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Ride

Ho visto il film di Mastandrea, Ride.

È davvero un bel film, mi verrebbe da dirvi un “gioiellino”.

Uno di quelli che il film finisce e non ti alzi, che resti lì fino alla fine dei titoli di coda e ne vorresti ancora.

Bravo Mastandrea, bravo a rendere il momento in cui ti si spezza il cuore e fa talmente male che non riesci a piangere.

E non che tu non lo voglia, lo vuoi, ci provi, ma niente, la botta non arriva.

E non arriva perché?! Non lo sai neanche tu, forse perché fa troppo male.

È bravissima lei a provarci, sta lì, si concentra, mette su la musica, prende i fazzoletti ma la “bomba d’acqua” non scoppia; non arriva quello tsunami di lacrime che ti aiuta a liberarti del dolore.

Niente.

E allora che fai se tuo marito a 35 anni muore sul lavoro e ti lascia con un figlio di 12?! Ridi: “mamma ride”.

Sono bravi tutti a rendere questo film emozionante.

Ti prende un groppo in gola più volte nel corso della proiezione che, però, poi spesso si scioglie in una risata.

Ci sono tante cose da vedere: un amore forte; un’amicizia tra adolescenti; un rapporto padre/figlio complesso; una provincia, che aspetta la televisione; un lavoro piuttosto infame.

Davvero ben fatto.

Ci sono varie scene che mi hanno emozionata, senza spoilerare, prestate attenzione all’esplosione della bomba d’acqua. Bel momento.

La musica è perfetta nell’accompagnamento, sopratutto alla fine quando la canzone di Ivan Graziani, ti dà quel colpo di grazia che non ti aspetti.

Sbrigatevi perché vale davvero la pena e tra poco lo tolgono, come direbbe Mastandrea: “Daje tutti!”.

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W il posto fisso 

Apro il 2016 cinematografico con una recensione che forse da me non vi aspettereste: e fate male perché a me Zalone fa ridere! Ammetto: sono stata a vedere l’ultimo film di Zalone come il 50% degli italiani andati al cinema nell’ultima settimana.

Quo vado?

Che film ho visto? Un film comico.

Un film che, per un’ora e mezza, non ti fa pensare a niente. Ti fa solo ridere.

Evviva Dio! 

È vero pure che mezz’ora dopo averlo visto non ti ricordi neanche di averlo fatto perché non ti lascia niente, almeno per me è andata così.

Io non ci vedo niente delle polemiche che sono venute fuori in questi giorni: è talmente infarcito di luoghi comuni che sarebbe un oltraggio all’intelligenza degli spettatori vederla così.

Per me è quello che sembra: un film comico.

E l’intento di Zalone era solo quello di far ridere. Punto. Nient’altro.

Il posto fisso, il lavoro, l’Italia, il nord Europa, le coppie di fatto, le famiglie multietniche, etc etc. sono solo un mezzo per buttare in mezzo battute intelligentemente demenziali.

Entri, ridi, esci.

Bello. Leggerezza. 

Zalone ha questo pregio: fa ridere. E, secondo me, lo sa fare anche con intelligenza.

Poi può piacere o meno e infatti non tutti sono disposti a pagare il prezzo del biglietto. Giusto, ci sta.

Se volete staccare la spina, però, fate questo acquisto: non ve ne pentirete. 

Io, intanto, sono contenta di aver iniziato il mio anno cinematografico così: ridendo!!! 

Prometto che dal prossimo week end tornerò al pallosissimo cinema impegnato che la mia reputazione richiede 😉.