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Civilmente uniamoci

Mi piacerebbe scrivervi qualcosa che non siano recensioni.Ci penso e ci ripenso e ho mille e una idea che poi non riesco a finalizzare in un post.

E poi l’altro ieri è successa una cosa, in parte rivoluzionaria per questo paese, e allora due righe ve le voglio scrivere.

Per la prima volta in un paese come il nostro, schiavo della Chiesa, si è fatto un passo (per me anche troppo piccolo) verso l’uguaglianza.

Finalmente le Unioni civili sono diventate legge.

Non ci sarebbe niente di straordinario se non fosse che siamo in Italia e gli attentati a questo tipo di legge sono stati fatti in tutti i modi, e da tutti i fronti, perché i voti della Sacra Romana Chiesa servono.

Davvero trovo anche imbarazzante doverne gioire perché se è vero, come è vero, che l’art. 3 della Costituzione (il mio preferito e che peraltro trovo perfetto nella sua semplicità) dice che “siamo tutti uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso…” non vedo dove sta la straordinarietà nell’attuare questo principio.

E comunque qualcosa di straordinario c’è se ci abbiamo messo tanto.

È qualcosa, non è tutto, ma dare la possibilità a tutti di scegliere secondo me è già di per sè un successo.

Perché qui non si obbliga nessuno a “unirsi” ma si dà la possibilità a tutti di farlo!

E non è forse questa la vera uguaglianza?!

Le polemiche che ne seguono le trovo aride, pretestuose, inutili.

Io sono per l’amore sempre e comunque; da dare e da ricevere da chiunque ed a chiunque; sono per il vivere civile e libero, sempre nel limite della libertà altrui e non vedo come la mia, o quella di chiunque altro, possa essere toccata dall’unione di due persone dello stesso sesso.

Sarei anche per garantire ai bambini una famiglia piena d’amore, che non è necessariamente composta da persone di sesso opposto, ma per questo forse questo piccolo (e a volte gretto) paese ancora non è pronto.

Ma non voglio disperare se finalmente si è avuto il coraggio di dire che un Capo di Governo giura “sulla Costituzione e non sul Vangelo”… certo ora tra il dirlo ed il ricordarselo ogni volta che si mette mano ad una legge ce ne passa, ma la speranza c’è perché poi, in fondo, come ha detto l’on. Zan nella sua dichiarazione di voto”cosa si guadagna ad impedire la felicità altrui”?! 

Io dico niente, usatelo come principio di vita! 

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Vale per tutti, eh!

Mi imbatto in un articolo in cui si dice che Tsipras ha firmato come premier senza cravatta, nello stesso articolo si dice che quando ha firmato Renzi era in grigio chiaro; ancora, il premier indiano si è presentato con un gessato dove al posto delle righe c’era ricamato il suo nome in oro.

Ora io dico: NO!!!

Le regole di stile devono valere per tutti, porca la pupazza.

Anzi, devono valere a maggior ragione per i capi di stato e per le rispettive first lady, che rappresentano in giro per il mondo il rispettivo paese.

E dai!

Quello si presenta senza cravatta?! Sbagliato! A me non me ne frega niente quanto sei anticonformista, quanto sei comunista, quanto te ne freghi perché certi luoghi, come un Parlamento, richiedono rispetto. E’ per questo, che dico sì alla cravatta in situazioni istituzionali.

E questo deve valere per tutti, non me ne importa niente di quanto sei Amministratore Delegato e di quanti milioni di milioni euro hai nel portafogli, perché pure tu, Marchionne, non puoi contravvenire a questa regola e presentarti sempre con il tuo maglioncino blu che sarà pure di cachemire di inverno e di filo di scozia d’estate ma sempre un pulcioso maglioncino blu rimane e che cavolo!

E tu, Renzi, che ti sei presentato a giurare in un vestito grigio chiaro: è sbagliato! Certe situazioni richiedono un blu o un grigio scuro, molto scuro. Per fortuna, nei mesi, qualcosa è cambiato, anche se alla marcia francese ti sei presentato in bluette e va bè. Il punto è che io dico che tra le cose buone che produciamo c’è sicuramente la moda e dico, cacchio, affidati ad un genio dei nostri. Mettiti nelle mani di un Armani e fidati, cacchio, fidati. E fallo fare anche a tua moglie che sta abbastanza fisicata e che potrebbe permettersi di uscire da quel tubino nelle cinquanta sfumature di grigio in cui si è infilata.

Sulla sboronaggine del premier indiano poco ho da dire perché va bè… che gli vuoi dire ad uno che si fa ricamare in oro il suo nome su un vestito gessato. Il silenzio è meglio di mille parole in taluni casi.

Rimane sempre il mio consiglio: se proprio non sapete come fare aprite la mail, scrivete il dubbio ed inviatelo a vadobenecosi@gmail.com.

Ragazzi, FA TE LO!

 

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Domandandocivi

A volte mi chiedo, quando ho un po’ di tempo e magari sto in taxi o in treno o in aereo, come ora, ecco a volte mi chiedo:

Stai bene?

Stai male?

Sei raffreddato?

Quanto sei innamorata del tuo ometto?

Mangi? Bevi? Dormi?

La fai la cacca?

Sei sempre vegetariana?

Ti manco?

Mi pensi?

Sono già bis zia?

Ti ricordi di noi 2?

Hai voglia di cinese?

Ma come si fa a fidarsi di nuovo?

Sei stanco?

La odi sempre la Pausini?

Come sarebbe stata la nostra vita se fossimo rimasti insieme?

Ti bastano ancora i vestiti che ti ho fatto comprare?

Lo leggi questo blog?

E i completini li fai ancora?

Che ne pensi di Renzi?

Ma lo sai che non ho ancora la tracollina di Chanel?

Ecco, così, a volte di chiedo questo… e altro …. ma soprattutto mi chiedo: sei felice? Perché se sei felice, io sto a posto così!