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Mi corre l’obbligo

Ma vogliamo un po’ parlare del look dei parlamentari durante le 4 votazioni per eleggere il Presidente della Repubblica?! E perché no?!

In fondo è una cosa che adoro: sbirciare tra le foto per andare a vedere come si è conciato chi.

Non posso non cominciare con la vice presidente del Senato. Bè, ragazzi, che coraggio, che folta chioma rosso finto, che spettacolo di cofana!

Ma come può venire in mente ad una donna, per giunta di una certa età, per giunta con un ruolo istituzionale di andare da un parrucchiere e scegliere quel colore e decidere per quell’acconciatura. E ancora: come ha potuto trovare un parrucchiere che mettesse in atto quella folle scelta. Io veramente rimango basita certe volte dal non gusto delle persone. E sempre penso “devi essere una persona fondamentalmente sola, mi dispiace per te” perché diversamente un congiunto che ti dica “ma vai da un parrucchiere bravo che non ti si può guardare!” lo DEVI avere.

La Boldrini, caruccia, sobria e classicamente elegante. Diciamo senza infamia e senza lode.

La Boschi sempre la più fashion con varia fortuna. Casto il tubino grigio a maniche lunghe della prima votazione; da bocciare quello blu da ragazzina della seconda (se c’hai un po’ di sedere quel modello non ti può donare, te lo dico!); più adatto alla sua età quello dell’elezione con giochi geometrici e colori più sgargianti; elegante quello del giuramento .

La Madia non si commenta: è triste in tutte le sue manifestazioni, con boccolame da dama dell’ottocento annesso.

La Finocchiaro: classe.

La Meloni: perchè?! Cosa mi rappresentava quel vestitino da bimba alla prima comunione nero con stivale testa di moro?! Cosa mi rappresentava?!

La Bindi: non classificabile. Ma ti pare che vai al giuramento del presidente della Repubblica con il maglioncino lupetto grigio/beige. Roba da vergognarsi. Poi dice che berlusconi ti fa le battute… e ma come ho già detto “c’è pure un limite ad Uggly Betty!”.

Sugli uomini che vi dico?! Il grigio ha spopolato; e quello troppo chiaro di Vendola anche “no grazie!”; sorvolo sul jeans di Calderoli perchè solo un pietoso velo si può stendere e sarebbe necessario stenderlo su di lui; il bluette di Di Maio, ormai è stato sdoganato da Renzi alla marcia francese, che gli puoi dire?! Il più elegante Scalfarotto.

Perquanto riguarda il Presidente, fossi stata nella figlia per il giorno del giuramento gliene avrei consigliato uno blu. Poi, però, vedendo la figlia, ho capito pure perché il grigio scuro che indossava il padre. Gesù Maria, quanta infinita tristezza lookaiola si celava su quegli scanni della Camera alla sezione “famiglia del Presidente!”.

Andrò oltre, per carità, ma l’occhio vorrà pure un minimo la sua parte?! O no?!

PS: al ministro dell’economia greco che se ne va in giro per l’Europa con quel look finto scanzonato da buttafuori in discoteca dico: “lo scanzonato lascialo a casa, mettiti una cazzo di cravatta ed una camicia bianca! Devi andare in giro a parlare di economia, magari la discoteca nel week end e se t’avanza tempo!”.

Vale per tutti, eh!

Mi imbatto in un articolo in cui si dice che Tsipras ha firmato come premier senza cravatta, nello stesso articolo si dice che quando ha firmato Renzi era in grigio chiaro; ancora, il premier indiano si è presentato con un gessato dove al posto delle righe c’era ricamato il suo nome in oro.

Ora io dico: NO!!!

Le regole di stile devono valere per tutti, porca la pupazza.

Anzi, devono valere a maggior ragione per i capi di stato e per le rispettive first lady, che rappresentano in giro per il mondo il rispettivo paese.

E dai!

Quello si presenta senza cravatta?! Sbagliato! A me non me ne frega niente quanto sei anticonformista, quanto sei comunista, quanto te ne freghi perché certi luoghi, come un Parlamento, richiedono rispetto. E’ per questo, che dico sì alla cravatta in situazioni istituzionali.

E questo deve valere per tutti, non me ne importa niente di quanto sei Amministratore Delegato e di quanti milioni di milioni euro hai nel portafogli, perché pure tu, Marchionne, non puoi contravvenire a questa regola e presentarti sempre con il tuo maglioncino blu che sarà pure di cachemire di inverno e di filo di scozia d’estate ma sempre un pulcioso maglioncino blu rimane e che cavolo!

E tu, Renzi, che ti sei presentato a giurare in un vestito grigio chiaro: è sbagliato! Certe situazioni richiedono un blu o un grigio scuro, molto scuro. Per fortuna, nei mesi, qualcosa è cambiato, anche se alla marcia francese ti sei presentato in bluette e va bè. Il punto è che io dico che tra le cose buone che produciamo c’è sicuramente la moda e dico, cacchio, affidati ad un genio dei nostri. Mettiti nelle mani di un Armani e fidati, cacchio, fidati. E fallo fare anche a tua moglie che sta abbastanza fisicata e che potrebbe permettersi di uscire da quel tubino nelle cinquanta sfumature di grigio in cui si è infilata.

Sulla sboronaggine del premier indiano poco ho da dire perché va bè… che gli vuoi dire ad uno che si fa ricamare in oro il suo nome su un vestito gessato. Il silenzio è meglio di mille parole in taluni casi.

Rimane sempre il mio consiglio: se proprio non sapete come fare aprite la mail, scrivete il dubbio ed inviatelo a vadobenecosi@gmail.com.

Ragazzi, FA TE LO!

 

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Moda maschia

Mi hanno chiesto perché non ho scritto un post sulla moda maschile autunno/inverno 2015/2016.

Ci ho pensato un po’ ed ora qualcosa ve la posso dire.

Per voi, e solo per voi, mi sono riempita gli occhi di fusti in passerella.

Che duro lavoro!

Ma, soprattutto, che scempio a volte vederli deturpati da vestiti che manco se esci da un cassonetto di quelli per gli indumenti.

Io capisco lo spettacolo, capisco che bisogna fare spettacolo ma si possono mettere in scena ragazzi, uomini, maschi con maglioni fucsia e capelli a tema come hanno fatto da Slibing oppure muccati o zebrati come da Moschino, ma si sa io quello non lo sopporto.

(Per inciso, riguardo a Moschino, ho scoperto che hanno dato un premio a Jeremy Scott … a Losa Angelese… e giuusto e SOLO là… più ci penso e più mi vengono i nervi… ma andiamo avanti!).

Per fortuna a ristabilire le cose ci ha pensato re Giorgio che, a parte i pantaloni corti e con le pences, è sempre il più elegante, fascinoso, perfetto.

Poi D&G con i damascati ma anche gli smoking impeccabili; e Dior con il principe di Galles; Lanvin con le giacche molto lunghe o cortissime; Versace con i suoi maschi impomatati; Bikkemberg che li ha lasciati tutti a torso nudo; e super Gucci, il cui maschio femmineo è stato creato in meno di una settimana dal nuovo direttore creativo Alessandro Michele.

Insomma, si vede di tutto alle sfilate e sempre mi viene da pensare: “ma chi se le deve mettere ‘ste cose?!” poi, per fortuna, interviene il gusto della normalità e, grazie a Dio, sulle strade vedremo, preferendolo, l’uomo animale e non l’uomo animalier!

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In bocca al lupo!

Caro Alessandro Michele, in bocca al lupo!!!

Sono davvero felice per te perché a volte i sogni si avverano.

Ora voi direte: e chi è Alessandro Michele?

Bè, Alessandro Michele è il nuovo direttore creativo di Gucci.

Già braccio destro di Frida Giannini è stato scelto come suo successore: 42 anni, romano, aspetto da Guru con barba e capelli incolti e look un po’ grunge.

Quando ho saputo che Frida (mia sorella!) avrebbe lasciato la maison sono caduta nello sconforto perché adoro Gucci ed adoravo le sue creazioni. Penso che sia stata bravissima nel suo lavoro. Fantastica!

Poi un giorno, su un giornale leggo che lei e il marito (AD della maison) lasceranno la casa di moda e ho pensato: nooooooooooooooooo! E ora?! Qua è un attimo che ci mettono un incapace che fa i pupazzetti come hanno fatto da Moschino?! Oppure che cominceranno a cercare e poi snaturare una delle mie griffe preferite.

Perché Gucci è Gucci: stile, classe, pochi eccessi, perfezione. Per me sta nell’Olimpo con Armani e Valentino ed accettare che andasse nelle mani di chicchessia è stato un duro colpo.

Poi i nomi che avevo sentito: Dio ci aiuti.

Comunque, Frida doveva rimanere fino alla collezione donna autunno/inverno 2015/2016 (quindi marzo 2015!) e invece settimana scorsa il colpo di scena: la collezione maschile è stata rivoluzionata e rifatta (o almeno così ho letto) da Alessandro Michele, in una settimana e Frida ha mollato prima.

E vedi la collezione e capisci che Alessandro Michele è bravo, è genio, è Gucci.

Poi ieri sera leggo l’annuncio e sarà lui a prendere il posto della Giannini, lui suo braccio destro dal 2011, proprio come nel 2006 Frida aveva preso il posto di Tom Ford.

Bè, bravi. Bello, sono contenta.

Bravo Alessandro, bravo chi l’ha scelto e in bocca al lupo a tutti… poi se vi avanza una borsa la mia casa è sempre disponibile ad adottarla! Io ve lo dicco, poi fate voi.

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Due è già troppo

Era un po’ che cercavo qualcosa di moda su cui scrivere.
Troppi input: sfilate, saldi, insomma cose varie.
E poi, apro instagram e la vedo.
L’avevo voluta ignorare ai Golden Globe perché ho pensato ad una scivolata ma due su due no, non te le posso perdonare!
E che cavolo!
Di chi parlo?! Ma di Rosamund Pike.
Chi è?! La bravissima attrice di cui ho già parlato per aver interpretato magistralmente L’amore bugiardo.
Bene, sei molto brava, anche molto bella.
Ora, con quei due soldi che hai guadagnato, prendi immediatamente uno stylist e fatti guidare perché, bella mia, anche l’occhio vuole la sua parte!
Ma io dico come, come t’è venuto di indossare ai Golden Globe codesto vestito di Vera Wang (quello a sinistra) ?! Ti prego!
Perché mai?! Sei pure una bella donna, perché ti devi così mortificare!
Dice: “e va bé, ma due mesi fa è diventata mamma” … e a maggior ragione: ti vesti di bianco (che notoriamente ammazza!) e ti metti senza reggiseno (che a due mesi dal parto sei notoriamente una mucca da mungere!)!
Ma io dico: una mamma, un marito, un parente stretto, un’amica che ti dica “ma come cazzo te sei vestita?!” Non ce l’hai?! E se non ce l’hai, pagalo uno che sia sincero con te!
E va be, una te la fa passare.
Poi: altra serata di gala, altro Red carpet, altro stilista (Valentino), vestito stavolta bellissimo e tu che fai?! Di nuovo bianco e di nuovo con un reggiseno sbagliato?!
Ma dai, ma porca la paletta zozzissima!
Rosamund, scrivimi; giuro, ti rispondo; scrivimi!
Visto che la prossima serata saranno gli Oscar evitiamo di fare figure di merda: SCRIVIMI!!!!

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Presaldi

Questo è anche un blog utile, vorrei che fosse chiaro e, quindi, oltre a darvi consigli richiesti a vadobenecosi@gmail.com, oggi vi allego la tabella delle partenze dei saldi invernali regione per regione.

Ho già invocato mezzo calendario perché proprio non capisco il motivo per cui nel Lazio debbano partire sempre dopo tutti, ma va bè, mi adeguo.

Allora, prima dei saldi, però vorrei dare qualche utile suggerimento, poi magari più avanti entrerò nello specifico di cosa comprare.

Capisco che ora, con tutta la frenesia del Natale non avete tempo di girare per voi ma cercate di andare in alcuni dei vostri negozi preferiti. Intanto, perché molto spesso, anzi direi sempre, alle affezionate clienti i saldi vengono fatti in anticipo e poi perché proprio lì troverete l’affare dell’anno.

Mi spiego.

Se c’è un cappottino, un vestito o un paio di pantaloni o di scarpe che vi piacciono tanto e che non avete ancora comprato causa prezzo elevato, bene i passi da seguire sono 3:

1) recarsi ora nel negozio, provare l’oggetto del desiderio, stare davanti allo specchio con gli occhi adoranti, individuare la padrona/il padrone del negozio e fare la faccia del desiderio. Garantito che vi farà lo sconto in anticipo;

2) qualora vi siate imbattute nella strega di Biancaneve o nel cacciatore di Cappuccetto rosso, mollate la presa ma segnatevi il prezzo;

3) tornate i primi giorni dei saldi (già vi spiegai che non c’è bisogno andare nella ressa del primo giorno!) e verificate che abbiano effettivamente applicato lo sconto. Quindi COMPRATE! (Questo punto è necessario per non incorrere in spiacevoli sorprese come è successo a me. Un anno, infatti, nel mio negozio preferito avevano una gonna spaziale di Nolita (ancora ricordo!) e costava un occhio della testa. Non la prendo, aspetto i saldi, sapevo perfettamente quanto costava a prezzo pieno, peccato che LA STRONZA della proprietaria del negozio aveva maggiorato il prezzo iniziale, vendendola in saldo a quanto effettivamente costava. Non l’ho comprata, ma se ci ripenso ancora mi scappa la lacrima).

Quindi, ricapitolando, ora è il momento per:

  • prendere carta e penna e segnare quello che vi manca (ahahahhahhaa!) diciamo che volete a tutti i costi;
  • individuare il negozio che lo possiede;
  • fare tentativo di colpaccio con occhi da cerbiatta per ottenere presaldo;
  • in caso fallisca tentativo previsto al punto precedente, segnare prezzi per poi tornare e colpire. (Solo per inciso, ai tempi dell’episodio raccontato della gonna Nolita – argh – ero molto giovane, capitasse adesso, nell’ordine: affronterei il commerciante tentando sconto effettivo; di fronte a diniego mi recherei alla Guardia di Finanza per denunciare accaduto! Embè oh, mica si possono lasciare le persone a rimpiangere a vita una gonna Nolita, io voglio essere utile per me e per gli altri!).

Coraggio, in bocca al presaldo.

PS: segnalo che la Conferenza Stato – Regioni ha deliberato di anticipare l’inizio dei saldi al 3 gennaio. Daje! Ad oggi manca ancora la delibera della Regione Lazio… forza Nicola, FIRMA!!!

 

 

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Christmas gifts

Non so se vi ho mai parlato degli @indivanados che seguo su Twitter.
Trattasi dei “Rivoluzionari del Divano” e con loro facciamo l’almanacco del giorno dopo.
Vi ricordate l’almanacco?!
Mi sa che io sono nata e già non si faceva più. Fatto sta che il capo Indivanados mi ha assegnato la rubrica della moda e sempre grata gliene sarò.
Ogni sera quindi dalle 19.45 alle 20.15 ognuno della “redazione” prepara tweet per il proprio tema.
Ovviamente i miei, ultimamente danno consigli modaioli e natalizi.
Ho pensato che, visto che non tutti mi seguono pure su Twitter, è carino mettere a conoscenza anche voi delle mie indicazioni.
Contravvenendo alla regola del 5 ve ne do 3.
1) Questo è l’anno del bauletto. Must have have have! A parte la speedy di Vuitton, di cui si è abbondantemente parlato, il mio preferito oggi come oggi è quello di Twin set, grigio, con borchie a forma di cuore. Direi perfetto per un regalo fashion.
2) Quei gran geni della mason Dior si sono inventati un super bijou. Io lo vorrei immensamente, per dire. Si tratta di un orecchino, Mise en Dior, con doppia perla (la più piccola va sulla parte anteriore del lobo e la più grande va nella parte posteriore); fatto in varie colorazioni, eviterei il bianco che mi sembra banale, per il resto tutti i colori sono ammessi. Prezzo manco esagerato per essere Dior. Super chic è regalarne solo uno!
3) Se, invece, siete alla moda ma volete anche fare beneficienza c’è Marni con le sue magliette Charity project, disegnate da bambini di alcune scuole in Colombia, Nairobi, Giappone e Italia che hanno partecipato al progetto “NATURE IN MY COUNTRY”. Divertenti, colorate e benefiche.

Chiaramente ho i prezzi di tutto ma non è carino scriverli, caso mai qualcuno ricevesse i doni in questione. Quindi, in caso, scrivete a vadobenecosi@gmail.com e vi sarà detto. Buon Natale.

PS: se ci fosse qualche anima pia all’ascolto ho tagliato i capelli e il punto 2 sarebbe perfetto al mio lobo. Così, per dire!

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Io confesso

Ok, sono passate più di 48 ore.
Sono una persona abbastanza forte e posso raccontarvi quello che é successo l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata.

Cominciamo: Io confesso.

Allora, mi sveglio abbastanza tardi (è festa!!!) so che devo andare a recuperare l’albero di Natale in cantina ma traccheggio fino a che vado.
Lo prendo, con tutti gli annessi ed i connessi, e, mentre chiudo noto una cavalletta gigante sulla porta!
Chiudo di corsa e ne resto profondamente turbata.
Secondo me questo è stato il punto in cui è iniziata la fine!

Salgo su, mi rendo conto che si è fatto tardi, perché dovevo andare a pranzo dai miei, e comincio solo a montare l’albero.
A quel punto s’é fatto tardissimo e allora che faccio mi infilo una TUTA e vado.

(Ora lo so che vi ho detto 1000 volte che con la TUTA manco a pisciare il cane – e faccio bene a dirvelo – ma ho pensato “vado da mamma, vado a CASA MIA… c’è il cane che mi lecca, vado tranquilla!”. Ho pensato male).

Arrivo a casa, assalto di Margie e papà che mi viene incontro tutto caruccio e pettinato (maglioncino e camicia!) gli dico “ti sei messo elegante per il pranzo!” e mentre dico la frase noto uno scintillio strano in salone… mi giro e vedo una tavola apparecchiata per n persone tutta tempestata di cristallo; arriva mia mamma e pure lei tutta caruccia e pettinata.

Lì mi si comincia ad accendere una lampadina e dico “ma forse non so qualcosa che dovrei sapere” e mamma, candidamente: “bè, vengono tuo fratello con la fidanzata e i genitori e la sorella ma te l’abbiamo detto” “che cosaaaaaaaaaaaaaaa?! Me l’avete detto?! E quando?! Quando io stavo a casa mia e voi a casa vostra?! Quando non mi prendeva il telefono?! Quando?!?!? Ma dico vi pare che se avessi saputo mi presentavo IN TUTA (che manco a piscia’ il cane?!)”…
Comunque non mi perdo d’animo, sbatto la porta, mi lancio dalla rampa delle scale… se non fosse che… li becco sotto casa! E che posso fare?!

Confessare: io confesso.

Mi umilio: gli dico, scusate io non sapevo sareste venuti e sono venuta IN TUTA ma rimedio subito, vado a casa e mi cambio.
E loro, carucci tanto carucci: “ma no, siamo di famiglia; ti pare che ti preoccupi che stai in tuta!”

E mi preoccupo sì… sto IN TUTA (che manco a piscia’ il cane!).

Comunque risalgo con loro e loro pure erano tutti carucci, tutti pettinati e io sempre IN TUTA.
Dicono: “dai, vedrai pure tuo fratello verrà IN TUTA”, che non mi
sembrava una consolazione ma almeno.
E quello che fa?! Tutto caruccio, tutto pettinato pure lui!

Dico: “meno male che almeno ho abbinato felpa a scarpe. ME NO MA LE!”

Che pranzo che ho passato, ragazzi, qualsiasi cosa succedeva pensavo “Ah Nu’, stai IN TUTA ma LMT”.

Finalmente finiscono l’antipasto, il primo, il secondo, i dolci; mi umilio per un’altra oretta e trovo il coraggio di andarmene con la promessa che a Natale sarò decisamente più elegante (e vabbè che rispetto alla TUTA ci vuole poco!) quantomeno con un vestito nuovo per l’occasione… devo pur rimediare all’immensa figura tapina che ho fatto! O no?!

Ecco, io confesso: proprio io che la TUTA manco a pisciare il cane, ho passato un imbarazzante giorno di festa… sicuramente per colpa della cavalletta che mi ha turbata o, più probabilmente, dei miei che hanno taciuto.

Com’è, come non è, Amici & amiche, per una volta NON seguite il mio esempio e ricordate sempre, stampatevelo ed attaccatevelo sull’armadio, che “la TUTA, manco a pisciare il cane”… me ne sarete grati, molto grati! Vi assicuro.

Doniamoci (uomo)

So, so, so che sembra difficile fare un regalo ad un uomo e forse lo è. Anzi, senz’altro lo è ma mi sforzerò di darvi 5 suggerimenti sul sì e sul no.

  • Tecnologia. Lo so, è un luogo comune, ma mi sento di dirvi che quasi mai sbaglierete. I regali tecnologici sono quasi sempre graditi. Ipad, Iphone, Ipod touch, I watch, macchinette fotografiche digitali, cuffie, insomma quello che vi pare. Per rendere la cosa più carina e personalizzata la Apple, per esempio, consente di fare incisioni sugli articoli. Già fatto, viene bene. Provate.
  • Portafogli. Ecco a me non piacciono molto, più che portafogli vi consiglio porta carte di credito che, però, nella quasi totalità dei casi consentono anche di portare soldi. Tra le marche migliori ci sono la solita MontBlanc superata dalla DuPont: stessi modelli, ma la seconda pare sia di migliore qualità e sicuramente meno cara.
  • Accessori, Se l’uomo in questione è fico, ampio spazio agli anelli magari realizzati da un artigiano, se vi muovete per tempo spenderete poco e sicuramente vincerete il premio “regalo più originale dell’anno”. Se l’uomo non è fico ma normale, buttatevi su un orologio che non sono mai abbastanza.
  • Borse. Ovviamente non mi riferisco alle mie adorate borse ma a borsoni da viaggio. Li adoro per uomo, saranno meno comodi ma sicuramente di effetto. In alternativa gradito sempre penso sia il trolley, magari quelli da pilota, che sono divertenti, comodi e carini. Aborro in tutte le sue declinazioni il borsello, ma già sapete. In alternativa vi consiglio borse Orciani’s Style.
  • Hobbies. Io sfrutterei tutto quello che riguarda i loro hobbies. Gioca a calcetto, comprategli un completino; si diletta nella pittura, bellissimi i pennelli con i colori e il cavalletto con la tela; gli piace il fai da te, andate di trapano; legge, superbuono da Feltrinelli; gli piacciono le corse, giro a Vallelunga; ama il golf, vai con la mazza; gli piace il teatro, abbonamento; gli piace il cinema, carnet di biglietti… e chi più ne ha più ne metta.

A ripendarci, è più facile per l’uomo che per la donna.

Per dubbi e consigli sfruttatemi: vadobenecosi@gmail.com

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Doniamoci (donna)

Il Natale è alle porte e so che la domanda più frequente in questo periodo è ” cosa regalo a…?”.

La mia difficoltà nel fare i regali nasce quando non ho voglia di farli perché quando ne ho voglia le idee vengono da loro. Senza sforzo.

Oggi parliamo di donne e vi segnalo, nei soliti 5 punti, quello che secondo me può piacere e quello che può non piacere.

  • Borsa: sempre gradita. Sempre. Sapete già come la penso al riguardo. Quando dico “borsa” intendo “borsa” non simil tale. Evitate tutte quelle sotto marche tipo: Carpisa, o cose simili, che non conosco e non voglio conoscere. Visto che è Natale due € in più potete spenderli e ricordo che mai come in questo caso “chi più spende meno spende!”. Per i nomi da inseguire rimando al post “D, E, F..:”, vi aggiungo, per esempio, a prezzi più bassi: la shopper di Michael Kors, che va di modissima e Twin set con la sua Cecile, che personalmente adoro;
  • Profumi: il profumo è una cosa davvero personale ed a meno che non conosciate che profumo usi la ricevente evitate di farle sperimentare nuove fragranze perché quasi mai ci azzeccherete. Quindi, sì alle confezioni profumo più crema solo sapete per certo la marca usata, assolutamente no se non lo sapete e pensate “potrebbe piacerle” perché quasi sempre sbaglierete e vi troverete a buttare fior di €;
  • Tiffany: perché qua non parliamo di gioielli, parliamo di quella meravigliosa scatolina che qualunque cosa contenga renderà felice chi la riceve. Certo se il regalo viene da un fidanzato è meglio ma evitatelo se non volete creare false aspettative.
  • Benessere: questo quasi sempre gradito. Un massaggio, un week end fuori, qualunque cosa che aiuti a rilassare: compratelo! Potreste incorrere il rischio, per alcune come me, che non amano troppo farsi massaggiare da estranei ma mi sento di dirvi che si tratta di rischio piuttosto residuale;
  • Abbigliamento: io sono tendenzialmente contraria perché anche qui è troppo complicato: la taglia, il gusto, troppo complicato. Magari meglio buttarsi su un accessorio: un cappello, una sciarpa, un paio di guanti particolarmente belli e che la destinataria non ha avuto la possibilità di comprare. Molto meglio questo di un maglione, vestito, gonna che rischierete di destinare alla Caritas. In più, subito dopo Natale partono i saldi, perché buttare soldi?! Stesso discorso per le scarpe per le quali, tra l’altro, se proprio non potete farne a meno, per il principio “non è vero ma ci credo” fatevi dare un € simbolico perché regalare le scarpe, porta male.

See you soon per i doni per uomo.

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