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Puff 

E dopo questa botta mi ci vuole un romanzo d’amore!Ho appena finito Pronti a svanire di Roger Hobbs. 

Uno dei miei tanti amici, che a questo punto pensano che io sia un uomo, mi ha detto che lo dovevo leggere assolutamente e l’ho letto.

Bè: morti ammazzati, sangue, fughe, sparatorie, complotti, teste mozzate, pugnalate, e chi più ne ha più ne metta. 

Che ve lo dico a fare?! A me è piaciuto! 

Allora, parte subito di slancio: si va a caccia di zaffiri, sembra tutto facile ma facile non è. 

Serve aiuto e chi chiami per aiutarti se non il tuo compagno fidato di furti, ammazzamenti e roba del genere?! 

La storia è quella di due super delinquenti ma quelli tipo con 20 passaporti falsi, che non li beccano mai, che non si arrendono mai. Che poi ogni volta ti trovi a pensare pure: ma chi ve lo fa fare se questi soldi non ve li potete spendere come volete?! 

Loro sono Angela e Ragazzo, truffatori e ladri di professione che, dopo i milionari colpi che fanno, hanno la capacità di svanire nel nulla.

Impossibile ed inutile raccontarvi la trama.

Del libro posso dirvi, però, che le ultime 100 pagine vi terranno incollati al divano (o letto a secondo di dove leggete). Proprio non vi potrete staccare fino a che non avrete letto la fine. 

Le precedenti 200 pagine, invece, vivono di alti e bassi: a volte vorrete mollarlo; altre volte lo troverete istruttivo, perché se avete intenzione di entrare nel mondo del crimine facilmente saprete come fare; in altri momenti ancora lo vorreste cestinare per lo schifo (inteso per il livello altissimo di splatter) delle descrizioni. 

Ma non lo cestinerete, perché la storia è avvincente e Angela e Ragazzo sapranno come convincervi a rimanere con loro.

Ora, però, ho bisogno di un libro d’amore.

Vado.

Buona lettura a voi. 

Je suis

Non vi dirò che sono Charlie Hebdo perché io fino a ieri in tarda mattinata non sapevo neanche cosa fosse Charlie Hebdo.
Sì, lo ammetto, dal bassissimo della mia ignoranza non sapevo chi fosse Charlie Hebdo.
E non fingerò di saperlo perché a me le vignette non sono mai piaciute, così come non mi sono mai piaciuti i fumetti e non sono francese, quindi neanche a dire che per sbaglio mi è capitata una delle riviste in mano.
Detto questo, sono comunque sconvolta e non tanto, e non solo, per l’aspetto diciamo “planetario” della questione quanto per quello umano.
Perché stamattina mi sono svegliata pensando che ieri mattina, come me, si sono svegliate; sono scese dal letto; hanno pensato “stamattina non mi va”; hanno bevuto il loro caffè; si sono fatte la doccia, lavate i denti, vestite; sono uscite di casa; hanno preso la macchina (la bici, il bus); sono entrate al lavoro 12 persone e non sono mai tornate a casa.
E, di contro, c’erano ieri mattina altre 3 persone che hanno fatto esattamente gli stessi movimenti fino ad una certa azione, salvo poi magari pregare il proprio Dio, ed in suo nome, imbracciare un fucile e sparare ed uccidere.
Ecco, questo mi sconvolge.
Mi sconvolge pensare che ancora in nome di Dio (qualunque esso sia!) si possano commettere degli omicidi.
Mi sconvolge pensare che questi 3 assassini abbiano trovato in Dio la forza di togliere la vita a qualcun altro.
Mi sconvolge pensare che quelli a cui la vita è stata tolta hanno avuto, come unica colpa, quella di disegnare.
Mi sconvolge pensare che nel 2015 non si possa manifestare con un disegno la propria idea senza paura di essere uccisi, così a sangue freddo.
Mi sconvolge pensare che conseguenze drammatiche si porterà dietro tutta questa storia.
Mi sconvolge pensare al poliziotto ferito che chiede pietà e viene giustiziato.
Mi sconvolge pensare che questo reciproco odio non finirà mai.
Mi sconvolge pensare che tutto questo, nulla ha a che vedere con la satira e con la religione.
Mi sconvolge pensare che quelle 12 persone non si sveglieranno più la mattina e non scenderanno più dal letto, non diranno più “non mi va stamattina”; non berranno più il loro caffè, non entreranno più in doccia, non si vestiranno più, non prenderanno più la macchina (la bici, il bus), non entreranno più a lavoro perché quelle 12 persone non ci sono più e con loro non c’è più anche una parte di me. Quella che ancora crede che certe cose, in nome di Dio (ma diciamo pure in nome di nessuno!) non dovrebbero mai avvenire.
RIP.

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