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Ciccio

Sapete a che pensavo l’altro giorno?! A quanto sono complicati i rapporti interpersonali, soprattutto quelli di coppia; a quanto è difficile capire e farsi capire; a quanto non potrà mai essere un mondo perfetto; a quanto tu vuoi uno, uno non vuole te, a te ti (lo so, non si dice, ma rende l’idea!) vuole un altro e il cerchio non si chiude.

E’ complicato, ragazzi/e, è molto complicato. Oggi si sente di tutto: la crisi dell’uomo con figli che si sente costretto nella vita familiare e che vorrebbe distrarsi  (o forse già si è distratto)con qualcun’altra; la donna stufa di essere moglie e mamma e che vorrebbe cedere a qualcuno, magari anche più giovane; l’uomo che lascia tutto perché si è innamorato di un altro uomo; la donna che torna dall’ex; l’uomo che si innamora della sua migliore amica; e, insomma, chi più ne ha più ne metta. Il panorama è variegato.

La cosa di fondo, però, che rimane è che ciclicamente siamo portati a trovare dei diversivi, a “distrarci”, a lasciarci coinvolgere da qualcuno o qualcosa che esce dalla routine e, sapete che vi dico, tutto questo è meraviglioso.

Io, dal basso della mia non esperienza, vi dico che non c’è assolutamente niente di male. Io diffido sempre di quelli che è tutto perfetto; che lui ama me, io amo lui e amen; che “siamo la coppia più bella del mondo”, non è che non ci creda, anzi, nessuno ci crede più di me (resto sempre l’ultima delle romantiche, lo sapete) ma va benissimo, ed è possibile distrarsi; non dico che si debba fare ma dico che, se si fa, nessuno vi butterà la croce addosso, nessuno vi giudicherà perché sfido chiunque a non essere caduto in tentazione almeno una volta nella vita. E le tentazioni sono state create per essere colte, sennò vivevamo in paradiso e sai che palle!

Vi dico questo perché sempre più spesso mi si chiede (sempre a me, sempre dal basso della mia non esperienza!) ma secondo te questo/a ci sta o non ci sta; e se mi scrive questo che vuol dire?! Ma guardate, nel 90% dei casi vuol dire che sta tentennando ma che cederà.

Sempre più spesso, infatti, dopo aver letto i vari messaggi o aver sentito le più variegate storie mi capita di ripensare al detto “Mamma, Ciccio mi tocca (Toccami Ciccio, toccami Ciccio)!”… quello che dico io è: ma invece, di perdere tempo, ma perché non vi lasciate “toccare” da Ciccio e la finite col teatrino che tanto non serve a nessuno e, soprattutto, non serve a voi?! Non vi impelagate in questioni morali che tanto non aiutano nessuno e, soprattutto, non aiutano voi! Io penso sempre che sia meglio vivere di rimorsi e non di rimpianti… e poi potrei esprimermi con altri mille modi di dire ma mi sono stancata e, come dice mia mamma, al centesimo whatsapp che le mando (lei ancora alle prime armi) “ mo’ basta!”.

Nota di Redazione: tutto quanto sopra va bene ora che sono single, al mio prossimo Lui dico già da ora “azzardati a farmi una cosa così e ti spezzo tutte le falangi!”. That’s it!

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Get married

Un anno pieno di matrimoni famosi questo eh?!

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia.

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia e di cui ai più non importa una mazza.

E, d’altronde, come dar loro torto?!

Ricapitoliamo: di ieri il matrimonio di Clooney a Venezia; un paio dì settimane fa si  sposata la Canalis ad Alghero;primala Kardashian (che c’ho messo un mese a capire chi era e ancora non lo so) a Firenze; e il lord inglese in Puglia, come la ricca indiana che ha portato Bollywood a Fasano; e Ramazzotti a Palazzo Reale e ancora e ancora.

Bene, a parte me che sono sempre incuriosita (in maniera quasi morbosa) dai vestiti di tutti, di cui dirò a breve, quello che mi viene da dire è W l’Italia e la sua meravigliosa bellezza!

Sono una di quelle che al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio e caio”, pensa a quanto i suddetti matrimoni ci ricordino in quale paese meraviglioso viviamo. Se uno che può spendere quello che vuole, e farlo in qualsiasi posto del mondo, decide di farlo proprio in Italia, beh secondo me dobbiamo esserne solo orgogliosi! Perché, diciamocelo francamente, ma dove lo troviamo un altro paese dove c’è mare caraibico e non, montagna, lago, scogliere, laguna e chi più ne ha più ne metta il tutto condito da una cucina ottima e da un clima assolutamente perfetto?! Quello che manca a noi è il nazionalismo, l’autocompiacimento, la consapevolezza, la determinazione nel promuovere il nostro patrimonio.

Quello che vedo io in questi matrimoni è quello che vede il barcaiolo di Venezia e cioè che “il matrimonio di Clooney ha portato più lavoro in tre giorni dell’intera mostra del cinema”; è così ha fatto il matrimonio dell’indiana a Fasano, che ha dato da mangiare a mezza Penisola.

Smettiamola di fare i “piagnoni” e godiamoci e “sfruttiamo” le meraviglie che Dio, per chi ci crede, ci ha regalato.

Siamone orgogliosi, cerchiamo di guardare al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio o caio” e W l’Italia!

E’ anche in questo modo che si muove l’economia; è anche in questo modo che ci facciamo conoscere nel mondo; è anche in questo modo che possiamo liberarci dall’etichetta di “mafia, pizza e mandolino” che ci hanno affibbiato; è anche in questo modo che affermiamo la moda nel mondo. E sì, perchè George vestiva Armani… lei pare di no… pare McQueen ma, come ho già detto alla Canalis, Amal ma me voj fa vede’ il vestito?! Che ti sei sposata a fare, in Italia giunta, sennò?! E la prossima volta  che ti sposi, che fai un addio al nubilato, che decidi di scegliere Alexander Mcqueen stai attenta che il tuo vestito  già l’aveva indossato Michele Obama… tutto io vi devo dire?!
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Mangiate tranquilli

Ho comprato questo ebook per caso un po’ perché, come ho già detto, mi piace prendere i primi in classifica, un po’ perché mi piaceva il titolo; ed è stata la volta di: Omicidi in pausa pranzo.
Penso che sia una delle migliori e più appropriate letture che si possano fare in ferie.
Ambientato in un ufficio di Milano come tanti, la protagonista si ritrova ad essere una involontaria testimone di un omicidio avvenuto nel suo ufficio. La vittima un’inetta ed inutile impiegata di cui tutti conoscevano l’incapacità lavorativa.
L’omicidio in questione, però, non sarà l’unico perché faranno la stessa fine: l’impiegato saccente ed il dirigente incapace. Insomma ci si imbatte in un serial killer che punisce gli incapaci e, parliamoci chiaro, chi nelle sue giornate lavorative non ha pensato almeno una, due, cento… mille volte di un altro collega “che meraviglia se non ci fossi!”… io non mi nascondo dietro ad un dito e confesso di averlo fatto… più o meno una volta al giorno!
Comunque il libro scorre: è divertente, niente che sia avvicinabile al premio nobel per la letteratura ma spassoso. La protagonista decisamente simpatica e sfigata al punto giusto ma non troppo, tanto che si conclude tutto con un necessario e auspicabile happy end.
Quindi: nonostante matrimoni mai celebrati, morti ammazzati, speed date inutili, fobie e paranoie… vissero tutti felici e contenti!

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