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Lacci

Dunque, se c’è una cosa che mi manda ai matti è la presa in giro quindi, se mi scrivi “Silvio Orlando in Lacci”, io mi immagino di spendere 30€ per vedere uno spettacolo dove Silvio Orlando non dico che faccia un monologo ma quasi.Mi immagino uno spettacolo in cui lui reciti per almeno il 90% dello stesso, non forse per 15 minuti.

Ma andiamo con ordine.

Io leggo di questo spettacolo ed è stata praticamente una corsa ad accaparrarsi i biglietti perché lo spettacolo é al Piccolo Eliseo e, grosso modo, in quello della parrocchiella sotto casa si sta più comodi.

Ma comunque la corsa, acchiappo i biglietti in fila T (le file finiscono alla U) e comincia uno slalom tra le capocce, per lo più color cenere, per vedere lo spettacolo, che ti frega perché all’inizio parte bene.

In scena Orlando (muto) e la di lui moglie (bravissima): lei gli recrimina una serie di cose e, devo dire, che questa è stata la parte più bella dello spettacolo (nonostante la maleducazione dei ritardatari che hanno fatto un party nelle ultime file!) e ti frega perché sta all’inizio quindi tu chissà che ti aspetti… e niente ti devi aspettare, proprio niente!

La storia è un classico: lui che prende una sbandata per un’altra, se ne va, e si racconta il difficile rapporto con la moglie ma soprattutto con i figli.

Silvio Orlando presente/ assente: bravo bravissimo, come al solito, ma poca roba. Troppi altri attori, alcuni anche piuttosto inutili.

La trama è di un angoscioso nichilismo che ne sarebbe bastata la metà, non si salva niente, nessun rapporto: di coppia; madre/figli; padre/figli merita salvezza.

Paradossalmente, l’unico rapporto che sembra vero è quello di lui con l’amante: Orlando che lo descrive è incoraggiante, poetico, quest’ansia di stare con la donna amata è bella. Peccato che la donna amata sia l’amante e dai e dai l’amore per i figli prevale.

Poi, di nuovo, altri personaggi: la moglie; il vicino; i carabinieri (!); i figli, sui quali voglio calare un pietoso velo, mi permetto appena di suggerire, per le prossime repliche, di cambiare il look alla figlia perché così risulta davvero poco credibile, oltre che brutta.

Abbastanza carina è la storia dei “lacci” peccato che poi anche quella non è esattamente come sembra e si perde nel mare magnum della depressione.

Ora mi toccherà leggere il libro più che altro per capire se quello che è appena accennato nello spettacolo sia evidente nel libro, ossia il punto di vista di lui, il protagonista, che nello spettacolo si confonde anche con quello del gatto.

Insomma, un deciso e secco NO ma soprattutto NO alla presa in giro: il mandare avanti il nome di un artista, per poi non appagare il pubblico, è una tattica quanto meno meschina.

Tanto le serate sono tutte sold out, non cambia niente ma almeno la mia l’ho detta.
Buona visione.

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Friendship

È un po’ di giorni che rifletto sui rapporti interpersonali ed in particolare sull’amicizia e penso che per me esistono delle sostanziali differenze tra gli amici.

Gli amici sono un regalo. Gli amici sono un miracolo. Quando li trovi devi baciare per terra. Sono quelle persone con cui non servono parole; a cui non hai bisogno di raccontare nulla perché già sanno tutto; a cui non serve descrivere sfumature di colore perché le sfumature di colore sono loro; quelli con i quali basta uno sguardo, due sono troppi. Sono loro e punto.

Diversi da loro ma prossimi all’arrivo sono i quasi amici quelli con i quali è subito amore, che conosci da poco ma che già sai  diventeranno importanti; quelli con i quali ritrovi quasi subito un’affinità elettiva che va sviluppata e svilupperai.

Ben altro discorso va fatto per coloro che ambirebbero a diventare amici ma non lo diventeranno mai ossia i conoscenti. Questi fanno parte di una cerchia più o meno ampia. Ci sono, è piacevole, può essere divertente passarci una serata, pranzare insieme a loro ma poi tu a casa tua e io a casa mia. Senza esagerare, non c’è bisogno, non serve a nessuno. Ci sei, va bene; non ci sei va bene uguale.

Poi, purtroppo o per fortuna, la vita ci porta a condividere l’esistenza con altri personaggi che poco c’entrano con te ma con i quali sei costretto a convivere e questi si chiamano: colleghi. Questi non sono amici, nè quasi amici, nè conoscenti eh! Questi sono come i parenti: te li trovi, non li scegli. Ci devi passare una media di 8/10 ore al giorno e devi sperare che ti vada bene. Certo puoi trovare il modo di farlo andar meglio ma non illuderti. Lavoro da 13 anni nello stesso posto e quelli che hanno raggiunto il grado di amici si contano sulle dita di una mano ed è giusto così!

Da ultimo (come quando decido di parlare bene), ci sono i SOLI e di questi bisogna aver paura. I soli sono fondamentalmente dei sociopatici che per non affrontare la realtà della loro solitudine si attaccano a chiunque, anche a chi hanno denigrato fino ad un minuto prima. Sono quelli che girano come gira il vento; che hanno talmente tanta paura di rimanere con loro stessi che si attaccano allo zerbino del vicino. Ecco, questi mi fanno paura sono più falsi di una moneta da 3€, questi vanno evitati come la peste perché oggi lo zerbino sei tu domani quello del piano di sopra ma, carissimi, i sentimenti sono un’altra cosa; l’amicizia è una cosa seria e non va sprecata con cotali personaggi.

 

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Ciccio

Sapete a che pensavo l’altro giorno?! A quanto sono complicati i rapporti interpersonali, soprattutto quelli di coppia; a quanto è difficile capire e farsi capire; a quanto non potrà mai essere un mondo perfetto; a quanto tu vuoi uno, uno non vuole te, a te ti (lo so, non si dice, ma rende l’idea!) vuole un altro e il cerchio non si chiude.

E’ complicato, ragazzi/e, è molto complicato. Oggi si sente di tutto: la crisi dell’uomo con figli che si sente costretto nella vita familiare e che vorrebbe distrarsi  (o forse già si è distratto)con qualcun’altra; la donna stufa di essere moglie e mamma e che vorrebbe cedere a qualcuno, magari anche più giovane; l’uomo che lascia tutto perché si è innamorato di un altro uomo; la donna che torna dall’ex; l’uomo che si innamora della sua migliore amica; e, insomma, chi più ne ha più ne metta. Il panorama è variegato.

La cosa di fondo, però, che rimane è che ciclicamente siamo portati a trovare dei diversivi, a “distrarci”, a lasciarci coinvolgere da qualcuno o qualcosa che esce dalla routine e, sapete che vi dico, tutto questo è meraviglioso.

Io, dal basso della mia non esperienza, vi dico che non c’è assolutamente niente di male. Io diffido sempre di quelli che è tutto perfetto; che lui ama me, io amo lui e amen; che “siamo la coppia più bella del mondo”, non è che non ci creda, anzi, nessuno ci crede più di me (resto sempre l’ultima delle romantiche, lo sapete) ma va benissimo, ed è possibile distrarsi; non dico che si debba fare ma dico che, se si fa, nessuno vi butterà la croce addosso, nessuno vi giudicherà perché sfido chiunque a non essere caduto in tentazione almeno una volta nella vita. E le tentazioni sono state create per essere colte, sennò vivevamo in paradiso e sai che palle!

Vi dico questo perché sempre più spesso mi si chiede (sempre a me, sempre dal basso della mia non esperienza!) ma secondo te questo/a ci sta o non ci sta; e se mi scrive questo che vuol dire?! Ma guardate, nel 90% dei casi vuol dire che sta tentennando ma che cederà.

Sempre più spesso, infatti, dopo aver letto i vari messaggi o aver sentito le più variegate storie mi capita di ripensare al detto “Mamma, Ciccio mi tocca (Toccami Ciccio, toccami Ciccio)!”… quello che dico io è: ma invece, di perdere tempo, ma perché non vi lasciate “toccare” da Ciccio e la finite col teatrino che tanto non serve a nessuno e, soprattutto, non serve a voi?! Non vi impelagate in questioni morali che tanto non aiutano nessuno e, soprattutto, non aiutano voi! Io penso sempre che sia meglio vivere di rimorsi e non di rimpianti… e poi potrei esprimermi con altri mille modi di dire ma mi sono stancata e, come dice mia mamma, al centesimo whatsapp che le mando (lei ancora alle prime armi) “ mo’ basta!”.

Nota di Redazione: tutto quanto sopra va bene ora che sono single, al mio prossimo Lui dico già da ora “azzardati a farmi una cosa così e ti spezzo tutte le falangi!”. That’s it!