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Andate in pace… da un’altra parte

Io mi devo fidare del mio istinto, non c’è niente da fare.

Oppure devo evitare di andare al cinema in questo periodo che, evidentemente, non è cosa!

Per superare la noia di Nanna Moretti, sono andata a vedere (non per mia iniziativa, ci tengo a precisarlo) Se Dio vuole… e già un film che ha Dio nel titolo mi lascia perplessa ma va bè.

Poi, la cosa inquietante, è che partono i titoli di testa e leggi che il film ha avuto non so che tipo di finanziamenti perché considerato di “interesse nazionale” e lì mi è cominciata a pulsare la vena perché me lo sono immaginato l’interesse nazionale!

E infatti quello era: il Dio (cattolico) nella figura di Gesù che “salva” la morale di una famiglia senza Dio. E qui il principio che sta alla base della mia di morale “libera Chiesa in libero Stato” se n’è andato subito a farsi benedire da Alessandro Gassman… e già nei titoli di testa!

Ma partiamo con ordine: Giallini (sempre bravo ma qui manco troppo perché un po’ troppo artefatto!) fa il cardiochirurgo con una famiglia stereotipicamente strampalata: moglie depressa, figlia scema, figlio apparentemente problematico.

Il cardiochirurgo in questione, che si crede Dio, non può credere in lui e qui la beffa del destino: il figlio vuole farsi prete e perché!? Ma perché conosce un prete giovane ed alternativo e con un passato da delinquente, interpretato da Alessandro Gassman.

Ve la sapete immaginare una cosa più banale?! Io no.

Comunque il Dio cardiochirurgo comincia a fare di tutto perché il figlio cambi idea e si affida lui stesso a questo SuperFicoPrete! Come va il film secondo voi!??! Ma che il Dio cardiochirurgo si ridime e sistema la famiglia: fa pace con la figlia scema, ricomincia a fare l’amore con la moglie depressa, non ha bisogno di far cambiare idea al figlio perché quello ci pensa da solo.

Battute? Poche.

Verve? Meno.

Attori? Tutti sopra le righe, pure la brava Morante… e basta fare sempre la parte della borghese depressa. BASTA! Unico simpatico il marito della figlia scema.

Il finale? Ad interpretazione.

L’interessa nazionale? ASSENTE! A meno che non si sia in un paese superfintocattolico in cui ancora deve essere troppo forte il messaggio religioso e di un certo tipo di religione.

Tirando le somme?! Ne sconsiglio vivamente la visione a chi è quanto meno laico.

Amen.

Pensieri stupendi

Giusto ieri mattina mi chiedevo se non stessi scrivendo un po’ troppo su questo blog.

Allora c’era me che diceva: “guarda che i lettori si potrebbero stancare, annoiare, rischi di finire inflazionata, di dire sempre le stesse cose!”.

E, di contro, c’era me medesima che sosteneva “sì, ma se non scrivi la gente si disaffeziona, si dimentica ed è un attimo che non esisti più come blogger”.

Di rimando me “e va bè, ma mica è sempre facile trovare argomenti, mica sto sempre in forma, mica mi va sempre, mi devo fermare!”

E me medesima “e quando hai da scrivere scrivi e quando no soprassiedi, mica è un obbligo, deve essere un divertimento! I lettori avranno pazienza, se vogliono e sennò ne troverai degli altri. Scrivi tutto quello che vuoi e quando vuoi”.

Giusto.

Come ho risolto la diatriba?! Direi che ho dato ragione a me medesima: ho pensato che scriverò se e quando ne avrò voglia, se e quando troverò una cosa da dire; se e quando ce ne sarà. D’altronde “sono una blogger, mica una santa”… maglietta dixit!

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E dunque, voi lettori leggerete fino a quando non vi stancherò, fino a quando non vi annoierò, fino a quando troverete interessante quello che dico; fino a quando ce ne sarà. O no? Con chi vi schierate? Con me, con me medesima o altro? Let me know!