Bravo Alfredo

Solita amica mia meravigliosa: “Allora il 6 gennaio non prendere impegni che c’è una sorpresa per te! Ho preso dei biglietti!” Io: “ok!”

Sono brava, non guardo in tutti i teatri di Roma per vedere cosa mi aspetta, fino a che un’altra amica, un po’ meno meravigliosa, mi fa scoprire la sorpresa.

E vabbè, fa niente perchè anche sapere in anticipo, e non lì davanti, che avrei visto Mastandrea a teatro mi è sembrato un privilegio per pochi.

Oggi è il 6 gennaio, abbiamo beccato l’orario (e per chi legge il blog sa a cosa mi riferisco!) ed io sono una persona felice di aver visto cotanto spettacolo.

Vi dico anche che siete piuttosto fortunati perché, rispetto all’altro, questo è in scena da ieri ed avete tempo fino al 22 gennaio per vederlo.

Dunque, affrettatevi a fare il biglietto.

Lo spettacolo si intitola Il migliore ed è un monologo di Mattia Torre interpretato da Valerio Mastandrea e non so immaginarmi nessuno meglio di lui.

Valerio è bravo, da tempo penso sia un dei migliori attori italiani ma lo avevo visto solo al cinema, bè a teatro è “di più!”.

Il monologo è perfetto: triste, comico, coinvolgente, travolgente, lungo il giusto, con delle battute geniali.

I 70 minuti, senza intervallo, scorrono veloci tra risate e, volendo, lacrime o comunque degli “ohhh” che si fanno strada tra i colpi di tosse degli spettatori (al riguardo, un piccolo inciso: è inverno, fa freddo, l’influenza è in agguato per cui se avete la tosse portatevi acqua e caramelle. Non potete dare il tormento agli attori ed agli altri spettatori!).

Tornando a Mastandrea, è fantastico: parte da sfigatone e diventa il migliore con piccole fortuite mosse. Segue un po’ le indicazioni del mio post sui “buoni propositi”: aiutati, che Dio ti aiuta!

Mattia Torre non lo conoscevo come autore, chiedo venia, ma giuro e stragiuro che lo seguirò senza tregua.

Vi lascio qualche annotazione che capirete solo dopo aver visto lo spettacolo: il tiramisù è vita; il quasi ambo NON esiste; ho deciso di farla finita, fallo; sto per fare una cosa che se la ricorderanno le future tue 10 generazioni; ciao Alfredo.

Io dico alla mia amica: “sempre inesorabilmente GRAZIE!”; a voi: “Affrettatevi!”

Il teatro è vivo, viva il teatro!

Buona visione.

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