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Royal Wedding

Me lo avete chiesto in tante (come dicono quelle fiche però vi assicuro che è vero) e allora lo faccio.

Vi parlo del Royal Wedding.

Premessa: me ne ero dimenticata, avevo da fare con le mie nuove converse personalizzate da muffin.it; poi mi ha taggato su Fb una mia amica e mi sono ricordata; nel frattempo però dovevo andare in piscina, passando dai miei, e così ho commentato un pezzetto con mamma

e poi ho recuperato i vestiti su Instagram, anche perché ieri non c’era modo di sfuggire al lieto evento.

Intanto, vi dico le cose che mi hanno fatto ridere tantissimo:

1. mia mamma che commenta il look degli invitati ed, in particolare, di Camilla che lei odia (vai a sapere poi perché) e che sostiene abbia indossato un “tortano” che sarebbe una torta napoletana

2. Stefano Guerrera che, guardando la navata piena di cappellini ha decretato che sembrava l’area 51 piena di ufo in testa:

3. I meme post matrimonio e su Meghan e la povertà e sul vincitore assoluto (già vi spoilero questo) della giornata cioè quel gran gnocco di David Beckham.

E veniamo a noi.

Sullo sposo ed il fratello non molto da dire, mi è dispiaciuto solo per quel piccoletto di George che se poi ha sempre la faccia imbronciata ha anche ragione: non si può mettere una palandrana nera ad un piccoletto di 6 anni. Non mi piace ma vabbè.

Meglio è andata alla sorella ma facile questo.

Scartati i bimbi, vado subito con la sposa: personalmente ritengo che sul primo abito si potesse fare qualcosa di più. Talmente semplice da scadere nel banale; assolutamente perfetto, per carità, ma anche Kate era perfetta e raffinata e aveva quel qualcosa in più che per me le ha fatto vincere la sfida. Comunque bella bellissima.

Per la cronaca Kate era in Alexander McQueen e Meghan in Givenchy.

Vince, invece tutto il secondo abito: bello, semplice, perfetto (Stella McCartney) e secondo me anche più adatto a lei e qui sì che vince lei sul secondo abito del matrimonio di Kate!

L’ho nominata e insisto su Kate, sempre perfetta, io la adoro ma ha indossato per la quarta volta lo stesso abito! Ora io ho capito l’ecologicamenre corretto ma sei una cazzo su futura regina (o non so bene!) ma se non te lo fai fare tu un abito nuovo per lo stesso matrimonio chi dovrebbe?!?! Poi, per carità hai partorito un attimo fa ma dai… avrai pure un sarto privato che te lo faceva in mezza giornata un vestito nuovo! E comunque Alexander McQueen pure qui.

La sorella, invece, che ha spaccato al matrimonio di Kate, qui c’è chi non ha mancato di far notare che sembrava una lattina di The Verde…

Sulla stessa scia, Amal in Stella McCartney ma sembrava la signora che aveva voglia di qualcosa di buono nella pubblicità dei Ferrero Roches:

Non vi dico nulla di lui perché lo adoro.

Sempre Stella per Ophra in rosa e forse con quelle tette si poteva fare qualcosa di più scivolato, non so:

La regina, invece non riesce ad abbandonare il color Stabilo Boss: giallo, fucsia, verdino et voilá:

Gli invitati erano 2000, 645 pranzati capire che non posso commentarveli tutti per cui vi decreto i vincitori e passo e chiudo!

Il primo premio tra le donne va alla mamma della sposa, assolutamente perfetta in Oscar De La Renta. Bella, a suo agio, semplice ma perfetta, nata regina lei:

… e qui vedete pure quella con il “tortano in testa”.

Mentre il primo premio in assoluto, uomini e donne, va a lui: a David Beckham… strabiliante in Dior… ha oscurato in tutto e per tutto la moglie. Sfolgorante. Troppo gnocco, troppo.

… non so, ve lo devo commentare?!?! Non credo.

Ecco, potrei dilungarmi per ora ma abbasta, quindi passo e chiudo e ci vediamo al prossimo Royal evento!

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Il bene vince sul male 

Ho visto Il racconto dei racconti che sarebbe la trasposizione cinematografica dei racconti “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile.Bene, ora lo so e ve lo dico perché, se non lo sapete, il film potrebbe diventare un po’ ostico… Diciamo!

Come al mio solito sono arrivata al cinema senza sapere niente del film, a parte che trattavasi di film in costume, che sicuramente era fantastico ma non potevo immaginare quanto!

Parte più o meno tranquillo, con una coppia (re e regina) che non riescono ad avere figli e arriva un bruttone che gli racconta come fare ma che soprattutto gli spiega che per avere una vita bisogna accettare una morte, per mantenere l’equilibrio. 

E cosi c’è la morte, il drago, due gemelli albini, una regina un po’ stronza, legami indissolubili, cattiveria, sangue. Ma il bene vince sul male.

Poi, cambio di scena, non troppo correlato e allora: re e figlia, che il re adora, salvo poi innamorarsi di una pulce che diventa gigantesca e che sarà la condanna della figlia costretta a vivere come la bella e la bestia, solo che qui la bestia oltre ad essere brutta é pure cattiva. Ma poi, dopo mille peripezie, il bene vince sul male.

Poi di nuovo cambio di scena e c’é il re che si fa pure le sampietrine che viene colpito dalla voce di una vecchia e fa di tutto per averla, la vecchia va ma é orribile, lui se ne accorge e la vuole uccidere ma non ci riesce e la vecchia diventa giovane ma un po’ cattiva e tratta male la sorella ma, pure qui, alla fine il bene vince sul male.

E questa è la morale, il legame tra i tre racconti nel castello… Il bene vince sul male.

Ora per raccontarcelo, Garrone usa: una fotografia spettacolare; paesaggi fiabeschi, castelli meravigliosi; protagonisti bellissimi o orribili, ai limiti del vomito; immagini splatter con fiumi di sangue; vecchie rugose, giovani botticelliane… insomma una tale varietà di elementi che ti fa male la testa.

Cosa resta del film?! I colori: il rosso meraviglioso dei tramonti, il verde intenso del bosco; l’ocra delle grotte. Cosa si fa fatica a trovare?! Un nesso tra la pulce, la vecchia, il drago… O forse no perché alla fine Il bene vince sempre sul male e forse solo questo deve rimanere.

Comunque bravo lui, sempre originale, sempre incredibile; sempre inevitabilmente da vedere.

Oh, detto tutto questo resta una domanda: ma Garrone, perché gli hai fatto fa’ quella finaccia agli unici attori italiani presenti nel cast?! Porelli!