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E cammina cammina…  

E cammina, cammina…

Ma dove vanno?

Chi? 

Come chi, quelli che camminano sulla spiaggia… dove vanno? 

A Sabaudia è un continuo, per carità il litorale è lunghissimo ma dove vanno?! 

Li vedi dalle 9 di mattina e su e giù: giovani, vecchi, bambini.

Ma dove vanno? 

Camminano, chiacchierano, parlano al telefono, stanno muti, litigano e sempre, inesorabilmente, camminano camminano ma dove vanno?

Ma che poi li vedi, non a tutti va: le coppie poi sono le peggiori perché c’è lui che trascina lei o viceversa ma non vanno mai all’unisono.

E camminano camminano… ma dove vanno?! 

Non so ma io sono per un total relax… lettino, libro, bagno e poi di nuovo lettino, libro, bagno… ma io non cammino cammino… ma dove devo andare?!

Lo faccio tutto l’anno, tutta una corsa, tutto di fretta! 

E d’estate no, e in spiaggia no.

Vanno pure tutti un po’ di corsa. Allora mi dico “magari s’è sparsa la voce che allo stabilimento X regalano caramelle o gelato o soldi” allora forse pure io dovrei camminare camminare; oppure che serve per tenersi in forma sì ma se una forma già ce l’hai! 

E poi penso che camminano perché devono scappare da una situazione di lettino che non gli piace: tipo costretti a stare con moglie e marito senza voglia e allora camminano camminano per scappare, per passare un’ora, due, tre in pace. Può essere!

E quindi penso pure che è meglio lasciarli a loro: soldi, caramelle, gelati. Io poi non devo scappare da nessuno, il lettino mi piace e vado al mare solo con persone con cui voglio stare ergo meglio che io mi faccio i fatti miei, sul lettino, senza camminare camminare… ma anche perché: ma dove devo andare?! 

Dove i romani giocavano a palla 

EnricoVII o VIII (non me lo ricordo mai), la Boheme, l’Aida, la Turandot e ieri Madame Butterfly.
Mi piace l’opera, tanto. 

Mi sento sempre un po’ Julia Roberts quando vado a sentirne una però, io dico, ma “può essere che le donne devono fare sempre una brutta fine?! Ma perché?!”

Mi piacerebbe parlare con Puccini, solo perché è l’ultimo in ordine di tempo che ho visto (anche se poi 3 su 5 opere che ho visto in vita mia sono le sue… Saró affezionata senza saperlo!) chiedergli: ma come ti è venuto?! 

‘Sta poraccia, giovanissima (15 anni!), si sposa con uno stronzo americano (per giunta ciccione perché i tenori sono tutti obesi!) che fa una finta perché, in realtà, lui vuole tornare a casa sua e sposarsi davvero con una compaesana. 

Cosa che farà ma, invece di dire a Butterfly “ciao, abbiamo scherzato, io me ne vado”, la lascia lì e quella per tre anni piange e si dispera facendo la vedetta ad aspettare lui, il ciccione americano. Il quale ad un certo punto torna pure ma con l’altra e lei, dopo essersi abbondantemente disperata, prende il ragazzino nato dal ciccione (che non si sa come hanno fatto!) glielo molla e si suicida.

Ma vi pare?! E cavolo, Puccini, ma fai morire in mare quel brutto bonzo, no una ragazzina 15enne che c’ha creduto ed ha rinnegato la sua famiglia per lui! 

Ma poi è sempre così: Mimì muore di tisi, per esempio, mo’ giusto perché la Turandot non l’ha finita sennò un modo per farla fuori lo trovava pure per lei! 

Comunque bello, vale davvero la pena passare una serata tra le rovine romane, a Caracalla (dove i romani giocavano a palla, appunto!), a vedere queste meraviglia e sentire tanta armonia. 

Una gioia per gli occhi e per il cuore.

Fatelo, non ve ne pentirete… vi verranno solo i nervi per le sedie scomode, per le vecchiette Superfan che non accettano il minimo rumore, per il panzone che dici “ma già sei un super cesso ti permetti pure di fare lo stronzo?!”.

Da ultimo, Giacomi’, ma a te le donne che male t’hanno fatto che fanno sempre una brutta fine?! Così, per sapere! 

Compliments!

Scena:

Lei con un piumino kway che ha comprato perché l’ha visto addosso a me;

Lui che le dice “ma che bel piumino!” (non “come ti sta bene” ma “che bel piumino”, sia chiaro!);

Io che rimango basita ma taccio;

Io che mi rivolgo a Lui e dico “scusa, ma me l’avrai visto addosso cento volte e mo’ il suo è bello e a me non hai mai detto una parola?!”;

E Lui che mi risponde “ma sai la vedo così bisognosa di affetto e di conferme che mi sento quasi in dovere di farle complimenti”;.

Interessante spunto per un paio di riflessioni.

La prima: non é che se una sembra sicura di sè (e sottolineo il sembra) vuol dire che non abbia bisogno di conferme o che non le piacciano i complimenti. I complimenti piacciono a tutti: sono gratis, rallegrano e non impegnano. (Certo, mi direte quelli sinceri perché se mi dici “che bel piumino!” e a Roma uguali ne hai visti milioni, mi viene da riderti in faccia!).

La seconda: ragazze, a me non piacciono le generalizzazioni ma forse è vero che tutta questa “tranquillità” che io non chiamo “sicurezza”, dà fastidio al maschio individuo. Magari pensano che una così non ha bisogno di “chiedere mai”, niente di più sbagliato ma si potrebbe fraintendere.

Bene, qual è la morale di tutto ció?! Compratevi un kway, prima o poi qualcuno vi dirà “che bel piumino!” perchè vi vedrà “così bisognosa di affetto e di conferme” che si sentirà quasi in dovere… bè, certo…io non ve lo auguro :-)!

Ciccio

Sapete a che pensavo l’altro giorno?! A quanto sono complicati i rapporti interpersonali, soprattutto quelli di coppia; a quanto è difficile capire e farsi capire; a quanto non potrà mai essere un mondo perfetto; a quanto tu vuoi uno, uno non vuole te, a te ti (lo so, non si dice, ma rende l’idea!) vuole un altro e il cerchio non si chiude.

E’ complicato, ragazzi/e, è molto complicato. Oggi si sente di tutto: la crisi dell’uomo con figli che si sente costretto nella vita familiare e che vorrebbe distrarsi  (o forse già si è distratto)con qualcun’altra; la donna stufa di essere moglie e mamma e che vorrebbe cedere a qualcuno, magari anche più giovane; l’uomo che lascia tutto perché si è innamorato di un altro uomo; la donna che torna dall’ex; l’uomo che si innamora della sua migliore amica; e, insomma, chi più ne ha più ne metta. Il panorama è variegato.

La cosa di fondo, però, che rimane è che ciclicamente siamo portati a trovare dei diversivi, a “distrarci”, a lasciarci coinvolgere da qualcuno o qualcosa che esce dalla routine e, sapete che vi dico, tutto questo è meraviglioso.

Io, dal basso della mia non esperienza, vi dico che non c’è assolutamente niente di male. Io diffido sempre di quelli che è tutto perfetto; che lui ama me, io amo lui e amen; che “siamo la coppia più bella del mondo”, non è che non ci creda, anzi, nessuno ci crede più di me (resto sempre l’ultima delle romantiche, lo sapete) ma va benissimo, ed è possibile distrarsi; non dico che si debba fare ma dico che, se si fa, nessuno vi butterà la croce addosso, nessuno vi giudicherà perché sfido chiunque a non essere caduto in tentazione almeno una volta nella vita. E le tentazioni sono state create per essere colte, sennò vivevamo in paradiso e sai che palle!

Vi dico questo perché sempre più spesso mi si chiede (sempre a me, sempre dal basso della mia non esperienza!) ma secondo te questo/a ci sta o non ci sta; e se mi scrive questo che vuol dire?! Ma guardate, nel 90% dei casi vuol dire che sta tentennando ma che cederà.

Sempre più spesso, infatti, dopo aver letto i vari messaggi o aver sentito le più variegate storie mi capita di ripensare al detto “Mamma, Ciccio mi tocca (Toccami Ciccio, toccami Ciccio)!”… quello che dico io è: ma invece, di perdere tempo, ma perché non vi lasciate “toccare” da Ciccio e la finite col teatrino che tanto non serve a nessuno e, soprattutto, non serve a voi?! Non vi impelagate in questioni morali che tanto non aiutano nessuno e, soprattutto, non aiutano voi! Io penso sempre che sia meglio vivere di rimorsi e non di rimpianti… e poi potrei esprimermi con altri mille modi di dire ma mi sono stancata e, come dice mia mamma, al centesimo whatsapp che le mando (lei ancora alle prime armi) “ mo’ basta!”.

Nota di Redazione: tutto quanto sopra va bene ora che sono single, al mio prossimo Lui dico già da ora “azzardati a farmi una cosa così e ti spezzo tutte le falangi!”. That’s it!

Questione di centimetri

Certo i capelli sono un tormento.
E per le ricce che “ogni riccio un capriccio”; e per gli uomini che “l’unica cosa che arresta la caduta è il pavimento”; e per le bionde che li vogliono neri e le nere che li vogliono biondi; e le ricce che vogliono essere lisce e le lisce che vogliono essere ricce.
Insomma, sull’argomento come fai sbagli!
Io no.
Io ho risolto il problema alla radice, nel senso che li faccio tagliare fino alla radice.
Io sono quella che appena vede un accenno di coda punta a debellarla.
Io sono quella che non sopporta “li faccio crescere, così poi li lego”… non ne capisco lo scopo, mi sembra una fatica inutile.
Io sono quella che pensa che, dopo una certa età, il taglio è necessario per non diventare ridicola.
Io sono quella che odia gli uomini con i capelli lunghi, li preferisce pelati paradossalmente.
Io sono quella che rimpiange il suo periodo da rasata, per tutta una serie di motivi, ma soprattutto perché li trovava bellissimi.
Io sono quella che va dal parrucchiere e gli dice “fai tu” e che, se taglia poco, lo cambia.
Io sono quella che non capisce chi tiene i capelli lunghi perché “a LUI piacciono così” perché i capelli li devi portare tu in testa e, prima di tutto, devono piacere a te.
Io sono quella che si raserebbe di nuovo ma che non lo fa perché non sopporterebbe non sentire tutti i giorni, e per tutto il giorno, quel “sei bellissima” che le dava la forza di arrivare a 18mm.
Io sono quella che pensa che i capelli ricrescono e quindi “ma chi se ne importa” di quanto sono corti!
Io sono quella che “ragazze, donne portateli come volete i capelli (lunghi, corti, ricci, lisci, biondi, rossi, mori) se vi sentite belle voi, sarete belle per tutti!”… certo un centimetro in meno aiuta (e sto a gioca’!).