Made in Italy

Allora, premessa: sbaglio io.

E vi spiego: se uno mi sta antipatico (nella fattispecie Ligabue); se non sopporto la di lui musica, le di lui canzoni, la di lui faccia, come mi viene di andare al cinema a vederlo?! Avete ragione ma volevo:

1) accompagnare una mia amica, che poi siamo diventate 9;

2) superare i miei pregiudizi;

3) a me Radio Freccia era piaciuto e volevo dargli una possibilità, quindi non è che sono andata proprio prevenuta eh.

Detto ciò, ho visto un film davvero brutto.

E mi spiego meglio.

Sempre la stessa ambientazione, e dice “vabbè, ma quella è la sua, quella conosce!” ok, ma allora rimani nel tuo perché se ad un certo punto ci piazzi Roma e il resto d’Italia senza motivo, o forse solo perché il film (ma soprattutto la canzone) si intitola Made in Italy,  allora non capisco più.

Ma voglio andare con ordine.

E la prima cosa che mi viene di dirvi è che trattasi di film: NOIOSO.

Storia trita e ritrita: lui e lei in crisi.  Più o meno perché poi non è che si capisce bene, o meglio: a intuito capisci che sono in crisi; a intuito capisci che l’amico di lui ha dei problemi; a intuito capisci che l’Italia è in crisi (che bella novità). E vai ad intuito nonostante il film duri un’eternità e soprattutto il primo tempo sia aaaaaalllllll raaaaaaaalllllleeeeeennnnnnntttttttaaaaaaatttttooooooooreeeeeee. Praticamente fermo.

Accorsi è bravo ma Ligabue ha il potere di fargli fare sempre la stessa parte; la Smutniak è di una bellezza strabiliante, anche brava ma le dà una parte nella quale sta fino ad un certo punto. I comprimari bravini ma inutili, il figlio della coppia un fantasma.

Io non vi posso spoilerare ma mi sento di dirvi che la storia la conoscete perché l’avete vista mille volte. E non vi voglio raccontare dell’inutilità del finale.

Ora io mi chiedo: ma tu, Ligabue, di che ci volevi parlare? Di una coppia in crisi? Di quanto è bella l’Italia? Di quanto ci sia la crisi economica? Di cosa?! Perché io francamente non l’ho capito, mi sfugge tutto.

Personalmente ritengo che se fossi rimasta a casa a vedere quel gran gnocco di Favino, non avrei fatto un soldo di danno… a parte lo stare con le mie amiche che è sempre cosa buona e giusta!

Ah, poi, un’ultima cosa: secondo me per trovare il lavoro che trova Accorsi alla fine del film non c’è bisogno di spostarsi manco dal quartiere… ma è una mia opinione.

 

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