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Capellomania

Lo so lo so che già ho scritto sull’argomento ma ho bisogno di tornarci per dare qualche suggerimento

Punto UNO. Uomini, cortesemente, NON vi tingete. Siete ridicoli, davvero ridicoli, Il brizzolato piace, dà quell’aria di maturità che non guasta mai, soprattutto se siete intorno ai 40 o li avete superati. E’ naturale, non c’è niente di peggio di vedere un viso rugoso con una tinta mogano; vi prego, NON vi tingete. Ascoltatemi. Tutte le volte che ne vedo uno, e questa settimana mi è capitato almeno un paio di volte, non posso non pensare alla scena di voi seduti dal parrucchiere con la tinta in testa. Dai, è imbarazzante solo il pensiero. NON sembrate più giovani, solo più ridicoli. Vi prego, fermate ‘sto scempio!

Punto DUE.. Donne, i capelli raccolti ok ma solo se non avete un faccione perché si noterà di più. A parte che, come già detto, li preferisco corti (ma questo è gusto personale) però, se li volete lunghi, lasciateli tali. Per esempio, la Boschi che personalmente ritengo non sia proprio un cesso, ecco legati no, le viene fuori una faccia e due orecchie che andrebbero divise a metà.

Punto TRE. Uomini, E’ molto meglio un uomo rasato di uno: calvo o con la chierica. Se i capelli sono andati inutile rimpiangerli con un riporto; se avete una stempiatura, che sono due, inutile cercare una frangetta improbabile anche qui ci fate caso solo voi e, a limite, vi farete notare per il contrario, lasciateli andare senza rimpianti. Puntate su altro, il capello personalmente è l’unica cosa che non noto in un uomo. Compensate con la barba che, se siete pelati, sarà foltissima, vi darà quel non so che di intrigante che farà, vi assicuro, scordare a tutte la carenza di capelli in testa; poi meglio pelato che parruccone.

Punto QUATTRO. Donne, i boccoli ad una certa età no more. Se siete ricce ok ma se ve li dovete far fare col ferro o col bigodino dal parrucchiere non è più cosa. Dai, le attempate Candy Candy hanno fatto il loro tempo, mollate e nessuno si farà male.

Punto CINQUE. Uomini, ad una certa età il codino anche basta. Non siete più una rock star, non lo siete mai stati e non lo diventerete; non siete neanche Fiorello che, maledetto, col karaoke c’ha rovinato la vita. Quelle code di topo brizzolate o (ahimè!) anche tinte, che si vedono in giro, fanno venire l’orticaria. Stop coi Rolling Stones.

Punto SEI. Donne, i capelli crescono velocemente ok?! La tinta va fatta ogni 20/30 giorni a seconda della vostra ricrescita. Non mi fate vedere quel centimetro bianco che mi manda al manicomio, è unwatchble; se poi proprio non avete tempo cercate un’acconciatura che vi aiuti: please!!!

Punto SETTE. Uomini e Donne, c’è un età per ogni capello ed un capello per ogni età… assecondate la natura, a volte ne sa molto più di noi.

Si parte!

Parti e poi torni e prima di partire sempre la stessa storia: che mi porto?!

Bè, ragazzi, facile non è ma manco tanto difficile anche se in questi due giorni a Bilbao ho visto cose tra i turisti che io boh!

Per esempio: se stai andando in un paese la cui temperatura si agira intorno ai 25 gradi di giorno e 20 la notte e hai la la prontezza di portarti un paio di (ahimè) pinocchietti di cotone (che sconsiglio di avere nell’armadio sempre e comunque!) non puoi poi indossarli con un giacchetto di pile! E che cacchio?! Non si può! Ho capito che non so bene da quale paesa del nord Europa vieni ma NON SI PUO’ comunque.

Allora, facciamo così, seguite queste due/ tre dritte che vi aiuteranno per una valigetta da week end (poi per approfondimenti sempre vadobenecosi@gmail.com).

First of all, guardate il meteo. È una cosa che odio, mi sa di anziano, a Roma non lo guardo mai perché preferisco non sapere e, soprattutto, non mi va di deprimermi ante tempo se è brutto, ma se dovete partire un occhio buttatelo per sapere.

Visto il meteo, decidete le scarpe e, in base a quelle, decidete il guardaroba da portare. Sceglietele comode, ma non mi fate vedere scarpe che non mettereste neanche per andare al prato a portare il cane! Comodo non può essere sinonimo di orrore, sia chiaro, quindi regolatevi! Se scegliete scarpe marroni NON mi fate vedere giacche nere e viceversa. Vi consiglio un colore neutro che non vi vincoli troppo. Oppure uno di base su cui costruire il resto.

Contate i giorni in cui state fuori e scegliete tanti completini quanti sono i giorni di permanenza, così eviterete troppa roba e troppo peso.

Maglietta carina per la sera e magari ballerine da sostituire alle scarpe da passeggio, possono tornare utile ma considerate che potreste non usarle perché la stanchezza vi attanaglierà.

Per il beauty non vi portate il bagno, che tanto non vi serve, ma le confezioni da viaggio che bastano e avanzano: la vostra pelle non se la prendeà se per due giorni la tratterete in maniera diversa.

Vedete che è facile, non ci vuole niente e, se non ci vuole niente, fatelo! Non mi fate vede’ cose che manco a carnevale… perchè potete andare anche in capo al mondo ma le foto vi seguiranno e torneranno con voi.

 

Moda Sociale

Allora, ragazze (perché tanto qui gli uomini non scrivono a vadobenecosi@gmail.com) per darvi qualche dritta ho cominciato a seguire su Twitter, Facebook e Instagram qualsiasi tipo di stilista: dai classici Armani, D&G, Ferretti, Valentino a Valli, Lavin, Elie Saab ai più proletari Zara, H&M, Max & co e insomma chi più ne ha più ne metta.

Così appena apro, soprattutto instagram, sono bombardata da immagini meravigliose di cose che vorrei e difficilmente potrò avere ma che comunque danno stimoli di sogno e di acquisto!

Per due settimane è stato un continuo di immagini estive con la settimana della moda prima a Milano e poi a Parigi, una corsa all’estate 2015 e ti prende malissimo perché tu devi cominciare a riporre i costumi e loro ti fanno pensare a quelli per l’anno prossimo.

Comunque, chiuse le sfilate, si è ricominciato a ragionare e a parlare di autunno/Inverno e qui la tristezza corre su filo, non tanto per l’abbigliamento quanto per la stagione in sè che mai riuscirà a piacermi.

Ma andiamo avanti, rassegnamoci, e andiamo avanti.

Come vi ho già scritto quest’anno vanno tantissimo i cappottini ma vi aggiungo che sono tornati di moda anche i parka; grazie ad una richiesta su vadodobenecosì ne ho trovati di carinissimi, da Armani a Herno a Woolrich si sono sbizzarriti! Ah, per chi non lo sapesse i parka sono quei giacconi con la culisse in vita e il cappuccio; per chi non sapesse cos’è la culisse consiglio di seguire un’altra sezione del blog perché, evidentemente, la moda non è cosa vostra.

Sui cappotti poi, sulle borse, sugli stivali sono di gran moda le frange… personalmente non le amo, mi fanno troppo Pocahontas ma pare che se non hai almeno un accessorio “con” sei assolutamente “out”, quindi frangettatevi!

Oh, poi, scusate ma devo aprire una parentesi che ho sulla punta delle dita da un po’… io voglio denunciare e poi provvedere ad un processo ed infine all’arresto del nuovo stilista di Moschino che ha reso un marchio originale, sfrontato, cool, come era Moschino, una vera pacchianata. Dunque, ammesso e non concesso che nel Missouri si sappia di moda , Jeremy Scott che da lì viene non è assolutamente all’altezza della buon’anima di Moschino. Ha imbrattato tutta la collezione con pupazzi dei fumetti e dei cartoni dalla Barbie a quel coso giallo che non so come si chiama e manco lo voglio sapere. Inorridisco al pensiero. Mi vengono certi nervi che non vi posso spiegare. Il tutto poi venduto a caro prezzo! Che fastidio! Boicottatelo, vi prego!

Ok, sono andata fuori tema, scusatemi ma non potevo più tacere.

Au revoir.

 

 

 

Autumn in the look

La domanda che più frequentemente in questi giorni mi si pone in vadobenecosi@gmail.com è: ma come ci si veste in questa stagione?!

Eh, perché hai voglia a dire che non esistono più le mezze stagioni ma esistono e come, soprattutto nell’abbigliamento! Non fa abbastanza freddo da fare il cambio di stagione (ho i brividi solo a pensarci!) e non fa abbastanza caldo da continuare a mettere gli splendidi vestitini estini; e quindi?! Cosa ci mettiamo?!

Per me è fin troppo facile rispondere. Procedo.

Prima di tutto JEANS: questo è quel periodo in cui un jeans ti salva la vita ma uno non basta. Ce ne vogliono, non dico 20 paia quanti ne ho io, ma almeno quattro/cinque modelli per rispondere a tutte le esigenze quotidiane. Vai con lo skinny solo le hai gambe magrissime; perfetti con ballerine, sneakers ed anfibi, li amo meno con tacchi, li trovo un po’ volgari. A palazzo: perfetti per ufficio con tacco, t-shirt e giacchina stretch sopra; stesso abbinamento con zampa… anche qui non tutte possono permettersela, state attente. Io poi adoro i modelli boyfriend ma più per week end, difficili da mettere in ufficio o in tribunale o in situazioni più istituzionali.

In generale, però, anche se non jeans, questo è il periodo dei pantaloni.

La mezza stagione, infatti, non si abbina bene con le GONNE ma vi salvano gli stivali ancora estivi, vi prego non fatemi vedere quelle pelli invernali e pesanti ai piedi che non è ancora cosa. Bene le gambe nude perché per quanto siate bianche non sarete mai “mozzarellate” come a maggio, quindi ancora ok senza calze, soffrirete un po’ durante le primissime ore della mattina e la sera ma durante la giornata soffrireste con le calze. Concessa la calza a rete molto piccola, magari effetto abbronzato, non nere che ve la rischiate e fa tanto sera. A chi mi ha scritto, poi, “ma un uomo mi ha detto che sono provocante con le calze a rete” ho risposto “per alcuni uomini le donne sono provocanti anche solo inalando aria dal naso”, quindi no problem!

Passiamo ai GIACCHETTI: quelli di pelle devono essere sfoderatissimi, altrimenti giacchetti tessuto tecnico o mitico giacchetto di jeans ma MAI indossarlo, ripeto MAI, con i jeans… lo so, vado contro tendenza perché il trend ora è proprio il contrario (abbinare jeans con jeans anche di diversi colori) ma permettetemi di dirvi che per me è un abbinamento improbabile.

Per quanto riguarda le SCARPE, dobbiamo cominciare a salutare i sandali a meno che non li mettiate con pantaloni ma non è carino vedere il piede troppo nudo ora. Bene invece open toe e modello chanel (punta chiusa, aperte dietro); perfetti anfibi e sneakers di tutti i tipi da converse all star a Nike.

Uscite, SEMPRE SEMPRE SEMPRE con una PASHIMNA. E’ necessaria perchè protegge il collo, completa il look e, all’occorrenza, messa sulle spalle, vi protegge dal freddo.

Lo so, un po’ noiosa questa mezza stagione ma se giocate con gli accessori (collane ed orecchini) anche quello che sembra un banale look: jeans, t-shirt e giacchino può risultare divertente.

Enjoy.

Miscellanea

Lo lo so, probabilmente dovrei parlare dell’art. 18.

Ma ne parlano tutti e quindi io non lo farò, anche perché non mi sembrava una cosa urgente in questo momento; non era una battaglia da intraprendere ora; non era una battaglia da intraprendere in generale; non è l’art. 18 il problema dell’economia italiana e non è certo lui il motivo per il quale gli investitori stranieri non investono da noi. Poche balle, Matteo.

Lo so lo so, probabilmente dovrei approfondire questo tema ma sapete che vi dico? Non mi va! Lo fanno in tanti, lo fanno tutti (e ben più autorevoli di me) quindi io parlerò di altro.

Parlerò del mio modo di smuovere l’economia nazionale perché una delle domande che mi si pone più spesso è: “ma tu quanto spendi in abbigliamento?”; allora, diciamo che la prima risposta che mi viene in mente è “sono solo fatti miei!”, come il vecchio spot, poi, visto che non sono scorbutica rispondo “Meno di quello che puoi pensare!”.

Questo ora perché prima no; prima, quando me lo potevo permettere vivendo con i miei, prendevo lo stipendio e lo dilapidavo in negozi strafichi; mi ricordo ancora la mia prima busta paga presa in RAI, in Lire (quindi non proprio niente!) regalata a Blue Marlin… noto negozio pariolino di Roma.

E va bè, bei tempi ma anche abbastanza stupidi perché è facile sapersi vestire spendendo una fortuna (e certo pure lì se non hai gusto non ce l’hai e basta, hai voglia a spendere!); è facile entrare in un negozio solo e vestirsi da capo a piedi con l’aiuto delle commesse, speriamo sagge; è facile essere fico con total look Armani, per dire.

La vera sfida è un’altra: è quella di fare mix e cioè comprare un vestito da Oviesse, le scarpe da Twin set, il giacchetto da Zara e partire di slancio.

E’ questo che mi diverte della moda ed è questo che mi permette di cambiarmi tutti i giorni 🙂 e di smuovere l’economia nazionale.

Le mie rubriche preferite sono quelle in cui i giornali partono da un look proposto da grandi stilisti e te lo ripropongono simile spendendo meno della metà.

Ed è quello che faccio io, almeno che cerco di fare!

Questa estate mi ha dato grasse soddisfazioni l’allegato look.

Sono partita da foto su catalogo Twin set che tra scarpe, vestito e giacchino mi sarebbe costato € 500 con i saldi… me la sono cavata con € 95. Come ho fatto??? Facile: studio, mi documento, giro. Va bè, sono stata anche fortunata stavolta trovando: vestitino in pizzo Oviesse 20€ ; giacchetto Only su Amazon 25€ ; scarpe Tommy Hilfiger in Outlet Soratte 50€ .

Però, i miei consigli sono: non fermatevi alla prima vetrina, ce ne sono mille altre e c’è internet (sfruttiamolo!); non c’è bisogno di spendere sempre 200€ per un vestito che si metterà un paio di volte in una stagione, se ne possono spendere 20; ci sono io ad aiutarvi con vadobenecoi@gmail.com se non siete capaci da sole, chiedetemi:  a volte basta la borsa a fare la differenza. Eh sì, perchè, come vi ho già detto, si può lesinare su tutto ma non sulle borse… quelle sì che fanno la differenza, ma loro meritano un post a parte, ci torneremo… ah, se ci torneremo!

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Get married

Un anno pieno di matrimoni famosi questo eh?!

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia.

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia e di cui ai più non importa una mazza.

E, d’altronde, come dar loro torto?!

Ricapitoliamo: di ieri il matrimonio di Clooney a Venezia; un paio dì settimane fa si  sposata la Canalis ad Alghero;primala Kardashian (che c’ho messo un mese a capire chi era e ancora non lo so) a Firenze; e il lord inglese in Puglia, come la ricca indiana che ha portato Bollywood a Fasano; e Ramazzotti a Palazzo Reale e ancora e ancora.

Bene, a parte me che sono sempre incuriosita (in maniera quasi morbosa) dai vestiti di tutti, di cui dirò a breve, quello che mi viene da dire è W l’Italia e la sua meravigliosa bellezza!

Sono una di quelle che al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio e caio”, pensa a quanto i suddetti matrimoni ci ricordino in quale paese meraviglioso viviamo. Se uno che può spendere quello che vuole, e farlo in qualsiasi posto del mondo, decide di farlo proprio in Italia, beh secondo me dobbiamo esserne solo orgogliosi! Perché, diciamocelo francamente, ma dove lo troviamo un altro paese dove c’è mare caraibico e non, montagna, lago, scogliere, laguna e chi più ne ha più ne metta il tutto condito da una cucina ottima e da un clima assolutamente perfetto?! Quello che manca a noi è il nazionalismo, l’autocompiacimento, la consapevolezza, la determinazione nel promuovere il nostro patrimonio.

Quello che vedo io in questi matrimoni è quello che vede il barcaiolo di Venezia e cioè che “il matrimonio di Clooney ha portato più lavoro in tre giorni dell’intera mostra del cinema”; è così ha fatto il matrimonio dell’indiana a Fasano, che ha dato da mangiare a mezza Penisola.

Smettiamola di fare i “piagnoni” e godiamoci e “sfruttiamo” le meraviglie che Dio, per chi ci crede, ci ha regalato.

Siamone orgogliosi, cerchiamo di guardare al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio o caio” e W l’Italia!

E’ anche in questo modo che si muove l’economia; è anche in questo modo che ci facciamo conoscere nel mondo; è anche in questo modo che possiamo liberarci dall’etichetta di “mafia, pizza e mandolino” che ci hanno affibbiato; è anche in questo modo che affermiamo la moda nel mondo. E sì, perchè George vestiva Armani… lei pare di no… pare McQueen ma, come ho già detto alla Canalis, Amal ma me voj fa vede’ il vestito?! Che ti sei sposata a fare, in Italia giunta, sennò?! E la prossima volta  che ti sposi, che fai un addio al nubilato, che decidi di scegliere Alexander Mcqueen stai attenta che il tuo vestito  già l’aveva indossato Michele Obama… tutto io vi devo dire?!
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Rubrichiamoci

Bene, bene, bene. Vorrei aggiornarvi sulla situazione di vadobenecosi@gmail.com, FUNZIONA!

Mi sono già arrivate diverse mail e vi faccio un riassunto per condividere i consigli dati.

La prima mail mi è arrivata da una fantastica sig.ra che mi chiedeva come doversi vestire ad una cena, abbastanza importante, a casa di amici . Tra un vestito a fiori con tacco; un pantalone con casacca marrone (che, però, le stava un po’ stretto) ed un caftano con disegni geometrici su pantaloni blu e scarpe basse, la mia scelta (e anche la sua!) è caduta sul caftano con pantaloni blu e ballerine. Vi spiego perchè il mio consiglio: il vestito e i tacchi troppo impegnativi, sebbene trattavasi di cena importante era sempre a casa, quindi meglio qualcosa di più informale; il pantalone marrone con casacca le stava strettino e avrebbe passato la serata a disagio; quindi ottima la casacca con pantalone. La foto è arrivata e, devo dire, stava benissimo  🙂 .

Mi hanno poi chiesto, in due separate mail, quali sono i must have dell’inverno, soprattutto per quanto riguarda i capispalla e qui vi dico:

1) qualcosa di rosa o meglio color cipria, tutti gli stilisti hanno fatto almeno un capo di questo colore, che devo dire sbatte in viso assai, ma da Twin set a Gucci non c’é vetrina senza un capo color cipria… magari un maglioncino da spezzare con qualcosa di nero o marrone si può fare;

2) le gonne sotto il ginocchio, un po’ svasate, magari a pieghe o gonna pantalone tra gli anni ’70 e 80;

3) maglioni di maglia grossa, che sembrano fatti a mano: meraviglioso il vestito maglioncione  color mélange di Stella, ma se ne trovano anche a prezzi più accessibili;

4) i pantaloni di lana alla “zompa fosso” un po’ larghi e corti;

5)  cappottini di lana anche a maglia. Molto carino quello di Max & co a righe orizzontali con zip, nero e grigio, che possono permettersi solo fisici tendenti all’anoressia; vanno molto anche i montoncini, o simil tali, per quanto mi riguarda solo ecologici; nonchè i  giacchetti di pelliccia, anche in questo caso, per quanto mi riguarda, solo eco.

Ancora, mi si chiedeva delle nuance degli smalti per l’autunno inverno e qui i colori saranno metallizzati, il rosso sempre imperante, il nero ed il blu; regge, però, il viola e, quindi, l’idea della mia amica “richiedente” di un fucsia orchidea non troppo brillante è stata da me accolta.

Ancora, jeans skinny con all star benissimo se hai gambe super magre (come chi mi ha fatto la richieta) altrimenti scadi nel ridicolo; ed infine, sciarpona di lana fatta a maglia con frange o senza frange: ma con frangissime anni ’70, of course!

Nessun maschietto all’attivo, ma ho fiducia.

Dai che ci rubrichiamo, coraggio!!!!

 

 

Stella?!

Scena: casa di amica, tanti bambini non miei, ovviamente.
Ad un certo punto ne arriva una, un po’ più grande delle altre (almeno di statura) che poi scopro avere 10 anni.
Vede la mia borsa abbandonata sulla sedia e mi chiede: “Stella?” (McCartney per i fortunati di voi che non lo sanno) e io: “si” e lei: “ma è falsa?” e io: “no” e lei: “ce l’ha anche mia mamma ma nera”. Poi si gira dalla mia amica e fa “ma é la baby sitter?” e lei “no, la mia migliore amica”.
Perché vi racconto questa storia?! Perché dal basso della mia non esperienza questa storia rappresenta tutto ciò che una bambina di 10 anni non dovrebbe essere e tutto quello che la mamma di una bambina di 10 anni ha sbagliato nell’educazione della figlia.
Ma vi rendete conto dico io?! Vogliamo analizzare il fallimento? Procedo:
1) a 10 anni non dovresti sapere cos’è una borsa di Stella McCartney, dovresti ancora pensare alle Barbie;
2) quand’anche tu lo sappia non dovresti avere la percezione di quanto costa;
3) quand’anche tu sappia quanto costa non dovresti neanche lontanamente farti venire il pensiero che sia falsa, perché questo implica un classismo che manco Hitler;
4) quand’anche tu sappia della borsa, del prezzo, non dovresti mai e poi mai (a 10 anni) pensare che una baby sitter non potrebbe (o dovrebbe, chissà che le è passato per la mente) permettersela!
E veniamo alla mamma: tu, mamma, che hai permesso che tua figlia realizzasse i punti da 1 a 4, bè dal mio punto di vista hai fallito su tutta la linea. Una bambina che a 10 anni si permette di classificare una persona dalla borsa sarà una persona quantomeno ignorante; una di quelle che alimentano la visione di superficialità delle donne e che costringe quelle intelligenti a fare il doppio della fatica per emergere nella vita e sul posto di lavoro; una di quelle che gli uomini tratteranno per quello che sono: il nulla cosmico.
Vergognati per te e per tua figlia e prova a rivedere te stessa per, magari, aiutare quella stronzetta che stai crescendo.
Roba da pazzi.
PS: stronzetta, di’ alla tua mamma che la Falabella nera è brutta e che, se proprio ci doveva spendere tutti quei soldi, lo poteva fare per qualcosa di più originale. Anzi, dille di scrivere a vadobenecosi@gmail.com che le do due consigli.

Vado bene così?!

Non so a voi ma a me sempre più spesso arrivano dei messaggi su whatsapp del seguente tenore “aiuto, devo andare ad una festa e non so cosa mettere” oppure mandano foto e poi “vado bene così?” o ancora “per un matrimonio meglio questo o quest’altro vestito?!”.

Lo faccio anche io, lo facciamo tutte.

E a me, come potete immaginare, piace moltissimo dare questo tipo di consigli e ne sono sempre lusingata.

L’altra sera, per esempio, una delle mie migliori amiche (che è?! A me una non basta, ne ho diverse e allora?!), insomma, una di loro mi ha scritto: “aiuto, per quella data festa avevo deciso i jeans e ora mi stanno dicendo che non vanno bene”. Allora, intanto la prima domanda da porsi è: “stanno dicendo chi?!” perché se te lo dice tua nonna o tua zia che pare tua nonna o la tua amica che sembra la zia di tua nonna, lo “stanno dicendo” non vale ora e non varrà mai. Per una festa, a meno che non sia al teatro dell’Opera a meno che non sia una festa di matrimonio (e pure qui con i dovuti distinguo!), i jeans vanno più o meno sempre bene. Ovviamente con tacco; ovviamente con qualcosa di molto appariscente sopra o sotto: vanno sempre bene! E infatti: non li ha messi, salvo poi dirmi il giorno dopo “la più fica della festa stava in jeans e non ero io!”.

Lo vedi?! Allora, io sono anche disposta a consigliare ma se poi non mi si sta a sentire è “un cavolo e tutt’uno” come si dice a Roma, no?!

E dunque, amiche  e amici (perchè non è che i consigli si danno solo alle donne, gli uomini ne hanno anche più bisogno a volte!), che avete una qualsiasi cosa da fare: sia essa una riunione importante in ufficio, sia esso un incontro galante, sia essa una cerimonia, sia essa una cena con la suocera: scrivetemi a vadobenecosi@gmail.com, riceverete immediata risposta e, se sarete tantissimi, apriremo rubrica “vado bene così?!”.

Sia chiaro che non ho la pretesa di dettare moda a nessuno, trattasi di “consiglio assolutamente personale per dubbi assolutamente impersonali”.

I’m waiting for you.