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Testimone inconsapevole

Per leggere anche in periodo di quarantena ho scoperto che devi appassionarti ad un personaggio e se hai la fortuna di non conoscere ancora l’Avv.to Guerrieri ti metti lì, te li compri tutti (su Kobo o te li fai portare perché non è necessaria l’apertura delle librerie se sei un lettore serio) e te li leggi.

Ti affezioni al personaggio, nella fattispecie io mi sono affezionata a questo Avv.to penalista lasciato dalla moglie, che vive una lunga depressione e che poi risorge ovviamente anche grazie ad un caso che lo appassionerà e che vi appassionerà. Una brutta storia di un “negro” accusato della morte di un bambino. Una storiaccia.

La cosa che mi piace di questi libri di Carofiglio è che c’è il caso ma c’è di più il protagonista con i suoi guai, con le sue sensazioni, paranoie, gioie, dolori, stati d’animo, camminate. Insomma Guerrieri prevale sull’Avv.to.

Con una scrittura chiara e appassionata poi scopri anche qualcosa del diritto penale che non è male: i riti, le procedure, gli articoli, è molto interessante. Molto.

E’ “divertente” la fase istruttoria ed è appassionante la parte finale, le arringhe del pubblico ministero e, soprattutto,  dell’avv.to difensore (nella fattispecie Guerrieri) sono coinvolgenti, inevitabilmente parteggi per l’accusa o la difesa, inevitabilmente ti fai venire un dubbio sull’innocenza o la colpevolezza, Vi segnalo di questo libro la dichiarazione finale dell’imputato “Voglio dire solo una cosa. Voglio ringraziare il mio avvocato perchè ha creduto che sono innocente. Voglio dirgli che ha fatto bene, perché è vero”. Sarà vero veramente?! Sarà stato assolto?

Ovviamente io ho già preso i due successivi, se volete e ancora non lo conoscete vi consiglio di leggerne tutti.

Andate in pace… da un’altra parte

Io mi devo fidare del mio istinto, non c’è niente da fare.

Oppure devo evitare di andare al cinema in questo periodo che, evidentemente, non è cosa!

Per superare la noia di Nanna Moretti, sono andata a vedere (non per mia iniziativa, ci tengo a precisarlo) Se Dio vuole… e già un film che ha Dio nel titolo mi lascia perplessa ma va bè.

Poi, la cosa inquietante, è che partono i titoli di testa e leggi che il film ha avuto non so che tipo di finanziamenti perché considerato di “interesse nazionale” e lì mi è cominciata a pulsare la vena perché me lo sono immaginato l’interesse nazionale!

E infatti quello era: il Dio (cattolico) nella figura di Gesù che “salva” la morale di una famiglia senza Dio. E qui il principio che sta alla base della mia di morale “libera Chiesa in libero Stato” se n’è andato subito a farsi benedire da Alessandro Gassman… e già nei titoli di testa!

Ma partiamo con ordine: Giallini (sempre bravo ma qui manco troppo perché un po’ troppo artefatto!) fa il cardiochirurgo con una famiglia stereotipicamente strampalata: moglie depressa, figlia scema, figlio apparentemente problematico.

Il cardiochirurgo in questione, che si crede Dio, non può credere in lui e qui la beffa del destino: il figlio vuole farsi prete e perché!? Ma perché conosce un prete giovane ed alternativo e con un passato da delinquente, interpretato da Alessandro Gassman.

Ve la sapete immaginare una cosa più banale?! Io no.

Comunque il Dio cardiochirurgo comincia a fare di tutto perché il figlio cambi idea e si affida lui stesso a questo SuperFicoPrete! Come va il film secondo voi!??! Ma che il Dio cardiochirurgo si ridime e sistema la famiglia: fa pace con la figlia scema, ricomincia a fare l’amore con la moglie depressa, non ha bisogno di far cambiare idea al figlio perché quello ci pensa da solo.

Battute? Poche.

Verve? Meno.

Attori? Tutti sopra le righe, pure la brava Morante… e basta fare sempre la parte della borghese depressa. BASTA! Unico simpatico il marito della figlia scema.

Il finale? Ad interpretazione.

L’interessa nazionale? ASSENTE! A meno che non si sia in un paese superfintocattolico in cui ancora deve essere troppo forte il messaggio religioso e di un certo tipo di religione.

Tirando le somme?! Ne sconsiglio vivamente la visione a chi è quanto meno laico.

Amen.