Archivi tag: Roberto

Niente scoop

Sapete ormai no?!

Quando trovo uno scrittore che mi piace come scrive, ad intervalli regolari, ne compro un libro per intervallare gli altri.

Così ho cominciato a fare con Carofiglio, perché mi piace come scrive.

E mi piace perché ha una scrittura scorrevole, fluida, semplice, poco arzigogolata. Insomma mi piace.

Leggendolo, però, capisco che mi piace più come scrive che quello che scrive perché poi le storie (per carità lui è molto prolifico ed io per ora ho letto solo due libri!) mi lasciano sempre un po’ perplessa.

Il silenzio dell’onda è la storia di un carabiniere che ha fatto per anni la vita dell’infiltrato e ne è rimasto scottato (tanto per fare una rima!); ha bisogno di una terapia psichiatrica riabilitativa che sarà la sua salvezza, non solo perché lo guarisce, ma perché gli regalerà l’amore ed il riscatto lavorativo.

Ecco, questa è la storia per tratti generali.

E la storia scorre, è veloce, si fa leggere anche se poi di fatto ti racconta poco.

Entri nella vita di Roberto, vai avanti perché vuoi sapere ma quello che scopri poi non è da lasciarti a bocca aperta; per carità, il fatto c’è ma non c’è lo scoop, quella cosa per cui dice “eh, addirittura!”.

Nonostante questo vai avanti a leggere e sei contenta e pensi a Roberto, a Giacomo, a Emma; e pensi alle loro vite e a quella del Dottore; e pensi a come sia facile accompagnarli nella loro storia perché lo scrittore sa come tirarti dentro e farsi seguire anche se non ha lo scoop.

Vi pare poco?! A me no. Anzi.

IMG_6546.JPG

Eccezioni sempre, errori mai

Va be ma quanti libri leggi?! Mi si chiede.

Bè, vi rispondo. A parte che ne leggo sempre troppo pochi per i miei gusti, ma se in una sola settimana, per dire, ti trovi a dover fare: Roma/Santander/Bilbao e ritorno per un totale di 6 ore di viaggio tra aereo e pullman; Bilbao/San Sebastian per altre 2 ore; e ancora Roma/Padova/Roma per 7 ore di treno può succedere che in una settimana leggi 3 libri in viaggio e uno lo finisci a casa. Diciamo che se fossero tutti come me non esisterebbe la crisi dell’editoria.

Bene, chiarito questo, vi parlo di Per legge superiore, il libro di Fontana cui vi avevo accennato raccontandovi di Morte di un uomo felice.

Bene. Non è stato facile trovarlo perché se me lo sponsorizzi nel libro che ha vinto il Campiello e non prevedi ristampe (non immaginando che la gente voglia leggerlo), capita di entrare in n librerie e alla fine lo devi comprare in versione e-book alla quale, devo dire, ancora non sono abituata a pensare!

Bene. Veniamo al libro: che dire?! Questo Fontana é bravo senza mezzi termini. È bravo e punto.

Il collegamento con l’altro libro é costante: Giacomo compare spesso, accompagna ed aiuta il nuovo (che poi é vecchio, perché credo che questo libro sia stato scritto prima) magistrato a vivere la sua giustizia nella Procura di Milano.

Roberto è di destra, o almeno liberale e contro i sessantottini, e ateo; Giacomo era cattolico e comunista; Roberto ha vissuto la sua vita e fatto carriera; a Giacomo l’hanno Impedito.

Roberto é arrivato alla fine della sua carriera e potrebbe godersi gli ultimi anni di lavoro e vita, con la bella moglie in una città di provincia, ma (c’è sempre un ma in questi casi) il destino ci mette lo zampino nella persona di una giornalista che lo costringe a rivedere un processo.

Ed è lotta tra l’Io di Roberto che vorrebbe chiudere un occhio e quello, ereditato da Giacomo, che vuole tenerli aperti tutti e due.

Non vi dico quale dei due vincerà;  vi dico, invece, quanto è bello leggere l’idea di giustizia, la passione per la Legge, la voglia di fare la cosa giusta che pervade il protagonista con la fantastica scrittura di Fontana.

Il tutto è ambientato a Milano dove ti puoi sentire straniero anche se vi sei nato, come dice il protagonista; ma lo scrittore trova anche il modo di divagare su Roma che Roberto odia perché “Dio, o chi per lui, ha punito quella città con la bellezza”: è una pagina che vi pubblico e che, da romana, ritengo nasconda grandi verità!

Bene, bravo Fontana e, come dicono i tuoi protagonisti, ora stai attendo perché: “eccezioni sempre, errori mai”.