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Leviatano

Qualche settimana fa, parlando con un mio amico, viene fuori il nome di Paul Auster e lui mi dice che ne stava leggendo un libro e mi consigliava di riprenderlo; gli rispondo di aver letto solo Trilogia di New York e mi ripromettevo di farlo.

L’altra settimana entro da Feltrinelli ed hanno lì un’iniziativa troppo carina: libri al buio. Una parete con tanti libri impacchettati, di vari prezzi e con su scritto degli indizi per indovinare il titolo (ovviamente io ho capito solo a libro aperto). E insomma, ne prendo uno e cos’era?! Leviatano di Paul Auster… tu guarda il caso alle volte.

E così ho ripreso in mano il libro e l’ho divorato.

Paul Auster ha questa capacità di coinvolgerti che pochi hanno.

Il libro è proprio come il titolo, parla di un mostro, di un groviglio di rapporti, di persone, di sentimenti. Un turbinio di incastri, di affetti, di relazioni. Uno scrittore ci racconta di un altro scrittore che ha conosciuto, che è stato il suo migliore amico per un periodo della vita, al quale succede di tutto, fino a farsi esplodere come un kamikaze. Il protagonista racconta le sue vicende e quelle dell’amico Sachs, il kamikaze, per inquadrare il contesto affettivo nel quale questi matura la decisione della bomba.

Tutto quello che può venirvi in mente capita a Sachs, non ultimo rendersi protagonista di un omicidio, ma vi dico una serie di cose che pensi pure ad un certo punto “e vabbè, ma anche meno!”, non può essere. Quando la tensione scende, e sono ad una festa per dire, e pensi vabbè ora mi sta venendo sonno batabam succede qualcosa che ti risveglia e se ne vanno altri 20 minuti a leggere.

Le pagine e la storia scorrono così, fluide.

Quanti sentimenti, quanto amore, quanta amicizia ma anche disperazione e contrasti.

Il tutto condito da un’America di contraddizioni, ma come accade sempre nei libri di Auster che è proprio “ammmericano” vero.

Penso che ripeterò la prova del libro al buio. Questa mi è andata benissimo, vi farò sapere della prossima.

Leggetene tutti.

 

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Blogger we want you

Scena: a cena da una mia amica con altre amiche.

Una di loro mi dice: “Sai sto al libro nr. 6 di De Giovanni, come da te consigliato sul blog”;

un’altra mi fa: “Dopo aver letto di FrùFru abbiamo fatto un ordine collettivo di Clarisonic online”;

un’altra ancora: “Senti ma quest’anno le borchie vanno o non vanno più e che ne pensi delle ballerine?!”.

A questo punto mi si dice: “ma perché non partecipi al concorso “Blogger we want you” di Grazia.it per avere il bollino?!”.

Ehhhhh?! Che cosaaa?! E come si fa?!

Ed è così che prima ancora di prendere il caffè, quindi con poca cognizione del mio nome e cognome, stamattina sono approdata sul sito dove leggo il regolamento per poter partecipare.

Ok.

Subito l’intoppo: decidere a quale categoria appartenere perché qui, lo dice lo stesso sotto pancia del blog, si parla “di tutto un po’ e un po’ di tutto”.

Quindi, non è facile ma ci provo.

Adoro i libri, e si percepisce dalla quantità di recensioni postate e soprattutto adoro consigliarli. Se solo lo 0.99% di chi mi legge ne ha comprato uno perché da me consigliato, mi sento una persona felice (e lo so mi ci vuole poco); idem con patate (ma al forno, che fritte fanno male) per il cinema, anche se ultimamente sono poco diligente. E lo so, recupererò è che, ragazzi, in 6 mesi mi sono successe tante di quelle cose che lo potrei girare io un film… ma questa è un’altra storia… andiamo avanti.

La mia passione smodata per la moda la conoscono pure i sampietrini. La rubrica, sempre attiva qui sopra e che ricordo ai più distratti vadobenecosì, di cui all’omonimo post, non è cosa da lasciar passare in cavalleria. Non dimentichiamoci mai che ogni occasione richiede un suo preciso outfit e che io sono pronta ad alzare la paletta per dire sì o no ma senza la pretesa di giudicare, semmai di aiutare su un legittimo dubbio.

Ancora, qui si parla di sentimenti (i miei per lo più e ultimamente meglio che mi lego le mani con una catena, la chiudo con un lucchetto di cui butto le chiavi per non scrivere quello che mi passa per il cuore); e poi di grammatica, di galateo, di social network; di amicizia; di politica; di uomini e di donne; sicuramente non leggerete di cucina ma per il resto, ragazzi, impossibile catalogarmi… direi che la categoria lifestyle ( così come presente nella sezione di grazia:  http://www.grazia.it/stile-di-vita ) é quella che mi si addice di più.

Bene, e ora?! E ora pensateci voi!!!

http://blogger.grazia.it/blogger?id=1913

Seguitemi.

Merry Noel

Ci siamo eh, siamo arrivati a Natale.

È l’antivigilia.

Quindi, mi corre l’obbligo di augurarvi un Buon Natale.

Ecco: Buon Natale. Fatto.

Per l’occasione, mi sento in dovere di dirvi:

1) passate delle belle giornate in famiglia;

2) mangiate, non pensate alle diete;

3) scartate tanti regali: fingete se non vi piacciono, gioite tantissimo se li gradite;

4) giocate a carte, a tombola, a quello che vi pare.

5) Cercate di essere più buoni ma non solo il 24 & 25 quando, costretti con le gambe sotto al tavolo non vi verrà benissimo (lo ammetto!), ma cercate di esserlo dal 25 in poi o almeno provate (anche se poi la troppa bontà è noiosa, un pizzico di cattiveria ci vuole sempre).

6) Indossate qualcosa di rosso che a Natale è più che consentito, o di bianco se volete essere super chic.

7) Sopportate le lunghe cene e i lunghi pranzi che passano, passa tutto, quindi non ve li avvelenate!

8) Pensate a chi vi vuole bene e fategli sapere che ricambiate (se ricambiate!). In ogni caso: dite, parlate, manifestate i vostri sentimenti; è l’atto di amore ed il regalo più bello che possiate fare, e a Natale viene bene!

9) Scrivete sentiti messaggi di auguri (e non copia&incollati) possono essere un’ottima occasione per dichiararvi…

ma soprattutto…

10) concentratevi sul 27 quando finalmente potrete dire “e anche questo Natale se lo semo levato dalle palle!” (coltissima cit.).

AUGURI!

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