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Bianco letale

Dovete sapere che se un libro cartaceo fate conto consta di 800 pagine, quando lo scarichi sul Kobo diventano nmila… nella fattispecie erano circa 3000, una presa a male che non vi dico!

Comunque, ce l’ho fatta e l’ho finito.

Vi dirò di quelli di Cormoran Strike, scritto dalla Rowling sotto lo pseudonimo di Robert Gailbraith, è quello che mi è piaciuto meno.

Ho trovato poco avvincente ed abbastanza banale la storia, anche un po’ scontata.

Sicuramente una bella scrittura la sua e belli i personaggi protagonisti della saga ma il libro un po’ lento: troppe parole per concetti abbastanza immediati e poco strutturati. Troppe chiacchiere.

Troppe righe.

Troppe pagine, ma non a causa del Kobo proprio perché troppo poco da raccontare ma raccontato con trope parole.

Considerata la storia non c’era bisogno di scriverne un tomo, si poteva fare meglio e in meno tempo.

La scrittrice nelle note finali dice che è stato un libro faticoso ma il più belllo, non mi trova affatto d’accordo, ve lo dico.

Ad ogni modo la lettura non è stata pessima, l’aver lo finito ne è la prova.

Cormoran e Robin sono carini, non faccio spoiler su nulla ma sono molto carini. Bei protagonisti.

Il caso è quello di una ex ricca famiglia allargata. Non aggiungo altro.

Passo ad un mio grande amore, leggetene moderatamente.

La via del non ci siamo

La Rowling nei ringraziamenti del libro scrive di non essersi mai divertita tanto a scrivere un libro, sebbene si tratti di omicidi e amputazioni.Io vi devo dire che lei si sarà pure divertita a scriverlo ma io non altrettanto a leggerlo.

Diciamo che da inguaribile romantica quale sono, la parte che mi è piaciuta di più sono le ultime pagine dell’ultimo capitolo.

Per il resto, trovo che questo sia il meno riuscito dei tre libri che vedono come protagonista Cormoran Strike e la sua Robin.

Il libro è La via del male.

Intanto se per leggere un libro giallo come questo ci si mette più di una settimana vuol dire che non ti sta prendendo come dovrebbe.

Poi vi posso dire che l’ho trovato macchinoso nella trama e fastidioso nell’intreccio: troppa sfiga; troppo orrore; troppa fantasia.

Loro due sono carini ma pure qui: e parlatevi, cavolo.

Insomma, non vi posso raccontare la trama (al solito omicidi ma stavolta con amputazioni annesse!); non vi posso raccontare l’intreccio tra loro perché vi toglierei parte del divertimento: lei si sposa o non si sposa; non mi sento di consigliarvelo, anche se poi mi rendo conto che se avete letto i primi due sarete portati a farlo e fate bene alla fine.

Ora ci ha lasciato appesi la Rowling e va a sapere quando scioglieremo ‘sta prognosi!

Stata tuned…

Cormoran wait for me!

E due…E ho letto pure il secondo, mi manca il terzo ma in mezzo dovrò fare una pausa perché ne ho un altro che mi aspetta sul comodino e rosico.

Rosico perché non vedo l’ora di mettere le mani sulla terza avventura di Cormoran Strike, dopo averne letto la seconda Il baco da seta.

Vi dicevo di essermi approcciata con qualche titubanza ma, devo dire, che Cormoran mi ha catturato.

Come al solito accade nelle saghe, dal secondo libro in poi ti appassioni ai personaggi, e ora capisco cosa intendeva Vianello quando parlava di Cormoran come di un suo nuovo amico.

Cormoran è un omone alto 1 metro e 90cm, figlio illegittimo di una rockstar dal quale non ha preso una sterlina, che é stato nell’esercito, dove ha perso una gamba, e che fa l’investigatore.

Insieme a lui c’è Robin, una brava ragazza che ha avuto sempre il pallino delle investigazioni e che, da segretaria, si trova a fare qualcosa di più. 

La cosa bella dei libri è l’atmosfera retró, è la ricerca del colpevole che, stavolta, ho individuato piuttosto presto devo ammettere! Sono forte, lo so! 

Mentre nell’altro libro, l’ambiente in cui si svolgevano l’omicidio prima e l’indagine poi era quello della moda; qui avviene tutto in un ambiente letterario: muore uno scrittore.

Praticamente la Rowling ha scelto le mie due grandi passioni per costruirci arzigogolati gialli. Come potevo io non divorare questi due libri?! Mi sto scervellando, senza volerlo sapere, di immaginare dove possa essere ambientato il terzo.

Comunque, la lettura è davvero gradevole forse un po’ troppo minuziose le descrizioni: sembra davvero di vedere Cormoran che si aggira per Londra, imbiancata dalla neve. 

Non si lascia molto spazio all’immaginazione se non nel reperire indizi e trovare l’assassino.

Divertente, veloce, appassionante.

Insomma, mi è piaciuto, mi piace ed ora rosico che non potrò attaccare subito il terzo capitolo ma faccio presto presto a leggere il prossimo… Cormoran, aspettami, intanto cominciate voi!

Enjoy the reading.

Il richiamo del giallo

Allora, l’amico di cui al precedente post mi dice: “Kiuky, ora dobbiamo comprare i libri che la Rowling ha scritto sotto pseudonimo. Pare siano Fichissimi!” E io: “Lo so, amico, me li ha già consigliati un altro mio amico ma ho due remore 1) leggo poco autrici donne; 2) la Rowling come concetto mi sta antipatica” e lui: “Hai ragione ma forse tocca provare”.La stessa sera torno a casa, apro twitter e Andrea Vianello, il giornalista, scrive “Ho un nuovo amico: Cormoran Strike” cerco chi è e guarda caso è proprio il protagonista dei libri della Rowling. Scrivo al mio amico subito e abbiamo effettuato l’acquisto perché di fronte al consiglio anche di Vianello io alzo le mani!

E così ho letto il primo libro della serie di Cormoran Strike scritto da Robert Galbraith, che altri non è che la Rowling, “Il richiamo del Cuculo”.

Che dirvi? In realtà non posso dirvi molto perché qui il giallo è giallo vero, nel senso che la trama è tutto lì. Mi spiego meglio: nel precedente libro letto vi ho spiegato che il giallo in sè ha una rilevanza relativa perchè quello che ti attira è l’ambientazione. Così come pure in tutti i noir italiani: c’è il giallo ma c’è tanto altro ossia i protagonisti, le storie sottese etc. Etc. 

Qui il giallo è il libro stesso ed insieme a Cormoran Strike cerchi di risolverlo ed insieme a lui scopri tutti gli elementi per farlo.

Cormoran è un simpatico personaggio, non so perché ma mi ha dato un po’ l’idea di Dick Tracy, forse per la stazza. Poi l’idea della segretaria, Robin, mi ha fatto pensare per un po’ che l’ambientazione potesse essere tranquillamente anche gli anni ’50.

Invece no, siamo assolutamente nella nostra epoca con tutti gli strumenti del caso: forse meno iPhone; si fuma ovunque a Londra e questo mi ha lasciato perplessa; si usano il Pc ed il telefono come strumenti necessari. 

L’omicidio è interessante, soprattutto per una fashion victim come me, perché avviene nel mondo della moda. Muore una modella ma è omicidio o suicidio? E noi lo dobbiamo scoprire!

Non ho mai letto Harry Potter quindi non avevo alcuna idea di come scrivesse la Rowling quello che vi posso dire è che la scrittura è molto dettagliata ma semplice; che le descrizioni sono vivide; che sembra di leggere una sceneggiatura; che a volte può risultare fastidiosa la perfezione del testo, senza sbavature. Sembra quasi un esercizio letterario.

Penso che Cormoran sia un bel personaggio, ma non ancora un amico come per Vianello. 

Forse mi servirà un secondo libro che vado prontamente ad acquistare.

Enjoy the reading!