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Bataban

Ma a voi capita mai che mentre siete distratti e state facendo una cosa così in tranquillità un colore, un odore, un sapore, una musica vi ricordino di qualcosa o qualcuno?!

E vi arriva in faccia come uno schiaffo un episodio passato bello o brutto? A me capita spesso e non sempre è una cosa piacevole. Cioè è quasi sempre una cosa piacevole ma magari ci sono dei ricordi che sarebbe meglio non ricordare, dei pensieri che sarebbe meglio non fare, delle sensazioni che sarebbe meglio tenere sepolte.

Stai lì, tutta caruccia tutta pettinata, e bataban senti un profumo, poi non necessariamente un profumo… un odore e la testa se ne va e riaffiorano cose sepolte e pensi “dove, come, perché?!”.

Bello, molto bello; o brutto, molto brutto dipende dai punti di vista e da cosa si ricorda.

Fatto sta che a volte non ti riesci a trattenere e ripiombi in quella cucina, in quella camera da letto, in quel ristornate e risenti i sapori, i colori, gli odori.

Bello molto bello; o brutto molto brutto dipende dai punti di vista!

Vatti a fidare

L’altro giorno un mio collega, che segue il blog, mi ha chiesto se utilizzassi qualche metodo di lettura veloce data la grande quantità di recensioni di libri che ho pubblicato. In verità no e devo ammettere che i libri non sono stati letti tutti nell’ultima settimana (sarei un genio!) piuttosto dall’inizio dell’anno. Alcune recensioni, infatti, sono quelle che avevo pubblicato sul vecchio blog e che mi piace riproporre.

Devo dire, però, che la mia ultima capatina in libreria è stata fortunata perché ho finalmente comprato un libro di Carofiglio. Ora io non so perché non l’ho fatto prima. Cioè, tutti che mi dicevano “leggilo” e io niente. Cretina io. Comunque, mi sono approcciata a lui con questo “libretto”, nel senso di lunghezza, che ho finito in due sere, Una mutevole verità. E che mi ha folgorata.

Il maresciallo Fenoglio ma chi è?! Un personaggio da portarsi a casa, uno di cui diventare amica, un duro dal cuore tenero ma non come lo sborone di turno, lui è proprio duro per copione e tenero di indole. Marito carino, carabiniere attento.

Omicidio e indagine. Un’indagine così semplice da non poter non destare sospetti al Maresciallo che non si fida perché, quando segui un’indagine, devi stare attento a tutto quello che si vede, e che non si vede, ma forse soprattutto a quello che non si vede; che si sente e che non si sente, ma forse soprattutto a quello che non si sente; che si dice e che non si dice, ma forse soprattutto a quello che non si dice.

E quindi: Bari. Fine anni ’80. Trovano uno morto in casa. Trovano una vicina attenta. Scoprono l’assassino. In 40 pagine, in 4 ore di indagine. Non è possibile. Allora bisogna approfondire e “stare attenti a tutto”: a chi c’è a chi non c’è; a cosa c’è, a cosa non c’è; a quello che si è detto ed al non detto; agli odori, ai profumi; a quello che ti dice la “bella” alla quale si è più propensi a credere proprio perché così.

Guardate, il giallo in sé è banale, grossolano, appena compare l’assassino lo individui. Facile, troppo facile ma non è tanto quello che colpisce. Colpisce la scrittura, l’intreccio, l’indagine, i personaggi.

Fortarello anzichè no Carofiglio, potrei diventarne fan. Ora mi dedico a leggere altro ma ci tornerò… ah se ci tornerò.