pensa che quello sia tutto ciò che si può vedere nella vita perché fuori di lì c’è l’invalicabile cosmo.

La mamma ha creato per Jack un mondo con Stanza, Armadio, Lavandino, il serpente di uova, rendendo protagonista tutto quello che può esserci in 10mq; fino a che non ne può più e comincia a raccontare la verità al bimbo permettendo loro di salvarsi.

Come mi ha detto chi si è documentato prima di entrare al cinema, il film è diviso in due parti: dentro e fuori la stanza.

E il fuori può essere peggio del dentro se non te la sai gestire.

In alcuni momenti sembra che dentro era tutto più facile, che il mondo di dentro sia davvero la soluzione.

Il bimbo è sensazionale: bravo bravo bravo. Espressivo, nella parte; vi dico: bravo! 

Gli altri sembrano comprimari a lui o forse, proprio perché così piccolo, fa più impressione.

Non è un film da vedere a cuor leggero, se non state in forma vedetene un altro perché in alcuni pezzi pensi di non farcela a proseguire: l’angoscia di quando stanno chiusi dentro; l’ansia della liberazione; la paura del non riuscire a farcela fuori.

La liberazione ed il ritrovamento trattati un po’ superficialmente, forse, ma va bene perché non interessano ai fini della storia.

La storia è altro: il rapporto madre e figlio; madre e carnefice; madre e media; madre e nonni del bimbo; bimbo e la stanza; bimbo e il mondo fuori.

Lui che è ancora “plasmabile” se la caverà?! E la mamma reggerà il ritorno al vivere civile?! Bè io lo so, ora scopritelo voi.

Si sta come 

Ma io tutto sommato pensavo di rivalutare l’autunno.
Sì, pensavo che non è carino proprio demonizzarlo perché, in fondo in fondo, potrebbe avere anche il suo lato positivo.

Se arrivi dopo l’estate parti senz’altro svantaggiato ma non bisogna esagerare perché un suo perché lo potremmo anche ritrovare.

Questa considerazione mi è venuta fuori sabato ma dopo aver fatto, senza dire niente a nessuno, senza scocciare il prossimo mio, il cambio di stagione.

Perché quello è in assoluto la cosa che mi fa odiare, più del resto, l’autunno.

Comunque, l’ho fatto: mi sono messa lì, sono scesa in cantina, ho tirato fuori gli 8 scatoloni; me li sono caricati per 2 rampe di scale; ho svuotato l’armadio, l’ho riempito di nuovo ed ho svuotato e riempito gli scatoloni; sono scesa e li ho riposti, rifacendomi le due rampe di scale; poi ho preso le scarpe (non so quantificare le scatole) e di nuovo su e giù.

Tutto molto bello. E dopo aver compiuto ‘sto massacro, mi sono guardata intorno ed ho visto il mondo intorno a me con altri occhi, più rilassati ed ho pensato che quel giallo ai piedi degli alberi non era poi così malaccio.

No, no.

Sicuramente i colori autunnali sono bellissimi: un po’ malinconici ma bellissimi. Giallo e verde predominanti e devo dire che li considero belli in sé e belli abbinati.

Poi c’è quell’odore di legna bruciata ogni tanto per le strade e quella piacevole sensazione di calduccio quando ti infili sotto le coperte e poi le castagne e la zucca e le zuppe e le sagre e le sciarpe e le giacchette in ecopelle.

Dai, non è così male.

Certo, poi c’è pure l’ora legale o solare (inutile essere precisi perché tanto quando ho smesso di scrivere già me lo sono scordato!) e un’ora di luce in meno, per me che non mi sveglio all’alba, e però c’è il cioccolatino la sera per coccolarsi o la tisana del salutista o tutti e due per chi è un po’ e un po’.

E poi pare che New York sia bellissima in autunno ma pure Roma non scherza, vabbè ma Roma è sempre bella.

Vi basta tutto questo?! Vorrei fare di più per consolarvi ma non mi viene altro e comunque mi sembra già abbastanza, state sempre a lamentarvi, proprio come “d’autunno, sugli alberi, le foglie”.