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Pip

Ma che bel libro che ho letto.Ci ho messo un po’ a riprendere in mano un libro di Franzen. 

Dopo Libertà, che non mi è affatto piaciuto, ho avuto bisogno di tempo ma sono stata ben ripagata.

Ho fatto bene a cedere perché Purity mi è piaciuto tantissimo! 

Franzen deve aver avuto grossi problemi da piccolo con questa famiglia, perché ha troppo una fissazione sui rapporti familiari ma, va detto, che li sa analizzare.

Qui parte tutto da uno strano rapporto madre (Anabel) e figlia (Purity detta Pip) appunto. 

Un rapporto morboso, particolare solo che poi Purity prende un po’ il largo e la situazione sembra stabilizzarsi, più che altro per la lontananza delle due.

Intervengono una serie di personaggi apparentemente non collegati tra loro che, invece, sono collegati pure troppo. 

Ogni capitolo parte con la versione di una storia che, idealmente, completa il personaggio successivo perché tutti stanno raccontando la stessa: cominciando e fermandosi dove arriva l’altro.

Spero di essermi spiegata perché è davvero più complicato raccontarlo che leggerlo. 

Lo stile è sempre asciutto, senza troppi fronzoli, pulito, impeccabile.

La storia contorta al punto giusto e con incursioni storiche legate alla Germania dell’est ed alla caduta del comunismo. Insomma, non si legge solo di una famiglia ma di un periodo storico quanto meno complicato.

È piacevole, è coinvolgente, è avvincente.

Ad un certo punto non riuscirete a staccarvene perché: quando cominci a capire quello che sta succedendo; chi inciucca con chi; chi era l’amante di chi, la bocca non si vuole chiudere fino a che non ne vieni a capo.

Il finale è di quelli che piacciono a me. 

Forse banale ma non ne avrei voluto uno migliore.

Bene, bravo Franzen, ho ricominciato a volerti bene. 

Leggetelo.

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La ladra di vite

Finalmente ho finito di leggere questo libro. Sinceramente non ne potevo più e mi sono chiesta spesso perché mi ci sono impelagata!
Il libro è Storia di una ladra di libri e se poco poco tendete alla depressione, non siete in forma, avete problemi di insonnia lasciatelo sullo scaffale della libreria, non vi ci avventurate proprio.
Perché mi chiedete?!
E perché vi rispondo subito!
Cosa potete aspettarvi da un libro ambientato nella Germania del Furher, sotto i bombardamenti e narrato in prima persona dalla morte?!
E che vi volete aspettare, solo disperazione e la morte stessa!
Che disgrazia!
Praticamente la signora con la falce ci racconta come andava a raccogliere le anime della gente durante il nazismo e, nello svolgere questa simpatica attività, incappa nella vita della ladra di libri, che poi ladra non è.
Brava gente raccoglie questa orfanella (che poi manco orfana è perché una mamma ce l’ha ma comunista e, quindi, in cerca di salvezza per la figlia) e da qui la storia della ragazza e dei suoi vicini di casa.
Ovviamente la protagonista è l’Io narrante, ossia la Signora morte, che fa una strage ma d’altronde sotto il nazismo, in Germania, tra quel matto di Hitler e gli americani “salvatori” quanti ne poteva salvare?!
Il fastidio nel leggere il libro è stato enorme soprattutto per la noiosa abitudine di usare degli intercalari tedeschi che appesantiscono la scrittura in maniera anche piuttosto inutile.
Manco vi sto a dire chi si salva e chi viene falciato, manco ve lo sto a dire perché potete immaginarlo.
Certo interessante, ma anche abbastanza scontato, infilarsi nella vita di tedeschi buoni ed onesti sottomessi ad un regime ma pure qui s’è mai letto di tedeschi convinti nazisti?! Se vuoi fare breccia nel cuore dei lettori devi per forza metterti dalla parte dei buoni, per forza.
E allora sapete che vi dico?! L’ho letto io, vi ho fatto la cortesia, voi fatene a meno e per i ringraziamenti al riguardo tranquilli, sono buona anche io!