Nuovo Natale in Casa Cupiello

Io: “Amica, che ne dici di un Capodanno a teatro?”

Amica: “Sì, bello. Ora cerco”

Dopo qualche giorno.

Amica: “Ho visto che fanno Natale in casa Cupiello all’Argentina”

Io: “Bè, magari a Capodanno no ma andiamoci un altro giorno”

Amica: “Ok, l’ho preso per il 29 dicembre”

Io: “Ah, perfetto!”.

Arriva il 29, facciamo giro shopping al freddo e al gelo ed alle 20.15 ci presentiamo a teatro. Chiuso. Lo spettacolo era alle 17.

Non buona la prima.

Chiamiamo e ce lo spostano al 3 gennaio, con una piccola penale.

Ci presentiamo il 3 gennaio, l’orario è quello giusto.

Buona la seconda.

Mi dispiace solo perché se lo avessi visto prima questa recensione l’avrei scritta prima e magari qualcuno in più lo avrebbe visto e invece finisce oggi.

Mi dispiace per voi perché questo Natale in casa Cupiello di Antonio Latella è incredibile, spettacolare, inquietante, emozionante, bello.

Vi dico subito che se siete amanti dell’opera classica dovrete affittarvi un dvd perché qui non c’è neanche l’ombra di Edoardo De Filippo nè di Pupella Maggio ma proprio per questo mi è piaciuto infinitamente lo spettacolo.

Loro sono unici ed irripetibili ed il rischio, nel guardare queste opere, è sempre quello di ricercarli. Qui è impossibile.

L’opera si apre, ed è tra tutte la parte che mi è piaciuta di più, con tutti gli attori schierati che raccontano e recitano la sceneggiatura dello spettacolo senza perdere le battute fondamentali e note a tutti.

Poi ci sono: musica assordante, una carrozza, animali di pezza (fatti benissimo peraltro), trans, angeli, suore, Il barbiere di Siviglia, risate, lacrime, animali (veri!), o’ presep’ ma vivente!

Vi dico: una cosa dietro l’altra, un’emozione dietro l’altra.

Partecipato, coinvolgente, travolgente, bello (bis, ve l’ho già detto ma ve lo ridico!).

Prima di iniziare ne preannunciano la durata: 2h e 50 minuti e pensi: “Maronna!” (per rimanere in tema napoletano); finisci e pensi: “è già finito?!”.

Mi spiace per chi non ha fatto in tempo a vederlo, vi invito a monitorare il sig. Latella che decisamente merita.

Un’unica annotazione: gli animali vivi, ma in scena mangiano, mi sono consolata così che sia stato meno traumatico per loro.

Il teatro è vivo, viva il teatro!

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