Archivi tag: Manicomio

Di Sangue e di ghiaccio

Se il libro te lo consiglia uno dei tuoi scrittori preferiti come fai a non prenderlo?!

Lui dice, quindi, ed io eseguo e parliamo ora Di sangue e di ghiaccio di Mattia Conti che, credo, sia stato finalista al premio Campiello.

Ora se guardate la foto di Mattia Conti rimarrete impressionati perché a stento gli dareste 12 anni, poi scoprirete che è nato nel 1989 e quindi vi renderete conto che, a poco meno di 30 anni, ha scritto questo gioiellino.

Di sangue e di ghiaccio è un libro che all’inizio ti fa pensare: ma cosa sto leggendo?! Ma che scrittura è?! Ma quanto è arzigogolata questa storia?! E i nomi?! Ranocchia che vuol dire?!

Poi ti fai trascinare e come niente sei alla fine dell’800 a Lecco e ti ritrovi in nell’ambiente sporco e trasandato degli artisti di strada; poi in un manicomio; poi tra le streghe; poi alla ricerca di una maestrina cercando di decifrare un codice segreto.

Ora, per me, leggendo abbastanza è difficile trovare qualcosa di innovativo eppure Mattia, tornando all’antico, ci è riuscito.

Il punto non è tanto scrivere una storia ambientata nell’ottocento ma farlo cercando un lessico che sia più o meno quello dell’epoca. E questo non è facile.

La difficoltà iniziale sta proprio in questo: nel ritrovarsi a leggere qualcosa in una scrittura che non è la nostra, con dei termini ed una costruzione che non è dell nostra epoca. Una volta che prendi la mano la storia corre veloce però e le pagine si leggono da sole.

Al di là della storia che, comunque, é appassionante e appassionata colpisce il modo in cui è raccontata.

Trattasi ad ogni modo di una storia di amore che porta alla pazzia, alla fuga da un manicomio, alla ricerca della verità.

È travolgente ed erano criminali in questi manicomi, solo questo posso dirvi, il resto lo leggete da soli perché ne vale veramente la pena.

D’altronde credete che il “mio” scrittore poteva mai deludermi anche nel consiglio?! Io dico di no!

Annunci

A mali estremi, estremi rimedi

Leggendo molto, trovare qualcosa di originale non è facilissimo, per cui quando ti imbatti in una storia come questa quanto meno ne rimani impressionata.

Proposta di manicomio è un libro assolutamente surreale che potrebbe diventare drammaticamente realistico.

Due emittenti televisive combattono a colpi di scoop.

L’una, in difficoltà, rimpiange i bei tempi in cui lo share era al top nel periodo dell’omicidio di non si sa bene chi. E allora come far risalire la china all’emittente?! Ma immaginando un omicidio… inscenandolo da zero, il tutto grazie al geniale intuito dal giovane autore “schiavo” sotto l’occhio allibito del produttore e del direttore artistico di lungo corso.

Da qui si dipana il surreale: con l’emittente avversaria che cerca di scoprire l’inghippo salvo poi adeguarsi con una storia altrettanto splatter.

Come finisce?! Bè, uscire dal groviglio non era facile salvo poi farsi venire un’idea altrettanto geniale da battere la concorrenza di nuovo.

Sicuramente originale, sicuramente divertente, sicuramente ti viene da pensare: ma come ti è venuto in mente tutto ciò?!

Personalmente non seguo molto la tv ma immagino che dietro programmi spazzatura, più o meno di successo, ci sia esattamente quello che descrive l’autore.

E può darsi che la corsa allo share prima o poi porti qualcuno a fare gesti estremi.

E’ divertente l’ambientazione romana con espressioni in dialetto, con luoghi noti a chi vive nella capitale, con la descrizione di un mal costume diffuso.

Divertente e fastidiosa la figura del produttore televisivo; un po’ triste e alla fine sfigato il direttore artistico; di effetto l’ascesa del giovane autore che rompe le catene come Spartaco.

Insomma, il libro si legge piacevolmente, è una lettura spensierata che serve sempre.

Bene, sponsorizzo.

Mi corre però l’obbligo di fare una domanda all’autore: ma tra tutti nomi al mondo (leggi mio precedente post) come ti è venuto di usare proprio Nunzia?! Lusingata di trovarlo tra le pagine da un libro ma brutto, brutto assai!

Fir.to Nunzia detta Kiuky.