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Vale per tutti, eh!

Mi imbatto in un articolo in cui si dice che Tsipras ha firmato come premier senza cravatta, nello stesso articolo si dice che quando ha firmato Renzi era in grigio chiaro; ancora, il premier indiano si è presentato con un gessato dove al posto delle righe c’era ricamato il suo nome in oro.

Ora io dico: NO!!!

Le regole di stile devono valere per tutti, porca la pupazza.

Anzi, devono valere a maggior ragione per i capi di stato e per le rispettive first lady, che rappresentano in giro per il mondo il rispettivo paese.

E dai!

Quello si presenta senza cravatta?! Sbagliato! A me non me ne frega niente quanto sei anticonformista, quanto sei comunista, quanto te ne freghi perché certi luoghi, come un Parlamento, richiedono rispetto. E’ per questo, che dico sì alla cravatta in situazioni istituzionali.

E questo deve valere per tutti, non me ne importa niente di quanto sei Amministratore Delegato e di quanti milioni di milioni euro hai nel portafogli, perché pure tu, Marchionne, non puoi contravvenire a questa regola e presentarti sempre con il tuo maglioncino blu che sarà pure di cachemire di inverno e di filo di scozia d’estate ma sempre un pulcioso maglioncino blu rimane e che cavolo!

E tu, Renzi, che ti sei presentato a giurare in un vestito grigio chiaro: è sbagliato! Certe situazioni richiedono un blu o un grigio scuro, molto scuro. Per fortuna, nei mesi, qualcosa è cambiato, anche se alla marcia francese ti sei presentato in bluette e va bè. Il punto è che io dico che tra le cose buone che produciamo c’è sicuramente la moda e dico, cacchio, affidati ad un genio dei nostri. Mettiti nelle mani di un Armani e fidati, cacchio, fidati. E fallo fare anche a tua moglie che sta abbastanza fisicata e che potrebbe permettersi di uscire da quel tubino nelle cinquanta sfumature di grigio in cui si è infilata.

Sulla sboronaggine del premier indiano poco ho da dire perché va bè… che gli vuoi dire ad uno che si fa ricamare in oro il suo nome su un vestito gessato. Il silenzio è meglio di mille parole in taluni casi.

Rimane sempre il mio consiglio: se proprio non sapete come fare aprite la mail, scrivete il dubbio ed inviatelo a vadobenecosi@gmail.com.

Ragazzi, FA TE LO!

 

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Pingù

Vi ricordate il Pinguino Pingù?! Era un cartone che facevano neanche troppo tempo fa. Orribile, con i pinguini di pongo. Non so perché ma rimanevo ipnotizzata a guardarlo per ore. Comunque penso a quel cartone tutte le volte che vedo un uomo in giacca e cravatta quindi davvero troppo spesso.

A questo proposito sento il dovere, uomini, darvi qualche indicazione sul look da Pingù.

  • Colori. per quanto mi riguarda i vestiti da uomo devono essere tendenzialmente di colore neutro e, possibilmente, scuro. Soprattutto di inverno. Quindi: largo ai blu, ai grigi, ai marrone (con moderazione!). Non mi fate vedere quadrettati strani, non mi fate vedere begiolini alla Ciranda De Pedra, non mi fate vedere bluette improbabili. Nel dubbio scegliete un blu scuro o un grigio, a meno che non siate dei Dandy, e allora potete sbizzarrirvi, ma mi sento di dirvi che a questo mondo ne sono rimasti veramente pochi, dunque, evitate.
  • Lunghezza. Ragazzi, mi raccomando: la lunghezza dei pantaloni è FONDAMENTALE! Nel dubbio meglio un cm in più a uno in meno. I pantaloni alla “zompa fosso” sono inguardabile ed hanno il potere di rovinare anche Brad Pitt. Stateci attenti, fidatevi dei commessi, dei sarti, NON (e sottolineo NON) prendete iniziative private che ve ne pentirete! Ai Dandy di cui sopra è concessa una minima eccezione ma pure lì ci sono troppi “se” che devono concorrere per poter ottenere un risultato.
  • Giacche. Per cortesia, se dimagrite, vi prego la prima cosa da fare è andare a cambiare la giacca, compratene subito un’altra, comprate subito un altro vestito perché non c’è niente di peggio che vedere ‘ste giacche che cadono sulle spalle, di una/due taglie in più. Anche il pantalone che fa il riccetto è brutto ma con la giacca si copre. Con lei, invece, non c’è speranza, deve essere giusta! Diversamente offrirete a chi vi guarda uno spettacolo horror per gli occhi e per il cuore. Abbiate pietà di noi.
  • Cravatte. Personalmente odio le cravatte regimental, quelle righe mi fanno venire la nausea. Le trovo brutte che più brutte non si può con ogni abbinamento di colore. Non tutti possono buttarsi su Marinella e non sono neanche facili da trovare, ma c’è un’ampia gamma di fantasie che permette di evitare l’obliquo delle righe. Vi prego, desistete!
  • Camicia. Per gentilezza, a meno che non stiate andando in una balera di periferia, fatemi la cortesia: non scegliete camicie colorate… di scuro! Non mi fate vedere camicie grigie o nere o scure in genere. La camicia può (e DEVE!) essere solo bianca e/o celeste… in tutte le sue declinazioni. Aborrite il grigio, il nero, il blu scuro a meno che non facciate parte della Mafia del Padrino. Sui quadretti sono abbastanza scettica ma a volte li trovo tollerabili, sempre (e solo) nelle suddette tonalità,

Va da sé, ma ricordandolo temo di offendervi, che: i calzini bianchi (e corti, se ancora li fanno), le camicie a maniche corte sotto la giacca, il pantalone senza cinta sono degli anticoncezionali migliori del preservativo.

E so’ problemi

“Ciao, mi chiamo Nunzia ed ho un problema”.

E voi tutti in coro: “Ciao Nunzia, qual è il tuo problema?”

E io:  “Il mio problema è che dopo aver contato per il freddo inverno:

64 vestiti;

53 gonne;

44 pantaloni;

18 paia di jeans;

24 paia di stivali di cui: 10 neri, 6 marroni, 3 rossi, 1 verde, 1 viola, 1 blu, 1 grigio, 1 jeans;

n paia (non ho cuore di contarle) di scarpe…

stamattina ho fatto tardi perché… non ho niente da mettermi! Ciao”.

E Voi tutti in coro …