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Fate il vostro gioco

Una aspetta tutto l’anno che esca un nuovo libro di Manzini su Schiavone, esce il libro, lo legge e poi si deve incazzare.

E questo perché, senza voler spoilerare niente, ti lascia come una cretina.

Finisce in un modo che non ti aspetti, quando non è prevista una fine e a me questo dover rimanere appesa per un anno è cosa che mi fa incazzare.

Poi arriva un mio amico che mi dice: “se avessi letto la terza di copertina già lo avresti saputo e ti saresti evitata l’incazzatura!” e invece no, perché me la sarei solo presa prima.

Comunque “io cuore for ever and ever” Schiavone ed il modo di scrivere di Manzini, è una garanzia di bella lettura in un mondo di ciarlatani.

Rocco è sempre il solito burbero buono e la storia del delitto si incastra con quella sua personale, che è sempre tragica, ma con una luce in fondo al tunnel, che si comincia a vedere.

Non vi dico l’impiccio con Gabriele: il vicequestore è un uomo buono; non vi dico il casino con Italo: il vicequestore è un uomo buono; non vi dico la malinconia con la pianta di limoni: il vicequestore è un uomo buono.

Succede questa cosa meravigliosa con i libri di Manzini: li prendi, li inizi e non lo molli più fino a quando non li hai finiti perché fanno ridere, piangere, riflettere anche con un burbero vicequestore romano in mezzo ai monti della Valle D’Aosta.

Siamo al Casinò questa volta, precisamente quello di Saint Vincent e c’è il solito omicidio però non tanto solito; c’è un giro di soldi; un vizio brutto che è quello del gioco da cui non si riesce ad uscire; c’è un cellulare che non si trova; un segreto che non si scopre… ci sono un sacco di cose che restano tra color che soon sospesi.

Ecco, ed ora io mi chiedo come devo impegnare il tempo fino alla prossima puntata.

Che brutta storia.

Uffa.

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La moglie perfetta

L’amico che mi ha regalato questo libro l’ha fatto per farmi fare pace con l’autore; questo perché l’ultimo libro che ne avevo letto mi aveva fortemente deluso.

L’autore è Roberto Costantini e l’ultimo libro è Ballando al buio.

Questo che ho finito ora, invece, è La moglie perfetta, precedente a Ballando al buio, ed è l’unico che mi mancava.

Il mio amico ha fatto bene perché, effettivamente, questo libro mi ha fatto rivalutare Costantini, dal momento che mi è piaciuto moltissimo.

Tipo dalle prime 5 pagine mi è piaciuto.

Vi avrò detto mille volte tra queste righe che adoro i libri in cui una stessa storia viene narrata da più punti di vista e qui abbiamo: marito, moglie e Balistreri.

Le indagini sono condotte sempre da lui, Balistreri, il burbero commissario ormai sessantenne, che beve e fuma ed è mezzo fascista e litiga con tutti e bla bla … inutile che ve lo sto a raccontare perché vi meritate di leggere la trilogia. Comunque, l’indagine è la sua e si svolge nel 2001. In mezzo c’è la mafia, ci sono gli americani, c’è una coppia, c’è un amore, c’è un magistrato, uno psichiatra, una ragazzina un po’ sciacquetta, ci sono tanti soldi. Fate un mix di tutti questi elementi e viene fuori un libro davvero godibile, interessante, affascinante, ben scritto.

A Costantini piacciono tantissimo i flashback che usa nella trilogia come stile di vita proprio, qui ci sono ma sparsi; qui c’è, soprattutto, una struttura narrativa che tiene con il fiato sospeso.

Mi è piaciuto un sacco.

Il giallo sembra banale ma è un casino vero. I personaggi sono tutti impicciati: “il più pulito c’ha la rogna” per dirla in francese. Balistreri ci rimette sempre. La moglie perfetta non esiste (e non è uno spoiler) ma la triste realtà.

Il libro invece c’è ed è bello e vi consiglio di acquistarlo.

Grazie amico.

La settimana della moda 

Niente, non ce la faccio a tacere. Vi devo TROPPO dire.

Dunque, io seguo su Instagram tutte ‘ste starlette. Lo so, delusione, ma vi assicuro che servono per vedere come si muovono le masse e per scoprire in anteprima mode che poi sbocceranno.

Ok, al di là della solita Ferragni, sulla quale io non voglio pronunciarmi perché già più o meno sapete, vi posso solo dire che, parafrasando la scena del cult Pretty Woman, per me lei rappresenta quella “gran culo di Cenerentola” laddove il principe sono tutte le borse che possiede, ma dicevo, al di là della Ferragni ci sono le varie Marcuzzi, Canalis, Corvaglia, Santarelli etc. etc.

Ora, circa un mesetto fa, poco meno, tutte hanno cominciato ad indossare un maglioncino di vari colori che, come caratteristica principale, ha scritto sul davanti il giorno della settimana in inglese.

Tutte, rigorosamente, l’hanno indossato nel giorno scritto e tutte hanno, rigorosamente, taggato Alberta Ferretti.

Ora voi mi dovete spiegare cosa ci sia di più banale di un maglione con su scritto il giorno della settimana; vi aggiungo anche che il maglione non è neanche particolarmente bello, nel senso che non è stretto, non è largo, non è avvitato, non è lungo, non è corto: è un cazzo di banalissimo maglione di lana che se io metto mia zia a fare a maglia me lo fa in una settimana. I mix di colore poi sono  imbarazzanti: la tristezza del grigio della Domenica è da premio Oscar.

Però, vabbé, pensi: magari la Ferretti ha sparato una capsule collection per i comuni mortali, vedrai che costa niente; e allora, vai sul sito e leggi il prezzo con la bocca aperta perché l’inutile e informe maglioncino costa la modica cifra di 440€!

Avete letto bene: 440€.

E la cosa ancora più drammatica è che alcuni giorni della settimana sono “out of stock” vale a dire FINITI!

A parte che mi piacerebbe sapere con quale criterio uno sceglie il giorno della settimana da indossare, ma mi viene da dirvi una cosa: ragazze tutte, io capisco che si tratta della Ferretti, ma se la Ferretti fa una cosa brutta, e peraltro costosa, io non mi sentirei di assecondarla.

E poi tu, Alberta, sicuro non hai problemi di soldi né di farti conoscere: mi sai dunque spiegare qual è stata la motivazione che ti ha spinto a produrre tale obbrobrio?!

Non ne voglio fare una questione di soldi perché chi mi conosce sa che per me, laddove si hanno, spenderli in vestiti è un investimento ma spendeteli meglio perché se una cosa è orribile ed inutile lo è anche se firmata Alberta Ferretti.

Ecco, ve l’ho detto, poi fate voi.

Puff 

E dopo questa botta mi ci vuole un romanzo d’amore!Ho appena finito Pronti a svanire di Roger Hobbs. 

Uno dei miei tanti amici, che a questo punto pensano che io sia un uomo, mi ha detto che lo dovevo leggere assolutamente e l’ho letto.

Bè: morti ammazzati, sangue, fughe, sparatorie, complotti, teste mozzate, pugnalate, e chi più ne ha più ne metta. 

Che ve lo dico a fare?! A me è piaciuto! 

Allora, parte subito di slancio: si va a caccia di zaffiri, sembra tutto facile ma facile non è. 

Serve aiuto e chi chiami per aiutarti se non il tuo compagno fidato di furti, ammazzamenti e roba del genere?! 

La storia è quella di due super delinquenti ma quelli tipo con 20 passaporti falsi, che non li beccano mai, che non si arrendono mai. Che poi ogni volta ti trovi a pensare pure: ma chi ve lo fa fare se questi soldi non ve li potete spendere come volete?! 

Loro sono Angela e Ragazzo, truffatori e ladri di professione che, dopo i milionari colpi che fanno, hanno la capacità di svanire nel nulla.

Impossibile ed inutile raccontarvi la trama.

Del libro posso dirvi, però, che le ultime 100 pagine vi terranno incollati al divano (o letto a secondo di dove leggete). Proprio non vi potrete staccare fino a che non avrete letto la fine. 

Le precedenti 200 pagine, invece, vivono di alti e bassi: a volte vorrete mollarlo; altre volte lo troverete istruttivo, perché se avete intenzione di entrare nel mondo del crimine facilmente saprete come fare; in altri momenti ancora lo vorreste cestinare per lo schifo (inteso per il livello altissimo di splatter) delle descrizioni. 

Ma non lo cestinerete, perché la storia è avvincente e Angela e Ragazzo sapranno come convincervi a rimanere con loro.

Ora, però, ho bisogno di un libro d’amore.

Vado.

Buona lettura a voi. 

E cammina cammina…  

E cammina, cammina…

Ma dove vanno?

Chi? 

Come chi, quelli che camminano sulla spiaggia… dove vanno? 

A Sabaudia è un continuo, per carità il litorale è lunghissimo ma dove vanno?! 

Li vedi dalle 9 di mattina e su e giù: giovani, vecchi, bambini.

Ma dove vanno? 

Camminano, chiacchierano, parlano al telefono, stanno muti, litigano e sempre, inesorabilmente, camminano camminano ma dove vanno?

Ma che poi li vedi, non a tutti va: le coppie poi sono le peggiori perché c’è lui che trascina lei o viceversa ma non vanno mai all’unisono.

E camminano camminano… ma dove vanno?! 

Non so ma io sono per un total relax… lettino, libro, bagno e poi di nuovo lettino, libro, bagno… ma io non cammino cammino… ma dove devo andare?!

Lo faccio tutto l’anno, tutta una corsa, tutto di fretta! 

E d’estate no, e in spiaggia no.

Vanno pure tutti un po’ di corsa. Allora mi dico “magari s’è sparsa la voce che allo stabilimento X regalano caramelle o gelato o soldi” allora forse pure io dovrei camminare camminare; oppure che serve per tenersi in forma sì ma se una forma già ce l’hai! 

E poi penso che camminano perché devono scappare da una situazione di lettino che non gli piace: tipo costretti a stare con moglie e marito senza voglia e allora camminano camminano per scappare, per passare un’ora, due, tre in pace. Può essere!

E quindi penso pure che è meglio lasciarli a loro: soldi, caramelle, gelati. Io poi non devo scappare da nessuno, il lettino mi piace e vado al mare solo con persone con cui voglio stare ergo meglio che io mi faccio i fatti miei, sul lettino, senza camminare camminare… ma anche perché: ma dove devo andare?!