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La settimana della moda 

Niente, non ce la faccio a tacere. Vi devo TROPPO dire.

Dunque, io seguo su Instagram tutte ‘ste starlette. Lo so, delusione, ma vi assicuro che servono per vedere come si muovono le masse e per scoprire in anteprima mode che poi sbocceranno.

Ok, al di là della solita Ferragni, sulla quale io non voglio pronunciarmi perché già più o meno sapete, vi posso solo dire che, parafrasando la scena del cult Pretty Woman, per me lei rappresenta quella “gran culo di Cenerentola” laddove il principe sono tutte le borse che possiede, ma dicevo, al di là della Ferragni ci sono le varie Marcuzzi, Canalis, Corvaglia, Santarelli etc. etc.

Ora, circa un mesetto fa, poco meno, tutte hanno cominciato ad indossare un maglioncino di vari colori che, come caratteristica principale, ha scritto sul davanti il giorno della settimana in inglese.

Tutte, rigorosamente, l’hanno indossato nel giorno scritto e tutte hanno, rigorosamente, taggato Alberta Ferretti.

Ora voi mi dovete spiegare cosa ci sia di più banale di un maglione con su scritto il giorno della settimana; vi aggiungo anche che il maglione non è neanche particolarmente bello, nel senso che non è stretto, non è largo, non è avvitato, non è lungo, non è corto: è un cazzo di banalissimo maglione di lana che se io metto mia zia a fare a maglia me lo fa in una settimana. I mix di colore poi sono  imbarazzanti: la tristezza del grigio della Domenica è da premio Oscar.

Però, vabbé, pensi: magari la Ferretti ha sparato una capsule collection per i comuni mortali, vedrai che costa niente; e allora, vai sul sito e leggi il prezzo con la bocca aperta perché l’inutile e informe maglioncino costa la modica cifra di 440€!

Avete letto bene: 440€.

E la cosa ancora più drammatica è che alcuni giorni della settimana sono “out of stock” vale a dire FINITI!

A parte che mi piacerebbe sapere con quale criterio uno sceglie il giorno della settimana da indossare, ma mi viene da dirvi una cosa: ragazze tutte, io capisco che si tratta della Ferretti, ma se la Ferretti fa una cosa brutta, e peraltro costosa, io non mi sentirei di assecondarla.

E poi tu, Alberta, sicuro non hai problemi di soldi né di farti conoscere: mi sai dunque spiegare qual è stata la motivazione che ti ha spinto a produrre tale obbrobrio?!

Non ne voglio fare una questione di soldi perché chi mi conosce sa che per me, laddove si hanno, spenderli in vestiti è un investimento ma spendeteli meglio perché se una cosa è orribile ed inutile lo è anche se firmata Alberta Ferretti.

Ecco, ve l’ho detto, poi fate voi.

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Peggio di martedì

Io devo rivalutare il lunedì, ha una serie di cose a suo vantaggio che vorrei riscopriste con me.

Ok, c’è la sveglia la mattina, ma quella c’è tutti i giorni. Fa solo più impressione perché, se ci va bene, per due giorni non l’abbiamo sentita però magari la domenica abbiamo dormito di più e siamo comunque più riposati.

Tendenzialmente, uno lo affronta preparato: si sa che il lunedì è drammatico e quindi, carico pure dai due giorni precedenti, siamo rassegnati; si sa cosa ci aspetta e lo viviamo con un certo distacco.

Per chi ha una storia extraconiugale (magari in ufficio) tornare sul “luogo del delitto” o non essere sotto osservazione h24, decisamente rende liberi.

Generalmente è il giorno del calcetto o della palestra e quindi ci si ricarica di energie.

Non si esce la sera, o almeno io non esco: è un principio a cui ho contravvenuto solo un paio di volte e perché ne valeva veramente la pena, ma tendenzialmente la certezza di stare a casa, sul mio divano, mi riempie di gioia.

Pensateci, non è così male soprattutto se confrontato al martedì quando:

  • si è incastrati in mezzo alla settimana;
  • mancano troppi giorni al week end e già si è dimenticato quello precedente;
  • cominciano i primi scazzi con la relazione extraconiugale perché, dopo l’entusiasmo di essersi rivisti, parte l’ansia da organizzazione “si va bè, ma quando ci vediamo vediamo!”;
  • l’acido lattico post palestra si fa sentire;
  • cominciano le uscite infrasettimanali e l’accumulo inevitabile di sonno, con il divano che ci guarda solitario.

Vi ho convinti?! No?! Peccato, intanto affrontate questo martedì, se avete coraggio.