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Che problemi hanno?

Che problemi hanno quelli che:

⁃ spariscono senza motivo da un giorno all’altro, siano essi: mariti, compagni (e magari ne hanno pure un qualche straccio di motivo, sebbene dopo tanto amore forse qualche chiacchiera serve); amici (e pure qui sparire va bene per un po’ poi una qualche spiegazione è gradita); nessuno (nel senso nessuno nella vita dell’essere umano da cui spariscono, che sparite a fare se non ci siete mai stati?);

⁃ cancellano o bloccano sui social network, ma che avete due anni?! Secondo me è un comportamento che manco alle elementari ve lo giustificano più;

⁃ dicono “ci vediamo domani a pranzo” e non solo per il pranzo dell’indomani non si fanno vivi, ma non si fanno vivi proprio più… ma chi v’ha mai chiesto niente?!

⁃ Si fidanzano con il grande amore della propria vita e non si sentono più, salvo poi tornare quando si accorgono che l’amore non era poi così grande;

⁃ non rispondono ai messaggi quando uno fa loro una domanda, li invita fuori o simili, ma quanto tempo può rubate scrivere “ciao” o “scusa non posso” o “grazie”, non ci si mette più tempo a fare finta di non aver visto?

⁃ Inventano scuse per riagganciare un rapporto quando la cosa migliore è sempre la verità: “mi mancavi”, “avevo voglia di risentirti”… sono frasi che si possono dire eh, non vi arresta nessuno!

Io purtroppo, o per fortuna, sono dell’idea che le menate da adolescenti non reggano più. Ci vuole maturità o, banalmente, un minimo di coraggio, se così si può definire, nell’affrontare le cose.

Per esempio:

1. se ci sentiamo tutti i giorni per mesi e poi, senza motivo, decidi di sparire, io te lo faccio notare perché non c’è un motivo valido per dileguarsi; penso non ci sia mai ma, se c’è, ritengo giusto che l’altra parte lo sappia. O no?!

2. Se mi dici “a domani” per me se non è domani è dopo domani ma ti fai sentire perché me l’hai detto tu, nessuno te l’ha chiesto.

E potrei continuare ma mi fermo.

Ci tengo anche a precisare che ogni riferimento a persone o cose o è puramente casuale o avete la coda di paglia, vedete voi.

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Cos’è il coraggio 

Storia breve di un potenziale dramma.

Domenica 24 gennaio.

“Allora ragazze, ci vediamo per un thè nel  posto x. No shopping, solo chiacchiere e thè (che manco mi piace ma vabbè!)”.

Arrivo, parcheggio proprio davanti ad un negozietto niente male. Guardo distratta e vado avanti.

Chiacchiere e thè.

Dopo 3 ore “ragazze, ho parcheggiato davanti a quel negozio, entriamo 5 minuti?”.

Fatali.

Vedo una eco pelliccetta/piumino double face, viola.

Primo giro la ignoro.

Secondo giro mi avvicino e vedo la taglia.

Terzo giro mi avvicino e vedo il prezzo.

Quarto giro la provo.

Carina, tanto. Ma che dico carina? Bellissima!

Mi serve? No, non mi serve niente.

Certo però è tutta ecologica

Ma ho questo colore? No.

Certo peró è da signorina vera.

Ma ho questo modello? No.

Certo però ha il 40% di sconto.

Ok, ce la posso fare: non mi serve; ha le maniche tre quarti e vado in vespa e ho freddo; è viola, dove la metto?

La guardo, la saluto, esco dal negozio.

Cos’è il coraggio?!

Sono le 19.30 di domenica 24 gennaio.

Dalle ore 19.31 di domenica 24 gennaio un unico pensiero: devo avere quella pelliccetta.

Il negozio è lontano da casa e non posso andare lunedì; la mia amica si offre di andare per me e io “se deve essere mia, la troverò il prossimo week end!”.

Cos’è il coraggio?!

Martedì, mercoledì, giovedì: dormo, mi sveglio, mangio, lavoro, vado in palestra, esco con gli amici e penso a lei, solo a lei!

Parlo di lei pure al portiere. E tutti: ma valla a prendere?! No. Devo resistere!

Cos’è il coraggio!

Mi aspetterà?! Resisterà lei?! Altri milioni di persone resisteranno a non averla?!

Venerdì quasi cedimento, sto per andare ma penso: no, ho fatto 30 faccio 31.

Vado domani.

Cos’è il coraggio?!

Sabato 30 gennaio, ore 16.30.

“Allora, ti vengo a prendere, ma prima di andare dove dobbiamo andare, passiamo in quel negozio, parcheggio in seconda fila che dobbiamo stare 2 minuti netti e LA PRENDO!”.

E se non c’è più?!

Cos’è il coraggio?!

(Il piano B é già pronto: trovati 30 siti internet dove posso trovarla a prezzo pieno ma la trovo!).

Entro, non vedo lo stand, penso al peggio; vago nel negozio in preda al panico,mi giro e… la vedo.

Era lì, bellina, in attesa. La riprovo per scrupolo, vado alla cassa e la sorpresa: non solo mi ha aspettato ma si è fatta ridurre del 50%. La amo. La pago. La indosso.

Cos’è il coraggio?!

Ciao, mi chiamo Nunzia, e ho un problema con lo shopping.

Lieto fine.

Sembra poco ma non è

Oggi pensavo che non bisogna sottovalutare quelle che sembrano piccole cose ma che in realtà non lo sono.

Oggi pensavo agli abbracci.

A quanto uno pensi “e vabbè, che è?! Un abbraccio!”.

Ma non scherziamo con i sentimenti, per cortesia.

Un abbraccio può essere più di un bacio, più di una notte d’amore; un abbraccio può essere come l’acqua per il cioccolato (che è uno dei miei film preferiti e solo chi l’ha visto può capire!).

Comunque, volete che vi faccia qualche esempio?! Volete che ve ne descriva qualcuno e vedete se vi ci ritrovate?! Volete un elenco per capire quanti tipi ce ne sono e come possono lasciarci?!

Procedo.

Ti riempie di lacrime di gioia quell’abbraccio dato sul lettino di una sala di ospedale quando chiudi il cerchio di una terapia un po’ lunga e che dice, per tutta la stretta: “Amica, ce l’abbiamo fatta!”.

Ti fa schifo quello di circostanza: dato con freddezza, magari con la mano dietro che fa le pacchette, avete presente?! Bleh, ma che lo date a fare?!

Ti fa bene al cuore l’abbraccio di mamma, papà, sorella, fratello, amica, parente prossimo quando ti senti uno schifo e senti che ti arriva quell’ondata di “andrà tutto bene” che ti fa stare subito meglio.

Ti entusiasma l’abbraccio a seguito di un successo.

Ti consola quello ricevuto dopo un insuccesso.

Ti strega quello energico di persone carismatiche.

Ti stimola quello di chi ti piace.

Ti premia quello di gratitudine.

Ti fa inorridire quello dei falsi come Giuda.

Ti intenerisce quello dei bambini.

Ti dá coraggio quello dato prima di una cosa che ti fa paura.

E poi…

… ti lascia senza fiato quell’abbraccio sull’uscio di casa dato ad una persona che non vedi da sei mesi e con la quale hai “chiuso un po’ così”. Ti lascia senza fiato, ti colpisce allo stomaco, ti spacca il cuore, ti dà quella sensazione di benessere, di tranquillità, di pace, di amore, di felicità, che solo ritrovare una persona che ami può darti.