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FrùFrù

Io ho questo strano vizio di dare un nome alle cose, oddio non a tutte le cose: non ci sarebbero nomi abbastanza per battezzare tutte le mie scarpe o i miei vestiti ma diciamo che quelle un po’ più importanti vengono nominate.

E così ho Junior, che è la mia macchina Micra ma che sembra una 500 per le botte che ha preso, forse perché ho sempre voluto una 500; ho la vespa che si chiama Audrey, perchè è color Tiffany ma chiamarla così mi sembrava troppo banale; ho avuto per un periodo un migliore amico, che avevo chiamato Paul, che attualmente è riposto nella sua splendida scatolina e chissà se avrà mai più la sua degna collocazione; ma, vi dico tutto questo perché ho appena battezzato un nuovo oggetto in mio possesso.

Non è stato facile perché: é rosa ed aveva bisogno di un nome femminile; è una cosa utile ma graziosa; ha le setole che fanno rumore ed è per questo che, dopo attenta riflessione, ho deciso di chiamarlo FrùFrù.

E cos’è FrùFrù, è quello che comunemente (e riterrei banalmente) viene chiamato Clarisonic, per i meno informati di voi si tratta di un rivoluzionario sistema di lavaggio del viso. Una cosa che desideravo da tanto avere e che puff si è materializzata a casa mia.

Quanto mi piace, diciamo che nella vuota vita che sto facendo di questi tempi i momenti più elettrizzanti della giornata capitano a ridosso del tramonto: corsa, lavaggio viso, libro.

UaU!!!

Preso FrùFrù mi sono documentata sul suo utilizzo e dove se non su Youtube che ha un tutorial per tutto?! Ne ho visti 7/8 e tutti più o meno si attestano sullo stesso utilizzo.

Bene, perché per me è fondamentale tovare subito un’abitudine nell’utilizzo altrimenti cadrei nell’errore e, da mulo quale sono, sarebbe difficile recuperare.

E così: strucca occhi; sciacqua viso; cospargiti di sapone detergente; prendi Frù Frù, salutalo; bagnalo e zac, accendilo.

E poi FrùFrù su fronte; FrùFrù su mento; FrùFrù su guancia uno; FrùFrù su guancia due. Quanto mi piace, quanto mi diverto, quanto mi sento pulita dopo. Solo che dura un minuto, forse poco più.

Peccato. Poi lo sciacquo e lo saluto… “a domani, FrùFrù”… anche se…
ho letto che potrei usarlo anche due volte al giorno, ma poi mi dico: dovesse diventare una droga più di quello che già non è; dovessi rischiare di affezionarmi troppo; forse troppe emozioni in un periodo così non fanno bene.

E allora va bene: “FrùFrù, a domani per un’altra entusiasmante avventura!”

Ragazze, a proposito di bellezza, provate un po’ a fare questo test… quanto ne sapete?!

https://it.surveymonkey.com/r/Nuxe

 

 

L’autunno é alle porte 

Leggo un articolo su Repubblica sui must have della stagione che sta arrivando.Li leggo io così vi informo. Bene e questi se ne escono con:

1) la borsa a mano (ce l’ho… non una ma varie ed eventuali, diciamo) e loro te ne piazzano lí, come esempio, come se niente fosse, una di Valentino… Ma io dico, ragazzi, ma grazie al ciufolo che una borsa a mano di Valentino debba essere un must have ma avete idee di quanto costi?! Comunque tranquille che ne trovate centinaia anche tra Marche meno di lusso senza, vi prego, scadere nelle varie Zara, H&M perché vi ricordo sempre che la borsa é una cosa seria;

2) un tubino bicolor (ce l’ho!) qui loro ne mettono un bianco e nero di Mango, manco troppo carino, comunque si trova, state tranquille che si trova; 

3) un chiodo (ne ho due e uno verde smeraldo da domenica che solo io!), qui il più bello che ho visto (e comprato!) é di Zara quindi il low cost vi aiuta, anche se loro ne mostrano uno di YSL che non voglio manco immaginare;

4) pantaloni con risvolto (innumerevoli nell’armadio) e loro esemplificano con Cos, gran bella marca;

5) qualcosa con le frange (non ce l’ho e non ce l’avrò mai perché aborro le frange!). Quest’anno se non diventi Pocahontas pare che sei una poraccia ma vi prego di spenderci due € in più se proprio le volete, che già le frange sono orribili, le prendete pure rigide non ne usciamo;

6) open toe preziose e pure qui se ne escono con Miu Miu… capisco, é giusto. Trattasi di altro accessorio che se non di un certo livello fa subito funerale dei Casamonica, quindi per me non dovete per forza, ma se proprio volete, impegnatevi lo stipendio;

7) zainetto: no, no no… Non lo sopporto ripiombiamo subito nei mostruosi anni ’90. Vi prego desistete; 

8) stivale/ scarpa con tacco comodo ma senza plateaux che hai voglia ad avere tacco comodo ma se non lo aiuti un minimo il piede vedi le stelle; 

9) gonna a vita alta e pieghe, che vi prego di acquistare solo se tendete (naturalmente e non per malattia sia chiaro) all’anoressia;

10) sneakers con strappo, che fa tanto bambina delle elementari quindi tenetevi se potete a meno che non portiate un 35. Ok le sneakers ma siete capaci di allacciarli i lacci no?! 

E questo é tutto per ora. 

Cominciate ad attrezzarvi, coraggio. 

Less is more 

Lo so, lo so, sono una povera superficiale. D’altronde già me lo hanno detto e me lo tengo.

Sì, sono una superficiale ed é per questo che su tutta la questione dei Casamonica ho bisogno di dire la mia da un punto di vista “poco profondo” diciamo!

Vado, eh! 

Ho visto le foto, non tanto del funerale vero e proprio quanto della messa di suffragio di 7 giorni dopo. 

Beh, ragazzi, quanta roba! 

Ma dico, avete dato un’occhiata all’outfit delle addolorate?

Penso che loro non conoscano il detto “less is more”… ma quanta roba avevano addosso?

Le gonne: larghe, lunghe, con colori improbabili. Roba che era dagli anni ’90 che non vedevo tanto orrore in un pezzo solo.

I tacchi: alti, altissimi, con zeppe da trampolieri.

Le magliette: strette, strettissime con effetto lonza garantito. 

I capelli: lunghi, neri, tendenzialmente sporchi con immancabile mollettone.

Anche la sobria vecchietta con abito nero e capelli legati bianchi mi sbaglia tutto con l’accessorio d’oro garantito che manco la Madonna di Pompei. 

E gli uomini? 

Vi dirò, forse un po’ meglio: tutti in maglia nera, decisamente aderente e jeans o pantalone nero con scarpe che manco negli anni ’90, questo sì! 

Ho adocchiato solo un paio con il pinocchietto per il quale non voglio spendere manco mezza riga che il mio dito si rifiuta di scrivere. 

I cappelli diciamo che sono la cosa che ho apprezzato di più, indossati soprattutto dai vecchietti. 

Ok che sono zingari (o forse lo erano perché se hai colonizzato un intero quartiere da decenni, zingaro non lo sei più!) ma mi sentirei di consigliare una maggiore cura nell’abbigliamento, una maggiore cura del dettaglio, una maggiore cura nello spendere (o rubare) i soldi.

Mi sentirei anche di consigliare una maggiore cura nell’alimentazione perché, ragazze, oltre a vestirvi in modo improbabile, direi che avete anche esagerato con la pancetta. 

Va bene la tradizione ma qua si tratta proprio di cattivo gusto. 

Mai visto tanto orrore vestiario in così poco spazio. 

Ora io non voglio proprio entrare nel merito della questione, proprio no.

Giusto o sbagliato; chi c’era e chi non c’era; perché c’erano e perché no. Non lo voglio fare, non mi interessa. Ovviamente la mia idea ce l’ho e me la tengo pure.

Accontentatevi della mia superficialità e del mio consiglio alle sig.re.

Ragazze, non credo sia possibile che mi facciate considerare il più elegante il Super Carabiniere che vi é venuto a sorvegliare, in divisa con tanto di gradi ed orologio in bella vista.

Non me lo fate fare, che é brutto. 

Prendete esempio dai vostri uomini, donne, e ricordate sempre “less is more”.

Ok? Siamo intese? Ci vediamo alla prossima. Non mi deludete.

Cosa mi metto 

Cosa mi metto?

É la domanda che assilla tutte le donne, tutte le mattine aprendo l’armadio.

Cosa mi metto? 

Lo dici pure se hai fatto shopping da un minuto e se hai l’armadio pieno.

Cosa mi metto. 

È il nome di un negozio, ormai di fiducia, dal quale sto andando troppo spesso! 

Mannaggia la miseria, mannaggia a FB, mannaggia alle foto, mannaggia a me! 

L’amore per loro é nato dopo aver visto una foto di un vestito che non potevo non avere: lungo, marrone, con le stelline, bello! 

Lo vedo su FB, vado, la taglia c’è, lo provo, bello, sto per pagare e mi accorgo che è rovinato! 

Nooooooo, attentato alla Costituzione!!! 

Mi dispero un minuto, poi mi giro e compenso con l’acquisto di altre 7/8 cose! 

E questo è stato l’inizio della fine.

Allora ditemi voi, come faccio io, sostenitrice a livello sindacale dei “completini”, a trattenermi se qualcuno li fa per me?! 

Ditemi voi, come faccio io a lasciare a loro capi della mia taglia, anche al 50% di sconto.

Ditemi voi, come posso lasciare io décolleté nere con tacco oro, puntate da mesi, se resta solo il 38.

Ditemi voi, come potevo io non comprare quel vestito lungo, marrone, con le stelline, bello fatto tornare in negozio proprio per me. 

E ditemi voi… perché io non lo so fare perché qua ogni scusa è buona per vedere cos’é rimasto in negozio: una volta devo fare un regalo, una volta devo accompagnare un’amica, una volta “passavo di qui”! 

C’é sempre una scusa per alimentare la mia malattia. 

Ma per fortuna chiudono per ferie, per fortuna i saldi stanno finendo, per fortuna ho nell’armadio la metà del negozio che volevo avere. 😛. 

Facile così…

L’altro week end dovevo partire.

Volo sabato mattina alle 9.00, rientro lunedì mattina alle 7.00.

Destinazione: mare. Ok?! Bene!

La prima valigia, preparata il giovedì sera, conteneva 6 paia di scarpe. Direte voi: ma sei matta?! Risponderò io: può darsi ma non del tutto e vado ad elencarvi le motivazioni.

Intanto il lunedì mattina sarei andata direttamente in ufficio, quindi paio nr. 1 per completo nr. 1 da mettere in ufficio:  insostituibile;

poi servivano quelle per il mare, paio nr. 2: imprescindibili;

poi giugno è un mese infingardo e non sai se fa caldo o freddo quindi doppia versione (chiuse/aperte), per doppio completo per le due sere, non la vuoi immaginare?! Impossibile.

Poi chiudo la valigia, la tiro su, mi rendo conto che pesa un quintale e rivedo le mie scelte.

Alla fine ne ho portate 4 e, se escludiamo quelle usate per il lunedì mattina, me ne sono servite due.

Non è facile, amici: i colori, il cado/freddo, le occasioni… un problemone!

Poi apri il giornale e vedi Michelle Obama nel suo viaggetto in Europa e pensi “Ah Michelle, e così siamo brave tutte. Così è facile, però!”.

La vedi che scende dall’aereo con i suoi vestitini anni ’50 con la gonna larga, che io quelli manco nell’armadio a casa li posso tenere perché sono ingombranti e, in due giorni, gliene ho visti addosso almeno tre. Ovviamente ogni vestito ha una sua scarpa ed ogni scarpa una borsa ma Michelle mica viaggia con il volo low cost che prevede massimo 10kg di bagaglio.

Altro che 6 paia di scarpe, Michelle. E poi, insieme a lei, le figlie e pure quelle sono femmine e daje di vestitino e scarpe etc etc.

Vorrei essere una mosca per entrare nell’Air Force One e vedere come si sono organizzati con i bauli perché si fa presto a dire “sto fuori per il week end”,  si fa presto a fare una valigia per due giorni se la tua valigia è l’Air Force One… vieni e vola Meridiana, cara Michelle, poi ne riparliamo!

E daje.

 

Presente!

Ieri mi hanno detto “E mi hai abbandonata, non so più che devo comprare per quest’estate!” e lo so, amiche, scusate ma qua avete presente il coniglio di Alice nel paese delle meraviglie?! Quello che scappa scappa e dice solo “è tardi, è tardi!”… ecco, fate conto che sono io in questo periodo.

Ma vi posso mai lasciare senza fare uno, dieci, cento, mille acquisti oculati e prima dei saldi?!

Mai sia… procediamo:

  • Lungo: ecco, la parola d’ordine questa deve essere: LUNGO per gonne e vestiti! Morbidi e lunghi, lunghissimi i vestiti; morbide e lunghe, lunghissime le gonne. Roba che, personalmente, le dovrei comprare da 0/12 per evitare l’orlo…ma ho già adempiuto al mio dovere. Non si può scappare e non fatelo perché, devo dire che sono bellissimi. Fiorati, a righe, a tinta unita, come vi pare ma prendetene almeno uno… poi sarà una droga e ne vorrete ancora e ancora. Non c’è bisogno di spendere un patrimonio perché Zara e H&M ne sono pieni, partite da lì poi se vi piacciono potete arrivare a spenderci qualcosa di più. E la domanda è: con cosa li indosso? E veniamo al punto 2…
  • Sandali flat. In tutte le declinazioni. Bellissimi e comodi. Già ve l’ho detto, ma lo ripeto: evitatemi i tacchi sotto le gonne lunghe che non li sopporto. Fanno subito “coatta di periferia”. Ammesse, ma con moderazione, le zeppe… solo sotto alcuni tipi di vestiti lunghi. Scrivete e mandate foto a vadobenecosi@gmail.com e vi sarà detto se sono i “tipi” che intendo. Deliziosi e da acquistare (anche perché costano poco!) i sandaletti “minorca” e le espadrillas in tutte le loro declinazioni.

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  • Fiori. Mi pare che già ve lo avevo detto ma ribadisco, quest’anno non si può prescindere dai fiori: delicati, più importanti, a mazzi, a petali: devono essere fiori. Su una maglietta, su un vestito, su un pantalone. Dove vi pare purchè siano fiori. A proposito di magliette, state molto attente che quest’anno è di moda l’ombelico… ora, se avete meno di 18 anni ok ma sopra i 18 io lo eviterei. Quindi, occhio alla lunghezza delle T-shirt. Per esempio da Zara non si prescinde dal corto, quindi provatele prima di fare l’acquisto.
  • Pantaloni. E qui un po’ complicato perché tendenzialmente vanno: a vita alta oppure a “zompa fosso”; extraslim o extralarge, non esistono le mezze misure o troppo larghi o troppo stretti; un po’ sotto al ginocchio volendo, che se non avete la fisicità di Gisele meglio soprassedere perché purtroppo la mezza misura esiste solo sulla lunghezza che, decisamente, penalizza.
  • Jumpsuit: ne parlo da un anno circa: la tuta va e lasciamola andare. A parte la salopette di jeans, di cui vi ho detto e che non potete non avere; ce ne sono un’infinità. Tante e bellissime. Personalmente adoro quelle di Patrizia Pepe che si è superata sull’argomento. Le tute hanno un solo, grosso, grossissimo difetto, sono un incubo quando ti scappa la pipì. Amen.

Torno per i saldi, eh… stay tuned!

Eccola che arriva

Ci siamo, ragazze, è arrivata la primavera e con lei tutte quelle cose nuove da comprare o tirare fuori dall’armadio. E poi volete vivere la primavera senza una bella rinfrescata al look?! Non è possibile.

E allora, ecco qualche dritta per voi. Cominciamo da:

  • i capelli. Io li ho ritagliati e non faccio testo ma per chi li ha lunghi, e tali li vuole mantenere, dopo aver abbandonato lo shatush per il bronde (nuovo colore tra il biondo ed il castano, più uniforme sulla chioma che sta bene più o meno a tutte!) nella colorazione, può decidere di legarli con uno chignon spettinato che va tanto di moda o tenerli sciolti con la riga in mezzo che è tanto cool. Se, invece, si decidesse di tagliarli, senza esagerare come me, si può puntare sul “long bob” che è un caschetto lungo, tocca le spalle, un po’ scapigliato, bello e sbarazzino. Inutile dirvi che per me sono sempre meglio corti corti ma io non faccio testo;
  • le scarpe. Bè, ragazze, W la comodità. FINALMENTE! Le sneakers sono le protagoniste per questa primavera: belle, comode e, soprattutto, coloratissime. Tutti i grandi nomi della moda si sono cimentati da Stella McCarthney a Valentino a Burberry con prezzi abbastanza improponibili; mentre  tra le più accessibili, divertenti e variopinte, vincono le Adidas. Anche bianche sono molto di tendenza, da usare sotto a tutto: finanche i tailleurs;
  • jeans. E va bè, ve lo devo dire?! pezzo forte della stagione. Intanto perché è la cosa giusta da mettere data la temperatura e poi perché è tornato di gran moda per tutti e per tutti i gusti. Usato anche in sovrapposizione: più colori di jeans insieme ma, personalmente, è una cosa che aborro. Fichissima la salopette: ce ne sono di tutti i tipi. Da comprare anziché no!
  • Fiori. E d’altronde è primavera e quest’anno il fiore va ovunque: dall’intimo alla giacca … fiori fiori fiori. Io non li amo, anzi non mi piacciono proprio ma magari una fantasia delicata potrebbe fare tanto “stagione”.
  • Pastello e azzurro. Qualsiasi cosa compriate, considerate che i colori da avere sono: tutta la gamma dei colori pastello, che certo senza abbronzatura sbattono un po’ ma tant’è; e poi, ma direi soprattutto, l’azzurro in ogni sua sfumatura: scarpe, borse (soprattutto queste), magliette, maglioncini, camicie… insomma l’azzurro domina ed è il colore da avere.

Sapete che non mi dilungo ma ovviamente tornerò sull’argomento; d’altronde la primavera è appena cominciata.

Non dovrei, ma ve lo ricordo perché sono buona, che se avete dubbi, incertezze, problematiche modaiole di ogni tipo potete scrivere a vadobenecosi@gmail.com

Su e giù

Io sento la necessità di parlarvi dell’orlo dei pantaloni, perché voi non ci pensate ma potrebbe essere un problema. Anzi, lo è.

Dei geniali ragazzi di Bologna si sono scagliati contro il “risvoltino”. Contro quella moda, cioè, che vuole i ragazzi, così come negli anni ’80, con i pantaloni alla “zompa fosso”… e fin qui, ma vanno oltre: perché lo “zompa fosso” si realizza con i risvoltini. Allora questi geni hanno cominciato a girare per le strade di Bologna, con varia fortuna cazziando i ragazzi con tale orrore alle caviglie e, all’occorrenza, rigirandoglieli.

Bravissimi!

Io faccio parte del club “abbasso i risvoltini”. Gli unici ammessi, per me sono per le donne con jeans boy friend, perché non possono essere accorciati, vanno morbidi e ci sta anche col tacco.

A parte tale problema, però, l’orlo dei pantaloni non è facile; o meglio: lo sarebbe fin troppo ma la gente non tutta capisce.

In linea generale, io dico sempre “meglio un cm più lungo che uno più corto” (e non siate maliziosi!).

In particolare, vi elenco 3 tipologie di orlo che detesto:

  • pantaloni a palazzo donna. Se portati con tacco devono essere a filo del pavimento: io la scarpa non la voglio vedere. Quella gamba larga alla fine, a metà tacco, mi manda al manicomio. Se i pantaloni sono troppo corti, mettete delle scarpe basse che, diversamente, siete ridicole;
  • i jeans non vanno MAI accorciati. Vi prego: MAI. Perdono completamente la linea, se sono troppo lunghi desistete, non li comprate. Mettetevi a dieta a cercate di arrivare alla taglia precedente così da avere jeans giusti. Poi, se proprio dovete fare l’orlo, rifatelo fare esattamente com’è, non mi fate vedere pecionate;
  • i pantaloni da uomo, i vestiti da uomo: già vi dissi in precedente post ma sento di dover ribadire la mia assoluta contrarietà al pantalone corto del vestito. Lo detesto, mi fa orrore e così voi che lo portate.

So che in genere mi lancio su 5 tipologie ma me ne sovvengono solo 3 stavolta, accontentatevi!

Perchè Sanremo è…

Mi hanno chiesto di dire la mia sul Festival di Sanremo e io come posso esimermi dal farlo?!

Infatti non mi esimo e ne parlo.

Alla fine, se sto a casa, lo guardo per n motivazioni e la prima tra tutte, come potete immaginare, sono i vestiti delle vallette e dei cantanti.

Solo in un secondo momento sono le canzoni, anche perché, diciamocelo, a parte che non siano capolavori non basta un solo ascolto per apprezzarle ed io, fino ad ora, di capolavori non ne ho sentiti.

E quindi, veniamo a noi.

La prima sera ne ho visti sì e no 15 minuti: giusto il tempo per apprezzare il fatto che Conti (devo dire classico ma elegantissimo in Ferragamo!) non si è perso in chiacchiere e sono partiti subito con la musica.

La prima a cantare è stata Chiara, mi pare che si chiami così la roscia di X Factor. E come si presenta Chiara?! Con uno splendido vestito di Stella Mccartney GIALLO! Cazzo, Chiara, sei roscia… e dai! Mi rovini pure il vestito che fa a cazzotti con la tua chioma e la tua fisicità. Bocciata.

Poi arrivano le “vallette” che, diciamocelo, è proprio una brutta parola. Comunque, arriva Emma, vestita da sposa con acconciatura laterale e bianco che le sbatte; Arisa, infiocchettata nel colore pantone 2015, il marsala; e Rocìo splendida in Armani Privè. Ovviamente, per me, vince lei ma fin troppo facile: la collezione Armani Privè è l’ottava meraviglia; lei, avrà pure la voce da trans, ma ha un fisico da modella… vado sul sicuro. Fine della prima puntata per me.

Seconda serata. Emma, vestita da spagnola con un rosso, un’acconciatura e due orecchini che manco una zingara ad una sagra di paese. Ha migliorato con lo smoking nero del secondo cambio: ecco, diciamocelo, Emma, sei giovane, tendenzialmente carina ma sei coatta dentro, è inutile che ti metti i vestitini, scegli qualcosa di più adatto a te e forse quei pantaloni lo erano. Arisa NON mi piace. Rocìo secondo giorno in Cavalli e va be, niente di eccezionale, sempre uguale a se stesso. Menzione della seconda sera per Nina Zilli. Lei è fica e solo lei può permettersi Vivienne Westwood che è davvero davvero impegnativa.

Terza sera: Emma, per carità di Dio. E’ evidente che tu e lo stilista non vi siete capiti. Hai ancora due sere, approfitta e cambialo. Ti ha infagottata nella carta di un cioccolatino, ti ha messo una cinta alta che sembrava fossi incinta; ti ha stretto le braccia in manichette che manco a Roìo sarebbero state bene. Ma perché imbruttirsi dico io. E poi quel color oro: tu sei bionda, ma te lo devo dire io?! E su. Che poi mi dispiace perché “ma quando ti ricapita????”.

Arisa in nero con collana da mercatino e rossetto psicadelico è un altro no per me.

E Rocìo in Ferretti altro spudorato sì, in blu notte, bellissimo.

Quella di ieri (la terza) è la serata che ho seguito di più. Quindi posso dire la mia anche su: Atzei, in Marras, brava e bella. Lei sarda che sceglie uno stilista sardo, mi piace anche se forse troppo campanilismo ma Marras è bravissimo e lei bella anche in culotte.

Tatangelo, non mi va di sprecare un pensiero perché una manco trentenne che si presenta nella forma migliore di una cinquantenne per me non merita mezza riga.

Chiara ha finalmente capito che si deve vestire di nero, vestito discutibile ma colore ok.

Raf, Raf, Raf… ma dove l’hai trovata quella giacchetta?! E la voce?! Dove l’hai lasciata?! Stesso discorso voce va fatto per Alex Britti che, però, era notevole. Fico Nek, anche se per buoni 10 minuti non mi sono ricordata che canzone avesse mai cantato in passato, ma fico in stile rock e rifatta bene pure Se telefonando, infatti mi pare che abbia vinto lui la sfida sulle cover.

Basta, ho visto questi perché poi io mi annoio. Ad un certo punto il libro chiama e gli altri vestiti li vedrò sul giornale perché sto impelagata in un giallo e non mi posso troppo perdere in canzoni… che tanto poi, se lo vedi stasera, uguale a ieri sera sarà ma come fai perderlo?! D’altronde: Sanremo è Sanremo.

Cupidiamoci

Penso che dovrei dirvi qualcosa su San Valentino.

E quindi ve la dico.

Come già sa chi mi seguiva sull’altro blog, io non sono contraria. anzi, proprio favorevole.

Mi spiego: per me tutto ciò che porta ad un festeggiamento, allo scambio di un dono o, più ancora, di un pensiero va bene. Può essere celebrato, deve essere celebrato.

Poi per l’ultima delle romantiche, quale io sono, che c’è di meglio che festeggiare l’Amore con la A maiuscola.

Quindi celebrate e per farlo servirà un dono, un presente, un pensiero.

Ne ho scelto qualcuno per voi.

E’ un po’ che sbircio sui giornali, anche per la rubrica dell’Almanacco degli @indivanados su Twitter e, sicuramente, la palma del regalo più originale va alla Happyness che si è inventata le magliette di coppia: una maschile ed una femminile con dei messaggi abbinati. Togliendo il meno romantico che ha stampato sulla maglietta di lui la frase “nella vita non importa con chi vai…” e sulla maglietta di lei “…ma con chi vieni”; c’è la deliziosa “Single on tour” barrato e amo lei, scritto con la vernice e sulla maglietta di lei la vernice. Prezzi modici. Insomma, troppo carina.

La stessa cosa l’ha fatta la Puro per le cover iPhone, anche queste carine anzichè no ma presuppone che i due abbiano lo stesso telefono. ATTENZIONE!

Tra le cose più costose: molto carino il braccialetto in pelle ed argento di Ferragamo o il pinguino di Pomellato; o l’anello Love di Tiffany, che rimane sempre sempre sempre gradita.

Carine le ballerine argentate con la placca a cuore e la scritta love di Roger Vivier.

Devo pensare pure agli uomini?! Ehm, vediamo… ma l’amore non lo celebrano meglio le donne?! Non sono più contente dei regali le donne?! Non so, mi pare.

Una cosa carina potrebbe essere il versamento a Save the children con il quale si aiutano i bambini nel mondo oppure le calze Gallo create per l’occasione, originali e divertenti.

Io poi sono sempre per i fiori ed i cioccolatini. Dite: banali?!

Bè no, se non scegliete le solite rose rosse e le sostituite con margherite di campo o i baci con messaggi personalizzate, e poi questi sono unisex.

Tanto è il pensiero quello che conta, no?!

Evitate, se potete, di regalare anelli di fidanzamento o fare proposte di matrimonio proprio in questa data perché veramente “ce viene ‘na carie”!

Avete una settimana di tempo per personalizzare il vostro Ammore: sbizzarritevi!

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