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La Dea Merini diceva "chi tace spaventa" e, infatti, io non taccio mai! Sono di tutto un po' e un po' di tutto come il blog: curiosa, tendenzialmente felice, lunatica e con una gran voglia di fare cose, che la vita è una sola e non va sprecata. Il bicchiere è sempre mezzo pieno, anche perchè la parte vuota me la sono bevuta. Vegetariana e canara convinta: voi pellicce, non mi avrete mai! Nella vita avrei voluto fare la scrittrice, la personal shopper, l'organizzatrice di eventi, non faccio niente di tutto questo ma non sputo mai nel piatto dove mangio anzi, me lo lecco con gusto. Scrivo principalmente per far sapere quello che penso non per ottenere risposte, anche se pure quelle non mancano mai.

La grande bellezza

Allora ieri nei miei trasbordi vespa/macchina/macchina/vespa ho incrociato un labrador con il suo padrone ed ho pensato: “La grande bellezza”!

Allora ho cominciato a catalogare tutte le cose che per me rappresentano “La grande bellezza”… vi farò uno dei miei soliti elenchi: siete contenti?!

  • Le feste di Margie quando mi vede, che sembra sempre che è da una vita e magari ci siamo viste due ore prima;
  • il sorriso di gratitudine di un bimbo quando lo cavi da un impiccio, che per te è una cosa banale ma per lui è un ostacolo insormontabile;
  • il cuore che ti si ferma per 5 secondi quando lo rivedi dopo tanto tempo;
  • Roma;
  • il sollievo nella voce di un’amica alla fine di una telefonata dopo averti chiamata disperata;
  • la collega che ti blocca sul corridoio e ti mostra, con le lacrime agli occhi, l’anello che le ha regalato lui (e le lacrime vengono anche a te!);
  • i vecchietti di Bilbao che girano per osterie e bere cicchetti e cantare canzonette;
  • la tracolla di Chanel (da ieri anche quella di Stella McCartney);
  • la complicità tra amici;
  • la sposa bellissima e felice in mezzo ai suoi invitati;
  • avere nella stessa sala di un museo: Pollock, Rotkho, Kandisky, Picass, Klein;
  • gli occhi di una persona innamorata;
  • mamma e papà contenti per un tuo successo;
  • il divano dopo una giornata di giri;
  • trovare un libro che ti appassiona;
  • il sabato e la domenica senza sveglia;
  • il mare;
  • il mare;
  • il mare… che è?! Non mi sono incantata è che per me “la grande bellezza” del mare merita almeno 3 punti in classifica;
  • le scarpe di Jimmy Choo

…e potei continuare per ore ma mi fermo perché non voglio tediarvi anche se “la grande bellezza” sarebbe anche….curiosi eh?! Mo’ vi lascio così, in attesa.

 

 

Anche no

Ora io dico: se sei Stephen King e hai scritto un milione di libri che bisogno c’era di scrivere questo?!

Non si tratta proprio di un libro, diciamo di un racconto: assurdo. Nell’erba alta.

Fratello e sorella (incinta!) sono in macchina in un posto x, di una radura y degli Stati Uniti; stanno lì che chiacchierano e sentono la voce di un ragazzino che chiede aiuto perché si è perso nell’erba alta. Partono tutti e due, fratello e sorella (incinta!), partono dallo stesso punto ma scendono nell’erba separati (cretini!!!) e si perdono a loro volta dopo un metro.

E da lì: io chiamo te, tu chiami me, il bambino chiama tutti e due; poi la voce di di una donna, poi la presenza malefica di un uomo; poi una pietra magica; poi le botte; poi il fratello trova il bambino, la sorella trova il cattivo e così per 100 pagine di inutilità.

Magari la base c’era pure ma o insisti e ci perdi un po’ di tempo o lascia perdere dall’inizio. Ma che è?!

Non c’era proprio bisogno, Stephen, te lo dico col cuore, ti volevamo bene lo stesso!

 

Si parte!

Parti e poi torni e prima di partire sempre la stessa storia: che mi porto?!

Bè, ragazzi, facile non è ma manco tanto difficile anche se in questi due giorni a Bilbao ho visto cose tra i turisti che io boh!

Per esempio: se stai andando in un paese la cui temperatura si agira intorno ai 25 gradi di giorno e 20 la notte e hai la la prontezza di portarti un paio di (ahimè) pinocchietti di cotone (che sconsiglio di avere nell’armadio sempre e comunque!) non puoi poi indossarli con un giacchetto di pile! E che cacchio?! Non si può! Ho capito che non so bene da quale paesa del nord Europa vieni ma NON SI PUO’ comunque.

Allora, facciamo così, seguite queste due/ tre dritte che vi aiuteranno per una valigetta da week end (poi per approfondimenti sempre vadobenecosi@gmail.com).

First of all, guardate il meteo. È una cosa che odio, mi sa di anziano, a Roma non lo guardo mai perché preferisco non sapere e, soprattutto, non mi va di deprimermi ante tempo se è brutto, ma se dovete partire un occhio buttatelo per sapere.

Visto il meteo, decidete le scarpe e, in base a quelle, decidete il guardaroba da portare. Sceglietele comode, ma non mi fate vedere scarpe che non mettereste neanche per andare al prato a portare il cane! Comodo non può essere sinonimo di orrore, sia chiaro, quindi regolatevi! Se scegliete scarpe marroni NON mi fate vedere giacche nere e viceversa. Vi consiglio un colore neutro che non vi vincoli troppo. Oppure uno di base su cui costruire il resto.

Contate i giorni in cui state fuori e scegliete tanti completini quanti sono i giorni di permanenza, così eviterete troppa roba e troppo peso.

Maglietta carina per la sera e magari ballerine da sostituire alle scarpe da passeggio, possono tornare utile ma considerate che potreste non usarle perché la stanchezza vi attanaglierà.

Per il beauty non vi portate il bagno, che tanto non vi serve, ma le confezioni da viaggio che bastano e avanzano: la vostra pelle non se la prendeà se per due giorni la tratterete in maniera diversa.

Vedete che è facile, non ci vuole niente e, se non ci vuole niente, fatelo! Non mi fate vede’ cose che manco a carnevale… perchè potete andare anche in capo al mondo ma le foto vi seguiranno e torneranno con voi.

 

Povero Benito

Finendo l’ultimo libro di Abate mi sono accorta che non ne ho neanche uno in cartaceo ma li ho tutti su kindle. E quindi?! Direte voi. E niente, una considerazione, rispondo io! Ma che mi fa pensare che quando, e se, avrò la fortuna di incontrarlo dovrò passare in libreria a prenderne uno perché da brava fan avrò bisogno di suo autografo con possibile dedica.
Mi piace troppo come scrive: pulito, scorrevole, lineare come al solito. È un piacere ed una sorpresa ogni volta.
Qui siamo nel Getsemani, in realtà no ma è come se lo fossimo. Il Getsemnani è un gruppo di case, immanginate una Milano 2, ma in Sardegna. E in questo Getsemani seguiamo le strampalate vicende di un gruppo di disgraziati: Antonio, l’edicolante buono e sfigato nonchè cornuto; Armando, il ragioniere e marito improbabile; Efrem (ma che nome è?!) comunque l’enigmatico belloccio; Elena, la maga dei segni; Mara, la vedova bianca; l’Avv. Moro, diciamocelo senza peli sulla lingua: la stronza; Renzo, l’intrallazzino paraculo.
Chi per una ragione, chi per l’altra si trovano in mezzo ai guai e si industriano per risolverli insieme ma il diavolo ci mette lo zampino e la spunterà uno solo!
La storia è divertente ma al solito la scrittura batte tutto.
Mi piace sempre di più Abate, è una garanzia con sono i suoi inevitabili colpi di scena che rendono una storia apparentemente banale sempre coinvolgente.
Sempre bravo lui sempre più affascinata io.
Unico immenso neo questa volta è la fine di Benito Peardo perché se hai l’accortezza di dare un nome e un cognome ad un cane non puoi, non devi permettere che finisca così. Non è affatto giusto. Stacci attento la prossima volta, capito France’?!

Moda Sociale

Allora, ragazze (perché tanto qui gli uomini non scrivono a vadobenecosi@gmail.com) per darvi qualche dritta ho cominciato a seguire su Twitter, Facebook e Instagram qualsiasi tipo di stilista: dai classici Armani, D&G, Ferretti, Valentino a Valli, Lavin, Elie Saab ai più proletari Zara, H&M, Max & co e insomma chi più ne ha più ne metta.

Così appena apro, soprattutto instagram, sono bombardata da immagini meravigliose di cose che vorrei e difficilmente potrò avere ma che comunque danno stimoli di sogno e di acquisto!

Per due settimane è stato un continuo di immagini estive con la settimana della moda prima a Milano e poi a Parigi, una corsa all’estate 2015 e ti prende malissimo perché tu devi cominciare a riporre i costumi e loro ti fanno pensare a quelli per l’anno prossimo.

Comunque, chiuse le sfilate, si è ricominciato a ragionare e a parlare di autunno/Inverno e qui la tristezza corre su filo, non tanto per l’abbigliamento quanto per la stagione in sè che mai riuscirà a piacermi.

Ma andiamo avanti, rassegnamoci, e andiamo avanti.

Come vi ho già scritto quest’anno vanno tantissimo i cappottini ma vi aggiungo che sono tornati di moda anche i parka; grazie ad una richiesta su vadodobenecosì ne ho trovati di carinissimi, da Armani a Herno a Woolrich si sono sbizzarriti! Ah, per chi non lo sapesse i parka sono quei giacconi con la culisse in vita e il cappuccio; per chi non sapesse cos’è la culisse consiglio di seguire un’altra sezione del blog perché, evidentemente, la moda non è cosa vostra.

Sui cappotti poi, sulle borse, sugli stivali sono di gran moda le frange… personalmente non le amo, mi fanno troppo Pocahontas ma pare che se non hai almeno un accessorio “con” sei assolutamente “out”, quindi frangettatevi!

Oh, poi, scusate ma devo aprire una parentesi che ho sulla punta delle dita da un po’… io voglio denunciare e poi provvedere ad un processo ed infine all’arresto del nuovo stilista di Moschino che ha reso un marchio originale, sfrontato, cool, come era Moschino, una vera pacchianata. Dunque, ammesso e non concesso che nel Missouri si sappia di moda , Jeremy Scott che da lì viene non è assolutamente all’altezza della buon’anima di Moschino. Ha imbrattato tutta la collezione con pupazzi dei fumetti e dei cartoni dalla Barbie a quel coso giallo che non so come si chiama e manco lo voglio sapere. Inorridisco al pensiero. Mi vengono certi nervi che non vi posso spiegare. Il tutto poi venduto a caro prezzo! Che fastidio! Boicottatelo, vi prego!

Ok, sono andata fuori tema, scusatemi ma non potevo più tacere.

Au revoir.

 

 

 

Caro Diario

E ma comunque non è facile scrivere un blog.

O meglio è facile di per sé ma non è sempre facile tenere viva l’attenzione e trovare argomenti su cui scrivere.

Io ne avrei 10, 100, 1000 ma non sempre posso scrivere tutto quello che voglio e non sempre è facile tradurre i pensieri in parole.

Allora, cerchi stimoli e pensi che sia utile aprire un giornale e poi lo richiudi perché ti prendono certi nervi che pensi “sì, va bè, ho capito ma…

…come posso commentare le sevizie subite da un ragazzo solo perché obeso, queste sono cose che neanche se uno ci si impegna può riuscire ad immaginarsele. Queste sono cose che non ti puoi spiegare perché poi pensi, va bè uno matto purtroppo si trova ma erano in 3, in 3 capito?! E a nessuno dei tre si è accesa una lampadina in testa. Ma d’altronde che vuoi accendere quando manca la corrente?!

…come posso commentare la bagarre di ieri al Senato, una messa in scena fatta da chi si lamenta che le cose non funzionano e le fanno funzionare peggio. Perché io penso che anche le battaglie vanno fatte in modo costruttivo no depositando monetine sul banco del Governo, dando schiaffi, alzando striscioni o lanciando libri ad una carica istituzionale. Qualsiasi ragione tu possa avere (e ho forti dubbi che tu ce l’abbia!) inevitabilmente passerai dalla ragione al torto. Chi ti ha votato per stare lì si aspetta che tu faccia altro: inutile il polverone se manca la sostanza!

… come posso commentare la fine della storia d’amore tra Pieraccioni e la moglie perché in testa mi spunta un immenso punto interrogativo davanti al quale, per dirla come si dice su twitter ESGC!!!”.

Quindi niente comincerò a fare giri più lunghi in Vespa, immaginatemi come Moretti in Caro Diario anche se poi la mia vespa è più bella e io sono senz’altro meno pelosa.

Bataban

Ma a voi capita mai che mentre siete distratti e state facendo una cosa così in tranquillità un colore, un odore, un sapore, una musica vi ricordino di qualcosa o qualcuno?!

E vi arriva in faccia come uno schiaffo un episodio passato bello o brutto? A me capita spesso e non sempre è una cosa piacevole. Cioè è quasi sempre una cosa piacevole ma magari ci sono dei ricordi che sarebbe meglio non ricordare, dei pensieri che sarebbe meglio non fare, delle sensazioni che sarebbe meglio tenere sepolte.

Stai lì, tutta caruccia tutta pettinata, e bataban senti un profumo, poi non necessariamente un profumo… un odore e la testa se ne va e riaffiorano cose sepolte e pensi “dove, come, perché?!”.

Bello, molto bello; o brutto, molto brutto dipende dai punti di vista e da cosa si ricorda.

Fatto sta che a volte non ti riesci a trattenere e ripiombi in quella cucina, in quella camera da letto, in quel ristornate e risenti i sapori, i colori, gli odori.

Bello molto bello; o brutto molto brutto dipende dai punti di vista!

Dire, fare, baciare

Devo dire che per me i viaggi in Vespa sono una grande fonte di ispirazione e oggi, mentre tornavo dalla stazione, e dopo, dalla palestra, ho cominciato a pensare ad un post. E se io fossi una persona normale magari avrei potuto parlarvi di cibo, politica, amore ma non credo di essere tanto normale se mi è tornato in mente il gioco: dire, fare, baciare, lettera o testamento. Ma perché direte voi, boh rispondo io.

Ma che gioco scemo era non mi ricordo manco come funzionava.

Le parole però (a parte testamento) sono carine e allora giochiamo insieme:

Dire: io dico pure troppo, stessi zitta ogni tanto ne trarremmo tutti giovamento. Con la maturità non riesco a tenermi un cecio in bocca e allora dico e dico che la dobbiamo finire con questi leggins se avete le gambe che sembrano due pagnotte. Basta.

Fare: l’altro giorno guardando le immagini di Lampedusa pensavo che è inutile fare commemorazioni che non servono a nessuno, facciamo qualcosa prima, rendiamo l’approdo e la vita di questi disgraziati dignitosa, inutili le lacrime dove c’é solo disperazione. Inutili.

Baciare: io adoro i baci. Li adoro, starei sempre a baciare, certo con chi dico io e nel modo che dico io. Bello, romantico, passionale, un po’ in disuso ma necessario per capire se una persona ti piace oppure no. Tempo fa dicevo ad una mia amica che uno non mi piaceva perché aveva un bacio troppo “linguoso”, lei mi ha ascoltato e, dopo che ho finito di dire ‘sta cazzata, mi ha risposto “guarda che non esiste un bacio troppo linguoso, come dici tu, se hai tempo di pensare alla lingua evidentemente non ti piace lui!” E aveva ragione.

Lettera: ma quanto erano belle le lettere?! Quanto?! Ne ho scritte milioni ad amiche lontane: era una gioia scriverle ed un piacere riceverle. Ora io scrivo uguale ma le mail che non sono esattamente la stessa cosa ma simili. Prima c’era la scelta della carta e poi della penna, ora a stento so firmare con una penna in mano. Ma il principio rimane, e quando non riuscite a dire scrivete che l’effetto é lo stesso, a volte migliore. Per me quasi sempre migliore perché ho il tempo di contare fino a 100 prima di scrivere.

Testamento, spero ci sia tempo. Niente da dichiarare.

Meno male che i miei tragitti in vespa sono brevi sennò vi toccava 1,2,3 stella al prossimo post … a proposito…

Have a good day!

Carissimi,
sono salita su questo treno con la voglia di scrivervi un post sul dramma di svegliarsi presto la mattina; su quanto odio il lunedì; su quanto sarebbe meraviglioso stare in piedi fino alle due e non avere la sveglia la mattina dopo ma… sono troppo occupata a rimpiangere le mie due ore di sonno perse per averne la forza!
Buona giornata.

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