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Il cuore delle cose

Voi ci pensate mai a quanto siamo affezionati alle cose.

Io ci ho pensato tantissimo ieri.

Personalmente non lo sono molto ma vi racconto.

Se ne hanno tante di cose, se ci pensate, forse troppe.

Tra quelle che si trovano più di frequente a casa mia abbiamo: i vestiti che amo, ma non ho il tempo di affezionarmici perché dovrei indossarli e, quella volta a stagione che tocca a loro, non ci arrivo; poi ci sono le borse, e qui già il discorso si fa più complicato, perché a loro sì ho il tempo di affezionarmi ma dopo un po’ mi stancano; e poi la macchina, la vespa, le scarpe, insomma tante, troppe cose.

Ci sono, però, delle cose speciali che si hanno e sono i regali.

E qui veniamo al punto.

Per l’ultimo mio compleanno passato fisicamente insieme (perché c’era anche a questo anche se non la vedevo) Stefi mi ha regalato un segnalibro. Non un segnalibro qualunque, IL segnalibro. Perfetto per me, per lei, per noi. A forma di cuore. Di Tiffany. Da tenere nelle mille pagine dei libri che leggo.

L’anno scorso, con buona pace del mio Kobo, ho usato solo libri di carta per guardarlo tutte le sere, per usarlo tutti i giorni. Quest’anno lo sto alternando ma è sempre presente, magari leggo un libro su Kobo e uno in carta (nell’eterna gara con me stessa a chi legge di più!) per averlo sempre tra le mani.

Ora nel passaggio Kobo, lui stava lì, sul comodino, mi aspettava. Finisco il libro, lo compro di carta e lo inizio; mi giro, metto la mano sul comodino e lui non c’era, mi dico che non è possibile “stava proprio qui” e lui non c’era. Comunque penso: “è tardi, hai sonno, c’è ma non lo vedi, cerca domani mattina”. E’ mattina e mi sveglio con un solo pensiero: dov’è?! E smonto il comodino, guardo sotto al letto, nella spazzatura, nel sacchetto dell’aspirapolvere. LUI NON C’E’.

Ed è qui che nasce la disperazione.

Quel segnalibro ieri non era il segnalibro, era Stefi; quel segnalibro ieri non era una cosa ma l’ultima che mi ha regalato lei; era l’ultima cosa pensata per me, l’ultima cosa che ha acquistato in un negozio per me e non in un negozio qualsiasi ma nel mio negozio preferito; l’ultima cosa che lei ha immaginato di dovermi lasciare, l’ultima cosa che quotidianamente, al di là del pensiero di lei che mi accompagna, posso tenere tra le mani dopo che l’ha tenuta tra le mani lei; l’ultima cosa.

Sono impazzita e poi sono uscita, perché mi dovevo calmare perché “la casa nasconde ma non ruba” perché dovevo trovare una giustificazione per me stessa, perché era inutile stare dentro casa senza di Lui.

E poi stamattina era lì, sotto al letto dove ieri sono certa di aver guardato, dove ieri sono certa che non c’era, dove mi aspettava.

Perché vi sto raccontando tutto questo?!

Perché ieri ho riflettuto tantissimo su questa affezione alle cose, mi dicevo “in fondo è solo una cosa” e poi ho pensato che no, non è solo una cosa. Per me quella cosa, come mille altre che mi circondano in casa, è Stefi.

Perché io Stefi non posso chiamarla e dirle, come ho fatto mille volte: “scusa Ste, lo sai che sono un disastro?! l’ho perso!” e lei non può ridere e dirmi: “Te lo riprendo, non ti preoccupare!”… non lo possiamo fare più io e te, Stefi. C’è sempre questa cosa che ci è dovuta capitare e alla quale non mi rassegnerò mai; c’è sempre questa cosa che ci impedisce di parlare con la voce, si può fare solo con il cuore.  E però, Stefi, io il cuore l’ho ritrovato e non lo perdo più, non lo perderò mai più perché è tuo e sarà sempre tra le pagine del libro, del mio, sempre.

 

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Vale il Santo!

Domani è San Valentino.Volevo ricordarvelo.

So che siete tutti snob e queste cose non vi piacciono, ma io vado contro tendenza e a me piace sempre San Valentino perché, in generale, mi piacciono le occasioni per festeggiare qualcosa.

E cosa meglio dell’amore?!

E lo so che l’amore si deve festeggiare tutti i giorni; e lo so che non sono certo un pacco di cioccolatini a dare un senso all’amore; e lo so, ma chi se ne frega. 

A me piace.

Domani per me, come altri 37 San Valentino della mia vita (ne ho tolti due perché sono stati speciali!), sarà un giorno come un altro ma per chi può, vi invito a regalare straBANALMENTE:

1) un fiore, un mazzo, una pianta insomma quello che cavolo vi pare… piacciono a tutti, conosco solo una persona che non gradisce riceverne e per ben altre ragioni, quindi che siate uomini o donne regalateli che fa sempre piacere riceverne;

2) cioccolatini, questi piacciono anche a quella persona che non ama i fiori perché la cioccolata è democratica e trasversale, non potete sbagliare; 

3) un pensiero d’amore, e questo copre anche gli scettici tra 1 e 2. Il pensiero però, fatelo e comunicatevelo, non tenetelo per voi che qua di stitichezza ne abbiamo abbastanza. Rendete felice il vostro amore, facendogli sapere cosa provate per lui. Non ci vuole molto, basta dire a parole quello che provate nel cuore e, se viene dal cuore, sarà facile! Provate. 

Ecco, non servono grandi gesti, bastano poche cose ma buone. 

Avete 24 ore, pensate.

Per me sempre Vive l’Amour!

PS: ricordate che è il santo dell’amore, per cui i vostri gesti fateli a chi amate e non a chi pensate “ti tromberei volentieri”

PS2: ho preso in prestito il cuore della ricerca sul cancro perché non c’è bisogno di dire perché! 

Sintetizziamo

Spesso mi dicono che non leggono le mie recensioni di libri se non dopo averli letti.

A parte invidiarli, perché questo vuol dire ricordarsele durante la lettura del libro e io non riesco neanche a ricordarmi la trama, letta nella retrocopertina neanche per il tempo di arrivare alla cassa quando ne compro uno. Comunque, vorrei essere più utile e così ho deciso di dare dei consigli per gli acquisti letterari, limitandomi alle letture di questo 2014 che, per carità, ancora non è finito, ma Sono le più fresche.

Dei 24 libri letti (con altri 2 attualmente in lettura) vorrei darvi le seguenti indicazioni:

  • leggete sempre e comunque, apre il cuore e la mente;
  • cercate uno qualsiasi dei libri di Francesco Abate, più facilmente troverete l’ultimo “Un posto anche per me” , ma va bene anche uno qualsiasi dei precedenti. La sua scrittura è pulita, lineare e divertente. Non ve ne pentirete;
  • cominciate la trilogia della Ferrante, soprattutto ora che siamo in prossimità dell’uscita del tanto atteso quarto libro: appassionante, ben scritto, coinvolgente. Leggetela;
  • evitate, se vi è possibile, un mattone come Shantaram: prolisso ed inutilmente lungo. Per onestà intellettuale devo dirvi, però, che piace a quasi tutti, a me no. L’ho odiato e maledetto, ma finito perché non mi piace lasciare le cose a metà;
  • leggete qualsiasi cosa, magari un genere che pensate non vi piaccia scoprirete che vi appassiona;
  • se volete una lettura senza pensieri Omicidi in pausa pranzo fa il caso vostro;
  • ho scoperto Andrea Vitali, un po’ ostico all’inizio ma poi rassicurante. Provate.
  • Giorgio Fontana sa scrivere, seguite il consiglio letterario del premio Campiello;
  • il fatto che vi piaccia a prescindere un autore potrebbe spingervi a comprare il suo ultimo libro, ok compratelo ma poi non dite che non vi avevo detto che a volte si può rimanere delusi (vedi la Mazzantini con Splendore; o King con Nell’erba alta); per lo stesso principio se avete amato un autore e ne avete letto il capolavoro aspettate un po’ prima di scegliere un altro suo libro;
  • se cercate un giallo ok La verità sul caso Hanry Quebec; se cercate un romanzo: provate qualcosa di più allegro rispetto a Storia di una ladra di libri, magari buttatevi su Stoner; se avete poco tempo lggete: Tubì Tubì.

Da ultimo (come dice chi parla bene) state sempre sintonizzati su kiukylandia, sezione libri e buona lettura a tutti!

 

E non finisce mica il cielo

Per due giorni avere in testa una canzone che è spuntata così, senza motivo.

Per due giorni canticchiarla senza sapere perché.

Per due giorni dire “ora la sento” e poi non farlo mai.

Per due giorni e poi, finalmente, convincersi ed ascoltarla ed eccola lì che ti esplode nelle orecchie e poi nel cuore.

Mi succede ogni tanto e questa volta è toccata a E non finisce mica il cielo con la voce strabiliante di Mia Martini.

Vi invito a riascoltarla.

Dio santissimo: che voce, che melodia, che parole, che tutto.

Fuochi d’artificio che ti esplodono nelle orecchie e poi sul collo e poi i brividi in testa e nel cuore.

E a chi non è capitato di pensare che finisce il cielo se manca lui (o lei); a chi non è capitato di sentirsi perso nel mondo e, invece, poi capire che “non finisce mica il cielo anche se manchi tu” piano piano.

E poi ancora capire meglio che, non solo non finisce il cielo, ma che, aspettando, ci si riscopre “ancora sulla strada” e si ritorna in sé.

Ammazza, ragazzi, che storia. Ammazza che grande Fossati e che meraviglia quella Mia Martini.

E a chi oggi sta pensando che se manca lui (lei) finisce il cielo, ho la prova provata che non è così. Ho la prova provata che si sopravvive e poi si rinasce e poi si vive e poi si torna “ancora sulla strada” e mica lo dico solo io lo dicono pure Fossati con la Martini.

Se non vi fidate di me, fidatevi di loro.