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Peggio di martedì

Io devo rivalutare il lunedì, ha una serie di cose a suo vantaggio che vorrei riscopriste con me.

Ok, c’è la sveglia la mattina, ma quella c’è tutti i giorni. Fa solo più impressione perché, se ci va bene, per due giorni non l’abbiamo sentita però magari la domenica abbiamo dormito di più e siamo comunque più riposati.

Tendenzialmente, uno lo affronta preparato: si sa che il lunedì è drammatico e quindi, carico pure dai due giorni precedenti, siamo rassegnati; si sa cosa ci aspetta e lo viviamo con un certo distacco.

Per chi ha una storia extraconiugale (magari in ufficio) tornare sul “luogo del delitto” o non essere sotto osservazione h24, decisamente rende liberi.

Generalmente è il giorno del calcetto o della palestra e quindi ci si ricarica di energie.

Non si esce la sera, o almeno io non esco: è un principio a cui ho contravvenuto solo un paio di volte e perché ne valeva veramente la pena, ma tendenzialmente la certezza di stare a casa, sul mio divano, mi riempie di gioia.

Pensateci, non è così male soprattutto se confrontato al martedì quando:

  • si è incastrati in mezzo alla settimana;
  • mancano troppi giorni al week end e già si è dimenticato quello precedente;
  • cominciano i primi scazzi con la relazione extraconiugale perché, dopo l’entusiasmo di essersi rivisti, parte l’ansia da organizzazione “si va bè, ma quando ci vediamo vediamo!”;
  • l’acido lattico post palestra si fa sentire;
  • cominciano le uscite infrasettimanali e l’accumulo inevitabile di sonno, con il divano che ci guarda solitario.

Vi ho convinti?! No?! Peccato, intanto affrontate questo martedì, se avete coraggio.

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Lunga vita…

È appena finita una settimana difficile: vai su e giù per l’Italia, sei stanca, proprio ti si chiudono gli occhi, hai mal di testa, la nausea per la stanchezza. Ovviamente non hai voglia di fare niente: solo dormire. Quando ti arriva il primo messaggio “che facciamo stasera?” l’istinto sarebbe quello di dire “niente, IO VOGLIO DORMIRE!”; ma poi ti fermi, rifletti, pensi che la giornata è ancora lunga e che, soprattutto, hai in programma di andare in palestra e sai che le cose cambieranno.
E cambiano.
La palestra è quel luogo in cui fino a che non vai pensi di stare bene, ti piace passare quell’ora libera a riposarti sul divano ma quando la scopri non la puoi più lasciare!
Arrivi lì di corsa, distrutta, ne esci sudata ma con una carica che non hai neanche dopo 10 caffè.
Io poi odio le palestre tipo fabbrica, quelle con donne truccate per l’occasione e uomini ercolini. Vado da anni in una che ha come caratteristica principale la bravura degli insegnanti, cade un po’ a pezzi, ma in tutte le discipline trovi l’istruttore/ trice che ti cattura! Lo so perché, essendo una che si annoia facilmente, ogni paio di anni mi devo inventare una cosa e allora sono passata dallo step, all’acqua gym, al pilates per ricominciare il giro.
E ora ho trovato uno scricciolo di insegnante che ha una energia che pensi “ma dove la tiene?!”; e poi un gruppo che si unisce nel sudore e così passo quell’ora a non pensare ad altro che a coordinare i movimenti; a non pensare ad altro che a me; a ripetermi soltanto “lunga vita alla palestra!”.
Pensateci, provateci, non ve ne pentirete!
PS: Tanto per la cronaca, dopo mi si era fatto giorno, sono uscita ed ero pronta a fare nottata…e più o meno l’ho fatta!