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La Dea Merini diceva "chi tace spaventa" e, infatti, io non taccio mai! Sono di tutto un po' e un po' di tutto come il blog: curiosa, tendenzialmente felice, lunatica e con una gran voglia di fare cose, che la vita è una sola e non va sprecata. Il bicchiere è sempre mezzo pieno, anche perchè la parte vuota me la sono bevuta. Vegetariana e canara convinta: voi pellicce, non mi avrete mai! Nella vita avrei voluto fare la scrittrice, la personal shopper, l'organizzatrice di eventi, non faccio niente di tutto questo ma non sputo mai nel piatto dove mangio anzi, me lo lecco con gusto. Scrivo principalmente per far sapere quello che penso non per ottenere risposte, anche se pure quelle non mancano mai.

Libertè

E poi imbattersi in un capolavoro,
in uno di quei film perfetti che ti prendono il cuore, te lo strappano dal petto, te lo centrifugano e te lo rimettono a posto.
Uno di quei film che ne fanno uno su un milione.
Bello, delicato, perfetto.
Mommy è questo.
Vedetelo e non ve ne pentirete.
Vedetelo e mi ringrazierete.
Vedetelo e capirete cos’è il talento, perché uno che produce questo è quanto meno uno bravo. Bravissimo!

La Mommy in questione é Diane, una signora volgare nell’aspetto che, anche se apparentemente non sembra, mette la sua vita al servizio del figlio Steve, che è un ragazzo “problematico” diciamo!
Dopo aver fatto un casino in un istituto, glielo rimandano a casa e qui comincia la difficile vita a due che ben presto diventa a tre per l’intervento di una altrettanto problematica vicina di casa, Kyla.
Dal momento in cui i tre si incontrano entri nel loro vite e ti scordi del resto.

É così intensa la storia e sono così bravi loro (tutti) che vorresti cominciare a piangere a metà del film e fermarti domani.
Perché quello che fanno Diane, Steve e Kyla lo fai tu; perché se ridono, ridi con loro; se piangono, sei con loro disperata; se mangiano, hai fame; se ballano, ti muovi anche tu; perchè sono tre “disadattati” che si riadattano a modo loro, insieme, ed è bellissimo.

La voglia di libertà di Steve; l’amore e la disperazione della mamma; la depressione straziante della vicina Kyla; la perfetta ambientazione; la musica strappa emozioni; le scene che tolgono il fiato come la corsa con le bici, la tragedia al supermercato,  il karaoke con Bocelli,  la lotta tra Steve e Kyla: tutto questo è Mommy.

Intenso, meraviglioso, emozionante come solo l’amore di una mamma per il figlio può essere; un amore che non può cambiare, può solo aumentare anche se non sempre si riesce a dimostrarselo ma che poi “Mamma, noi ci amiamo sempre?”, “Certo, Steve, è la cosa che ci riesce meglio!”.

Applausi.

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Je suis

Non vi dirò che sono Charlie Hebdo perché io fino a ieri in tarda mattinata non sapevo neanche cosa fosse Charlie Hebdo.
Sì, lo ammetto, dal bassissimo della mia ignoranza non sapevo chi fosse Charlie Hebdo.
E non fingerò di saperlo perché a me le vignette non sono mai piaciute, così come non mi sono mai piaciuti i fumetti e non sono francese, quindi neanche a dire che per sbaglio mi è capitata una delle riviste in mano.
Detto questo, sono comunque sconvolta e non tanto, e non solo, per l’aspetto diciamo “planetario” della questione quanto per quello umano.
Perché stamattina mi sono svegliata pensando che ieri mattina, come me, si sono svegliate; sono scese dal letto; hanno pensato “stamattina non mi va”; hanno bevuto il loro caffè; si sono fatte la doccia, lavate i denti, vestite; sono uscite di casa; hanno preso la macchina (la bici, il bus); sono entrate al lavoro 12 persone e non sono mai tornate a casa.
E, di contro, c’erano ieri mattina altre 3 persone che hanno fatto esattamente gli stessi movimenti fino ad una certa azione, salvo poi magari pregare il proprio Dio, ed in suo nome, imbracciare un fucile e sparare ed uccidere.
Ecco, questo mi sconvolge.
Mi sconvolge pensare che ancora in nome di Dio (qualunque esso sia!) si possano commettere degli omicidi.
Mi sconvolge pensare che questi 3 assassini abbiano trovato in Dio la forza di togliere la vita a qualcun altro.
Mi sconvolge pensare che quelli a cui la vita è stata tolta hanno avuto, come unica colpa, quella di disegnare.
Mi sconvolge pensare che nel 2015 non si possa manifestare con un disegno la propria idea senza paura di essere uccisi, così a sangue freddo.
Mi sconvolge pensare che conseguenze drammatiche si porterà dietro tutta questa storia.
Mi sconvolge pensare al poliziotto ferito che chiede pietà e viene giustiziato.
Mi sconvolge pensare che questo reciproco odio non finirà mai.
Mi sconvolge pensare che tutto questo, nulla ha a che vedere con la satira e con la religione.
Mi sconvolge pensare che quelle 12 persone non si sveglieranno più la mattina e non scenderanno più dal letto, non diranno più “non mi va stamattina”; non berranno più il loro caffè, non entreranno più in doccia, non si vestiranno più, non prenderanno più la macchina (la bici, il bus), non entreranno più a lavoro perché quelle 12 persone non ci sono più e con loro non c’è più anche una parte di me. Quella che ancora crede che certe cose, in nome di Dio (ma diciamo pure in nome di nessuno!) non dovrebbero mai avvenire.
RIP.

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Finish

E ci siamo, sono finite!
Non ci posso pensare, sono finite!
Sono passate quasi due settimane e voilà, puff: FI NI TE!
Volevo fare un’ode a loro… alle FERIE, che sono finite!
Mo’ è arrivata quella stronza della Befana e se le porta via. L’ho sempre odiata quella vecchia sulla scopa!
Dice “e che hai fatto in due settimane?! Sei partita?”
Ma pensate forse che sia matta a partire tra Natale e capodanno?! Per poter vedere 4 capitali europee in un anno nei week end, io parto quando non parte nessuno, è ovvio! Per spendere metà della metà di quanto avrei speso in questo momento… va bè poi rischi di trovare meno 17 gradi a Varsavia ma questa è un’altra storia.

E comunque che ho fatto?! Quello che va fatto durante le ferie:

1) ho visto tanti amici, mi sono fatta un sacco di risate, ho apprezzato ed avuto tempo per la loro compagnia e li ho adorati;

2) ho portato tutti i giorni fuori la mia cana, nel suo parco preferito, per vederla felice e mi sono fatta coccolare da lei, che lo fa pure se la vedi 5 minuti al giorno ma stavolta me le sono meritate le sue coccole;

3) sono stata al cinema spesso ed era tanto che non mi facevo catturare da “emozioni visive”, diciamo, anche se, come sapete, non sempre è andata bene;

4) ho fatto un po’ di shopping, sempre troppo poco!

5) sono stata in palestra la mattina il che dovrebbero metterlo come istituzione, dovrebbe far parte della giornata lavorativa! Bellissimo!!!

Sapete che devo fermarmi a 5 ma ci sarebbero un’infinità di altre cose che mi spingono ad odiare quella bacucca della Befana che arriva sempre troppo in fretta… ‘sta stronza!

E a quelli che hanno fatto il conto alla rovescia per tornare alla quotidianità della vita lavorativa dico solo “FATEVI UNA VITA!”.

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I vazanicchi

Fatto: 3 film in una settimana ma se voglio riconciliarmi con il cinema dovrò vederne un quarto credo.
CHE BRUTTO FILM!
Dici: “va bè, sei andata a vedere Un Natale stupefacente che ti aspettavi?!”
E niente, però mamma mia ci deve essere un limite al niente!
Lillo & Greg sono simpatici, anche bravi ma non possono reggere un film, comico per giunta.
Poi quello alto dei due, che non mi ricordo mai se è Lillo o Greg, che deve fare il fico è imbarazzante.
Ambra pure in genere non è -accia ma qui, a parte l’indubbia bellezza e forma fisica, per carità!
L’unico degno di nota è il bambino: bello, dolce, il più bravo di tutti.
La storia manco ve la racconto perché non c’è. Vi dico solo che “stupefacente” si riferisce alla sostanza stupefacente, nella fattispecie marijuana.
Per il resto nulla da segnalare.
Poche battute degne di nota e tutte nel primo tempo perché il secondo è veramente da dimenticare.
I vazanicchi, il nome del gruppo dove suonavano i due nel film è la cosa più divertente; insieme alle facce del più basso dei due, che non mi ricordo mai se è Lillo o Greg, ma perché lui è comico proprio di suo.
L’altro ieri mi avevano invitato a vedere il film documentario di Wim Wenders… ora io non dico tanto, ma tra Wim e quelli di ieri sera c’è il cinema in mezzo!
Evitate se potete, me ne sarete grati!

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La matta è servita

Una delle cose che mi piace di più delle ferie è avere tempo per fare delle cose; e tra le varie cose che si possono fare avendo tempo, c’è sicuramente quella di andare al cinema.
Ben due volte in una settimana è un record che non è detto che non supererò, andandoci pure stasera.
Comunque oggi vi dico del film che ho visto ieri: L’amore bugiardo.
Una super americanata, ma devo dire: fico, a me è piaciuto.
Lo gnoccolone Ben Affleck (perché sì, sarà pure Bambacione amicano, ma che gli vuoi dire?! È gnocco! Certo, con la barba sta meglio ma pure così non scherza!) si sposa con una che definire matta è poco.
Lei sparisce, lui viene accusato di qualsiasi cosa ma piano piano si scoprono gli altarini.
Non vi posso dire molto altro sennó vi rovino la visione perché è un giallo, pieno di colpi di scena. Insomma, qualsiasi cosa dica in più, già ho detto troppo, vi rovinerei la sorpresa.
Mi ha ricordato, come quantità di colpi di scena, il libro: La verità sul caso Henry Quebert che non fai in tempo a dire “ohhhh” che subito devi dire “ohhhhhhhhh”!
A parte il succo della storia, il regista è riuscito ad infilare pure l’attacco, più o meno velato, ai media che creano mostri con niente e li assolvono con altrettanta facilità, giocando con la vita della gente.
Un paio di Barbara D’Urso locali, infatti, portano il povero gnoccolone Ben dalla pena di morte al paradiso in un paio di trasmissioni.
Certo è lungo, decisamente lungo, ma ben costruito.
Era tanto che non mi piaceva “un’americanata”, quindi ero un po’ scettica, ma tutto sommato non sono rimasta delusa, anzi!
Ti lascia un po’ con l’amaro in bocca la fine ma l’happy end non si sarebbe abbinato con la storia, quindi tutto sommato meglio così.
Comunque, meno male che è un film perché diversamente si comincerebbe a dubitare pure dell’acqua perché “siamo sicuri che è bagnata?!”.

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Grazie!

Un sentitissimo grazie ai folletti delle statistiche di WordPress.com che hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog e a voi tutti per averlo letto!!! Grazie.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 11.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Buona fine e buon principio

Siamo ai bilanci, ragazzi, io odio i numeri ma l’anno finisce domani e non posso non farli.
Mi è piaciuto, tanto; mi è piaciuto tantissimo questo 2014.

Mi è piaciuto perchè è stato tanto generoso, regalandomi tanti tanti tanti amici: meravigliosi, bellissimi, attenti, esigenti, generosi, comprensivi, felici, fedeli, depressi, divertenti, caparbi, bisognosi, permalosi ma soprattutto che mi vogliono bene, tanto bene ed io di più a loro.

E poi, una promozione che aspettavo da troppo tempo e che finalmente è arrivata con il suo carico di responsabilità ma che non può, ancora oggi, non riempirmi d’orgoglio e continuare a convincermi che se ci credi le cose accadono.

E ancora, una felicità ed un’emozione che non pensavo più di provare ed è stato commovente prendere atto che può passare tanto tempo ma certe cose non cambiano, certe emozioni non mutano, certi fuochi di artificio non si spengono.

E, più di sempre, viaggi: strabilianti, entusiasmanti, arricchenti. E qui una menzione speciale va alla mia compagna di viaggio che sempre di più, nel 2014, è diventata per me un’imprescindibile certezza.

E infine, questo blog, nuovo blog. Tutto mio, solo mio. Mi piace, mi rilassa, mi gratifica, mi diverte e poi è mio, solo Mio!

E mille altre emozioni, sensazioni, risate, amori, gioie, dolori, delusioni, insomma l’ho detto che è stato generoso ed è per questo che lo saluto con affetto ed un filo di tristezza.
In fondo niente gli avevo chiesto e niente chiederó a questo nuovo; farò come con questo passato: me lo vivró, così come viene viene sperando che viene bene :D!

Auguri!!!!

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Voglio diventare invisibile

Premessa: mi é toccato vedere questo film (causa blocco auto a Roma) al cinema di Porta di Roma e mai più entrerò lì dentro intanto perché puzza di pop corn; poi perché fanno circa 45minuti di pubblicità prima del film; da ultimo perché dopo 20 minuti fanno un intervallo e non si può interrompere un’emozione mentre sta iniziando.
Detto questo: Il ragazzo invisibile mi é strapiaciuto per tutta una serie di cose che vado ad elencarvi.
1) il regista. Amo Salvatores, lo adoro, anche se non amo sempre quello che fa. Questo film, però, pur essendo particolarmente difficile da affrontare, richiamando il paragone con mostri sacri del genere, secondo me è ben riuscito. Questo perché riesce ad essere: delicato, carino, divertente. Insomma da vedere.
2) I protagonisti. Sono, al solito, tutti bravi e collaudati tra loro: la Golino e Bentivoglio su tutti. Poi, però, Salvatores ha la capacità di trovare anche nuovi talenti e quindi, bravo il bambino protagonista, che ha 12/13 anni ha anche la forza di recitare nudo; bravissima e divertente Candela.
3) La storia. È decisamente originale. Oddio per chi legge magari fumetti no, ma è ben costruita anche con il tentativo di dare una spiegazione vagamente razionale a cose che razionali non possono essere. Poi ambientata a Trieste che è indubbiamente bellissima.
4) Il messaggio sociale. Il bambino vuole diventare invisibile per scappare dai bulli che gli fanno vivere una vita impossibile. Sentiamo tutti i giorni queste storie e chi di noi non ha pensato una volta nella vita di voler essere invisibile per prendersi delle soddisfazioni?! Io si. Lui nel film lo può fare e che invidia!!!
5) Il finale a sorpresa, che non vi dirò ma che lascia aperta una porta su… e no, niente, ho detto che non ve lo dico!
Bilancio: sarà il periodo di festa, sarà la mia ben disposizione nei confronti del regista e degli attori, sarà che mi piace Trieste, io ve lo consiglio assai.
Fatemi sapere.

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Tutto qui?!

Se un libro si intitola Confessioni di una vittima dello shopping chi sono io per non comprarlo?!
Gli ronzavo intorno da un po’ e poi l’ho preso.
All’inizio è andata bene: scorrevole, veloce, abbastanza ben scritto. Questo per circa un centinaio di pagine nelle quali la protagonista ci racconta chi è.
Siamo in Giappone: lei, tettona ( non è un particolare trascurabile considerato quello che arriverà a fare, se lo scrivo un motivo c’è!), si sposa presto con il primo ragazzo che la corteggia. Comincia una noiosissima vita familiare con il marito bancario ed il primo figlio.
Poi, l’imprevisto, incontra una sua compagna di liceo che la introduce nel favoloso mondo dello shopping e questo è l’inizio della fine; in tutti i sensi: della sua tranquilla vita familiare, della sua ossessione, fondamentalmente del libro.
Perché si parla sì di un’ossessione ma in modo anche superficiale, poco incisivo, direi inutile.
La brama dell’acquisto che esiste (e io ne so qualcosa!) viene raccontata ma in modo generico direi.
Almeno raccontami bene cosa compri non mi dire solo che vai alle svendite, no?!
Comunque una casalinga non ha soldi per essere una fashion Victim e allora che può fare per averne?
Facile, vendere se stessa.
E qui comincia lo squallore.
Il marito la scopre, la aiuta a disintossicarsi e?! E poi boh! Il libro si perde. Sfuma così, senza un vero perché!
Un paio di chicche le ho lette, tipo che “il segreto dell’eleganza sta nei capelli”; o che “i vestiti sono belli davvero solo prima di essere acquistati”.
Nulla di più. Per me: nulla di più.
L’ho letto io, al solito, ringraziatemi e lasciatelo sullo scaffale; leggete altro ma leggete.

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Che fai a…?!

Lasciatoci il Natale alle spalle, la domanda che più di tutte si fa in questo e che più di tutte odio (ma non solo in questo periodo bensì tutto l’anno) è: che fai a capodanno?!
Mi viene sempre da rispondere: niente!
Perché io lo odio il capodanno ma in genereIe odio tutte quelle feste in cui è obbligatorio divertirsi! E se volessi fa’ la matta il 30 o il primo?! Non se po’?! Per forza il 31 mi devo divertire?!
Comunque, dal momento che non ci si può esimere, vi elenco la mia top 3 di Capodanno ideale:
3) festa in casa di persone che conosci ma con tante persone sconosciute. Mi piace, ma é un po’ un’incognita perché non sai mai come può venire. L’anno scorso ho partecipato ad una festa così e devo dire che erano anni che non passavo un Capodanno così divertente. Prima di tutto c’erano tutti gli amici e poi anche un sacco di altra gente. Musica, alcol, Roma… non si poteva chiedere di più e infatti nulla di più ho chiesto ma così perfette ne escono una su un milione. Sono stata fortunata!
2) Sempre a casa di amici con solo persone che conosci. Perfetto. Pochi ma buoni. È capodanno ma potrebbe essere un sabato qualunque. Adoro. Senza fronzoli. Senza esagerazione. Senza l’ansia da divertimento che ti assilla. Top.
1) Il mio numero uno però rimane, essendo io pur sempre una romantica: io, Lui e una bottiglie dì champagne. Se vogliamo aggiungere le terme, magari una vasca idromassaggio, lasciatemi lì pure tutto l’anno… mica solo a Capodanno… che fa pure la rima!

Ecco, è così facile.

Mo’ manca poco meno di una settimana, credo che per quest’anno non riuscirò a trovare un Lui per realizzare il Capodanno vincitore ma prima o poi magari ci riesco!

Intanto, voi non vi stressate.
Sono sicura che qualcosa esce e se non esce non è che vi stimerò di meno, anzi forse di più!

Fate in modo, però, di avere un vestito nuovo e di stare con qualcuno a cui volete bene e baciate, baciate, baciate perché chi bacia a capodanno bacia tutto l’anno o era un’altra cosa da fare?!

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